Layers of Fear

Ritratto di un incubo d'autore
Scritto da Mail@ KableGameril 02 marzo 2016
Layers of Fear Recensione

"Ogni ritratto dipinto con passione è il ritratto dell'artista, non del modello"

Nulla di meglio della citazione di Oscar Wilde, posta ad inizio partita, per sottintendere l'essenza e delineare il filo conduttore di quella che è di sicuro un'esperienza videoludica insieme visionaria e orrorifica. Layers of Fear, sin dal suo esordio in early access durante la fase finale dello scorso 2015, ha di sicuro dimostrato di poter rappresentare al meglio quello che fu l'intento dichiarato dai suo sviluppatori in origine: dar vita a quello che sarebbe quantomeno stato un sequel spirituale del mai troppo compianto Silent Hill P.T.


Questa casa, la mia mente, mi perseguita

Non sapremo mai come, e soprattutto cosa, sarebbe stato il titolo partorito dalle menti del visionario Del Toro e del sempre lungimirante Kojima, ma quello che è certo è che Layers of Fear, di quell'unico playable teaser che rimane del progetto abortito dei due maestri, è riuscito a rimetterne in gioco, è proprio il caso di dirlo, i principali stilemi che da esso potevano essere evinti.L'intero gioco innanzitutto si svolgerà in prima persona e ci vedrà calati nei panni, o per meglio dire nella mente, di un pittore dall'oscuro e tormentato passato, personale e familiare, intento a ricostruire i tasselli della precedente esperienza alla base della realizzazione del macabro dipinto al centro dell'intera vicenda.

Il tutto si svolgerà all'interno della sua abitazione in pieno stile vittoriano.

Una casa in continuo mutamento, claustrofobica ed instabile, come i corridoi e le stanze di cui mutevolmente si comporrà ad ogni sezione di gioco, specchio diretto di una psiche turbata e scomposta. Muovendoci all'interno della dimora del pittore e della sua famiglia in effetti non potremo fare a meno di sentirci spaesati quando stanze precedentemente visitate si presenteranno completamente diverse, i corridoi sempre meno illuminati ci condurranno in sezioni dapprima apparentemente inesplorate, una camera evidentemente senza via d'uscita ci rivelerà una nuova via di fuga non appena faremo capolino all'indietro, spaventati, sui nostri passi. Un loop infinito che si concluderà solo quando ritroveremo, guidati da inquietanti sussurri di sottofondo, uno ad uno gli oggetti fondamentali per risvegliare i ricordi sopiti del pittore. Saremo in seguito catapultati nuovamente all'interno della stanza centrale, dove aggiungeremo nuove disturbanti pennellate al ritratto, per poi ripartire alla scoperta di una casa che si dimostrerà sempre più ostile a voler rivivere le ombre del passato, così come la mente stessa del protagonista. L'una rappresenterà il riflesso dell'altra e sarà davvero difficile riuscire a non essere turbati dalla follia di un tale labirinto di immagini e sensazioni.


Prendimi per mano in quest'orrore

Layers of Fear è essenzialmente un'esperienza narrativa, emotiva se vogliamo, che punta a colpire profondamente il giocatore da un punto di vista psicologico. Lo farà conducendolo per mano nei meandri della casa, tra i pianti della figlia e le grida di dolore della moglie deturpata del protagonista, tra ombre che spunteranno all'improvviso senza mai rivelarsi del tutto per poi improvvisamente sparire, tra lo squittire dei topi tanto odiati al punto di divenire un tarlo fisso, tra stanze che si capovolgeranno al suono di un grammofono, tra gli oggetti che si animeranno al nostro passaggio per poi altrettanto velocemente ricadere al suolo. L'intero titolo insomma verterà quasi esclusivamente sulle sensazioni che la casa e le vicende pregresse che la animano metteranno in moto al nostro passaggio e che diverranno sempre più macabre ed inquietanti man mano che raccoglieremo i cocci di una vita in frantumi per l'arte. Non aspettatevi dunque l'azione frenetica. Non ci saranno mostri sanguinari ad inseguirvi per mettere fine alle vostre sofferenze. Quelle Layers of Fear vuole che le viviate tutte fino in fondo. Non troverete nemmeno molti enigmi ad attendervi nonostante le complesse dinamiche che muovono l'abitazione. Quei pochi che ci saranno serviranno solo a spianare la strada ad un nuovo momento di tensione o magari ad una sequenza narrativa durante la quale sarete costretti immobili ad assistere al parto malato scaturito dalla mente dell'artista. Layers of Fear punta tutto sul racconto, conducendovi per mano lì dove l'orrore si farà sempre più nero e vivo. Molta tensione e davvero poca azione danno vita dunque ad un horror a sfondo essenzialmente psicologico dove le possibilità di interazione con l'ambiente sono ridotte all'osso per mettere in risalto la pura narrazione.


Echi e sfumature di un'anima turbata

Un gameplay che punta tutto sulla tensione da creare nel videogiocatore deve necessariamente fregiarsi di un comparto tecnico di buona qualità per poter riuscire nell'intento di creare un'atmosfera adatta allo scopo. Layers of Fear ci riesce pienamente. La casa, grazie anche ai sapienti giochi di luci, trasmette quel senso di cupa malinconia ed insieme di ostinata follia che pervade la mente del protagonista attraverso la psichedelia delle stanze minuziosamente costruite. Il comparto audio non è da meno ed anzi si potrebbe affermare che rappresenta il fiore all'occhiello di questa produzione. Sussurri provenienti da luoghi sconosciuti, pianti malinconici, urla secche di dolore, musiche distorte provenienti da grammofoni o pianoforti sono solo alcuni dei motivi per cui vi ritroverete catapultati in prima persona all'interno della claustrofobica casa dell'artista. Layers of Fear è essenzialmente un horror dal forte impatto emotivo quindi se siete in cerca di qualcosa di frenetico che vi tenga incollati allo schermo anche per la sua componente action siete nel posto sbagliato. Tutti quelli che sono invece curiosi di ritrovarsi nel bel mezzo dei deliri di una psiche disturbata ed ansiosi di scoprire quale macabro mistero possa celarsi dietro l'opera che il protagonista sta cercando di ricostruire di pari passo con la sua memoria saranno più che accontentati.

La casa è già lì ad attendervi.

PRO:- Atmosfera da brividi
- Comparto audio di prim'ordine
- Narrazione coinvolgente
CONTRO:- Interazione limitata con l'ambiente circostante
- Gli enigmi potevano essere più numerosi
- Sconsigliato agli amanti degli horror action
Outlast ( PC )Un giornalista indaga sui misteri di un manicomio all'interno di questo horror rivelazione.
The Evil Within ( PS4 )Se cercate maggiormente l'azione questo è il titolo che fa per voi.
VOTO FINALE7.5
SCHEDAGIOCO
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Layers of Fear2016-03-02 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/layers-of-fear-52824/Ritratto di un incubo d'autore1020525VGNetwork.it