Lords of the Fallen

Non è semplice imitare Dark Souls
Scritto da Mail@ ilFed2508il 03 novembre 2014
Lords of the Fallen Recensione

Uscito il 30 Ottobre ed accompagnato da una discreta dose di hype, generata soprattutto dalle similitudini con la serie Souls, da cui prende chiaramente spunto, Lords of the Fallen ha fatto così capolino nelle console next gen e nei PC di tutto il mondo. Sviluppato dai tedeschi di Deck 13 Interactive e prodotto dai polacchi di CI Games, l’obiettivo di Lords of the Fallen è quello di porsi come valida alternativa al re degli Action/RPG, Dark Souls. Sarà riuscito nell’ardua impresa, oppure sarà caduto nel provarci?

IFrame


I Lord sono caduti

Harkyn è un reietto, un criminale. I tatuaggi che ricoprono il suo volto sono proprio li, a ricordarlo a lui stesso ed a tutti quelli che incontra. Liberato dalla prigionia ed in cerca di riscatto, accetta di partire per aiutare Antonidas, signore dell’umanità, intento a combattere una vera e propria guerra contro delle creature demoniache chiamate Rhogar. A vederla così, la premessa narrativa potrebbe anche sembrare interessante, pur palesando una certa banalità di fondo, ma la trama, purtroppo, non riesce a decollare come dovrebbe durante il corso dell’avventura, che si può tranquillamente portare a termine in circa sedici ore di gioco. La componente narrativa rappresenta forse il vero punto debole dell’intera produzione, con dei personaggi secondari alquanto anonimi e dimenticabili. Peccato, perché avere una buona trama per un RPG non diciamo sia fondamentale, ma sicuramente può fare la differenza tra l’epicità ed il dimenticatoio.

Esagerazioni a parte, per fortuna Lords of the Fallen non si limita ad essere un RPG nudo e crudo, bensì ci pone di fronte ad una componente action di tutto rispetto, forte di alcune soluzioni interessanti per quanto riguarda le meccaniche, e maggiormente diversificata da quella di Dark – mostro sacro – Souls di quanto si potesse immaginare all’inizio. Pur essendo derivativo nel sistema di combattimento e nella mappatura dei comandi che risultano fondamentalmente simili al titolo FROM Software, Lords of the Fallen propone un combat system basato sul lock dei nemici, di cui bisognerà imparare a conoscere tutti i vari movimenti ed attacchi, così da poter massimizzare il danno inflitto.


Tecnica d'azione

Infatti, in Lords of the Fallen ci troviamo di fronte ad una situazione più verosimile rispetto a quella già vista nella serie Souls: a differenza di quest’ultimo, la barra stamina di Harkyn viene gestita in maniera diversa, permettendo, con la concatenazione di attacchi, di consumarne di meno. Anche la schivata permette di recuperare un po’ di stamina spesa per compiere l’azione, andando a favorire il combattimento, che diviene più tecnico e divertente. Altra componente di vitale importanza risulta essere la scelta dell’equipaggiamento e delle armi. Un Harkyn vestito con armatura pesante e spadone a due mani sarà molto più lento rispetto all’accoppiata armatura leggera e doppi pugnali, rendendo così praticamente nullo il beneficio della schivata; in compenso avrà ovviamente una potenza ed una forza maggiore nei colpi vibrati e portati a segno.

Al giocatore viene demandato il compito di valutare attentamente questi aspetti, in quanto a prenderli sotto gamba gli stessi si tramuterebbero in una sonora dose di mazzate per Harkyn. Non esiste comunque, in Lords of the Fallen, l’obbligo di vestire armature complete per classe, ma si può decidere di vestire le tre tipologie di armature – leggera, media e pesante – combinate su parti del corpo specifiche, come il torso o le braccia, nel tentativo di trovare il giusto equilibrio tra peso e protezione. Per quanto invece riguarda le armi a disposizione del nostro protagonista, ne possiamo trovare undici tipi diversi, impugnabili ad una o due mani. Si va dai doppi pugnali, veloci e leggeri, ai martelli a due mani, pesanti e letteralmente devastanti.


Come ti "expo" il bestione

Se il lato action del titolo di Deck 13 Interactive propone qualche spunto decisamente interessante, condito da una difficoltà si alta, ma mai punitiva come quella dei titoli From Software, è il lato RPG del titolo che presta il fianco ad alcune critiche. Sorvolando sulla questione trama di cui abbiamo già parlato, il gioco non offre molti aspetti ruolistici: quelli presenti sono il minimo quantitativo utile per sembrare lontanamente un RPG. Per inciso, al giocatore viene chiesto di scegliere tra tre classi iniziali – chierico, ladro e guerriero – ognuno con le proprie peculiarità e caratteristiche, ma con una skill in comune che consiste nella creazione di un ologramma che distrae i nemici nel corso di un combattimento. Combattimenti che portano ad ottenere esperienza utile a livellare il nostro Harkyn.

Ed è proprio nello spendere i punti esperienza che Lords of the Fallen pecca: i punti acquisiti vengono gestiti, nella maggior parte delle volte, in modo del tutto automatico, andando ad inficiare uno dei momenti più appaganti del gioco di ruolo, ovvero quello legato al level up del personaggio. Il sistema è molto semplice: nel mondo di gioco sono disseminati dei checkpoint dove è possibile scegliere se spendere i punti esperienza o proseguire per accumularne di più. Nel caso si optasse per la prima, i punti possono si essere spesi in ogni voce al fine di potenziare i parametri di forza, agilità e quant’altro, ma si potrà anche decidere di utilizzarli per riempire due barre – una legata alla potenza ed una alla magia – poste al di sotto delle caratteristiche. Una volta completata la barra prescelta, il sistema andrà ad assegnare i punti esperienza in automatico tra i parametri corrispondenti.

È vero che Tomasz Gop aveva detto che Lords of the Fallen sarebbe stato meno punitivo rispetto ad altri titoli, e che il sistema non possa rappresentare un difetto vero e proprio in quanto si può comunque decidere di usare il metodo classico, ma di certo questa semplificazione snatura leggermente quelli che sono i dogma del gioco di ruolo. Inoltre, progredendo nella storia il nostro protagonista diventerà mediamente più forte dei mob che incontreremo, denotando un leggero sbilanciamento a favore dell’accessibilità a cui accennavamo prima. Sempre parlando di caratteristiche RPG, bisogna segnalare anche qualche problemino con l’esplorazione. Vuoi un po’ per la scarsa componente narrativa che non porta a girovagare alla ricerca di side quest ed npc interessanti, vuoi per l’assenza di una qualsiasi mappa che causa confusione sulla strada da seguire, l’open world di Lords of the Fallen, pur essendo artisticamente molto ispirato, non incentiva all’esplorazione.


Cosa abbiamo di buono?

In Lords of the Fallen, però, non tutto è da buttare. Tecnicamente parlando ci troviamo di fronte ad un prodotto artisticamente di qualità. I colori cupi, l’ambientazione e gli effetti di illuminazione donano carattere al mondo di gioco dove ci troveremo a vivere le nostre avventure, rendendo giustizia al motore di gioco proprietario, il Fledge, ed a tutta la componente artistica del team di sviluppo. I punti più alti si toccano con le armature del protagonista ed i modelli dei boss, mentre i nemici e gli NPC soffrono di una ripetività di fondo per cui si ha sempre l’impressione che siano derivati da altri prodotti dello stesso genere, ma nulla di trascendentale. Sorvolando su qualche bug nel sonoro, qualche calo di frame rate e qualche texture sottotono, Lords of the Fallen è dunque capace di stupire in positivo sotto il versante tecnico, e considerando l’esiguo numero di persone che sviluppano nel team di Deck 13 Interactive, si tratta di un lavoro davvero encomiabile.

In conclusione, Lords of the Fallen è un Action RPG discreto che purtroppo soffre si di qualche problema di design, ma che è in grado di offrire un combat system solido e profondo, mutuato dai pilastri della serie Souls, unito ad una componente artistica ispirata e di tutto rispetto. Se quindi siete alla ricerca di un’alternativa next gen ai titoli FROM Software e siete disposti a chiudere un occhio sui suoi difetti, o se siete alla ricerca di un titolo abbastanza impegnativo, ma senza eccessi, allora vi consigliamo di dare una chance a Lords of the Fallen. Siamo sicuri che non vi deluderà.

COMMENTO
Mail@ ilFed2508

Lords of the Fallen è un titolo che ho giocato e gioco con piacere, ma che non riesce a fare breccia nel mio cuore di videogiocatore. Le aspettative attorno al titolo erano tante e, purtroppo, quasi certamente non hanno giovato allo sviluppo come mi sarei aspettato e come sarebbe dovuto essere. Resta il rammarico per un titolo da me parecchio atteso per cui, certamente, si poteva osare molto, molto di più.

GRAFICA:8Componente artistica di rilievo e molto ispirata.
SONORO:7Il parlato è recitato in inglese, senza particolari alti o bassi. Buoni gli effetti audio ambientali.
GIOCABILITà:8Il combat system è profondo e strutturato sull’ottima base dei Souls. Il gioco è impegnativo, si ma senza esagerare.
LONGEVITà:7.5Terminata la campagna principale, della durata di circa 16 ore, non rimane molto altro da fare. Assente il multiplayer.
VOTO FINALE7.5
PRO:-Il combat system è profondo e ben strutturato
-Tecnicamente ispirato
-Impegnativo al punto giusto
CONTRO:-Narrativa dimenticabile e personaggi secondari non di spessore
-La componente RPG poteva essere migliorata ulteriormente
Dark Souls II ( PC )Il titolo da cui prende molta ispirazione Lords of the Fallen è un concentrato di difficoltà e frustrazione, ed è proprio quello che lo rende così affascinante.
The Witcher 2: Assassins of Kings ( PC )Se avete voglia di cimentarvi in un ottimo Action RPG di stampo occidentale, longevo e dai molteplici finali, The Witcher 2 è la scelta giusta per voi.
SCHEDAGIOCO
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Lords of the Fallen2014-11-03 16:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/lords-of-the-fallen-47595/Non è semplice imitare Dark Souls1020525VGNetwork.it