No Man's Sky

Ambizione universale
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 18 agosto 2016
No Man's Sky Recensione

No Man’s Sky è un’opera realizzata attorno ad una sensazione che tutti hanno provato almeno una volta nella loro vita. Quella di osservare, di notte, il cielo stellato, e realizzare di essere piccoli esseri in un immenso mondo, altrettanto piccolo ed insignificante rispetto a tutto il resto dello spazio. Ogni stella è un lontanissimo ed irraggiungibile Sole, con i suoi pianeti a corollario, ed in mezzo il nulla, freddo e buio.

La quindicina di elementi che costituisce lo studio inglese di Hello Games, noti finora solo per aver creato il buon Joe Danger e niente di più, hanno costruito, grazie alla matematica (ah, ma a qualcosa serve quindi!) un intero Universo costituito da 18 quintilioni di pianeti (numero oggettivamente incomprensibile alla mente umana), tutti da scoprire, tutti da esplorare liberamente. Una ambizione incredibile per uno studio così piccolo, che ha dovuto affrontare, tra le altre cose, alluvioni e battaglie legali di ogni tipo, martellato allo stesso tempo da un hype e da aspettative immense. Il risultato? Ve lo descrivo nelle righe seguenti.


Spazio, Ultima Frontiera

Prima di tutto, No Man’s Sky è un omaggio totale e trasversale alla fantascienza, da quella letteraria a quella cinematografica, passando anche per quella videoludica. La dura sopravvivenza aliena ed il focus sul commercio di materiali rari del Dune di Herbert/Lynch; la magnifica e misteriosa estetica di 2001: Odissea nello Spazio di Clarke/Kubrick; la scienza futuristica basata sulla realtà e sulla matematica di Asimov; l’idea della più totale meraviglia nell’esplorazione dell’ignoto di Star Trek e tanto, tanto altro che chi come me è cresciuto a pane e sci-fi riconoscerà subito. L’inizio di No Man’s Sky è spiazzante: siamo soli, su di un pianeta sconosciuto e con la nostra piccola astronave a pezzi: primo obiettivo, ripararla e ritornare in orbita. Da lì, poi, è tutto libero: l’obiettivo finale del titolo Hello Games è raggiungere il centro della Galassia per scoprire cosa ci aspetta, ma il gioco lascia totale libertà di affrontare la propria avventura, gestendo come si preferisce l’avanzamento tra le stelle. Col passeggiare nella galassia scopriremo di più dei misteri dell’Universo, imparando idiomi alieni ed interpretando oscuri messaggi lasciati dagli antichi, il tutto a creare un lore piuttosto interessante e che mantiene costantemente la sua aura di mistero, con una domanda che si ripete ciclicamente dentro il giocatore: ma io, in tutto questo, cosa sono? E’ facile comunque perdersi nell’esplorazione, nel commercio e nelle battaglie spaziali per ore e ore, scordandosi di fatto di seguire la strada più veloce verso il centro. Nessuno ce lo impone dopotutto.

Ma come è possibile aver creato un gioco così vasto? Le magie della generazione procedurale stanno tutte in una attenta matematica, che sostanzialmente crea una variabilità incredibile di pianeti e creature generandoli di fatto attorno al giocatore di volta in volta. I pianeti e le lune di No Man’s Sky presentano svariate caratteristiche oltre ad una differente generazione del terreno e della composizione di terre e mari: alcuni pianeti brulicano di flora e fauna, altri di materiali rari, altri ancora sono tossici o glaciali, e così via, con una grandissima varietà di combinazioni e di risultati. Stessa cosa per gli animali alieni che incontreremo: bipedi, quadrupedi, volanti, acquatici, con le più curiose appendici e delle dimensioni più svariate. C’è un po’ di tutto, anche se dopo aver esplorato qualche pianeta si riescono a riconoscere alcuni dei tanti set con cui gli sviluppatori hanno sapientemente giocato. Anche la flora ha una sua variabilità, anche se più limitata rispetto alla fauna. Ad ogni modo, se pensiamo che alcuni pianeti offrono anche una decina di specie diverse…beh non ho idea del numero complessivo di specie esistenti nell’universo di No Man’s Sky, e forse solo i ragazzi di Hello Games lo sanno. In tutto questo il giocatore ha il ruolo dell’esploratore, del Cristoforo Colombo delle Stelle: esplorare l'inesplorato, scoprire pianeti ed esseri alieni, e dare loro un nome, lasciando così il proprio contributo in eterno.


Non solo esploratori

Le colonne portanti del gameplay di No Man’s Sky sono quattro: dell’Esplorazione ho già sostanzialmente detto tutto, mentre le rimanenti tre sono il Commercio, il Combattimento e la Sopravvivenza. Partendo da quest’ultima, la sopravvivenza è strettamente legata all’esplorazione: alcuni pianeti saranno molto più pericolosi di altri, con tempeste improvvise che richiederanno una accurata gestione delle risorse dell’inventario: raccogliere sul terreno gli elementi necessari a ricaricare il proprio equipaggiamento sarà fondamentale, così come ripararsi in una grotta per evitare la tempesta in arrivo, oppure creare gli adeguati potenziamenti grazie ad un sistema di crafting. La sopravvivenza si intreccia anche con il combattimento, in quanto di tanto in tanto occorrerà difendersi dalle onnipresenti sentinelle, da animali particolarmente aggressivi o da navi nemiche ai comandi di pirati spaziali. Le fasi di combattimento in No Man’s Sky sono però piuttosto semplici, con una buona dose di auto-aim, anche nei dogfight: non aspettatevi un gunplay a la Destiny, tanto per capirci. Il commercio invece ruota attorno a tutta una serie di elementi e oggetti, estraibili dal terreno o rinvenibili sui pianeti; ogni sistema stellare ha delle determinate caratteristiche di mercato, con elementi più richiesti nel commercio intergalattico, con pianeti ricchi di alcuni minerali e poveri d’altri, e così via: un sapiente commerciante saprà regolarsi di conseguenza.

In tutto questo No Man’s Sky lascia libertà totale di gestire il proprio percorso: un giocatore più interessato al commercio investirà denaro in una astronave più capiente, mentre uno pseudo pirata spaziale potenzierà al massimo i sistemi offensivi. Si riesce comunque a fare un po’ di tutto, e nessuna strada è mai seriamente preclusa. Ad ogni modo, il più grande difetto di No Man’s Sky è che il tutto diventa presto un tantino ripetitivo: esplora un pianeta, raccogli gli elementi, difenditi dalle - eventuali - intemperie, vendi gli elementi e così via, chiudendosi in un loop sostanzialmente continuo il cui culmine viene raggiunto piuttosto presto. Sta al giocatore dettare il passo alla propria avventura, spinto dalla insaziabile curiosità di scoprire cosa lo attende nel prossimo sistema stellare, fermo restando che è facile perdersi per ore e ore nell’esplorazione anche di un singolo pianeta.


Un cielo per tutti?

Tecnicamente No Man’s Sky è il frutto della matematica e della generazione procedurale. Pertanto sa regalare scorci meravigliosi, trasudanti di fantascienza, così come panorami ben più desolati, come è normale che sia in un universo così vasto. Il frame rate su PlayStation 4 si ancora il più del tempo ai 30fps, con qualche sporadico calo nelle situazioni più dense di dettagli. Da segnalare anche qualche effetto di pop-in – immaginabile e comprensibile in un titolo generato in questo modo – e del fastidioso tearing, specialmente negli ambienti chiusi. Lo stile grafico dell’opera di Hello Games è comunque complessivamente ottimo, riprendendo a piene mani dal calderone della fantascienza, mentre l’accompagnamento sonoro, anch’esso generato in modo procedurale, è sullo stesso livello, con ritmi calmi durante l’esplorazione che si accendono nelle fasi più movimentate. La colonna sonora vera e propria è affidata ai 65daysofstatic, con un album dedicato che vi straconsiglio di ascoltare.

No Man’s Sky non è sicuramente un gioco adatto a tutti. C’è a chi sembrerà di aver già visto tutto dopo 4-5 pianeti e chi perderà ore ed ore ad esplorare un singolo sistema, spinto da quella meravigliosa sensazione di scoperta dell’ignoto nel quale il titolo Hello Games si immerge completamente. Per gli amanti della fantascienza, poter esplorare un sterminato universo di pianeti sconosciuti, alla ricerca delle più disparate specie aliene è un po’ un sogno divenuto realtà, ed il gameplay a corollario dell’esplorazione, pur nella sua semplicità, riesce a sostenere anche ore ed ore di immersione completa. Starà al piccolo ma ambizioso studio inglese continuare a supportare il proprio prodotto nel medio-lungo termine, aggiungendo feature e possibilità all’interno del super promettente universo di No Man’s Sky.

PRO:- Universo immenso tutto da esplorare
- La generazione procedurale funziona
- Stile meraviglioso
CONTRO:- Un tantino ripetitivo
- Gameplay non molto profondo
- Qualche piccolo bug
Adr1ft ( PS4 )Per continuare l'estate a tema sci-fi.
Elite: Dangerous ( PC )L’altro grande titolo a base di esplorazione spaziale attualmente disponibile.
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover No Man's Sky

No Man's Sky

Scheda completa...
No Man's Sky2016-08-18 17:55:11http://www.vgnetwork.it/recensioni/no-man-s-sky-54103/Ambizione universale1020525VGNetwork.it