Scritto da: Matteo "Malfa" Malfatto | Data: 2010-08-31
Cronache da Empire Bay
Nel 2002 apparve sul mercato videoludico un gioco che era destinato a scrivere capitoli importanti nella storia dei videogiochi e non solo. Il primo Mafia ebbe un riscontro di critica e di pubblico sfolgorante, seguito che a tutt’oggi detiene; quel prodotto primeggiava sotto vari aspetti, tra cui il gameplay, ma soprattutto per la qualità della narrazione e dell’intreccio che ne faceva da spina dorsale. Il coinvolgimento dovuto allo scorrere degli eventi veniva rafforzato dalla grande atmosfera e dalla enorme quantità di dettagli storici che gli sviluppatori utilizzarono per ricreare una città fittizia, Lost Heaven, fortemente ispirata alle città americane degli anni ’30, letteralmente invase da gruppi di immigrati provenienti dai devastati paesi europei. Mafia permetteva di immergersi totalmente nel cuore della città e delle sue sporche faccende, fino a sperimentare di persona il vero dramma della vita di un mafioso. Quel gioco lasciò dei segni indelebili nelle menti dei giocatori che da allora hanno sempre sperato di vederne un seguito, anche se la conclusione della trama non ne lasciava un motivo apparente. Dopo 8 lunghissimi anni di silenzio finalmente 2K ci regala la possibilità di tuffarci nuovamente in quel mondo tanto affascinante quanto spaventoso, ma questa volta per seguire un’altra storia, un altro intreccio, un altro percorso. Mafia II è tra noi.
Dalla Sicilia con furore
In Mafia II seguiremo le vicende di Vito Scaletta, un ragazzo emigrato dalla Sicilia da bambino e cresciuto nei quartieri malfamati della città di Empire Bay (anche questa volta una città inesistente, ma evidentemente ispirata a New York) nei primi anni ‘40. A causa di alcune bravate giovanili l’appena diciottenne Vito si ritrova in prigione e quasi costretto ad arruolarsi nell’esercito americano per combattere ovviamente in Sicilia i Fascisti. Al suo ritorno ad Empire Bay ritrova gli amici di una volta e, assolutamente determinato a non ripetere la faticosa vita di suo padre il quale aveva accumulato vari debiti, decide definitivamente di entrare a far parte della criminalità organizzata in cerca di soldi, donne, macchine e soprattutto libertà. Vito non sarà solo in questa sua scalata al potere ma avrà al suo fianco l’amico d’infanzia Joe Barbaro; i due formano una coppia di criminali perfetta: Vito, freddo e calcolatore; Joe, impulsivo e violento. Mafia II si apre proprio con il primo livello di introduzione ambientato in Sicilia dove Vito è coinvolto negli scontri della Seconda Guerra Mondiale e dove fa la prima effettiva esperienza di quello che voleva dire essere “un uomo d’onore” a quei tempi. Al suo ritorno ritrova una città fredda e poco accogliente, ghermita da uno degli inverni più gelidi degli ultimi tempi. Questo gelido clima non era determinato solo dalla situazione metereologica ma anche da quella sotterranea della città, che si divideva tra il potere delle tre famiglie più influenti: la famiglia Clemente, la Falcone e infine la famiglia Vinci. In questo instabile groviglio di patti e alleanze traballanti si inseriscono i primi passi della coppia Vito-Joe. Questa è l’introduzione della storia che ci accompagnerà per tutto il prosieguo della trama e costituisce un aspetto fondamentale di quello che poi avverrà in seguito, perché i princìpi sui quali si fondano le decisioni iniziali di Vito dovranno trovare un riscontro con il susseguirsi degli eventi e porteranno a delle inevitabili conclusioni. Senza svelarvi altro della trama possiamo sicuramente anticiparvi come quest’ultima sia la vera colonna portante di tutto Mafia II. Di solito i videogiochi si fondano, giustamente, sulla innovatività e sulla freschezza del gameplay, alle volte trascurando la profondità della storia che caratterizza questi giochi. In Mafia II invece prima di tutto c’è la trama, poi c’è il gameplay, il che però non significa che la giocabilità ne soffra, anzi, anch’essa si attesta su un ottimo livello. Quello che vogliamo intendere è che in Mafia II la trama è la vera “innovazione” del gioco, la profondità della storia di vita del protagonista, le atmosfere cittadine e delle caste ricreate perfettamente, la caratterizzazione dei personaggi comprimari e secondari rivista nel minimo dettaglio, queste solo le basi da cui poi si sale per costruire tutto il gioco. La scene di intermezzo sono veramente tantissime, stessa cosa per i dialoghi, numerosi e sempre coerenti con gli avvenimenti. Non sappiamo esattamente quante ore di video ci siano nel gioco, ma sicuramente possiamo dirvi che sono maggiori rispetto al 99% dei giochi in circolazione. La sensazione che abbiamo avuto nella nostra prova è che non stessimo effettivamente giocando con un videogame, ma che stessimo giocando con un film.
Una città viva
La fantomatica metropoli di Empire Bay nella quale agiremo non è poi così vasta, la mappa sicuramente non è piccola, ma nemmeno la più grande mai vista. Al suo interno c’è tutto quello che avremmo potuto vedere in una città americana degli anni ‘40/’50; macchine con un loro particolare design, cartelloni pubblicitari raffiguranti le nuove invenzioni del periodo, negozi di abbigliamento, tavole calde, benzinai, edicole, e quant’altro. Empire Bay è estremamente ricca di dettagli che rendono effettivamente l’idea di vivere quel periodo, il giocatore sarà coadiuvato ad ambientarsi e familiarizzarsi con il periodo storico preso in esame. Le radio che ascolteremo in macchina riporteranno notizie fresche dal fronte europeo, parleranno degli argomenti tipici di quel periodo (come l’introduzione della carte di credito o delle segreterie telefoniche) e trasmetteranno canzoni dell’epoca. Le vicende di Vito si divideranno in due periodi separati, il primo compreso tra il 1943-45 e il secondo già all’interno degli anni ’50. Nel primo periodo Empire Bay sarà completamente coperta da una spessa coltre di neve e ghiaccio, le macchine slitteranno facilmente, la gente ogni tanto scivolerà cadendo a terra. Si vede come gli sviluppatori hanno posto un’attenzione maniacale ai più piccoli dettagli, che sembrano insignificanti ma che svolgono un lavoro sotterraneo di coinvolgimento del giocatore rilevante. Ad esempio la neve che si accumula sulle macchine e che vola via nel momento in cui queste prendono velocità, i riflessi delle strade maggiormente accentuati a causa delle lastre di giacchio, e tanto altro ancora. Il secondo periodo invece sarà in piena estate, in quei pochi anni trascorsi le cose sembrano essere mutate drasticamente, nuove automobili circolano per le strade, anche il modo di vestire si è completamente stravolto. La città appare più invitante ed accogliente, si vede finalmente il verde dei parchi e le strade sono del tutto pulite e percorribili. Tutto questo sta a dimostrare come in Mafia II anche la città svolge il suo importantissimo compito di coprotagonista e che contribuisce in maniera decisa ad immergere il giocatore in quell’ambiente e in quell’epoca.
“…ah e portati un ferro, non si sa mai…”
Interessiamoci ora dell’altra parte portante di Mafia II, il gameplay. Come già saprete Mafia II è uno sparatutto in terza persona con visuale alle spalle del protagonista. Tutto il gioco si alterna tra scene di intermezzo dedicate alla narrazione e sezioni di gameplay, anche piuttosto prolungate. Il gioco è diviso in capitoli, ad ognuno di questi corrisponde una missione diversa. Le prime saranno abbastanza semplici e brevi mentre le ultime, che si avvicinano di più alla fine, diventano sempre più complesse e lunghe; quindi non spaventatevi se supererete i primi 7 o 8 capitoli alla velocità della luce. Ogni missione ha degli obbiettivi che si aggiornano continuamente e capiterà anche di subire dei forti cambiamenti di programma a causa di particolari avvenimenti occorsi. Parlando più strettamente della giocabilità possiamo dire che si avvicina alla ormai collaudata formula, introdotta da Gears of War, della presa di copertura e delle sparatorie dietro gli angoli. In Mafia II sarà impossibile giocare rimanendo esposti in quanto basteranno tre colpi ravvicinati, o solo uno al bersaglio grosso, per farci secchi. La barra della salute si ricaricherà se rimarremo al coperto per un po’di tempo, ma non raggiungerà mai il massimo, per questo è necessario dormire o mangiare. Vito potrà portare con sé un numero imprecisato di armi, non ci sono limitazioni da questo punto di vista, il che rende un po’ più agevole il nostro compito. Oltre alle sparatorie saranno presenti varie sessioni di combattimento corpo a corpo, dove potremo scagliare colpi normali o potenti, potremo coprici e contrattaccare nel caso il pugno dell’avversario andasse a vuoto, con la possibilità di creare un paio di combo. L’intelligenza artificiale varia a seconda dei contesti. Nelle sparatorie i nostri nemici offriranno un’ottima competizione in quanto sfrutteranno come noi le coperture, cambiandole quando queste verranno distrutte, cercheranno delle vie alternative per colpirci a sorpresa e, in caso fossero in gruppo, copriranno più angoli di tiro possibili. Per quanto riguarda gli inseguimenti con la polizia le cose sono diverse. Noterete che non sarà così difficile scomparire alla vista dei poliziotti, anche ai livelli di pericolosità maggiore; il tutto viene complicato dagli stati di ‘veicolo ricercato’ e di ‘persona ricercata’. Se commetterete dei crimini gravi (quindi non eccessi di velocità o tamponamenti) la polizia potrà segnarsi il vostro numero di targa e la descrizione del veicolo che guidate e diramerà un avviso alla polizia di tutta la città che se vi vedrà ancora alla guida di quel veicolo non esiterà a inseguirvi. L’unico modo di cavarsela sarà di abbandonare il mezzo o di entrare in una delle varie officine sparse per la città che ci potrà cambiare la targa con una a nostra scelta. Stessa cosa per l’identikit della persona, se vi vedranno in faccia nell’atto di delinquere emaneranno la vostra descrizione fisica e tenteranno di arrestarvi ogniqualvolta vi vedranno se non provvederete a cambiarvi d’abito. Questi due accorgimenti rendono il tutto un po’ più complicato, ma non troppo impegnativo. Le missioni sono strutturate in modo da mantenere sempre un certo livello di tensione, soltanto in alcuni momenti dovremo svolgere compiti un po’ più noiosi, ma non particolarmente lunghi e frequenti. Anche Mafia II, come tutti gli altri videogiochi, non è esente da difetti. Possiamo imputare al gioco di 2K Czech il fatto di non essere effettivamente un sandbox. Questo termine indica quei giochi cosiddetti free roaming, dove puoi andare dove vuoi e fare quello che ti pare. In questo secondo aspetto pecca un po’ Mafia II; infatti potremo andare dove vorremo ma non saremo liberi di fare ciò che ci parrà, o almeno non saremo incentivati a farlo. Tutti coloro che hanno giocato a un qualsiasi GTA sanno che insieme alle missioni prestabilite si spende molto tempo anche a seminare morte e distruzione un po’ ovunque, ingaggiando interminabili conflitti con la polizia. In teoria anche in Mafia II sarebbe possibile farlo, ma tante piccole questioni ce lo impediscono. Le missioni della trama non saranno liberamente selezionabili come in altri giochi free roaming, ma all’inizio di ogni capitolo saremo già dentro alla missione, tutte le nostre azioni saranno dirette ai nostri obiettivi, quindi fare un po’ di pazzie all’interno della città andrebbe a intromettersi nelle missioni, causando ad esempio la nostra dipartita e quindi il caricamento dell’ultimo checkpoint. Da questo punto di vista Mafia II si rivela molto diretto e lineare, proprio come un film. Altra cosa che dobbiamo sottolineare è la totale assenza di missioni secondarie. Tutto ciò che faremo sarà finalizzato alle missioni dei capitoli e non ci saranno compiti secondari da svolgere come in altri giochi. Le uniche cose che divergeranno dai nostri binari saranno la possibilità di rapinare i negozi, andando direttamente a prendere i soldi dalle casse minacciando gli avventori con un’arma puntata, e la ricerca di oggetti collezionabili sparsi per la città (come le fantastiche foto delle riviste Playboy dell’epoca e dei manifesti di alcuni criminali ricercati). Nonostante questi aspetti, che potrebbero far storcere il naso a qualcuno, vi assicuriamo che il gameplay risulta essere in definitiva molto soddisfacente, adrenalinico e per nulla semplice. A livello medio di difficoltà Mafia II si riesce a completare in 12-13 ore circa.
Il ‘fisico’ della grafica
Questo titoletto è chiaramente ispirato all’ottima compenetrazione tra qualità grafica e motore fisico implementato. Nonostante la grafica di Mafia II, anche al massimo livello di dettaglio, non sia la più bella vista in circolazione, risulta essere molto gradevole ed adatta agli elementi rappresentati a schermo. Le texture sono dettagliate quanto basta, i modelli 3D sono ottimi, soprattutto quelli dei personaggi principali (quelli dei cittadini sono un po’ ripetitivi). Anche la mimica facciale rappresenta chiaramente quelli che sono i sentimenti e le espressioni dei personaggi. La cosa che ci ha maggiormente sorpreso positivamente riguarda il motore grafico e la sua leggerezza. I caricamenti sono brevi e poco frequenti, tutte le texture e i vari dettagli vengono visualizzati istantaneamente anche se si sta viaggiando a velocità sostenute. Molto più impressionante risulta essere il motore fisico che governa il 100% delle interazioni sullo schermo. Nulla è precalcolato, gli impatti delle automobili creano dei danni visibili sulle carrozzerie, ogni oggetto visibile ha le sue specifiche caratteristiche fisiche di peso, distruttibilità e volume. E’ fantastico, nel mentre di una sparatoria, vedere la polvere causata dalla penetrazione di un proiettile nel cemento, lo sbriciolarsi delle colonne crivellate di colpi, la distruzione completa dei ripari di legno o di vetro sotto i colpi di un Thompson. Il motore fisico ha un forte impatto anche sul modello di guida dei vari veicoli presenti in Mafia II. Oltre al peso ovviamente diverso per ogni automezzo, andrà ad influenzare la facilità di guida anche l’aderenza alla strada e quindi in caso di ghiaccio, di sterrato o di bagnato, la guidabilità sarà più difficoltosa. E’ bello notare come l’attenzione per i dettagli prima citata si presenti anche in questo aspetto meramente tecnico: vedere i cerchioni delle macchine che ad un certo punto si staccano e rotolano ai lati della strada a causa dei troppi colpi ricevuti, oppure il fumo che sale dalle gomme dopo aver inchiodato repentinamente, e tante altre di queste cose fanno capire con quale cura gli sviluppatori hanno voluto rifinire il loro prodotto.
Mafia II è sicuramente molto diverso dal capostipite, non tanto per la distanza temporale tra i due ma soprattutto per la diversa concezione che l’ha fatto nascere. L’intento degli sviluppatori è stato fin dall’inizio quello di creare una grande storia drammatica ambientata in un mondo credibile e vivo, e dobbiamo ammettere che da questo punto di vista ci hanno azzeccato completamente. Mafia II è pari se non superiore a molti film, per intreccio narrativo, per modalità di narrazione, per profondità dei personaggi, per caratterizzazione della città. Nonostante soffra di qualche difetto nel gameplay e di una longevità non esaltante rimane comunque un gioco da provare in ogni caso, giusto per assaporare quel lato di un videogioco che molti sviluppatori a volte colpevolmente trascurano.
Mafia II è sicuramente molto diverso dal capostipite, non tanto per la distanza temporale tra i due ma soprattutto per la diversa concezione che l’ha fatto nascere. L’intento degli sviluppatori è stato fin dall’inizio quello di creare una grande storia drammatica ambientata in un mondo credibile e vivo, e dobbiamo ammettere che da questo punto di vista ci hanno azzeccato completamente. Mafia II è pari se non superiore a molti film, per intreccio narrativo, per modalità di narrazione, per profondità dei personaggi, per caratterizzazione della città. Nonostante soffra di qualche difetto nel gameplay e di una longevità non esaltante rimane comunque un gioco da provare in ogni caso, giusto per assaporare quel lato di un videogioco che molti sviluppatori a volte colpevolmente trascurano.