Scritto da: Matteo "Malfa" Malfatto | Data: 2010-04-07
Un'avventura sotterranea
In un mondo completamente devastato, con la razza umana quasi del tutto decimata nella città di Mosca quei pochi che sono riusciti a sopravvivere si sono dovuti rifugiare nell’unico posto che poteva accoglierli, dargli protezione e allo stesso tempo preservarli dalla vita impossibile in superficie, la metro. La fitta rete di treni sotterranei è diventata la dimora fissa di soldati e famiglie. Nelle sue gallerie si sviluppa una vera e propria civiltà, organizzata al meglio delle proprie possibilità che spera incessantemente di poter tornare a rivedere il cielo da così tanto tempo lasciato e ormai dimenticato. In questo scenario a dir poco deprimente prende vita l’avventura che andiamo ad affrontare in Metro 2033, FPS di stampo classico sviluppato da 4A Games per THQ. Da molti versanti Metro 2033 è stato più volte paragonato ad un suo simile, S.T.A.L.K.E.R., soprattutto per l’ambientazione da est europeo post-apocalittico ed anche perché il produttore è lo stesso, THQ per l’appunto. In effetti negli studi di 4A Games esistono degli elementi che hanno partecipato allo sviluppo del gioco di GSC Gameworld ma fin da subito è stata ribadita la diversa natura del titolo, che non avrebbe infatti presentato una struttura aperta e libera come quella di S.T.A.L.K.E.R. ma che si sarebbe allineato alle dinamiche degli FPS classici, quindi indirizzando pesantemente il percorso del giocatore. Lasciando perdere le digressioni stilistiche entriamo nel merito del gioco e scendiamo nella metropolitana.
Un mondo devastato
Come appena detto la collocazione del gioco non è certo delle più rosee. L’incipit della storia parte dalla fine, facendoci giocare qualche minuto per poi tornare indietro nella narrazione e partire “da dove tutto è cominciato”. Il nostro personaggio si sveglia all’interno di una piccola stanza dalla quale poi potrà uscire per esplorare quello che sarà il nostro ambiente di gioco quasi per tutto il prosieguo della storia. La narrazione si dirama tra lunghe gallerie buie e piccoli avamposti militari, delle volte ci capiterà di arrivare a qualche insediamento più articolato dove potremo ammirare il lavoro degli sviluppatori nel rendere realistico ogni singolo dettaglio della vita sotterranea. Camminando tra gli stretti anfratti, caratterizzati da luci fioche solitamente generate da antichissime lampade ad olio, si riesce ad entrare empaticamente nella comunità di persone che cercano di arrangiarsi come possono in situazioni di vita come quelle. I primi minuti di gioco sono stati sapientemente dirottati verso la conoscenza della situazione per far catapultare il giocatore dritto nello stato d’animo che pervaderà tutto il titolo. Dopo poco scoprirete quali sono i temi narrativi di Metro 2033. La colonia di nascita del protagonista verrà presto attaccata da delle strane creature con forti poteri psichici e noi, come figli di un glorioso soldato russo, saremo chiamati ad unirci alla resistenza per cercare di trovare una soluzione a questa imminente invasione e per raccogliere aiuto anche dalle altre colonie sparse per la metropolitana moscovita. L’atmosfera è uno dei punti forti del gioco. Ogni angolo della metropolitana, ogni ambiente, ogni volto scavato dalla fatica e dalla desolazione comunica emozioni forti. Dopo pochissimi minuti ci sentiamo veramente coinvolti nel gioco e nelle sue vicende, cosa che non capita molto spesso. Metro 2033 è si un FPS ma strizza l’occhio anche ai tanto apprezzati survivol-horror un po’ per il fatto che le nostre vicissitudini ci vedranno operare in luoghi bui e dannatamente inquietanti combattendo delle bestie mutanti, ma anche soldati umani, con munizioni che non sono sempre abbondanti. Gli sviluppatori hanno saputo dare il giusto ritmo sia al gioco che alla narrazione i quali si integrano tra di loro perfettamente. Le missioni che affronteremo saranno ricche di adrenalina e suspense, alcune molto più veloci e ricche di combattimenti altre meno feroci ma più riflessive ed esplorative. Alcune missioni sembrano fatte apposta per far risaltare la fantastica atmosfera del gioco facendo in modo di farci scoprire ambienti spaventosi ma evocativi allo stesso tempo colorando il tutto con forti componenti narrative che non stonano per nulla e che si inseriscono nel mezzo dell’azione coerentemente.
Il valore di un proiettile
Entrando più precisamente all’interno del gameplay non possiamo che esserne soddisfatti. La giocabilità ricalca puntualmente quella di un FPS classico, quasi old-style, dove esiste solo una via da prendere con molte fasi scriptate; sparatutto del genere non se ne vedevano da un po’ vista l’attuale ricerca della libertà estrema e dell’approccio multiplo all’azione; il che però non si rivela essere un difetto perché se il gioco risulta essere dinamico e divertente va benissimo anche una presenza di script più marcata. Metro 2033 dà la possibilità al giocatore di avere un approccio maggiormente stealth, sfruttando le ombre e le oscurità che dominano le gallerie sotterranee. Questo modo di combattere funziona esclusivamente contro avversari umani che possono essere colti di sorpresa oppure disorientati spegnendo tutte le fonti di luce presenti ed utilizzando il visore notturno. Da questo punto di vista il protagonista potrà avvalersi di un utile strumento, infatti il suo orologio emanerà una luce di tre colori diversi a seconda del suo stato di visibilità. Una luce verde indicherà il fatto che siamo ben nascosti, una luce gialla che siamo visibili ma che non si sono ancora accorti di noi, e rossa quando saremo visibili e a portata di tiro. L’approccio silenzioso non sarà efficace con creature mutanti, abituate a combattere nelle tenebre e dalla sensibilità molto acuta. Per chi invece non si trova a proprio agio con la tattica delicata sarà comunque soddisfatto dal riscontrare come Metro 2033 sia soprattutto un ottimo sparatutto dove sparare a qualunque cosa si muova, senza badare troppo alle finezze. L’intelligenza artificiale dei nostri nemici umani ha degli alti e bassi abbastanza evidenti, molto probabilmente perché gli algoritmi decisionali compilati dagli sviluppatori devono fare i conti con ambienti claustrofobici e ricchi di detriti e di oggetti sparsi; spesso ci daranno filo da torcere lanciandoci granate e cercando di attaccare sempre in superiorità numerica, ma delle volte rimangono senza riparo e si muovono un po’ curiosamente rispetto alla posizione di chi gli sta sparando contro. L’armamentario a nostra disposizione sarà limitato in quanto potremo portare con noi solamente una pistola, un’arma leggera, una pesante, il coltello e qualche esplosivo, granate comprese. Le armi sono stilisticamente affascinanti, eccezion fatta per le classiche pistole e l’AK-47, residui di vecchi equipaggiamenti militari. Il resto delle armi saranno evidentemente in sintonia con l’ambientazione, saranno parti di vere armi rattoppate con pezzi di recupero. Troveremo ogni tanto anche qualche strana arma ad aria compressa con pallini metallici o dardi, ricaricabili manualmente con le apposite pompe installate sotto la canna; da evidenziare la presenza di una specie di generatore di energia in grado di ricaricare manualmente il nostro equipaggiamento elettrico, come la torcia, il visore notturno, ecc. In Metro 2033 le munizioni la faranno da padrone, per due motivi precisi. Infatti le munizioni generalmente non saranno scarse, ma non saranno nemmeno così abbondanti come nella maggior parte degli FPS. Sarà necessaria da parte nostra una certa capacità di gestione delle armi in modo da poter combattere usando meno munizioni possibile. Il secondo motivo è che le munizioni sono considerate come la valuta corrente del mondo sotterraneo di Mosca. Per la precisione le munizioni cosiddette “pulite” cioè quelle di fabbricazione militare pre-apocalittica molto più efficaci in battaglia, potranno essere usate per comprare nei vari mercati delle colonie nuove armi, oppure scambiarle con munizioni “sporche” meno efficaci ma più abbondanti. Delle volte la scarsità di altre munizioni ci costringerà ad attingere alla nostra riserva di munizioni pulite che verranno rapidamente scaricate contro i nemici. Ad aumentare il senso di desolazione e a moltiplicare in modo smisurato l’atmosfera di Metro 2033 si aggiunge anche l’uso delle volte obbligato di una maschera antigas. Questa maschera dovrà essere utilizzata ogni volta che entreremo in ambienti ricchi di gas nocivi o semplicemente quando saliremo in superficie. Le maschere saranno danneggiabili, e i danni subiti li vedremo direttamente sullo schermo sottoforma di crepe più o meno numerose sulla visiera della maschera. Queste ultime necessitano ovviamente di filtri di ricambio, ogni filtro dura circa 5 minuti, ed il tempo che ci manca prima della fine del filtro sarà visualizzato sull’orologio precedentemente citato. Come detto la trama di Metro 2033 fa sì che non ci siano scelte da fare, vie da prendere, o influenze particolari che possiamo dare allo svolgimento della storia, da questo punto di vista il titolo ricalca i classici FPS di qualche anno fa. Per qualcuno potrebbe costituire un difetto, ma la nostra opinione è che si percepisce poco questa forte direttività del gioco. Si nota poco per il semplice fatto che le missioni si susseguono una dietro l’altra senza tempi morti e che ognuna è differente dall’altra in modo radicale, non solo per piccoli dettagli. Passeremo da missioni solitarie a missioni in compagnia. Da lunghe sezioni a piedi a rapidissime ed eccitantissime fasi su veicoli, ci ritroveremo a combattere prima con soldati umani poi con belve mutanti davvero spaventose e letali che ci costringeranno a cambiare stile di gioco, come nel caso di una particolare bestia a metà strada tra un orso e un gorilla, detto “Bibliotecario” che non ci attaccherà se lo guarderemo fisso negli occhi, ci capiterà quindi di stare fermi decine di secondi a guardarci prima che il mutante decida di dedicarsi ad altro. Ogni missione ha obiettivi successivi, ovvero non si risolvono al primo compito ma si articolano in più fasi conferendo così una profondità degna di nota. Non essendoci purtroppo la possibilità di giocare in multiplayer, anche se non sappiamo proprio come avrebbero potuto le classiche modalità del gioco online integrarsi con una ambientazione e con uno stile di gioco così particolareggiato e ricco di dettagli, gli sviluppatori si sono concentrati esclusivamente sullo sviluppo dell’esperienza in singolo che non risulta essere troppo corta come molti FPS moderni ci hanno dimostrato. A livello di difficoltà medio si dovrebbe completare in circa 12 ore, ma se alzate il livello di difficoltà la longevità subirà sicuramente un balzo in avanti.
Un engine apocalittico
Il 4A Engine utilizzato per far girare Metro 2033 non è privo di difetti che fortunatamente passano in secondo piano per gli evidenti pregi che dimostra. La grafica del gioco è spettacolare, soprattutto nella realizzazione degli ambienti sotterranei, ricchi di texture ad altissima risoluzione e con effetti veramente di impatto. L’illuminazione dinamica viene esaltata grazie alle differenti fonti di luce presenti un po’ dappertutto mentre gli effetti delle armi e delle esplosioni sono quanto mai soddisfacenti. Ogni modello è ricco di dettagli, nulla è lasciato al caso, e questo i giocatori attenti lo apprezzeranno sicuramente. I difetti principali si scovano nella forse un po’ carente realizzazione degli ambienti esterni, anche se non sono numerosi e nella pesantezza del motore, soprattutto per quanto riguarda la versione per PC. Il framerate per console dovrebbe essere fisso mentre per computer risulta abbastanza ballerino, appare molto fluido in situazioni normali ma cala particolarmente durante i combattimenti e alla presenza di fumo o effetti volumetrici particolarmente pesanti ed esosi di risorse. A parte questo il motore grafico si attesta veramente su alti livelli, in quanto è stato studiato appositamente per rendere al meglio il mondo che avevano in mente gli sviluppatori e nulla di diverso da quello. La grafica viene supportata anche da un motore fisico “made in PhysX” che governa tutte le interazioni nel gioco che risultano essere decisamente realistiche, soprattutto per l’interazione con gli oggetti, la loro distruttibilità e fisica presenza. Come abbastanza prevedibile per un gioco a cavallo tra l’FPS e il survivol horror il comparto audio svolge un ruolo fondamentale. I rumori ambientali sono numerosi e particolari, i versi emessi dalle belve mutanti fanno venire la pelle d’oca, consigliamo caldamente a chi è provvisto di un impianto audio di alto livello di giocare Metro 2033 nel più assoluto silenzio e con le luci spente, otterrà sicuramente un effetto talmente realistico da essere quasi “troppo” coinvolgente.
Se per caso qualcuno, dopo aver letto questa recensione, si stesse chiedendo se comprare il gioco o meno a causa della mancanza del multiplayer consiglio caldamente di superare questo dubbio ed immergersi completamente in quella che è un’esperienza fantastica all’interno di un mondo perfettamente realizzato e di un’atmosfera davvero da urlo. Passare 12 ore circa pensando di trovarsi veramente all’interno della metropolitana di Mosca assediato da belve sanguinarie, cercando di sopravvivere in un ambiente sfavorevole ed ostile con la qualità che gli sviluppatori sono riusciti a conferire a questo prodotto fa di Metro 2033 un titolo da avere assolutamente per gli amanti del genere, ma anche per coloro che amano semplicemente essere trasportati da una storia avvincente dall’inizio alla fine con il fiato sospeso.
Mancato approfondimento di alcuni aspetti secondari della trama
Qualche strano comportamento della IA
9
Il mondo di Metro 2033 è ricco di dettagli, le texture ad alta risoluzione, gli effetti di luce e dell’acqua, e il generale senso di realismo concorrono a rendere l’atmosfera del gioco veramente coinvolgente.
8.5
Contribuisce enormemente ad immergere il giocatore nell’ambiente di gioco, gli effetti delle armi e delle belve mutanti sono veramente soddisfacenti.
8.5
Con la possibilità di giocare in modo devastante o stealth rendono il gameplay simile a molti altri giochi, ma sono i dettagli a renderlo diverso da tutti.
8
C’è solo il single player che comunque non delude in quanto longevità , a livello medio stiamo sulle 12 ore.