Motorstorm: Arctic Edge

Un balzo indietro dalla New Gen a quella Old, passando per PSP, per Motorstorm!
Scritto da il 19 novembre 2009
Motorstorm: Arctic Edge Recensione
Premessa: La versione testata in sede di recensione è quella PS2 , quindi i voti si riferiscono alla medesima. Le due versioni (PS2 e PSP), tuttavia, non presentano grandi differenze a livello di gioco, quindi la recensione, che, peraltro, fa menzione degli elementi aggiuntivi dell’edizione PSP (la quale, a conti fatti, è la migliore), si adatta a entrambi i contesti.

Retro-seguito

Motorstorm, sviluppato dagli Evolution Studios (quelli dietro ai WRC su PS2), è stato uno dei titoli di punta al lancio di PlayStation3; grazie a un lato tecnico in grado di stupire e a un gameplay scoppiettante, soprattutto giocando in rete. Il suo successo - ottenuto anche grazie al fatto che in Europa era venduto con Resistance in bundle con la console versione 60 GB - ha portato a un seguito sempre su PS3, il (forse) sottovalutato Pacific Rift, e Arctic Edge, che è, appunto, il titolo in questione. La peculiarità di questa serie è che, partendo da una console di ultima generazione, è arretrata a una old gen, come mai? Semplice: la versione principale di Arctic Edge è quella PSP, mentre quella PS2 è un semplice porting, con qualcosina in più in termini di grafica e qualcosa in meno in termini di modalità di gioco.


Alaska

Come si evince dal titolo, sono stati abbandonati gli aridi canyon del primo episodio e i lussureggianti scenari del secondo, in favore dei ghiacci dell’Alaska, che, esteticamente, avvicinano il gioco a un SSX a caso, piuttosto che ai precedenti Motorstorm. Senza ombra di dubbio, questa nuova ambientazione estrema è piuttosto suggestiva, merito anche di un’ottima realizzazione grafica, che migliora leggermente la versione PSP, perdendo forse qualcosa in fluidità: i cali del frame rate, comunque, sono davvero sporadici e non inficiano in alcun modo l’esperienza di gioco, veloce e adrenalinica come da tradizione. A livello tecnico è evidentemente improponibile un confronto con i due capitoli precedenti, per forza di cose più spettacolari, soprattutto negli incidenti. A proposito di questi ultimi, è doveroso aggiungere che quelli a bordo di moto o quad appaiono poco credibili, quasi caricaturali, a causa dei balzi cui è sottoposto il pilota, che, inoltre, ha la snodabilità di un essere invertebrato. Piccola imperfezione, questa, perdonabilissima. A livello stilistico, invece, le scelte sono azzeccate, dal design dei veicoli (di cui, ovviamente, nessuno ha una licenza ufficiale) a quello delle piste e alla scelta dei colori. Ottimo lavoro.


Riduzione in scala

Grazie all’ottima veste grafica e a un gameplay fedelissimo all’originale, il feeling della serie è riprodotto piuttosto bene, solo che è tutto inevitabilmente ridotto: vediamo adesso, uno per uno, i ridimensionamenti che affliggono il titolo. Innanzitutto, oltre al lato visivo, di cui abbiamo già parlato, anche il sonoro subisce dei tagli: se risultano scontati quelli prettamente tecnici, meno prevedibili erano quelli alla colonna sonora, che conta solo 16 brani, discretamente assortiti (si va dai Chemical Brothers ai Motörhead passando per i Prodigy), ma comunque 30 in meno rispetto a Pacific Rift. Poco male per i possessori di PSP , che possono personalizzare la colonna sonora.

Anche il numero di veicoli è stato decisamente ridotto: se già il primo Motorstorm poteva vantarne più di 50, ora ne abbiamo a disposizione solo 24, 3 per classe (classi su cui torneremo in seguito). Come se ciò non bastasse, il loro numero in gara è stato portato a soli 10, per limitazioni tecniche. Tuttavia ciò che urta maggiormente è lo scarso numero di tracciati (percorribili anche al contrario), che sono una misera dozzina, senza possibilità di contenuti scaricabili aggiuntivi su PS2, mentre su PSP sono già stati annunciati. Riportando così questi dati, però, il quadro generale pare decisamente peggiore di quello che è in realtà: Motorstorm: Arctic Edge resta, a prescindere da ciò, un prodotto valido e divertente, grazie a un feeling simile ai predecessori. Resta il fatto che, forse, chi ha già giocato a Pacific Rift potrebbe non trovarlo particolarmente interessante, se non per le sue atmosfere cool.


Festival!

La modalità di gioco principale è indubbiamente Festival, che consta di ben 100 competizioni Single-Player utili a sbloccare veicoli, filmati e personalizzazioni, ovvero nuove possibilità di modifica (a livello puramente estetico) del proprio mezzo: il tuning, anche se non maniacale come quello di un Need For Speed Underground, funziona a meraviglia, ma risulta svuotato del suo vero significato, che è quello di rendere riconoscibile il proprio bolide nelle sfide online, assenti su PS2 . Risulta comunque una pratica piacevole.

Le varie sfide si suddividono in 8 diversi livelli di difficoltà, a cui si accede di volta in volta accumulando abbastanza punti (arrivando primi si ottengono 100 punti, secondi 75 e terzi 50): spesso la curva di difficoltà si alza sensibilmente da un livello all’altro, costringendo il giocatore a un “salto di qualità”, talvolta di entità modesta, altre volte più consistente. Se, infatti, le prime dieci o quindici gare vi vedranno trionfare staccando il secondo sul podio anche di un minuto intero, quelle successive vi vedranno ridurre velocemente questo distacco, fino a dover provare e riprovare per ottenere l’agognato oro. Le tipologie di competizione non sono moltissime, in realtà:

  • gara: si tratta solo di ottenere la miglior posizione possibile (almeno terzi);
  • velocità: corsa a tempo con checkpoint;
  • gara a punti: a ciascun concorrente viene assegnato un quantitativo di punti congruo alla sua posizione, ogni secondo. Il primo che arriva a 999 punti vince;
  • tornei: eventi costituiti da tre gare con graduatoria. Sbloccano il terzo mezzo (il più performante) delle categorie.

Le ultime tre si sbloccano con un numero preciso di stelle, ottenibili soddisfacendo alcune condizioni particolari (vincere l’oro, scendere sotto un certo tempo, stare 10 secondi consecutivi in testa) in determinate gare.

A rendere più varia la situazione, però, vengono in soccorso le famose 8 classi diverse di veicoli disponibili (peraltro la serie Motorstorm detiene un Guinness dei primati per questo motivo): buggy, auto da rally, spazzaneve, tir, moto, quad e due aggiunte ad hoc, che sono il gatto delle nevi e la motoslitta. Ciascuna classe ha, prevedibilmente, vantaggi e svantaggi peculiari: tanto per fare un esempio, le moto sono veloci e maneggevoli, ma al minimo urto il pilota viene sbalzato a decine di metri di distanza, mentre i buggy, abbastanza equilibrati nei vari parametri, soffrono di una scarsa accelerazione. Ogni giocatore troverà la tipologia più adatta a sé e ne odierà altre (chi scrive, ad esempio, ha trovato particolarmente scomodi motoslitte e gatti delle nevi, prediligendo auto da rally e quad), ma il completamento del gioco richiede la padronanza di tutte, siccome alcune gare comportano una scelta obbligata. Questo è indubbiamente l’aspetto che vi farà sudare più camicie (o tirare più bestemmie, ndr): oltre a doversi abituare alla guidabilità di tutte le classi (nessuna esclusa!), il giocatore deve anche fare buon viso a cattiva sorte accettandone le debolezze, spesso messe in risalto dai mezzi avversari; non sono infrequenti gare in cui vi troverete costretti a scegliere fra moto e quad, mentre alcuni dei vostri avversari, dotati di tir, vi travolgeranno quasi inevitabilmente. Ma alla fine è questo il bello di Motorstorm, l’eterogeneità dei veicoli, che porta ad affrontare in modo diverso lo stesso tracciato (che è sempre e comunque dotato di diversi percorsi alternativi) a seconda del mezzo a propria disposizione. Il modello di guida è smaccatamente arcade e fa leva sul massiccio utilizzo di freno a mano (poi, comunque, dipende anche dalla classe di veicolo scelta) e turbo, il quale non è una preziosa arma da utilizzare una volta nella gara, bensì una costante, dal momento che in breve tempo si ricarica, o meglio, si raffredda il motore: questa precisazione, che parrebbe inutile, comporta invece il fatto che la ricarica del turbo avviene più velocemente quando si attraversano corsi d’acqua, mentre invece un uso eccessivo dello stesso porterà all’esplosione del vostro bolide. Nonostante il gioco sia tutto improntato sulla velocità, talvolta è consigliabile sollevare il dito dal pulsante dell’acceleratore (R1 o R2) e affrontare i meandri più rischiosi a bassa velocità, poiché un incidente fa perdere decisamente più tempo rispetto a un’andatura lenta limitatamente al tratto problematico.


Un gioco "castrato"?

Molto probabilmente è questa la domanda che vi porrete man mano che accumulerete medaglie al Festival, che è sì molto lungo (oltre 15 ore per completarlo, per non parlare di tutti gli ori), ma che, a causa delle poche tipologie di sfida e del numero contenuto di tracciati, potrebbe venirvi a noia prima della centesima competizione: quando questo succederà, andrete in cerca di altre modalità, per scoprire che vi rimane solo la classica prova a tempo e il Multi-Player in split-screen fino a 4 giocatori (e vi sfido pure a trovare altri tre amici disposti a giocare con voi, ndr). Un po’ poco, gli stimoli mancano, e la presenza di “finti trofei”- chiamati Badge- non migliora la situazione, siccome, non esistendo una community online su PS2 , essi sono fin troppo fini a se stessi.Ecco, è proprio l’online l’ingrediente mancante, presente invece nella versione PSP, la quale beneficia anche della colonna sonora personalizzabile (come abbiamo già detto) e di una Photo Mode, oltre a futuri contenuti aggiuntivi. Per questo motivo è consigliabile ai possessori di ambo le macchine Sony l’acquisto su PSP anche se, con buona probabilità, il Dualshock2 è più comodo dei controlli della console portatile. In caso invece si posseggano PS2 e PS3 , l’incarnazione della saga da scegliere è la seconda (o, al limite, la prima nel package inclusivo delle espansioni, altrimenti da scaricare), a meno che non siate particolarmente affascinati da neve e ghiaccio.

COMMENTO

Ammetto che è il primo Motorstorm che mi trovo a completare, anche se avevo già un’infarinatura sulla serie. Ritengo molto valida e divertente l’esperienza di gioco, anche se mi è capitato di non trovare sempre stimolante la modalità Single-Player, eccessivamente lunga in proporzione al numero di tracciati e tipologie di sfide. Mi sarebbe piaciuto giocare online ma, purtroppo, ho testato la versione PS2, che ne è sprovvista. Consiglio, a chi può scegliere, di giocarlo su PSP, siccome è pensato per quest’ultima; chi ha solo la cara vecchia PS2 si goda comunque uno degli ultimi titoli di qualità per la vecchia console Sony, come ho fatto io.

GRAFICA:8.5Ottimo lavoro svolto, con miglioramenti (texture e veicoli) rispetto alla versione PSP, a discapito di un frame rate meno solido, ma che non inficia l’esperienza di gioco.
SONORO:7.5Buoni gli effetti, meno la tracklist, che conta solo 16 brani: se su PSP, con colonna sonora personalizzabile, non è un problema, su PS2 risulta ridotta, seppur godibile.
GIOCABILITà:8Modello di guida divertente e arcade. Si differenzia per le varie classi di veicoli: a seconda dei gusti personali, potreste prediligerne alcune piuttosto che altre, ma sarete costretti a utilizzarle tutte.
LONGEVITà:7La modalità Single-Player comprende un centinaio di gare, però i circuiti a disposizione sono solo 12, quindi li percorrerete molte volte e potreste stufarvene. Gioco online solo su PSP.
VOTO FINALE7.5
PRO:-Ambientazione e design ispirati
-Innegabilmente adrenalinico e divertente
-8 classi di veicoli, di cui 2 nuove…
CONTRO:-…non tutte piacevolissime da guidare, forse
-Pochi tracciati e poche canzoni
-Niente online su PS2
WipEout Pulse ( PS2 )Altro buon gioco di guida a uscire nell’era decadente di PS2. Potreste averlo terminato già su PSP, come d’altronde potreste giocare questo Motorstorm sul portatile Sony.
ATV Offroad Fury 4Simile a Motorstorm nell’attitudine, se amate le gare su sterrato deve essere vostro. Sopratutto qualora siate rimasti ancorati ai 128 bit.
SCHEDAGIOCO
Cover MotorStorm: Arctic Edge

MotorStorm: Arctic Edge

Scheda completa...
Motorstorm: Arctic Edge2009-11-19 19:17:02http://www.vgnetwork.it/recensioni/motorstorm-arctic-edge/Un balzo indietro dalla New Gen a quella Old, passando per PSP, per Motorstorm!1020525VGNetwork.it