Max: The Curse of Brotherhood

Un pennarello, un fratellino scomparso e una magica avventura
Scritto da Mailil 30 maggio 2014
Max: The Curse of Brotherhood Recensione
Lo scorso Dicembre è uscito su Xbox One un titolo molto interessante, Max: The Curse of Brotherhood, platform/adventure bidimensionale sviluppato da Press Play, che riprende in parte la struttura di alcuni classici dell’epoca come Oddworld, Heart of Darkness e Another World. Il titolo è stato recensito a suo tempo dal nostro buon Matteo “Scanna” Scannavini, il quale non ha avuto patemi a definirlo uno dei migliori giochi in circolazione sulla nuova piattaforma Microsoft, affibbiandogli un bel 9. Il gioco è recentemente approdato anche su PC e Xbox 360 ed è proprio quest’ultima la versione che abbiamo avuto modo di testare; se siete quindi curiosi di sapere quanto si discosta dalla sua controparte next-gen non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione.
                   

La forza della natura in un pennarello

Sostanzialmente Max: The Curse of Brotherhood è rimasto identico alla sua controparte next-gen, con l’unica differenza di un leggero downgrade grafico. Questo non va però ad inficiare l’aspetto estetico del prodotto, sempre bello da vedere, con scenari davvero ispirati e in generale piuttosto notevole. Per il resto il titolo mantiene la stessa struttura della precedente versione, si tratta di un platform/adventure in cui vestiamo i panni di un ragazzino, Max per l’appunto, il quale dovrà affrontare un’epica avventura per salvare il proprio fratellino rapito da un malvagio stregone, con l’ausilio di un pennarello magico. Tale oggetto, colonna portante del titolo, ci permetterà di aiutare il protagonista a superare enigmi o ostacoli di ogni sorta, manipolando i vari elementi dello scenario. Potremmo ad esempio generare un pilastro di pietra da usare come piattaforma, creare un tronco per utilizzarlo come ponte, un flusso d’acqua per trascinare Max o altri oggetti in un determinato punto, o ancora sfruttare una fonte di fuoco per bruciare determinati tipi di ostacoli. Tra l’altro i vari poteri potranno essere combinati tra di loro per superare rompicapo sempre più ingegnosi, influenzati anche dal cambio di scenario, che porterà con se diversi elementi aggiuntivi atti a variare il gameplay e ad offrirci situazioni sempre differenti. Gli sviluppatori hanno voluto oltretutto spezzare i vari rompicapo con sessioni di fuga: in queste particolari sequenze dovremmo infatti scappare da bestie feroci e cercare di salvarci la pellaccia. Un appunto doveroso va fatto alla fisica degli oggetti, davvero ben realizzata, ma non possiamo dire lo stesso per i salti: abbiamo infatti notato una leggera imprecisione in quest’ultimi, soprattutto quando dovremo saltare da una liana, situazione nella quale spesso e volentieri il lanciarsi significherà fare un salto nel vuoto. 

Un fantastico mondo immaginario

Max: The Curse of Brotherhood vanta un’ambientazione che ricorda molto da vicino l’universo fiabesco, condito da toni leggermente dark; oscure caverne, paludi infestate, foreste incantate, pericolose tombe, distese desertiche; solo alcuni degli scenari che dovremmo attraversare nel corso della nostra avventura. Il tutto sarà ovviamente accompagnato da un ottimo comparto grafico, che pur essendo di livello inferiore rispetto la versione next-gen, rimane comunque uno spettacolo per i nostri occhi. Per quanto riguarda invece il comparto sonoro, avremmo brevi jingle ed effetti sonori che doneranno la giusta atmosfera alla nostra avventura. Si tratta dunque di un gioco sicuramente di ottima fattura, che conferma in pieno il giudizio assegnatogli dal prode “Scanna” nella recensione next-gen del prodotto. Consigliamo quindi l’acquisto a tutti i fan del genere e a chi non può ancora permettersi un Xbox One e non vuole lasciarsi sfuggire questo piccolo capolavoro.
COMMENTO
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Max: The Curse of Brotherhood è davvero un ottimo titolo, che mi ha riportato in mente capolavori del calibro di Heart of Darkness , Oddworld e Another World, cosa che ho apprezzato davvero molto. Per questo lo consiglio assolutamente a chiunque non l’abbia ancora giocato.

GRAFICA:8Il comparto grafico di Max: The Curse of Brotherhood è piuttosto notevole, il gioco vanta infatti di scenari piuttosto ispirati e un impatto visivo ottimo.
SONORO:8Sotto il profilo audio il gioco gode di brani ed effetti sonori che donano la giusta atmosfera all’epica avventura che andremo ad affrontare.
GIOCABILITà:8Il titolo è un platform/adventure davvero divertente, con enigmi sempre vari e mai ovvi, in grado di farvi spremere un bel po’ le meningi.
LONGEVITà:8Max non gode di una longevità elevatissima, dalle 6 alle 8 ore di gioco, tuttavia considerando i vari bonus e il prezzo budget non ci possiamo lamentare, anzi.
VOTO FINALE8
PRO:- Scenari da fiaba
- Alcuni enigmi sono davvero ingegnosi
- Ottima fisica degli oggetti
CONTRO:- I salti dalle liane sono imprecisi
Limbo ( X360 )Platform/adventure davvero particolare, dove vestiamo i panni di un bambino intento a trovare la via di casa. Avventura dai toni piuttosto cupi e misteriosi.
The Cave ( PS3 )Avventura realizzata da Ron Gilbert in collaborazione con Tim Schafer, dove controlliamo una serie di strambi personaggi all’interno di una caverna.
SCHEDAGIOCO
Cover Max: The Curse of Brotherhood

Max: The Curse of Brotherhood

Scheda completa...
Max: The Curse of Brotherhood2014-05-30 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/max-the-curse-of-brotherhood/Un pennarello, un fratellino scomparso e una magica avventura1020525VGNetwork.it