Forse non tutti sanno che Legion of the Damned non è una nuova proprietà intellettuale; l'universo ricreato da Offworld Games infatti si basa sull'omonima serie di romanzi di fantascienza (purtroppo ancora inediti in Italia, ndr.) partoriti dalla mente di William C. Dietz.
Il nome non risulterà totalmente sconosciuto a chi solitamente espande l'esperienza videoludica oltre il semplice joypad; moltissimi romanzi derivati da videogiochi infatti portano proprio la sua firma (ricordiamo qui brevemente la serie Flood di Halo, Mass Effect, Resistance, Star Wars e la sceneggiatura del prossimo Resistance – Burning Skies per PS Vita, ndr.).
Il titolo dunque, pur sembrando ai nostri occhi una delle tante applicazioni che colorano il panorama dello Store Apple, porta con sé un'eredità ed un'esperienza narrativa di tutto rispetto (tanto più che lo stesso Dietz ha collaborato alla stesura della storia e alla supervisione generale).
In un futuro lontano, lontano...
L'intera umanità vive oppressa da un imperatore arrogante, egocentrico e cieco ai bisogni della popolazione che dovrebbe guidare. Come se non bastasse, una bellicosa razza aliena decisa a sterminare ogni forma di vita senziente nell'universo ha attaccato i confini esterni dell'impero e di sta avvicinando rapidamente alla Terra. L'ultimo baluardo a difesa della razza umana è una forza d'élite conosciuta come la Legione dei Dannati, composta da criminali condannati a morte e resuscitati artificialmente per essere trasformati in cyborg.
In questo clima di alta tensione inizia la nostra avventura; dovremo infatti guidare la Legione lungo 16 missioni fino alla vittoria finale contro la minaccia esterna, scongiurando nel contempo il rischio di un'imminente guerra civile che si sta profilando all'orizzonte. Probabilmente la storia, agli appassionati di fantascienza, sembrerà abbastanza banale, ma Legion of the Damned è uno strategico a turni completo e molto complesso, che fa ben presto dimenticare questa leggera mancanza di originalità. Sarete infatti ben più impegnati a pensare a sopravvivere alle conseguenze di ogni vostra mossa che non alle vicende di contorno.
La strategia è la via del paradosso (cit.)
La citazione di Sun-Tzu risulta perfetta per l'introduzione al gameplay, fulcro dell'intero titolo. L'obiettivo di ogni missione è molto semplice, in apparenza: conquistare e controllare il maggior numero di bandiere o, in alternativa, annientare il nemico entro i turni stabiliti (di regola 8).
Nulla di nuovo, per chi ha già familiarità con gli strategici a turni, come l'ottimo Wesnoth. Si sa però che l'apparente semplicità nasconde in realtà molte insidie.
Con i canonici tre livelli di difficoltà (facile, normale, difficile) ed una intelligenza artificiale dinamica ed aggressiva, la sfida messa a disposizione dal titolo si rivela sempre ottimamente bilanciata. Il vostro senso tattico sarà messo duramente alla prova; dovrete infatti sudarvi ogni singolo esagono del campo di battaglia e, soprattutto, dovrete conoscere bene le molteplici abilità delle vostre truppe e le caratteristiche del terreno per poter elaborare la migliore strategia nei pochi turni a disposizione. Non preoccupatevi, non dovrete sapere tutto a memoria. Fortunatamente gli sviluppatori hanno inserito un tutorial completo ed esaustivo e una sezione di aiuto (consultabile in ogni momento e decisamente gradita) incredibilmente dettagliata e ben fatta. L'unica cautela che possiamo consigliarvi è di pensare attentamente ad ogni implicazione che potrebbe scaturire dalle vostre azioni; in Legion of the Damned agire d'impulso porta quasi sempre ad una sconfitta. A fine missione potrete sempre visionare i vostri errori tramite l'apposita icona Replay che vi mostrerà l'intero scontro (il difetto maggiore è che la battaglia viene riproposta a velocità normale, senza la possibilità di velocizzare o saltare al turno desiderato).
La longevità è assicurata non solo dalla presenza di tre razze peculiari tra cui scegliere, ma anche da una campagna in singolo profonda e strutturata in sedici missioni sempre più ostiche e da altre tre importanti modalità quali Schermaglia (su dieci mappe predefinite), il multiplayer competitivo fino a quattro giocatori e l'editor di di mappe, su cui torneremo tra poco.
La modalità multiplayer in particolare aggiunge alcune varianti come ad esempio la possibilità di giocare a turni sullo stesso dispositivo e la possibilità di giocare una partita in modo asincrono; possiamo lasciare la partita in ogni momento e verremo avvisati tramite notifiche push quando sarà il nostro turno, cosi da riprendere agevolmente lo scontro (un po' come una partita di scacchi protratta nel tempo).
Menzione speciale merita l'editor di mappe, in cui potete dar fondo a tutta la vostra fantasia nel creare mappe sempre più complesse. Nulla è lasciato al caso e anche l'editor si dimostra incredibilmente completo e dettagliato, presentando la gradita possibilità di poter condividere le vostre creazioni con chi vi pare.
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