Il calcio secondo Konami tenta l’avvicinamento a Fifa.
Di numerosi e pomposi comunicati è stata fatta la strada di avvicinamento del titolo calcistico di Konami al giorno del rilascio nei negozi. Molte infatti erano le aspettative da parte dei fans dello storico brand gestito da Shingo "Seabass" Takatsuka e compagni, viste le promesse di innovazioni sia dal punto di vista grafico che a livello di gameplay. E, dobbiamo prenderne atto, queste modifiche ci sono state, seppure non al livello radicale che ci si aspettava da parte di Konami perché il sorpasso, o almeno l’affiancamento, a quel sempre più irraggiungibile Fifa diventasse realtà.
Press Start Button. Una volta lanciato il gioco tramite l’XMB ed essere entrati nelle schermate iniziali, dove saremo "accolti" da un campione d’eccellenza, Leo Messi, testimonial del gioco, si potrà scegliere una delle tante modalità di gioco a propria disposizione. La classica Master League sarà ovviamente la prima che lo zoccolo duro dei fan andrà a sperimentare, sia per saggiare le innovazioni che per divertirsi senza troppi fronzoli ed affrontare il campionato che più l’aggrada. Scelto il proprio team tra i numerosi (licenziati e non), si potrà decidere se partire con la formazione di default che da sempre caratterizza la Master League di PES (quella con gli storici Minanda e Castolo) oppure con quella ufficiale della squadra di riferimento. I menù che accoglieranno i giocatori saranno poi molto semplici ed immediati, e permetteranno di gestire al meglio sia la crescita dei giocatori dal punto di vista dell’allenamento, che le finanze della società, tenendo sempre ben presente il livello della primavera, da cui pescare nuovi gioellini da poter lanciare in prima squadra, e quello dello staff, da cercare di avere al massimo, senza però raschiare il fondo del barile con conseguente impossibilità di operare sul mercato per portarsi a casa rinforzi. La gestione della settimana, in PES 2011 sarà poi molto rapida, passando, come da sempre, dalla “domenica” al turno infrasettimanale senza perdere troppo tempo, ed inserendo in questo breve lasso di tempo tutte le trattative. Una volta entrati in partita, poi, si verrà catapultati nel cuore del gioco (si tratta pur sempre di un titolo calcistico, ndr): le schermate di presentazione del match, soprattutto per quanto riguarda la UEFA Champions League, UEFA Europa League e Copa Santander Libertadores, di cui Konami è licenziataria unica, sono di egregia fattura, e ricreano il particolare clima delle reali competizioni. A coronare il tutto vi sono poi tutta una serie di particolari, come lo stadio addobbato, le toppe sulle maniche delle magliette ed i fotografi a bordo campo che indossano la pettorina con lo stemma della competizione in fase di svolgimento che donano al tutto un tocco di veridicità.
Fischio d’inizio: si gioca! All’avvio del match, quello che si nota subito è il ridotto ritmo di gioco che caratterizza questa nuova edizione di PES: a differenza del rivale di casa EA infatti, Konami ha riposto maggiore attenzione sulla costruzione della manovra palla a terra, prediligendo i fraseggi stretti e rapidi alle manovre “architettonicamente” più complesse come aperture da un lato all’altro del campo, rendendole si più difficili, ma di certo non impossibili ai veri maghi del joypad. Purtroppo però non tutto sembra essere andato per il meglio in fase di sviluppo: a fare da contraltare al tentativo di rallentare la manovra e di renderla più ragionata vi è una realizzazione non brillante delle animazioni dei giocatori, impossibili da interrompere durante la loro esecuzione e che, se destinate a terminare sulla rotta di un giocatore avversario, vedranno la perdita della sfera senza che l’utente abbia alcuna possibilità di intervenire; questo potrebbe risultare molto frustrante per coloro che sono abituati alle animazioni di Fifa, modificabili in qualsiasi momento e che consentono quindi una correzione in corsa, risultando molto più flessibili. Qualche difetto lo abbiamo riscontrato anche nella gestione della difesa, vanto dei Konami in alcuni comunicati e che nella versione di prova non avevano mostrato segni di debolezza, che ha purtroppo mostrato una difficoltà nel coordinare i movimenti dei difensori in caso di filtranti bassi e, in caso di cambio del cursore, una difficoltà da parte del nuovo giocatore selezionato di orientarsi in direzione della palla con conseguente perdita di preziosi secondi che avvantaggiano l’attaccante per una possibile occasione da gol. Per non parlare poi delle animazioni che vedono i giocatori catapultarsi in piroette alquanto innaturali in caso di fallo subito; fallo che, nella maggior parte dei casi, nonostante la brutalità (di un intervento da tergo) vedrà la sola ammonizione da parte del direttore di gara. Sono difetti, questi appena citati, che alla lunga potrebbero frustrare il giocatore e ce sono emersi infatti dopo lunghe sessioni di gioco (per le quali PES è sempre stato indicato, ndr).
Oltre la Master. Non di sola Master League vive il giocatore di PES, ed è per questo che gli sviluppatori, da ormai svariati anni, si sono impegnati a creare nuove modalità e ad inserire nuove feature: di indubbio spessore è il “Diventa un Mito” (o Become a Legend, che dir si voglia, ndr), che, come da copione, permetterà ai videogiocatori di prendere possesso di un atleta e modificarne l’aspetto tramite il curatissimo editor (o l’inserimento di una propria foto, preventivamente caricata sull’hard-disk della console), scegliendo poi le caratteristiche che più si addicono al proprio stile di gioco, creando magari un giocatore potente anziché uno tecnico, mago del dribbling, oppure una scheggia che fa della velocità la propria arma vincente. Accettato poi il contratto di una squadra, preferibilmente non di primo piano, per avere qualche chance di scendere in campo e cominciare a migliorare nelle skills, si dovrà cercare di accontentare le richieste del proprio allenatore per guadagnare “punti” nella classifica interna al club per il proprio ruolo, cercando di entrare quindi nel cuore dell’allenatore per garantirsi un posto fisso in campo. Ad una prova su strada risulta migliorato anche il comparto online del titolo, con una gradevole ed innovativa implementazione: oltre alla possibilità di creare partite libere, tra le novità abbiamo trovato una nuova modalità, chiamata appunto Master League Online, permetterà ai giocatori di partecipare a numerose competizioni per salire di grado nel Ranking Konami. La squadra in dotazione all’inizio sarà la stessa per tutti, ed includerà i già citati in precedenza Minanda e Castolo tra gli altri: starà al giocatore poi riuscire ad accaparrarsi i migliori campioni (che subiranno un’inflazione costante in base alla richiesta degli altri utenti) per poter formare un Dream Team in grado di sbaragliare ogni avversario. Dal punto di vista della funzionalità, l’online di Konami, coi suoi server dedicati, ha mostrato una invidiabile fluidità senza accennare minimamente Lag, che da sempre affliggeva i precedenti capitoli.
Taglie giuste, finalmente. Se il gameplay del titolo Konami offre il fianco a numerose critiche, il comparto tecnico sembra aver imboccato la giusta via: un motore grafico migliorato garantirà una veridicità dell’azione sullo schermo (sebbene la corsa dei giocatori sembri appartenere più ad una ballerina che non ad un alteta tutto parastinchi e tacchetti), mettendo da parte le odiate divise “tubolari”, pugno nell’occhio per qualsiasi calciofilo che si rispettii: i completini di questa stagione calzeranno a pennello ai giocatori, senza disturbare la vista come nei precedenti episodi. Anche dal punto di vista audio, poi, il titolo soddisfa le esigenze degli utenti, con una libreria variegata, espandibile a proprio piacimento tramite l’importazione di file esterni; il commento della partita sarà affidato alla collaudata coppia Pardo/Altafini che svolge il proprio compito senza infamia ma senza neppure stupire per originalità.
“Il manuale del calcio” Tirando le somme, PES 2011, dobbiamo dirlo, non risulta essere il capitolo che permette l’aggancio al rivale Americano: i difetti riscontrati,a livello di gameplay nella versione finale non consentono di godere appieno del titolo, e rischiano di frustrare il giocatore in varie occasioni. Certo, se chi compra il titolo è un fan della serie, sarà capace di soprassedere a queste imperfezioni del motore di gioco, in virtù anche della presenza di competizioni ufficiali quali la UEFA Champions League, UEFA Europa League e Copa Santander Libertadores ricreate minuziosamente e vero punto di forza di questo titolo.
La versione di prova testata qualche settimana fà mi aveva destato qualche perplessità, e già avevo notato qualche piccola magagna, difficilmente corregibile nel breve lasso di tempo a disposizione di Konami. Speravo che la demo fosse di qualche vecchia versione in stato arretrato, ma purtroppo il prodotto finale mi ha dimostrato che non era così. PES 2011 resta comunque un buon titolo per divertirsi da soli o in compagnia, ma ha ancora ampi margini di miglioramento.