Metal Gear Solid HD Collection

La Storia di Snake. Ora in HD.
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 22 febbraio 2012
Metal Gear Solid HD Collection Recensione

Per chi si occupa di videogame è difficile valutare adeguatamente una collection. Le rivisitazioni in HD delle vecchie glorie appartenenti alla passata generazione di console pongono, a chi scrive articoli, alcuni problemi d'analisi di notevole rilievo. Ad esempio, i giochi contenuti nella confezione devono essere considerati separatamente, oppure bisogna tener conto dell'offerta presa nella sua interezza? Il processo di rifinitura è stato portato a termine con cura? I vari prodotti contenuti nel pacchetto risentono del peso degli anni? Questi e tanti altri interrogativi rendono la stesura di una recensione un lavoro particolarmente ostico, che rischia di soddisfare solo una parte dei lettori, lasciando altri con l'amaro in bocca. Quando poi ci si trova con in mano una copia della Metal Gear Solid HD Collection, che ripropone un capitolo importante della storia videoludica attraverso tre capisaldi del genere "stealth"... beh, il discorso si fa ancora più complesso.

Il rischio è quello di offrire una sterile ripetizione di quanto già detto, con maggiori dettagli, in altre sedi. Per dirla più semplicemente, basterebbe andarsi a rileggere recensioni del passato relative ai titoli in esame, piuttosto che ripetere con parole leggermente diverse gli stessi concetti. Insomma, sarebbe possibile stimolare il lettore tessendo le lodi di questi tre capitoli della serie Metal Gear Solid come già fatto altrove centinaia di volte? E che senso avrebbe descrivere minuziosamente le caratteristiche dei medesimi, sapendo che ormai quasi tutti li conoscono, direttamente o indirettamente? Purtroppo, per dovere di completezza, non potremo esimerci dall'affrontare questi argomenti. Tuttavia... cercheremo di fare qualcosa di più. Nei paragrafi che seguiranno metteremo in risalto tutti i vari aspetti problematici emersi finora, sperando di fornire così una chiave d'interpretazione che possa chiarire che questa non è la recensione di 3 giochi distinti, ma di un unica grande opera eterogenea.


Snake, premi il tasto azione!

Dopo le solite schermate introduttive, le quali riportano il nome degli studi che si sono occupati dei lavori di sviluppo (Konami, Kojima production ecc...), veniamo proiettati direttamente nel menù principale. Da qui possiamo scegliere quale dei tre giochi contenuti nella collection avviare per primo. Per chi non lo sapesse, si tratta di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Metal Gear Solid 3: Snake Eater e Metal Gear Solid: Peace Walker, quest'ultimo rimasto fino ad oggi esclusiva PSP. I titoli sono disposti da sinistra a destra in base alla loro collocazione nella trama, ma noi cominceremo il nostro viaggio dall'ultimo della lista, ossia Metal Gears Solid 2, il più vecchio di tutti in ordine di uscita.


Sons of Liberty: il controverso seguito

Sons of Liberty è ambientato due anni dopo la fine degli eventi di Shadow Moses, e come spesso succede nella serie di MGS, molto è cambiato: i Metal Gear sono ormai diffusi in tutto il mondo, e anche la Marina Americana ne ha costruito uno, il Ray. Snake fa ora parte di un gruppo anti-Metal Gear noto col nome di Philantropy, assieme al suo vecchio amico Otacon, e il tutto inizia sul fiume Hudson, con l'eroe del precedente capitolo impegnato ad infiltrarsi su una (finta) nave mercantile, per scoprire tutte le info possibili su questo nuovo modello. Ovviamente, nulla andrà come previsto, e tra nuovi personaggi, vecchie conoscenze e svariati robottoni bipedi, nonchè infiniti viaggi pindarici su vita, dna, futuro, virus e quant'altro, la trama si snoda in modo assolutamente imprevedibile, mantenendo comunque alta l'attenzione e l'interesse durante tutto il gioco. 

Meglio non soffermarci oltre su aspetti inerenti alla trama: sappiamo già tutti che le lunghe sequenze di intermezzo, la sceneggiatura articolata e i personaggi profondi e ben caratterizzati sono alla base dell'intero progetto Metal Gear Solid. L'unica cosa che sentiamo il dovere di dirvi, qualora abbiate deciso di apporcciarvi per la prima volta alla serie tramite questa Collection, è che vi troverete di fronte più a un film interattivo che a un vero e proprio videogame. Anche se questa definizione non è del tutto corretta, i filmati occupano una percentuale piuttosto elevata dell'intera esperienza, e questo vale per tutti i titoli aventi Snake come protagonista. Tuttavia, il ritmo, la suspance, i colpi di scena, e l'intera "mitologia" che il buon Kojima ha saputo creare e orchestrare alla perfezione, sono parte integrante del divertimento e meritano di essere esplorati affondo.

Detto ciò passiamo ad altro. Metal Gear Solid 2 è invecchiato bene. Il gioco fondamentalmente si struttura come uno stealth ad inquadrature semi-fisse, che non disdegna fasi votate puramente all'azione (da cui l'etichetta che da sempre accompagna la serie "Tactical Espionage Action"). A renderci la vita più semplice ci saranno varie armi e gadgeti sparsi un po' dappertutto, utili nelle occasioni più disparate. Qui emerge uno degli aspetti fondamentali inerenti al gameplay: la personalizzazione. E' verissimo che un giocatore abile riuscirà a completare l'avventura senza neanche mettere mano alla pistola a dardi tranquillanti, ma la quantità di attrezzature disponibili è tale che ogniuno potrà gestire al meglio le varie situazioni. Avete una pessima mira e non riuscite a stendere quel soldato appostato dietro il muro? Usate una granata stordente e correte via mentre il tizio è svenuto. Volete risparmiare munizioni ma dovete abbattere quella dannata telecamera? Usate una CHAFF, che manderà in tilt ogni sistema elettronico. Non ci sono più nascondigli e i nemici vi stanno alle calcagna? Riparatevi sotto uno scatolone portatile e attendete buoni buoni che le acque si calmino. Siete stufi di agire in silenzio e volete sbarazzarvi una volta per tutte delle pattuglie in ricognizione? Sparpagliate in giro delle C4 e fate saltare in aria chi vi ostacola.

Questi sono solo alcuni esempi delle infinite possibilità che il titolo offre. Il tutto, gestito da un sistema di controllo a dir poco perfetto; basterà prendere il pad in mano e rendersi conto in prima persona della fluidità dei movimenti del personaggio giocabile. E mano a mano che andremo avanti, dovremo affrontare sfide sempre più bizzarre e impegnative, oltre ad affrontare boss agguerriti e dalle straordinarie capacità. Certo, c'è qualche "giapponesata" di troppo che rischia di svilire la serietà del contesto, ma il più delle volte si tratterà di trovate volontarie atte a sdrammatizzare con qualche goccia di comicità. E non preoccupatevi per il livello di difficoltà: sono presenti varie opzioni studiate con oculatezza per adattarsi alle capacità di tutti.

Ultima nota: la grafica. Metal Gear Solid 2 è un gioco abbastanza vecchio (si parla dei primi anni di PlayStation 2), ma ha mantenuto un appeal generale che risulta ancora oggi accattivante. Grazie poi alle meraviglie dell'alta definizione, la pulizia dell'immagine è altissima e di aliasing neanche l'ombra. La scelta cromatica e gli effetti di luce e ombra, ricordano un po' la tecnica del Cell Shading, anche se i toni più scuri rendono l'immagine tutto fuorché cartoonesca. La fluidità poi è talmente elevata che dovrete bagnare i vostri occhi con del collirio per poter cogliere ogni singolo frame. Certo, la consapevolezza di essere di fronte a un prodotto di una generazione passata è palpabile, soprattutto per via delle texture spesso slavate e un livello di dettaglio piuttosto basso. Ma vi assicuriamo che non perderete neanche mezzo secondo a pensarci su. Se proprio volessimo trovare un difetto, potremmo ricordare la già citata eccessiva invadenza delle sequenze filmate, che interrompono il gameplay troppo spesso. Un problema che viene in parte risolto nei capitoli successivi.


Snake Eater: un nuovo inizio

 

In questo che rappresenta il terzo episodio della saga, la trama si svolge negli anni '60, durante le prime missioni di Big Boss (padre-clone-fratello di Solid Snake), qui ancora conosciuto col nome di Naked Snake. Come al solito, quella che inizia come una semplice missione di salvataggio, da parte del governo Americano, in terrirorio Sovietico, finisce poi per tirare in ballo interessi di tutt'altro livello. Snake Eater rappresenta a meraviglia quel particolarissimo periodo storioco che è stata la Guerra Fredda, con la sua trama fatta di spie, contro-spie e contro-contro-spie. Colpi di scena continui si susseguono, mentre sembra che Snake (e con lui il giocatore) a non sapere tutto ciò che gli sta ruotando attorno. In questo episodio viene anche raccontato il rapporto tra il protagonista e la sua mentore, The Boss, parte centrale della trama, fondamentale per determinare lo sviluppo caratteriale del futuro Big Boss.

Prendete tutto quello che c'era di buono in Metal Gear Solid 2, aggiungete una veste grafica migliorata, una trama diluita in modo più intelligente e funzionale, un ambiente ostile, un'atmosfera a metà strada tra la fantascienza e lo spionaggio e otterrete Snake Eater.

Abbandonati gli edifici ipertecnologici rivestiti di metallo e circuiti, verrete catapultati nella giungla più verosimile che si sia mai vista in un videogame. A rendere unico il terzo capitolo della serie è infatti la tipologia di gameplay: coerente con lo spirito del gioco, di cui la sopravvivenza è il perno principale, dovrete prendere ogni accorgimento possibile per evitare di lasciarci le penne durante la missione. Ad esempio, per placare la fame, sarà indispensabile cacciare gli animali che popolano la giungla, o mangiare frutti e funghi che crescono intorno a Snake. In caso contrario il vigore del protagonista calerà fino a danneggiare le sue prestazioni e la sua resistenza. Per rendere ancora più realistico questo procedimento, sono state inserite alcune varianti che incidono sui tempi di conservazione delle provviste e sui metodi per procurarsi il cibo.

Un ulteriore aspetto da considerare è la "vulnerabilità" del protagonista: Snake potrà ammalarsi, ferirsi, bruciarsi, rompersi le ossa, svenire ecc... Fortuna che durante l'esplorazione dei livelli troveremo medicinali e altri kit di pronto soccorso utili per sopravvivere in situazioni estreme. Stavolta infatti non basterà una semplice razione per recuperare energia; trascurare la propria salute non ci permetterà di riacquistare le forze completamente.

Sempre per restare in tema, oltre ai pericoli naturali, dovremo evitare le trappole che il nemico avrà sistemato tutt'intorno (qualcuno si ricorda Rambo? Ecco, una cosa del genere): buche scavate nel terreno, pali appuntiti, esplosivi ecc... E siccome si tratta di un gioco stealth, dovremo attraversare quest'inferno verde senza essere visti. Tuttavia, per evitare di farci scoprire non sarà sufficiente restare nascosti in luoghi appartati come facevamo in passato; dovremo utilizzare sapientemente numerose uniformi mimetiche (molte delle quali vengono fornite all'inizio del gioco), solo così riusciremo a ingannare l'occhio dei soldati e a passare tra di loro senza essere notati.

Vi saranno ovviamente i classici gadget polifunzionali ad aiutarci nell'impresa ma alcuni di essi, dato il contesto storico entro cui il gioco si svolge, risulteranno primitivi e meno efficaci di un sistema radar soliton a caso. Oltre a questo non mancheranno tutti gli elementi tipici, come i boss pittoreschi, la possibilità di approcci diversificati, i siparietti comici e quant'altro...

Che dire di più? Non si poteva creare un mondo di gioco più immersivo ed evocativo. Un esperimento, questo, che a distanza di anni risulta perfettamente riuscito e in grado tutt'oggi di farci sentire coinvolti nell'azione. Da notare infine che la versione inclusa nella collection è la Subsistance, la quale introduce la possibilità di aggiustare la telecamera e ruotarla di 360 gradi. Inutile dire che la fluidità si attesta sui 60 FPS fissi, senza mai un singolo calo e che l'alta definizione permette di godere di tutti quei dettagli assenti nel secondo capitolo.

PS: non fatevi sfuggire il succosissimo bonus inserito nel gioco. Di cosa stiamo parlando? Ma dei primissimi Metal Gear usciti per MSX, qui riproposti in tutta la loro pixellosissima gloria!


Peace Walker: nuove meccaniche

 

L'ultimo dei tre titoli inclusi nella Collection è, in un certo senso, un intruso. Secondo la personalissima opinione di chi vi sta scrivendo per mantenere una sorta di continuità, o di coerenza se vogliamo, sarebbe stato meglio inserire The Twin Snakes (remake del primissimo Metal Gear Solid uscito per PSOne) al posto di Peace Walker. Probabilmente un'operazione del genere, per via di accordi precedenti tra le varie software house coinvolte (Nintendo, in questo caso), non poteva realizzarsi. Tuttavia, se cosi non fosse stato, avremmo avuto la possiblità di reperire i quattro capitoli principali della serie sulla medesima console (PS3, visto che su Xbox 360 non è mai uscito Metal Gear Solid 4).

La presenza di Peace Walker nella Collection, per quanto gradita, stona un poco; è chiaro che non si tratta di un semplice spin-off e che porta avanti la storia di Big Boss, ma gli mancano le caratteristiche tipiche dei due titoli esaminati fin'ora. La sua derivazione da console portatile è evidente, a causa di alcune semplificazioni in termini di design e di gameplay, e la narrazione non è altrettanto elaborata come in Metal Gear Solid 2 e 3. Inoltre, non è ben chiaro il perché della scelta di tralasciare un tassello importante del puzzle come Portable Ops, diretto prequel di Peace Walker. A causa di tale assenza, manca un pezzo di storia e permane un senso di incompletezza che ci accompagnerà per tutto il gioco.

Comunque sia, a prescindere dalle considerazioni tutto sommato poco importanti appena fatte, non si può dubitare della qualità dell'ultima avventura di Snake. A parte quelle limitazioni accennate in precedenza (aree di gioco meno complesse, alcuni movimenti impossibili da compiere ecc...) Peace Walker rimane un titolo che ogni amante della serie, e non, dovrebbe avere o almeno provare una volta nella vita. Se poi aggiungiamo una rifinitura grafica di prim'ordine, tanto che a tratti dimenticherete di trovarvi di fronte alla trasposizione in HD di un titolo per console portatile, beh...non ci sarà motivo per non apprezzare questo lavoro.

Dato che il titolo è uscito in tempi relativamente recenti, non ci soffermeremo sulla descrizione minuziosa del gameplay, che in definitiva ricalca a grandi linee quello dei capitoli principali, e vi rimandiamo comunque alla nostra precedente recensione. Certo, vi sono alcune simpatiche innovazioni, come la possibilità di far scomparire i corpi dei nemici con l'ausilio di attrezzature "aeree", ma alla fine si tratta del classico, e ottimo, Metal Gear Solid. Da sottolineare come i controlli migliorati rispetto agli episodi precedenti e la presenza di una modalità cooperativa online fino a 6 giocatori renda Peace Walker un episodio davvero da non perdere.


In attesa di Rising

 

A conti fatti, nonostante le perplessità esposte nel paragrafo precedente, la Collection di Metal Gear Solid soddisfa pienamente le nostre aspettative. Tre giochi di ottima fattura, una storia appassionante come poche, tantissime ore di divertimento e tutta la magia dell'HD rendono questo pacchetto un autentico must. Ci arrischiamo di consigliarlo anche a chi già possiede l'intera libreria targata Kojima, se non altro per godere di un episodio, Peace Walker, rielaborato in alta definizione. E dopo questo tuffo nel passato non ci resta che salutare il caro, vecchio (in tutti i sensi) Snake, che nel giro del prossimo anno lascerà il posto a Raiden, protagonista dell'imminente Metal Gear Rising: Revengeance. Un profondo ringraziamento, dunque, all'eroe di 3 generazioni, che ci ha accompagnato in un mondo di macchine, ninja, vampiri, sentimento, spionaggio e indimenticabili avventure.

COMMENTO
Leandro "White Lhio" Rossi
GRAFICA:8.5Nonostante i limiti dovuti all'età, i tre giochi presenti nella collection si lasciano ancora apprezzare grazie anche ai miracoli dell'HD.
SONORO:9Una delle migliori colonne sonore di tutti i tempi, unita a un insieme di voci azzeccate e caratteristiche.
GIOCABILITà:9.5Nessuno dei tre episodi sente il peso degli anni e i vari livelli di difficoltà sono studiati per venire incontro alle esigenze di tutti.
LONGEVITà:9Moltissime ore di divertimento tra sequenze di gioco vero e proprio e sequenze d'intermezzo appassionanti.
VOTO FINALE9
PRO:-Una raccolta di pietre miliari del genere stealth
-Giocabilità rimasta inalterata e ancora oggi godibilissima
-Buon Restyling grafico
CONTRO:-The Twin Snakes sarebbe stato più adatto di Peace Walker
-Alla fine piangerete sapendo di dover dare l'addio a Snake (per ora!)
Metal Gear Solid 4: Guns of The PatriotsChe ve lo diciamo a fare? La conclusione della storia, la risoluzione di ogni mistero e un'epica avventura all'insegna dello spionaggio! Da possedere assolutamente.
Tom Clancy's Splinter Cell TrilogyAltra collection di giochi Stealth. Stavolta il protagonista è Sam Fisher, veterano delle missioni d'infiltrazione. Un gameplay solidissimo, messo un po' in ombra da una conversione non propriamente ottimale.
SCHEDAGIOCO
Cover Metal Gear Solid HD Collection

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