Non si può certo dire che Polarbit pecchi di fantasia; dopo aver dato vita a frenetici inseguimenti in Reckless Getaway ed averci arruolati nella 153° divisione corazzata con Tank Riders, ora è il turno delle gelide terre antartiche, dove siamo chiamati nientemeno che a salvare dei teneri pinguini (no, non sono quelli di Madagascar, ma sono comunque carini e coccolosi, ndr).
Questi pinguini, pur di raggiungere il cibo e il luogo di riproduzione a scapito della loro stessa vita, si gettano con noncuranza tra i crepacci del pack antartico dimentichi del fatto che non sanno volare.
Il nostro compito è semplice: ostacolare questo cieco istinto primordiale salvando quanti più esemplari possibile.
Una migrazione problematica
Gli incoscienti pinguini, nel tentativo di proseguire il loro viaggio, si getteranno in picchiata da un costone di ghiaccio e noi dovremo tentare di salvarli dalle acque gelide, facendo in modo che raggiungano una base d’appoggio sicura al di là del crepaccio.
Ma quali sono i mezzi con cui possiamo aiutare un’intera specie ed evitarne l’estinzione? Basterà il semplice tocco di un dito; infatti non dovremo far altro che tracciare, tra i due blocchi di ghiaccio dei trampolini, su cui rimbalzeranno queste simpatiche creature tendenti all’autolesionismo (qualcuno ha detto Lemmings?).
Come avrete intuito, le meccaniche di gioco di Penguin Palooza sono incredibilmente semplici, immediate e (purtroppo) sempre uguali.
Il fulcro dell’intera esperienza consiste infatti nel creare il più velocemente possibile dei trampolini ( che scompariranno non appena “utilizzati” ) e nel cercarne la migliore angolazione, in modo da dare la giusta traiettoria da imprimere al rimbalzo!
Molto divertente, ma niente di particolarmente originale, soprattutto se conoscete il minigioco “Trampolini Improvvisati” presente negli episodi di Super Mario usciti anni fa su Nintendo DS.
Sul fronte della varietà, possiamo annoverare due modalità di gioco ( Infinita e Sfida ) che salvano, in parte, il titolo dal rischio monotonia.
In particolare, la modalità Sfida si compone di 36 stages con obiettivi via via più impegnativi, che andranno dal salvare un determinato quantitativo di pinguini, al sopravvivere fino allo scadere del tempo.
Purtroppo la longevità non è molto alta, dato che la maggior parte dei livelli dura, al massimo, una manciata di minuti e, a meno che non siate cosi competitivi da voler essere sempre in cima alla lista dei punteggi su Game Center, difficilmente troverete motivi per tenere a lungo Penguin Palooza nei vostri dispositivi.
Quella neve d'un bianco accecante
Il titolo, anche per quanto concerne il comparto grafico, non stupisce; la scelta di utilizzare un set come quello dei ghiacci antartici, unito ad una colonna sonora composta (incredibilmente) da una sola melodia e da un level design praticamente inesistente (l’ambiente di gioco è sempre lo stesso), mina in modo abbastanza grave l'impatto acustico e visivo, sempre troppo spartano e non privo di uno sgradevole effetto copia – incolla.
Nulla da obiettare invece riguardo le animazioni dei pinguini, la fisica delle collisioni e delle traiettorie; il sistema si dimostra puntuale, reattivo e abbastanza preciso, senza mai cadere nell'assurdo di improbabili impatti.
Pinguini esagerati… ma non troppo
Penguin Palooza è purtroppo un titolo mediocre, sotto (quasi) tutti i punti di vista. L’idea di base, già vista ma certamente carina e divertente, risente di una presentazione quanto mai approssimativa, nonostante le meccaniche di gioco funzionino a dovere e il sistema di controllo sia quanto mai immediato e preciso. L’appeal dei pinguini autolesionisti non è assolutamente in discussione; avremmo però gradito, da parte dei ragazzi che ci hanno regalato quella piccola perla di Reckless Getaway, una maggiore attenzione ed un maggior impegno durante la fase di sviluppo.