Lost Orbit

Un viaggio in cel shading fra asteroidi e pulsar!
Scritto da @ GuidoSora7il 15 maggio 2015
Lost Orbit Recensione

Non sono molte le case di sviluppo a poter vantare l’esordio di una propria produzione su PS4 sin dai primi giorni del lancio mondiale dell’ultima console di casa Sony. Fra questi troviamo PixelNAUTS, software house che ha subito impreziosito la Instant Game Collection del servizio Playstation Plus con Contrast, un’avventura dalle tinte noir originalissima, ma migliorabile dal punto di vista del gameplay. Questa volta gli sviluppatori canadesi ci portano nello spazio profondo con Lost Orbit, una produzione che punta tutto sulla giocabilità e su un’esperienza spiccatamente arcade. Scopriamo come si comporta su PS4.


Meccanici spaziali sottopagati. Un classico!

Mai fare un lavoro che puoi lasciare ad un robot. Questa massima deve essere sfuggita agli abitanti della galassia in cui è ambientato Lost Orbit. Per risparmiare sulle spese di produzione e per far quadrare i conti, le operazioni di manutenzione vengono infatti affidate a meccanici sottopagati. Nel gioco siamo chiamati a vestire i panni di Harrison, uno fra i tanti sopracitati meccanici. Chiamato a riparare uno dei sistemi di comunicazione sparsi per lo spazio, un bel giorno, durante un lavoro di routine la sua astronave viene spazzata via da un asteroide. Fine della corsa? Niente affatto! Con le sue doti di aggiustatutto il nostro sfortunato specialista potenzia il sistema di navigazione della sua tuta e intraprende il viaggio verso casa… ed è qui che entriamo in gioco noi.


Sprintando fra Asteroidi e Pulsar...

Sebbene Lost Orbit sia stato definito dai ragazzi di PixelNAUTS come un Dodge ‘em up, risulta difficile assegnare un solo genere a questa produzione. Lo scopo del gioco è semplice: nei panni di Harrison bisogna superare livelli pieni di ostacoli per raggiungere i Nodi, dei portali che permettono di coprire distanze considerevoli, avvicinando sempre di più il meccanico al suo pianeta di origine.Nel corso dell’avventura vengono introdotti diversi elementi che vanno incontro allo sventurato meccanico, come pianeti gassosi in grado di incrementare sensibilmente la velocità del jet pack di Harrison, o portali in grado di teletrasportarlo in aree prive di pericoli. Ma il cammino del nostro eroe non è affatto in discesa: parallelamente agli elementi ambientali favorevoli citati, nei livelli avanzati vengono introdotti anche ostacoli di diverso tipo, come lame rotanti o torrette laser letali. Ma il raggiungimento dei Nodi è solo uno degli obiettivi da portare a termine lungo il percorso. Nei 4 diversi sistemi solari in cui è ambientata l’avventura è infatti possibile raccogliere frammenti di Obtainium, un minerale raro quanto prezioso che permette di potenziare l’equipaggiamento del nostro specialista. Ed è qui che entra in gioco un’altra componente essenziale di Lost Orbit: un sistema di upgrade di stampo RPG. Sfruttando un apposito menù è possibile sbloccare o potenziare le abilità di Harrison, permettendogli di detonare un piccolo esplosivo in prossimità di ostacoli troppo ravvicinati oppure di scansare prontamente un raggio laser.Oltre all’aggiunta di questi due elementi, al giocatore viene fornita la possibilità di potenziare il sistema di navigazione, aumentando il carico di carburante disponibile o incrementando la velocità dello sprint. Se i primi due elementi fungono più che altro come mezzi per evitare di ripartire dal checkpoint, l’upgrade del jetpack è funzionale anche per l’ennesimo obiettivo secondario dei livelli ed ennesima componente supplementare del gameplay: il miglior tempo.Sommando la raccolta dei frammenti di Obtainium, il numero di morti e il Tempo totale impiegato per completare il livelllo si ottiene il sistema di ranking del gioco, che va dalla classica medaglia di Bronzo fino ad arrivare a quella di Platino. Ciascuna permette di usufruire di un quantitativo bonus di Obtainium, e offre ottimi motivi per rigiocare gli oltre 40 livelli del gioco.


…su una Via Lattea in Cel Shading

Dal punto di vista tecnico Lost Orbit ci ha sorpreso, grazie ad un motore grafico interamente in Cel Shading. Tutto ciò che compone il mondo di gioco è stato curato nei minimi particolari, e l’ampia palette cromatica dei sistemi planetari in cui condurre Harrison offre davvero un bel colpo d’occhio. Ad accompagnare le azioni su schermo troviamo poi un comparto sonoro di prim’ordine, che comprende brani vari e sempre adatti alla narrazione. Quest’ultima è affidata ad un ottimo doppiaggio inglese, recitato alla perfezione e mai monotono, un particolare non da poco se si considera la natura totalmente Indie della produzione.Il quadro quasi perfetto di Lost Orbit è solo parzialmente rovinato dalla sua longevità. Per giungere ai titoli di coda del gioco abbiamo impiegato circa 3 ore. Tuttavia, gli spunti di rigiocabilità non mancano, dato che oltre alla già citata raccolta delle medaglie di Platino è possibile anche dedicarsi alla modalità time attack, con cui confrontare i tempi ottenuti nei livelli con quelli di giocatori dal resto del globo.

In conclusione, se siete in cerca di un titolo che testi i vostri riflessi ma che regali anche una bella storia, Lost Orbit vi regalerà ore ed ore di divertimento. Se consideriamo il prezzo di lancio (12,99€ con un piccolo sconto riservato agli utenti Plus), l’acquisto di questo titolo è senz’altro consigliato.

COMMENTO
@ GuidoSora7

“Dopo essermi dedicato al completamento di tutti i livelli di gioco, ho intrapreso di nuovo l’avventura di Harrison per riascoltare tutti i dialoghi. Questo perchè in Lost Orbit non ho trovato solo un ottimo gameplay, ma anche una storia bellissima, degna di essere riascoltata più e più volte.”

GRAFICA:8Palette cromatica ricca e animazioni curatissime.
SONORO:8Colonna sonora varia e doppiaggio coinvolgente.
GIOCABILITà:7.5Mix di meccaniche arcade-RPG-dodge em’ up riuscitissimo.
LONGEVITà:7Per completare la storia bastano 3 ore di gioco intense, ma l’ottenimento di tutte le medaglie di Platino e la modalità time trial ampliano l’esperienza ludica.
VOTO FINALE8
PRO:- Comparto tecnico di prim’ordine
- Storia coinvolgente
- Alta rigiocabilità…
CONTRO:- ...ma la longevità non è elevatissima
Velocity 2X ( PS4 )Seguito dell’acclamato Velocity Ultra, il secondo capitolo della serie ripropone le apprezzate meccaniche shoot ‘em up del suo predecessore, ampliandole con sezioni platform.
Thomas Was Alone ( PS3 )Come in Lost Orbit, anche nell’opera di Mike Bithell troviamo una narrazione ispirata ed un doppiaggio di prim’ordine.
SCHEDAGIOCO
Cover Lost Orbit

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