Neverending Nightmares

Incubi fin troppo reali
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 10 maggio 2016
Neverending Nightmares Recensione

Non è buona abitudine parlare di se stessi quando si scrive un articolo sui videogiochi, ma in questo caso mi vedo costretto a fare una piccola eccezione; state tranquilli però, non tarderò a spiegarvene il motivo. Il titolo che andremo ad analizzare, oltre ad essere veramente particolare nella struttura e nello stile, va visto anche come uno specchio in cui l'autore ha voluto riflettere se stesso e le proprie turbe psichiche, o almeno sono queste le informazioni rilasciate in merito. In effetti, in Neverending Nightmares vengono trattati temi delicati quali la depressione, il disturbo ossessivo compulsivo, e altri disagi di natura mentale ben più gravi. Ebbene, sappiate che chi vi sta scrivendo ha vissuto e vive un'esistenza segnata da problematiche di questo genere: capirete dunque che il grado di coinvolgimento personale (cosa che ovviamente non varrà per tutti) è decisamente elevato.

Ora, prima che mi fraintendiate, non intendo dire che sono afflitto da terribili allucinazioni come accade al protagonista del gioco (anche se, come il titolo fa capire, si parla piuttosto di incubi), ma che ho avuto e continuo ad avere la mia buona dose di disavventure legate a certi “intoppi” che si verificano nel mio cervello. Quindi, assaporare questa esperienza, se mi passate il termine, dal punto di vista di qualcuno che condivide le medesime sensazioni (soprattutto attraverso uno strumento narrativo così particolare come quello del videogioco) si è rivelato sicuramente interessante e sconvolgente allo stesso tempo. Vi anticipo fin da subito che l'articolo non sarà molto lungo, perché a livello di meccaniche e di stile il gioco si mostra di una semplicità a tratti addirittura eccessiva; il vero cuore pulsante dell'esperienza risiede altrove, nel messaggio che si è cercato di trasmettere. E quello, purtroppo e per fortuna, è aperto a decine di interpretazioni. 


Una paura autentica

Solitamente inizierei proponendovi un breve riassunto della trama principale che fa da sfondo alle nostre avventure, ma in questo caso tale impresa si rivelerebbe piuttosto ardua oltreché inappropriata. Il motivo è che il gioco, soprattutto una volta completato al cento per cento, si apre a molteplici interpretazioni. Ma la difficoltà nel descrivere il corso degli eventi è resa evidente anche dal fatto che, con l'eccezione di alcuni dialoghi, la narrazione non segue gli standard tipici del mezzo cinematografico a cui sempre più videogiochi cercano di ispirarsi. No, in questo caso ci troviamo di fronte ad un prodotto che fa del linguaggio autentico del videogioco stesso la sua colonna portante; se già in altre opere horror (come ad esempio il sempreverde Silent Hill) si era optato per affiancare a sequenze filmate la possibilità data al giocatore di raccogliere e raggruppare i vari pezzi del puzzle per arrivare alla soluzione e comprendere il filo degli eventi, in Neverending Nightmares la narrazione indiretta diventa centrale e irrinunciabile. 

Tutto quello che posso dirvi in merito è che si tratta di un'esperienza realmente disturbante e non mi sentirei di consigliare il prodotto a persone facilmente impressionabili. Il protagonista è soggetto a visioni orribili, di una violenza fisica e psicologica che raramente mi è capitato di vedere in altre opere che si prefiggevano il medesimo scopo. Attraverso la metafora del sogno, che qui assume il valore di una semplice cornice, vengono illustrate le terribili esperienze mentali che un soggetto disturbato è costretto a vivere quotidianamente. Vi sono anche accenni a questioni inerenti l'autolesionismo, il senso di colpa e l'inquietudine (di un tipo ben più complesso di quello che affrontano ogni giorno milioni di persone; si potrebbe parlare di un'ansia indefinibile, un terrore senza forma e senza un perché). Vi sono, in verità, alcuni jumpscares che però, a differenza di un Resident Evil a caso, non vengono inseriti giusto per un facile spavento. I salti sulla sedia sono dosati con cura e servono a rendere la tensione ancora più insostenibile.


Non è tempo di giocare

Quello che abbiamo per le mani è un titolo estremamente semplice sia nella struttura che nello stile, e questo ve lo avevamo già anticipato qualche riga addietro. Per questo motivo è decisamente meglio accorpare in un unico paragrafo le considerazioni inerenti il comparto grafico e quello ludico. Va però anticipato fin da subito che le cose da dire sono veramente poche e che Neverending Nightmares può essere classificato come “videogioco” solo in un senso ampio del termine.

Visivamente il titolo è molto accattivante da un lato, ma forse un po' troppo spartano dall'altro. Tutte le schermate sono rappresentate come fossero disegnate a matita e questo permette di generare giochi di luce ed ombra che donano all'intero apparato un aspetto sporco e lugubre. Il livello di dettaglio è decisamente elevato e questo nonostante il riutilizzo dei medesimi scenari, cosa che avviene con eccessiva frequenza. Tuttavia, non esiste praticamente una sola stanza identica all'altra, perché i vari, piccoli particolari che costituiscono ogni ambiente di gioco (di fortissima valenza simbolica) permettono di distinguere senza problemi una porzione di un “livello”, e le virgolette sono d'obbligo, dal successivo. Tra l'altro, quello della ripetizione costante dei medesimi gesti, probabilmente qui rappresentata dal continuo ripercorrere gli stessi luoghi e dal rivivere gli stessi ricordi, è una delle componenti del disturbo ossessivo compulsivo. Probabilmente sto dando una lettura troppo profonda al “testo” e vedo metafore dove in realtà ci sono solo scelte puramente stilistiche, ma non credo di essere troppo lontano dalla verità. Da notare anche che tutto il gioco è in bianco e nero, con qualche pennellata di colore rosso e marrone un po' ovunque. 

Relativamente al gameplay non c'è molto da dire. Di cose da fare ce ne sono veramente poche, e a parte l'esplorazione di ospedali psichiatrici e magioni decadenti, la componente adventure risulta davvero limitata. Ogni tanto dovremo raccogliere qualche oggetto, tornare sui nostri passi o nasconderci da qualche bestia deforme, ma niente che possa elevare Neverending Nightmares al livello di una qualsiasi avventura dinamica vera e propria. Questo a causa dell'estrema linearità e della povertà assoluta dei contenuti puramente ludici. Per dire, vi sono dei passaggi, che potremo definire “stealth”, in cui basta entrare in un armadio strategicamente piazzato nel bel mezzo del nostro cammino per sfuggire ad una creatura ostile e proseguire così la nostra esplorazione. Tutto molto, semplice, molto immediato, anche troppo.


Svegliarsi, alla fine...

Neverending Nightmares: come valutarlo? Se dovessimo applicare i criteri che utilizziamo per un gioco qualunque dovremo constatare la povertà dell'offerta ludica, ma sarebbe il modo sbagliato di considerare il prodotto. Qui si parla di un'esperienza, della storia di un certo tipo di orrore non troppo distante da quello vissuto da molte persone, il quale viene raccontato con un mezzo atipico come quello del videogioco (atipico neanche in modo eccessivo visto che molte produzioni Indie diventano sempre più interessanti da questo punto di vista). Purtroppo quella sensazione da “giochino” in flash, di quelli che andavano di moda molti anni fa, non è riuscita ad abbandonarmi completamente durante tutta l'avventura, eppure mi è rimasto qualcosa dentro che difficilmente potrò dimenticare. Sarà la violenza psicologica, sarà quella particolare atmosfera o il fatto che mi sono sentito in un certo senso coinvolto... in ogni caso Neverending Nightmares non è un giochetto qualsiasi, ve lo posso assicurare.

PRO:- A tratti davvero disturbante
- Una “trama” dalle mille sfaccettature
- Stile grafico accattivante.
CONTRO:- Animazioni molto spartane
- Gameplay quasi inesistente
- A tratti davvero disturbante
Outlast ( PS4 )Malati psichiatrici, creature da incubo e molto gore in questo horror in prima persona che ha fatto molto parlare di sé.
The Town of Light ( PC )Altro giro, altra storia molto delicata sui disturbi mentali che ha come sfondo il manicomio di Volterra.
VOTO FINALE7.5
SCHEDAGIOCO
Cover Neverending Nightmares

Neverending Nightmares

  • data d'uscita: 03 maggio 2016
  • produttore: Infinitap Games
  • sviluppatore: Infinitap Games
  • Genere: Survival Horror
  • Multiplayer: No
  • Supporto: PlayStation Network
Scheda completa...
Neverending Nightmares2016-05-10 15:41:44http://www.vgnetwork.it/recensioni/neverending-nightmares-53484/Incubi fin troppo reali1020525VGNetwork.it