Mercenary Kings

Tribute Games riporta in auge un genere ormai dimenticato dai tempi di Contra e Metal Slug
Scritto da Mailil 07 aprile 2014
Mercenary Kings Recensione

Ed eccoci qui a recensire un nuovo titolo indie direttamente dal vivaio delle collaborazioni di Sony con numerosissimi esponenti di quella scena, questo Mercenary Kings già disponibile da qualche settimana su Steam e che fa il suo ingresso sullo store digitale di PS4 entrando dalla porta principale del servizio Plus, essendo quindi per il mese di aprile un gradito regalo per tutti i sottoscrittori del servizio. Questo nuovo lavoro del team Tribute Games potrebbe essere grossolanamente definito come un clone di Metal Slug o Contra, classici sparatutto action di SNK e Konami, ma è molto più di un mero copia/incolla. Mercenary Kings infatti prende un genere ormai abbandonato e ne restituisce nuova linfa, ammodernando dove necessario le meccaniche di gameplay e dando una freschezza generale al prodotto che non si vedeva da anni. Ma entriamo nel dettaglio di questo interessantissimo action game.


Tutti ai posti di combattimento!

Lo stile visivo, grafico e narrativo del gioco si presenta sin da subito come un enorme omaggio al genere action degli anni '80 e '90, pieno di citazioni di film e videogiochi storici a sfondo militare (non a caso il team di sviluppo si chiama Tribute Games, nome decisamente azzeccato! NdR). La grafica, in una sfavillante quanto alla moda pixel art, ricorda molto da vicino il già citato Metal Slug e la trama prende spunto da almeno una ventina tra film e videogiochi classici: un'isola controllata da un perfido barone terrorista e dal suo esercito progetta di conquistare il Mondo, ed il nostro team di veterani di guerra è l'unico in grado di fermare i piani del barbuto ed eccentrico barone. Comandati dal tipico tenente autoritario e un po' invasato il nostro team allestirà il campo base in un isolotto nei pressi dell'obiettivo e sarà nostro compito svolgere le missioni che mano a mano il suddetto tenente ci assegnerà per sventare i piani diabolici del nostro nemico. Fino a qui i cliché già si sprecano, ma è solo l'inizio delle citazioni e degli omaggi ad un genere, sin dal primo contatto radio tra il nostro protagonista e il tenente potremo vedere la schermata radio ripresa a piene mani dal mitico codec della serie Metal Gear, così come l'aspetto di uno dei personaggi giocabili, il classico veterano di guerra davvero macho con la bandana in testa alla Rambo (chi ha detto Solid Snake?), tutto è studiato per far sorridere se non proprio ridere i giocatori un po' "attempati" o comunque i fan di una sottocultura action anni '80 che qui rivive più che mai.

Il già citato campo base costituisce una delle novità che rendono Mercenary Kings innovativo e al passo coi tempi. Questo quartier generale infatti rappresenta un vero e proprio HUB centrale in cui ritrovarsi tra una missione e l'altra per prepararsi al meglio con il supporto di vari npc grazie soprattutto all'utilizzo delle varie risorse raccolte nei livelli. Infatti durante le missioni non ci ritroveremo solo a sparare a più non posso per raggiungere l'obiettivo finale ma raccoglieremo anche materiali e altri oggetti che andranno a formare un vero e proprio sistema di crafting di armi e gadget vari.


Voglio una pistola più grande!

Ed è proprio qui che si comincia a vedere il cuore pulsante di quest'avventura: chiedendo aiuto ai vari npc di supporto (alcuni presenti sin dall'inizio, altri da sbloccare salvandoli nelle missioni in quanto ostaggi del nemico) potremo creare nuove armi, potenziare quelle che abbiamo, fabbricare munizioni e gadget diversi che ci daranno un grandissimo aiuto per il prosieguo della campagna. Questo sistema di looting e crafting rappresenta il più significativo ammodernamento del gameplay e rende il gioco davvero in linea con gli standard attuali, strizzando l'occhio a titoli come Borderlands o Dead Island che fanno della raccolta di risorse e della fabbricazione due dei punti di forza dell'esperienza. A questo si aggiunge un sistema di combattimento più ragionato e meno fracassone di una volta: a differenza dei vari Metal Slug dove si avanzava ad armi spianate sparando a più non posso in questo Mercenary Kings dovremo anche badare alle munizioni e ai caricatori. Anche con la pistola di base pur avendo munizioni infinite avremo il caricatore che si esaurisce costringendoci a perdere tempo nella ricarica, quindi dovremo calcolare i tempi di tale operazione e muoverci nel modo migliore per evitare gli attacchi nemici, studiandone i pattern per conoscerne i punti deboli. Il livello di sfida è piuttosto elevato seppur graduale, gli oggetti curativi non sono merce troppo frequente e proseguendo nel gioco sarà sempre più dura superare le missioni in quanto i nemici saranno sempre più ostici e bisognerà essere sempre molto ben equipaggiati. In certi livelli si può anche lamentare un'eccessiva difficoltà ma basta non scoraggiarsi troppo e superate alcune missioni particolarmente dure l'esperienza non si rivela eccessivamente frustrante.

A tutto questo si aggiunge l'ormai immancabile comparto multiplayer, sia in locale che online, che offre la possibilità di affrontare le missioni in cooperativa fino a quattro giocatori insieme. Il sistema finché si tratta di giocare in locale oppure chiamando ad inviti i propri amici online funziona bene, il problema è nelle partite pubbliche in cui il matchmaking non è dei migliori e capita spesso di abbinare giocatori alle prime armi con altri molto avanti nell'avventura quindi con equipaggiamenti già molto avanzati, sbilanciando così l'equilibrio delle missioni verso gli uni o gli altri. Questo problema speriamo possa essere risolto con un aggiornamento del matchmaking che consideri il livello di avanzamento dei giocatori nel momento in cui creano gli abbinamenti delle partite.Dal punto di vista tecnico il gioco si presenta molto ben curato nel suo stile retrò, la pixel art fa il suo dovere nel regalarci un design delle ambientazioni davvero d'altri tempi con colori sempre molto vivi e adatti, le animazioni sono curatissime e sempre efficaci. Unico neo sono i caricamenti, un pochino lenti considerando cosa deve effettivamente caricare e l'enorme potenza hardware a disposizione sull'ammiraglia di casa Sony. Il sonoro offre campionamenti degni dei grandi shoot'em up degli anni '90, con musiche sintetiche tipiche del periodo, roba da SNES o Mega Drive per intenderci, ed effetti sonori anch'essi ripresi dalle produzioni dell'epoca. Piccola chicca esclusiva su PS4 il suono della ricarica delle armi che viene riprodotto direttamente dall'altoparlante del DualShock 4, davvero bello. La giocabilità è quella dei tempi d'oro, con l'utilizzo ottimale dei tasti del pad per ogni azione e un sistema di gioco divertentissimo che raramente risulta ripetitivo. La longevità è decisamente alta grazie ad un numero elevatissimo di missioni, una difficoltà mediamente elevata e il sistema di crafting che invoglia a proseguire per migliorare sempre di più il proprio arsenale.


E' giunta l'ora del debriefing soldati!

Ed eccoci qui a tirare le somme: siamo sicuramente di fronte ad un titolo molto interessante, dal forte sapore nostalgico ma mosso da un'anima decisamente più moderna. Le continue citazioni e omaggi a grandi classici del genere possono far piacere a molti vecchi appassionati, ma le innovazioni e gli ammodernamenti al gameplay di certo rendono il gioco appetibile anche ai giocatori più attuali, sempre se riescono a superare lo scoglio di non avere a che fare con un gioco dalla grafica uber-pompata. Lo stile grafico è volutamente retrò e solo così un gioco del genere potrebbe funzionare ma il rischio che molti "giovani" lo snobbino perché non ha il "graficone" c'è, e noi consigliamo a tutti di dare una chance a questo titolo perché dal punto di vista ludico è davvero divertente, seppur non esente da difetti come il matchmaking da rivedere, alcune missioni particolarmente ostiche e i caricamenti non proprio velocissimi che sinceramente su PS4 non è lecito aspettarsi. Promuoviamo comunque questo nuovo assaggio del panorama indie che sta prendendo sempre più piede sia su PC che su console. E adesso sciogliete le righe soldati, riposo!

COMMENTO
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Era da tanto che desideravo un gioco che non mi facesse rimpiangere i vecchi e gloriosi capitoli di Metal Slug, e finalmente pare proprio che sia arrivato. Mercenary Kings è davvero divertente e ben fatto, quasi assuefacente nelle sue meccaniche, invoglia a continuare anche quando la sfida si fa più ostica, perché come il personaggio che impersoniamo accettiamo la missione e dobbiamo portarla a termine ad ogni costo. Le innovazioni mi sono piaciute molto e danno secondo me quel pizzico di profondità che serve a questo genere di giochi per conquistarsi la sua cerchia di appassionati. Se la strada è questa ne vedremo davvero delle belle in futuro!

GRAFICA:8La pixel art funziona alla grande e dà un magnifico effetto nostalgico. Animazioni ottime, i caricamenti un po' meno.
SONORO:7.5Anche qui l'effetto retrò fa il suo lavoro ma le musiche seppur orecchiabili non si fanno amare. Effetti nella media.
GIOCABILITà:8Mappatura dei tasti ottima e gameplay ben curato e coinvolgente. La rinascita degli shoot'em up bidimensionali.
LONGEVITà:8.5Tante missioni da affrontare e un sistema di looting e crafting che invoglierà a continuare per crescere sempre di più.
VOTO FINALE8
PRO:- Giocabilità altissima
- Innovazioni azzeccate
- Comparto tecnico adeguato allo stile....
CONTRO:- ... ma non ottimizzato per via dei caricamenti
- Certe missioni un po' troppo ostiche
- Comparto sonoro nella media
Borderlands 2 ( PS3 )Tutto un altro genere, ma non troppo, certe meccaniche accomunano Mercenary Kings con l'FPS di Gearbox.
Dead Nation: Apocalypse EditionZombie, armi e missioni da compiere, un altro sparatutto (stavolta 3D) molto ben riuscito.
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