One Piece: Burning Blood

Tutti all'arrembaggio
Scritto da Mail@ FedeGiacoil 31 maggio 2016
One Piece: Burning Blood Recensione

Da quanto va avanti la saga di One Piece? Io, da discreto appassionato di anime, ma non assiduo fruitore del medium, ricordo vagamente che erano gli inizi del nuovo millennio quando su Italia 1, fino ad allora per me principalmente sinonimo di Dragon Ball, si affacciò questo nuovo “cartone animato”, il quale proponeva un giovane avventuriero dal cappello di paglia intento a mettere insieme una ciurma per realizzare il suo sogno, diventare il Re dei Pirati. Da allora quel ragazzo deve averne fatta di strada, anche più di Celentano, tanto che il suo nome è cambiato da Rubber a Rufy (ok, ok, scherzo...ndr.), ma il suo sogno ancora non è riuscito ad avverarlo, o almeno credo, visto che l'anime sta continuando.

Il sunto di tutto questo, però, è che io ho smesso di seguire l'anime esattamente da quando hanno interrotto la programmazione su Italia 1 e da allora non sapevo più nulla di come fosse continuata la saga, ma grazie a One Piece: Burning Blood, recentemente approdato sulla mia Xbox One, ho avuto modo di riscoprire le avventure di Rufy e soci e da quanto ho capito la vicenda è ancora in pieno fermento e lontana dal concludersi.


La Guerra Suprema

Appena avviato One Piece: Burning Blood si viene subito catapultati nell'unica modalità inizialmente disponibile, ovvero la saga della Guerra Suprema. Questa è quella che viene volgarmente definita “la storia” ed è suddivisa in episodi, ognuno dedicato alle vicende di un certo personaggio, a partire da Rufy, il quale sarà impegnato a salvare suo fratello Ace da un manipolo di marinai che hanno deciso di giustiziarlo. Tenendo a mente che la saga di One Piece, se si considera il manga, va avanti da quasi 20 anni, non mi azzardo a rivelare di più, infatti ho come l'impressione che le vicende alle quali ho assistito da li poco siano piuttosto cruciali e non vorrei che qualcuno ancora non giunto al punto in questione fosse vittima di uno spoiler a tradimento.


Bazooka Gom Gom

One Piece: Burning Blood si propone come un picchiaduro oramai piuttosto classico, infatti lo stile è quello dei combattimenti in arena, ovvero in ambientazioni aperte nelle quali ci è data la possibilità di muoverci abbastanza liberamente. Il sistema di combattimento non punta certamente ai tecnicismi e l'obbiettivo del gioco non è quello di concatenare combo su combo premendo con clamoroso tempismo serie infinite di pulsanti, ma il battle system è invece molto accessibile e facile da apprendere a livello concettuale, ma non per questo risulta piatto o banale, anzi.

Sebbene, come già anticipato, non siano le combo il fulcro del gioco, non significa che non ci si debba applicare per portare a casa la vittoria. Gli scontri sono spesso determinati da diversi fattori, primi su tutto le caratteristiche del personaggio che si sta utilizzando ed i suoi attacchi. Tutti i membri del roster, che sono davvero tanti, hanno dalla loro un buon numero di attacchi più o meno potenti ed adatti a determinate situazioni; sfruttarli al meglio diventerà ben presto una prerogativa se non si vuole soccombere al nemico. Spiegato in modo molto “terra terra”, quello che bisogna tenere da conto quando si combatte è l'alternanza naturale delle fasi offensive e quello difensive. Molti attacchi, infatti, possono essere parati o respinti, a patto di avere il giusto tempismo nel fare la contromossa. Proprio il tempismo sarà un fattore determinante per il buon esito degli scontri, ma non pensiate sia semplice diventare esperti, perché ogni personaggio ha dalla sua tecniche personalizzate che richiedono uno studio attento per essere applicate con profitto. Questo che significa? Che anche se fare una mossa, al contrario di altri picchiaduro più tecnici, non richiede effettivamente delle capacità esclusive perché solitamente basta premere un paio di tasti, questa stessa mossa lascia quasi certamente delle aperture all'avversario che se abbastanza abile finirà per sfruttare e portare la situazione a proprio vantaggio. Senza stare a spiegare nel dettaglio tutto ciò che i lottatori possono fare in campo, a grandi linee i combattenti possono contare su una combo veloce, una serie di attacchi unici, delle mosse speciali che richiedono il consumo di una barra d'energia per essere eseguite ed infine la furia, una condizione che si può attivare solo dopo aver mandato a segno un certo numero di colpi e la quale è in grado di dare al personaggio che la sfrutta un boost di potenza, oltre a poter scatenare un attacco micidiale.

Gli scontri, inoltre, non sono quasi mai limitati a 2 lottatori, ma si combatte invece in team di massimo 3 protagonisti (sebbene in campo ci si scontri sempre 1 vs 1), più degli assistenti che donano abilità particolari momentanee o attivano potenziamenti al raggiungimento di determinate condizioni. Insomma, il fatto che One Piece: Burning Blood risulti molto accessibile non è assolutamente sinonimo di un titolo poco profondo, per cui tutti potranno divertirsi col gioco, sia i meno esperti e che magari vogliono solamente menare le mani senza pensare troppo, sia chi invece vuole sfruttare a pieno la profondità del battle system e diventare un incubo per chiunque gli si parerà davanti.


Non solo storia 

Fin'ora ho nominato solamente la modalità Guerra Suprema, ovvero quella che può considerarsi la modalità storia, ma One Piece: Burning Blood ha molto di più da offrire. Sebbene completare i diversi episodi della trama risulti utile per diverse cose, primo su tutti sbloccare tanti personaggi ed assistenti, non è l'unica attività che il gioco propone.

Oltre a Guerra Suprema, dopo averle sbloccate avremo accesso alle seguenti modalità: Bandiera Pirata, Base Pirata, Raccolta, VS RICERCATO, Battaglia Libera e Online. Battaglia Libera non credo abbia bisogno di presentazioni, infatti è esattamente quello che vi aspettate, una battaglia... libera! Insomma, scegliete la vostra squadra e combattete. Base Pirata e Raccolta, invece, servono rispettivamente a selezionare il proprio team e controllare i progressi fatti, ma nella base avrete anche la possibilità di spendere i soldi guadagnati dagli scontri per sbloccare moltissimi combattenti ed assistenti. Bandiera Pirata, però, è dove le cose si fanno più interessanti. Qui vi sarà offerta la possibilità di schierarvi con una delle fazioni disponibili, così da lanciarvi in battaglia e cercare di portare il vostro schieramento alla vittoria. La modalità propone una grossa mappa liberamente navigabile, mappa cosparsa di icone che costituiscono gli insediamenti dei nemici. Consumando una determinata barra (che si ricaricherà col tempo) potrete muovervi ed andare a colpire gli altri giocatori per guadagnare punti, i quali si aggiungeranno al totale raccolto dalla vostra fazione e determineranno un vincitore alla fine della stagione. VS RICERCATI è invece una sezione del gioco costituita da varie missioni, o “taglie” che vi sarà richiesto di riscuotere; se riuscirete nell'impresa, guadagnerete un bel gruzzolo di soldini. Oltre ai ricercati classici, ci saranno anche ricercati speciali, particolarmente remunerativi, ma anche molto pericolosi e ricercati con avvisi limitati, ovvero disponibili solamente per poco tempo. Online, infine, è la modalità di combattimento classica, ma contro giocatori in carne ed ossa in rete.


Bello e possibile

Uno degli aspetti più piacevolmente sorprendenti di One Piece: Burning Blood è l'aspetto grafico e sonoro. Il motore grafico utilizzato, sia chiaro, non è un prodigio della tecnica, ma riesce a rendere il passaggio dal 2D dell'anime al 3D del videogioco praticamente indolore, portando alla terza dimensione personaggi incredibilmente dettagliati ed espressivi, oltre che animati davvero bene. Molto bello, inoltre, il feedback dei colpi durante gli scontri, solidi e capaci di ricreare l'atmosfera della serie, con arene abbastanza interattive e molti particellari a dare l'idea di “potenza”. Il sonoro non è da meno, immersivo e con un doppiaggio in lingua originale certamente da premiare.

Insomma, nel complesso One Piece: Burning Blood è un titolo curato e divertente, che si rivolge per forza di cose ad un pubblico di appassionati, ma potrebbe benissimo divertire anche tutti gli altri. Proprio per questo, persino per me che la serie non la seguivo da tempo, è stato comunque un ottimo “passatempo” e mi ha fatto venire voglia di riprendere la saga da dove l'avevo interrotta, attività che vedrò di rendere realtà al più presto. Il fatto che sotto l'ovvio fanservice si nasconda una struttura ludica solidissima e divertente è qualcosa da lodare e se quello che cercavate non era solo un ottima trasposizione in digitale dell'anime/manga, ma anche un ottimo videogioco, One Piece: Burning Blood è il prodotto che fa per voi.

PRO:- Riprende a pieno lo stile della serie
- Battle system interessante
- Ricco di contenuti
CONTRO:- Non particolarmente originale
Dragon Ball Xenoverse ( XBOX ONE )Un gioco molto riuscito su una serie che tutti conosciamo.
Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 ( XBOX ONE )Gli appassionati si divertiranno di certo.
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover One Piece: Burning Blood

One Piece: Burning Blood

  • data d'uscita: 03 giugno 2016
  • produttore: Bandai Namco Entertainment
  • sviluppatore: Spike Chunsoft
  • Genere: Picchiaduro
  • Multiplayer: Online
Scheda completa...
One Piece: Burning Blood2016-05-31 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/one-piece-burning-blood-53667/Tutti all'arrembaggio1020525VGNetwork.it