N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure

Keep on rockin'
Scritto da il 02 maggio 2016
N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure Recensione

Dovessimo riassumere la trama di N.E.R.O. con una canzone, sarebbe la seconda strofa di Keep on rockin' in the free world di Neil Young, in particolare “I see a woman in the night/With a baby in her hand/Under an old street light/Near a garbage can/ Now she puts the kid away...” Ecco, in questa manciata di rime ritroviamo tutti i temi portanti del gioco: la luce, la notte, un protagonista (almeno inizialmente) ed un bambino. Tutto questo si fonde a formare una esperienza di gioco sui generis ed atipica, priva di un vero e proprio gameplay che possa collegare N.E.R.O. a qualcosa di più che un generico genere “avventura” e che purtroppo, rimane in bilico ed in perenne ricerca di una identità chiara, appesantito sopratutto da un grande potenziale rimasto tuttavia inespresso per larghi tratti dell'avventura.


In the free world

Il mondo di gioco di N.E.R.O. lo possiamo definire a grandi linee un open world, nel senso che, sebbene la direzione da prendere sia solo una e ben definita, è comunque possibile dedicarsi ad un minimo di esplorazione che devii appunto dal percorso predefinito. Un aspetto di primaria importanza se consideriamo che gran parte della storia di gioco viene narrata da luminosissime scritte che galleggiano a mezz'aria sparse tra i vari livelli. Si tratta di veri e propri paragrafi collegati tra loro in grado di fornire dettagli o rivelazioni, ma in ogni caso anche senza cercare ogni risvolto della trama, l'esplorazione è interessante anche se presa come fine a sé stessa, visti i panorami e gli scorsi che N.E.R.O. riesce ad offrire in certi livelli. A tutto ciò si contrappone però un metodi di avanzamento quantomeno discutibile. Il protagonista cammina in modo molto calmo, il che può essere un modo di sottolineare l'atmosfera onirica del gioco, ma integrare poi nei comandi un tasto per lo “sprint” implica che chiunque se ne andrà a zonzo con il tasto stesso sempre premuto, anche perchè la camminata predefinita è veramente fin troppo compassata. Dello stesso genere anche i vari puzzle per passare da un'area all'altra: il tasto di interazione serve a fare tutto ed in genere risolvere gli enigmi richiede un paio di secondi data la linearità e la semplicità di azione: basta semplicemente interagire con gli elementi che appaio a schermo e che spesso sono una somma degli enigmi già incontrati, per risolvere il puzzle. 


Sogni e colori

Poichè siamo in vena di citazioni, usiamone una di Lovecraft per descrivere al meglio il mondo di gioco di N.E.R.O.: “Nei sogni trovai un poco della bellezza che avevo invano cercato nella vita e m'immersi in antichi giardini e boschi incantati.” Il nostro viaggio nel gioco inizia in una laguna di pescatori nel cuore di una notte molto buia ma anche molto suggestiva, con un cielo colmo di stelle e vari giochi di luci, di cui il gioco fa sempre grande sfoggio. La laguna è una copertura per un villaggio di briganti, sito in alcune caverne molto antiche e colme dei ruderi di una civiltà più antica. I principali passaggi della trama sono raccontati da cutscenes bellissime e e ben realizzate, un vero piacere per gli occhi tanto che viene da chiedersi perchè il resto del gioco non proponga la stessa qualità.

Grande cura è stata riposta anche nella transizione tra i vari livelli, dove il gioco riesce a mixare ambienti ed elementi molti diversi mantenendo intatta la sua atmosfera rilassata e per l'appunto quasi onirica. Giochi di acqua (non sempre all'altezza però) ed un uso sapiente delle luci e degli elementi all'orizzonte contribuiscono a donare a N.E.R.O., specialmente nelle stanze più grandi, un impatto grafico assolutamente stupefacente. Come prima però, peccato che anche in questo caso il gioco non riesca ad esprimersi sempre al livello più alto. Considerando innanzitutto che è passato un anno dall'uscita su Xbox ONE era lecito aspettarsi qualche opzione grafica in più, sopratutto riguardo il dettaglio degli oggetti o almeno qualche livello di anti-aliasing. L'ottimizzazione stessa pare a tratti incespicare in strani quanto fastidiosi textures-popping. L'illuminazione globale, uno degli aspetti più riusciti, si scontra con degli effetti di lens-flare davvero troppo accentuati e che, almeno allo stato attuale del gioco, non è possibile modificare. Ulteriore aspetto poco riuscito, ad un anno di distanza permangono gran parte dei bug della versione per Xbox One. Insomma, sebbene l'impatto grafico globale e le sensazioni da esso trasmesse siano positive, analizzando il gioco nel dettaglio si notano parecchie incertezze grafica e perfino qualche textures ed animazione delle fisica appartenenti alla scorsa generazione grafica. Di tutt'altra pasta invece la colonna sonora, sempre solenne e appassionante in ogni sezione. In conclusione quindi, come si potrebbe definire N.E.R.O.? Sicuramente è un gioco che merita una possibilità ma non aspettatevi di trovare enigmi su cui ragionare perchè in tal senso rimarreste delusi. SI tratta di circa 3 ore di gioco in ambienti di alterna qualità ma che trasmettono qualche buona emozione e sopratutto regalano una atmosfera a tratti impareggiabile ed una storia che seppure non originalissima, riesce ad incuriosire. 

PRO:- Tante idee interessanti
- Ottima colonna sonora
- Comparto grafico con buoni spunti
- Trama discretamente interessante
CONTRO:- Gameplay troppo lineare
- Con più cura poteva essere un capolavoro visivo
- Longevità ridotta all'osso
- Molto potenziale rimasto inespresso
The Town of Light ( PC )Altra visual novel, ma molto più completa e complessa.
Dear EstherA grandi linee una esperienza molto simile.
VOTO FINALE6.5
SCHEDAGIOCO
Cover Nero

Nero

Scheda completa...
N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure2016-05-02 18:00:43http://www.vgnetwork.it/recensioni/nero-nothing-ever-remains-obscure-53424/Keep on rockin'1020525VGNetwork.it