Passa l'anno ed ecco che, puntuale come il canone, arriva il nuovo Modern Combat di Gameloft. Se fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impossibile associare la parola hype ad un "gioco da cellulare", ora la cosa non stupisce più di tanto vista l'incredibile diffusione che hanno avuto gli smartphones e, soprattutto, la qualità molto elevata di alcuni titoli che campeggiano nei loro stores. L'azienda pioniera e che fin dal principio ha creduto in questo mercato è stata senza dubbio la sopracitata Gameloft, la quale ha sfornato e sforna giochi che a livello tecnico sarebbero adatti anche ad una vera e propria console portatile.
Un esempio è proprio la saga di Modern Combat, che arriva oggi al terzo episodio, sottotitolato Fallen Nation. Queste due parole dovrebbero già far intuire quale sarà la trama alla base del titolo, ma facciamo comunque un breve riassunto.
Come al solito ci troveremo a vestire i panni di un soldato temerario e ligio al lavoro, dotato di spiccate capacità belliche e pronto a tutto pur di soddisfare gli ordini che arrivano dall'alto. Ma può esistere un soldato senza una guerra da combattere? Ovviamente no, infatti in Modern Combat 3: Fallen Nation la "docile" America è stata attaccata da una coalizione di superpotenze che sono precisamente la Corea del Nord, la Russia ed il Pakistan. Senza perdere altro tempo con la storia che, detto sinceramente, sembra più un semplice pretesto per dare un filo conduttore alle varie ambientazioni piuttosto che qualcosa di davvero studiato ed avvincente, andiamo a parlare della parte giocata.
Marines distrugge!
La saga di Modern Combat non ha mai spiccato per la sua varietà di situazioni ed ancora una volta Gameloft non si smentisce. La campagna in singolo, sebbene metta in mostra lo sforzo degli sviluppatori nel dare varietà all'esperienza, è abbastanza noiosa. Sostanzialmente il gameplay può essere riassunto come quello di un classico sparatutto, di quelli molto lineari. Questo vuol dire che ci troveremo ad affrontare un'ondata di nemici, correre in avanti, goderci lo script di qualcosa che esplode e via di questo passo. Ci sono poi i classici diversivi che ormai sono quasi un marchio di fabbrica degli sparatutto Gameloft e cioè la sessione su jeep e mezzi volanti.
Il vero problema della campagna, però, non risiede nella ripetitività di ambienti, armi o situazioni, che anzi, sono moltissime, ma sta invece nelle sparatorie. Proprio così, gli scontri a fuoco, purtroppo, risultano il tallone d'Achille dell'esperienza in singolo ed in uno sparatutto non è sicuramente un problema sorvolabile. Analizzandoli nel dettaglio, quello che manca del tutto è la dinamicità , infatti i nemici sono totalmente privi di qualsivoglia tipo di IA e per vincere non dovremo far altro che appostarci all'inizio del "tunnel" (data la natura lineare dei livelli) e sparare fino a quando i soldati avversari non avranno finito il respawn, lasciandoci così proseguire verso la prossima sparatoria.
Questo non significa automaticamente che il gioco sia facile, anzi, spesso capita di trovarsi in difficoltà , ma la difficoltà non è mai data dagli spostamenti degli avversari o da qualche tattica specifica, bensì solo e solamente dal grande numero di soldati della fazione opposta e dal loro concentrare il fuoco esclusivamente sul giocatore, graziando i compagni di schieramento. Se per qualcuno sembrerà un'analisi troppo severa, visto che si sta pur sempre parlando di un titolo per smartphones che viene venduto a poco più di 5€, beh, così non è. Il motivo sta nel fatto che il livello dei giochi "seri" su dispositivi mobili si è alzato esponenzialmente ed avere nemici privi di intelletto alla stregua di un gioco su binari poteva essere accettabile un anno fa, ma ad oggi ci sono titoli che ci dimostrano che un'IA accettabile è possibile e doverosa (Shadowgun è un esempio).
Detto questo, se si è disposti a sorvolare sui difetti sopraelencati, rimane comunque un single player longevo e spettacolare, capace di regalare qualche bella soddisfazione perlomeno a livello visivo grazie al sapiente uso degli script.
Più siamo, meglio è!
Se il single player ci ha lasciato un po' con d'amaro in bocca, di tutt'altra pasta è la componente multiplayer. Il reparto multigiocatore del titolo è molto curato e ricco di elementi.
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