Violenza sadomasochista celo. Dozzilioni di modalità di gioco celo. Personaggi fighi con un background alle spalle celo. Diciamo pure che al recente Mortal Kombat, il nono capitolo della saga per essere precisi, non manca veramente niente. Per accontentare il fan della saga sia chiaro fin da ora.
Non potendo per forza di cose reinventare il franchise alla luce di meccaniche più casual (l'Armageddon versione Wii non deve aver fatto faville), tanto meglio contentare i più accaniti sostenitori del franchise da diversi capitoli all'asciutto, subissati da opzioni di contorno ma non ravvivati da un sistema di combattimento completo e profondo.
Il Mortal Kombat qui recensito non mette una definitiva pezza agli exploit tridimensionali, né può esprimere l'allure dei capostipiti in sala giochi, eppure da giocare risulta tremendamente divertente, una vera goduria per chi di Mortal Kombat non se ne è perso uno e potrebbe essere una piacevole sorpresa per chi si dichiara appassionato di picchiaduro ma non ha mai digerito gore e fanservice della serie Midway.
Tanti modi di maciullare
A monte lo sviluppo di questo nuovo capitolo della saga si connette direttamente alla migrazione dei diritti del franchise da Midway – fallita – a Warner Bros e la conseguente creazione dello studio NetherRealm, guidato da ed Boon e specificatamente pensato per la serie di Mortal Kombat. Simili terremoti societari hanno ingenerato nel ventennale franchise analogo desiderio di cambiamento, tant'è che Mortal Kombat è ciò che si può definire un reboot. Lo è per un motivo molto semplice: la storia, suddivisa in 16 capitoli, viaggi nel tempo e con un abile stratagemma racconta dei primi tre Mortal Kombat Tournament. Di personaggi nuovi non ve ne sono, se si fa eccezione per Kratos esclusivo della versione Playstation 3 (l'unica tra l'altro a supportare i televisori 3D), dato che bene o male la rosa di venti e passa combattenti si è già ammirata nei Mortal Kombat dall'1 al III Ultimate.
Pertanto tra un combattimento e l'altro si avrà occasione nella modalità storia di assistere a un susseguirsi di sequenze in CG, particolarmente utili per diramare intrecci e rapporti tra i membri del cast. Se ovviamente i rapporti non saranno amichevoli e sarà una provocazione verbale dopo l'altra, Shao Tsung provvederà ad organizzare un incontro tra i due. Mortale, all'ultimo sangue.
Ma se la storia certo rappresenta la portata fondamentale, Mortal Kombat è costellato da una valanga di modalità secondarie: si parte dalle varianti all'arcade (1 vs 1, 2 vs 2, Test Your Luck, Test your Strenght, ecc...) e si arriva ad un tutorial utilissimo, il quale fornisce anche assistenza per imparare a padroneggiare le combinazioni per le Fatality. Altra modalità davvero imponente si prospetta la Torre delle Sfide, 300 e passa proposte, ognuna caratterizzata da un tema e da obiettivi spesso slegati dal mero vincere il combattimento. La difficoltà intrinseca di ciascuna missione darà da pensare non poco ai singoli giocatori, ma sarà altresì possibile saltare le sfide più ardue sacrificando un po' delle monete raggranellate nelle diverse modalità di gioco. Altrimenti tali monete potrete spenderle nella monumentale Krypta, vastissima area all'interno della quale sbloccare nuove mosse, costumi, arene, bozzetti e biografie dei personaggi.
Non manca il multiplayer locale e online con la modalità King of the Hill esclusiva della versione Xbox 360, in quanto coinvolge il sistema degli Avatar. Peccato solo che i server della versione Microsoft latitino di giocatori, invitandoci ad organizzare i match via etere mediante Playstation 3.
Come potete notare Mortal kombat presenta un numero vastissimo di modalità di gioco, in linea con i capitoli usciti su 128 bit, tutte ugualmente riuscite perchè si concentrano sulle sfide testa a testa e non inutili orpelli o malriusciti spin off (vedi Motor Kombat).
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