Prison Architect

Orange is the new black!
Scritto da il 03 giugno 2016
Prison Architect Recensione

Le idee originali, si sa, sono ormai assai rare nel mondo videoludico odierno. Sempre più titoli uguali gli uni agli altri che tentano di inseguire, spesso senza riuscirci, il successo dei capostipiti di uno specifico genere. A volte però ci so singolari situazioni in cui l’allievo supera il maestro al punto da imporsi come nuovo punto di riferimento all’interno del mercato. Il settore dei gestionali è forse uno dei pochi nei quali questa tipologia di eventi si è verificata più spesso del normale, e ciò a causa dell’enorme quantità di declinazioni che questi titoli hanno avuto negli anni. Prison Architect è solo l’ultimo arrivato di una lunga stirpe che tenta, di anno in anno, di imporsi nel cuore degli appassionati di gestionali: i ragazzi di Introversion ci saranno riusciti? 


Dirigenti non si nasce, si diventa!

Quando si parla di gestionali spesso uno degli elementi meno rilevanti è proprio il comparto narrativo: d’altra parte a chi interessano dialoghi e personaggi approfonditi quando si ha in gestione un parco divertimenti, una città o appunto una prigione? A nessuno, ve lo assicuriamo! A questo punto però è necessario capire come offrire all’utente un tutorial che lo introduca alle meccaniche di gioco senza però annoiarlo o ammorbarlo. Prison Architect ha voluto ovviare a questo problema proprio utilizzando alcuni semplici ma efficaci stratagemmi narrativi per alleggerire la fase di apprendimento, così da risultare meno tediosa e quindi altamente digeribile. Manco a dirlo l’idea di Introversion si è rivelata assolutamente vincente e seppur non vengano spiegate tutte le sfaccettature del gameplay, il tutorial riesce comunque a fornire un’infarinatura generale più che sufficiente. 


Costruire un impero

A questo punto è quindi tutto pronto per dare le chiavi del carcere in mano ai giocatori. La prima attività che si è chiamati a svolgere è l’effettiva costruzione dell’edificio che ospiterà i detenuti, edificio che necessità di tutte le strutture del caso per far sì che ogni cosa funzioni a dovere. Celle delle giuste dimensioni, zone ricreative, punti di osservazione, cucine, bagni, infermeria e chi più ne ha, più ne metta. Una buona progettazione rappresenta le fondamenta per il futuro della propria “impresa” in quanto andrà ad influenzare tutto ciò che accadrà successivamente. Avere dei detenuti insoddisfatti delle loro condizioni condurrà infatti a rivolte, le rivolte possono causare seri danni alle strutture e disagi tra il personale e a questo punto ottenere nuovi fondi per ampliare e migliorare il carcere potrebbe diventare sempre più difficile. Come avrete capito il gameplay allestito da Introversion è davvero profondo e ricco di sfaccettature, un vero e proprio paradiso per tutti gli appassionati di gestionali che in Prison Architect troveranno pane per i loro denti. Se siete dei neofiti però non dovete scoraggiarvi: con un po’ di pratica riuscirete anche voi a creare il vostro carcere efficiente e funzionante e mano a mano che acquisirete esperienza riuscirete a portare a termine anche i compiti più tediosi. 


Praticità innanzitutto

Come in ogni gestionale che si rispetti, anche in Prison Architect l’interazione utente-console riveste un ruolo di primaria importanza. Introversion ha infatti realizzato per l’occasione un’ottima interfaccia essenziale e pratica da utilizzare che permette di gestire con estrema semplicità tutte le azioni del caso. A dare un aiuto all’amministrazione vera e propria del carcere ci pensano invece le varie statistiche, fondamentali per capire cosa va e cosa non va nella propria struttura in modo da correre eventualmente ai ripari. Ecco quindi che essere pronti agli imprevisti è una prerogativa di ogni buon direttore: non si può mai sapere quando essi arriveranno in quanto il gioco dispone di un generatore casuale di eventi che potrà dare origine a epidemie, guasti tecnici ed altro ancora. 

Funzionale allo scopo infine il motore grafico, anch’esso essenziale e stilizzato così da fornire un’ottima visuale su tutta la struttura che si sta amministrando. Rispetto a tanti altri gestionali non troverete in Prison Architect alcun tipo di fronzolo o abbellimento: tutto è stato progettato per fornire una pratica e veloce visuale su quanto sta accadendo in tempo reale nel proprio carcere e, onestamente, ciò non può che essere un punto a suo favore. 


Illegalmente divertente

Nonostante sia un titolo nato e cresciuto su PC, questa versione console di Prison Architect bisogna riconoscere essere parecchio riuscita. Il gameplay profondo e dalle molteplici sfaccettature farà la felicità di ogni appassionato di gestionali, mentre i neofiti potranno comunque imparare a godere appieno del titolo grazie ad una curva d’apprendimento non troppo severa. La facilità di interazione con ciò che accade a schermo è infine un’ulteriore punto a favore della produzione Introversion che nonostante una grafica scarna riesce con successo a far breccia nei cuori dei videogiocatori.

PRO:- Estremamente profondo
- Interfaccia intuitiva
- Divertente
CONTRO:- Visivamente essenziale
- Alcune sfaccettature del gameplay non immediate
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Prison Architect

  • data d'uscita: 28 giugno 2016
  • produttore: Double Eleven Limited
  • sviluppatore: Double Eleven Limited
  • Genere: Gestionale
  • Supporto: PlayStation Network
Scheda completa...
Prison Architect2016-06-03 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/prison-architect-53710/Orange is the new black!1020525VGNetwork.it