Pro Evolution Soccer 2013

“Sto lontano dallo stress, fumo un po’ e dopo gioco a PES…”
Scritto da @ Dagheloril 03 ottobre 2012
Pro Evolution Soccer 2013 Recensione

Puntuale come la caduta delle foglie autunnale, torna anche quest’anno la durissima sfida tra i due boss del calcio vidogiocato che, da ormai un decennio, hanno spazzato via dalla scena tutti quei concorrenti secondari che avevano tentato, con comparsate molto poco brillanti, di ritagliarsi un piccolo angolino sugli scaffali per potersi proporre al pubblico, con copertine sgargianti che attirassero l’attenzione oppure con nomi altisonanti e molto lunghi (qualcuno si ricorderà di certo di This is Football, ndr): ovviamente scontrarsi con mostri sacri quali PES e Fifa non è mai cosa buona e giusta, a meno che il proprio intento non sia quello di finire nel dimenticatoio o nella scalcinata collezione di qualche cercatore di rarità.

Ovviamente, puntuale come la morte e le tasse, giunge anche quest’anno sul mercato la stagionale edizione di PES, con un capitolo 2013 impreziosito da interessanti novità sul piano del gameplay da quei Konami che, negli ultimi tempi, si sono rimboccati le maniche per riportare la serie ai fasti che hanno segnato il suo passato.


Tattica ed Istinto a confronto

Una volta lanciato il gioco ed entrati nei menù di gioco, gli utenti potranno fin da subito confrontarsi con la grande quantità di possibilità ludiche offerte dal titolo: le canoniche partite rapide per sfide con gli amici saranno lì, pronte a soddisfare la voglia immediata di un match senza fronzoli, mentre i vecchi lupi solitari potranno scegliere di affrontare una delle tantissime competizioni, su licenza (Champion’s League, Europa League e Copa Libertadores) e non, messe a disposizione dai Konami all’interno di questo PES 2013.

La più classica di tutte, la Master League, torna sulla scena inossidabile come sempre, e consentirà ai giocatori di prendere il possesso di una delle innumerevoli squadre presenti nel titolo, per puntare alla vittoria della lega e, perché no, per tentare una scalata ad una delle coppe su licenza del gioco: simpatica introduzione è quella dell’agente che, in un colloquio col presidente della nuova società, enuncerà tutte le caratteristiche vincenti di noi, allenatori emergenti, che potrebbero portare solo benefici alla società interessata, fattore che porterà poi alla trionfale presentazione dinanzi alla stampa, proprio come avviene nel calcio reale. Ovviamente il fulcro dell’esperienza in Master League sarà ben lungi dall’essere unicamente mediatica, con le miriadi di partite da disputare, tattiche da preparare per affrontare ognuna delle sfide proposte dal campionato, e compravendite da completare, per rafforzare la squadra con utilissimi tasselli e liberarsi di giocatori non più utili alla causa, accasandoli alla meglio in una delle società che li richiedono.

Presente anche quest’anno poi la modalità Diventa un Mito, dove ogni utente potrà creare il proprio calciatore virtuale da zero, per fargli cominciare una dura gavetta tra squadre poco blasonate, che gli consenta, col passare delle stagioni, di arrivare a competere su palcoscenici ben più importanti e, perché no, lo porti a sollevare un ambitissimo trofeo, sia personale che di squadra. L’editor, come sempre fornitissimo, consentirà di “addobbare” il proprio alter ego come meglio si crede, con caratteristiche che di sicuro lo renderanno unico in giro per la rete: interessante come sempre è poi la possibilità di dare il proprio volto al calciatore, tramite l’utilizzo del PSEye e di un sapiente lavoro di correzioni nell’applicare il proprio “brutto muso” sul volto dell’atleta, con tutte le correzioni di colori del caso (per evitare un collage scadente, ndr). Ogni volta che si scenderà in campo si potranno poi conquistare punti che, spesi nel negozio interno del gioco, permetteranno di acquistare potenziamenti delle abilità, alloggiabili in uno degli slot disponibili, che incrementeranno le statistiche del calciatore, uniti poi agli scarpini che, ottenuti tramite i riconoscimenti di MVP (Most Valuable Player, ndr) andranno ad ampliare la propria collezione, con calzature dalle caratteristiche uniche, che privilegeranno ora la potenza, ora la precisione nel tiro, o ancora la velocità. Il tutto per entrare nelle grazie dell’allenatore della squadra di turno per giocare più minuti possibile durante le partite e, perché no, imprimere alche il proprio marchio con una bella rete da salvare nella propria cineteca virtuale.


Battaglie infuocate in rete… per andare in rete

Se di carne al fuoco per i giocatori solitari ce n’è tanta, non si può che dire lo stesso anche per quanto riguarda gli amanti del gioco online: innumerevoli saranno le sfide cui dar vita nelle affollate stanze virtuali, con la possibilità di scegliere sia tra le squadre ufficiali, partecipando a partite classificate e/o tornei specifici, oppure prendere parte, come già da qualche anno a questa parte è possibile fare, alla Master League Online, dove, partendo con una squadra di brocchi, si dovranno effettuare compravendite mirate per poter potenziare l’intera rosa, sfruttando i soldi racimolati giocando (e, si spera, vincendo) le partite contro altri giocatori incontrati in rete, tutti catalogati in base alla forza della rosa ed al gioco espresso in campo: i giocatori sul mercato avranno poi un prezzo che, a seconda dell’aumentare o del diminuire della richiesta, acquisteranno o perderanno valore, un po’ come nelle realtà borsistiche, costringendo dunque i giocatori a spendere veri patrimoni per accaparrarsi i Messi o i Cristiano Ronaldo di turno. Dal punto di vista meramente pratico, poi, le sfide sul web saranno caratterizzate da un impianto di gioco decisamente affidabile, come dimostrano le numerose sfide da noi affrontate, nelle quali non abbiamo riscontrato presenza di lag che inficiasse il risultato finale del match.


Novità e vecchi ritorni

Se, dunque, dal punto di vista dei contenuti il titolo di casa Konami si presenta ben fornito, è il gameplay il lato che più interessa a tutti i fan della serie, ansiosi di scoprire se questo PES 2013 è riuscito a fare quel balzo in avanti che lo riavvicini alla bontà delle edizioni passate su PS2: tre le novità implementare in questo nuovo capitolo, che cerca dunque di avvicinarsi alla perfezione, con dei piccoli accorgimenti che migliorino la qualità globale del titolo, che sono rispettivamente i PES FullControl, la ProActive AI ed il Player ID. Il primo citato altro non è che la possibilità, data al giocatore, di gestire in tutto e per tutto la manualità di passaggi e tiri, tramite la pressione di determinati tasti, dando all’intera esperienza ludica un sapore molto più ostico, ma allo stesso tempo, col passare del tempo e la maggiore padronanza dei comandi, elargendo grande soddisfazione nell’utente. La seconda delle nuove opzioni interessa invece l’intera compagine schierata sul terreno di gioco, con schemi ed azioni corali che saranno quanto mai realistici in team di alto livello, quanto invece caotici ed inconcludenti nelle squadre di minor caratura tecnica: vedremo infatti un Barcellona muoversi armoniosamente sul campo, con passaggi bassi e rapidi ed inserimenti fulminei, proprio come avviene nella realtà, con invece squadre meno tecniche che tenteranno il cross dal fondo con la speranza di una provvidenziale incornata del bomber di turno al centro dell’area. Ultimo ma non meno importante è il Player ID, implementazione che riproduce in tutto e per tutto le movenze ed i gesti atletici dei calciatori più in vista dell’intero panorama internazionale: volete battere una punizione con Cristiano Ronaldo ma volete che assuma la stessa posa a gambe divaricate come nella realtà? Nessun problema! Volete che Messi sia la “Pulce” scatenata che si vede ad ogni match della squadra Catalana? Eccolo a voi! Volete esibirvi in una serie di finte ubriacanti con Neymar? Non avete che da chiederlo! Molti saranno infatti i giocatori dotati di caratteristiche uniche, che impreziosiranno il titolo: ovviamente la maggior parte dei giocatori minori saranno tutti caratterizzati da un set di mosse comuni, ma il numero dei giocatori “specifici” è destinato ad aumentare esponenzialmente nelle prossime edizioni.

Effettuare dribbling con Messi sarà ovviamente una passeggiata!

Se dal punto di vista delle innovazioni il titolo si può presentare a petto largo, anche tutte le feature già presenti in passato possono mostrarsi senza vergogna: il comparto grafico, infatti, si presenta ancora una volta migliorato, con giocatori, nella maggior parte dei casi, somiglianti alla realtà (ci sono quelli meno esposti mediaticamente che non riproducono le fattezze reali, ndr), con una realizzazione delle arene davvero interessante – sebbene molte di queste non siano corrispondenti a quelle reali – con elementi di contorno alla partita, come gli stewards a bordo campo ed i cameramen dotati di vita propria, che si muovono e seguono, nel caso degli ultimi citati, l’azione di gioco con la telecamera. Cori e musiche di sottofondo alle partite ed ai menù di gioco sono poi di pregevole fattura, con un plauso particolare all’opera di telecronaca del duo Pardo-Marchegiani, mai in forma come quest’anno. E’ il gameplay ad offrire forse qualche altalena di troppo: se da un lato le implementazioni delle nuove feature rendono l’intera amalgama decisamente appetitosa, sono le movenze normali dei giocatori ad offrire qualche spunto di riflessione per le prossime stagioni, dal momento che, in determinati frangenti, non è raro vedere gli atleti esibirsi in capriole praticamente identiche in seguito a contrasti del tutto diversi.

Insomma, la strada intrapresa da Konami sembra essere quella giusta, con un gioco dal ritmo ragionato ma non per questo monotono: bisognerà vedere se gli sviluppatori riusciranno a mantenere costante questa linea di lavoro e si presenteranno all’appuntamento il prossimo anno con un lavoro ancora più perfezionato in ogni singola sfaccettatura, per dare a questo PES 2013 un seguito onorevole.

COMMENTO
@ Daghelor

Ne è passato di tempo da quando PES era considerato IL CALCIO e Fifa era relegato al mero ruolo di “giochetto per bambini”: ora la situazione completamente capovolta ha spinto i Konami a rimboccarsi le maniche ed a lavorare sul serio a questo nuovo capitolo, cercando di perfezionarlo in ogni sfaccettatura. Il lavoro c’è stato, ed è indubbio, ma ci vuole sempre maggiore impegno per colmare quel gap che Fifa s’è garantito con ormai quasi un lustro sulla cresta dell’onda.

GRAFICA:8Molti giocatori perfettamente riprodotti, altri totalmente differenti; discreta realizzazione per le arene.
SONORO:8.5Cori e musiche ben implementati e duo Pardo-Marchegiani davvero in forma.
GIOCABILITà:8In alcuni tratti si sente ancora il vecchio gameplay, ma i passi in avanti ci sono stati.
LONGEVITà:9.5Un pacchetto di modalità offline ed online che terranno i videogiocatori impegnati molto a lungo.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Interessanti implementazioni di Gameplay
- Tantissime ore di intrattenimento
CONTRO:- C’è ancora tanto da lavorare sul gameplay
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SCHEDAGIOCO
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