Pro Evolution Soccer 2014

Evoluzione… o involuzione?
Scritto da @ Dagheloril 26 settembre 2013
Pro Evolution Soccer 2014 Recensione

L’approssimarsi dell’autunno ripropone, come sempre, il solito, amletico dilemma calcistico/videoludico: quest’anno FIFA o PES? I fan si schierano a priori, pronti a difendere il vessillo della propria serie preferita, senza voler sentire ragioni riguardo qualsivoglia difetto si possa riscontrare nell’uno o nell’altro. Spetta dunque a noi, così come alle altre redazioni di tutto il globo, l’ingrato compito di sancire il vincitore della pluri-decennale sfida calcistica, che si ripete anche quest’anno su console, e lo facciamo partendo dal titolo di casa Konami, che si è avvicinato alla release con moltissime promesse per questo PES 2014: saranno state mantenute?


Nessun dorma…

Il celebre brano della Turandot di Puccini fa da apripista alla grande sfilza di menù che da sempre caratterizza il gioco prodotto da Konami, che torna anche quest’anno in tutta la sua maestosità, arricchita di un hub molto più intuitivo, da cui “partire” per arrivare in ogni angolo del gioco: si vuole fare un rapido match amichevole? Bastano due secondi; si vuole invece prendere parte ad un ben più impegnativo campionato, con coppe annesse? La Master League è come sempre lì per voi; si vuol sfidare avversari online, dimostrando sul campo la propria superiorità calcistico/videoludica? Anche qui c’è una Master League pronta ad accogliervi fra le sue braccia. Insomma, un ventaglio di proposto vario e variegato è lì ad attendere qualsivoglia giocatore, fan o semplice curioso, inserisca il disco nella propria console, alla ricerca di qualche ora di sano svago. Se a questo si aggiunge la presenza delle più importanti coppe continentali (Champions League su tutte, ndr), allora il pacchetto offerto da Konami comincia ad assumere un aspetto molto più invitante.


Allacciate gli scarpini: il match inizia!

Come abbiamo detto in precedenza, le modalità di gioco principali in questo Pro Evolution Soccer 2014 sono tre, rispettivamente Master League, Master League Online e Diventa un Mito. La prima, quella che la maggior parte dei videogiocatori conosce, è la canonica modalità carriera, in cui prendere il controllo di una delle squadre disponibili, e condurla lungo un’annata di campionato ed eventuali coppe, al fine di ricevere una proposta di rinnovo contratto, grazie ai risultati conseguiti, o di alimentare gli interessi dei Top Club, al fine di ottenerne la conduzione. La modalità Diventa un Mito si mantiene anch’essa uguale a se stessa, senza stravolgimenti di sorta: tramite un ricco editor si potrà infatti creare il proprio alter-ego digitale, pronti a tuffarsi in un’avventura che ci porterà a calcare dai più scalcinati campi di categoria inferiore ai maggiori palcoscenici europei, grazie al sudore profuso sul campo e, soprattutto, alle numerose ore di gioco (non sarà semplice arrivarci in tempi brevi, quindi testa bassa e pedalare! Ndr). Ultima, ma non meno importante, è ovviamente la Master League Online, vero fiore all’occhiello per il titolo di casa Konami: sulla falsariga dell’Ultimate Team di FIFA, infatti, i giocatori potranno partire con una squadra di default, composta prevalentemente di brocchi e, conquistando man mano sempre più vittorie, e quindi crediti, si finirà col poter acquistare i campioni più blasonati, al fine di potenziare sempre più la propria rosa, e divenire delle vere e proprie macchine da guerra.


Un gameplay da rivedere

Se la passata edizione di Pro Evolution Soccer lasciava il campo a complimenti per le migliorie apportate, lo stesso non si può purtroppo dire dell’edizione di quest’anno: se andiamo a focalizzare l’attenzione sulle movenze dei calciatori impegnati sul terreno di gioco, queste appaiono lente, quasi affaticate, e ciò porta, molte volte, a perdere palla nello stretto, complice l’”obbligo” di completare un’animazione per poter dare il via ad un’altra, senza possibilità di micro-correzioni in corso d’opera; allo stesso tempo, le stesse animazioni dei vari giocatori appaiono stereotipate, senza una caratterizzazione che ne identifichi le identità calcistiche sul campo: per intenderci, un Messi avrà le stesse movenze, skills a parte, di un Cacia (non ce ne voglia Daniele, ndr), con uno stile di corsa che, alla meglio, è possibile associare ad un manichino, e ciò è davvero spiacevole ai fini di un gameplay che mira al realismo in campo. Al contempo le animazioni dei portieri sembrano essere state ritoccate in meglio, con movimenti molto più naturali e plastici, ma ahinoi, questo non si riflette positivamente anche sulla loro effettiva resa: non poche sono state le papere di cui siamo stati spettatori, siano esse uscite a vuoto oppure gol subiti sul proprio palo di competenza.

La fisica del pallone, che beneficia del motore proprietario Fox Engine, è sicuramente molto buona. La stessa cosa non si può dire dei tiri, che nella maggior parte dei casi paiono essere lenti, ma risultano altresì efficaci per buggerare il portiere avversario, che il più delle volte resterà in piedi, imbambolato, soprattutto sulle conclusioni da distanza ravvicinata.


È lui o non è lui?

In fase pre-release del titolo, uno dei vanti principali di Konami rispetto alla sua creatura era quello di vantare una verosimiglianza degli atleti virtuali, finemente riprodotti per essere quanto più possibile simili alle proprie controparti reali: ebbene se da un lato abbiamo i maggiori campioni (quelli dei Top Club, per intenderci) finemente curati fin nel minimo particolare, dall’altro abbiamo una sfilza di “giocatori secondari” che poco e niente rispecchiano la realtà: basti pensare ad Hamisk, talento del Napoli invidiato e corteggiato da mezza Europa, che non sembra nemmeno un lontano parente del vero Marekiaro, sia per quanto riguarda l’inconfondibile acconciatura che per tratti somatici, decisamente stravolti. Un brutto colpo, questo, per un titolo che fa del “poche (licenze) ma buone” la propria ragion d’essere. Non è questa purtroppo l’unica nota dolente di questo PES 2014: anche i campionati non offrono grandi possibilità di scelta e, sebbene quest’anno il roster si sia arricchito delle licenze dei vari campionati Argentino, Brasiliano e Cileno, sono sempre quello Inglese e Tedesco a mostrare la falla più grande in Pro Evolution Soccer, vista la loro assenza. E pur se non è poi un grande dramma dover giocare contro il North London (Arsenal, ndr), è purtroppo spiacevole notare la totale assenza dei vicecampioni d’Europa, il Borussia Dortmund, dato che inficia parzialmente la godibilità di un titolo che fa delle licenze delle Coppe Europee un proprio vanto. Se a questo aggiungiamo la presenza di un numero risicato di stadi ufficiali (se ne contano 18, di cui uno, San Siro, doppio, ndr), i motivi per fare i salti di gioia e scegliere questo PES al rivale FIFA sono davvero pochi.

Insomma, quello che ci troviamo davanti è un titolo transitorio, che dovrebbe sancire il passaggio dall’attuale generazione alla prossima: un work in progress che però mostra molte falle, a partire dal gameplay per finire alla resa grafica, con vistosi cali di frame-rate nel corso dei (lunghi ed invadenti) replay. Se a questo aggiungiamo poi l’aggiornamento del mercato soltanto al 15 Luglio circa (a giudicare dalle rose dei team), il quadro tende ad aggravarsi ulteriormente, soprattutto a causa del mancato rilascio di una qualsivoglia patch che corregga un difetto di tale entità che ancora stenta ad arrivare, nonostante l’era videoludica attuale viva di contenuti scaricabili. Un netto passo indietro che frutta al titolo dei Konami soltanto una risicata sufficienza, in vista di tempi migliori che auguriamo al colosso nipponico arrivino in tempi brevissimi.

COMMENTO
@ Daghelor

Attendevo un colpo di reni di PES, speravo che questo fosse l’anno buono per poter lottare “spalla-a-spalla” con FIFA (giusto per rimanere in tema calcistico) ma così non è stato: troppe cose da rivedere in vista della nuova generazione, a partire dalle movenze dei calciatori per finire alla resa grafica, un po’ troppo altalenante nelle fasi non in-game. Se le cose dovessero rimanere così, prevedo tempi duri per PES su PS4 ed XBOX ONE.

GRAFICA:6.5Top Player ben definiti, il resto molto meno; vertiginosi cali di frame-rate nel corso dei replay.
SONORO:8.5L’acustica degli stadi è ben ricreata, senza infamia e senza lode il commento.
GIOCABILITà:5Troppo legnosi i movimenti dei giocatori, dribbling decisamente sconsigliati, meglio far viaggiare la palla.
LONGEVITà:7.5Come sempre infinita, ma solo per chi riuscirà a superare i problemi che affliggono il titolo.
VOTO FINALE7
PRO:- Licenze ufficiali delle maggiori coppe continentali…
CONTRO:- … inutili se però mancano i vicecampioni in carica
- Cali di framerate inspiegabili
- Rose aggiornate (forse) al 15 luglio
- Cura dozzinale dell’aspetto degli atleti
- Gameplay lento
Pro Evolution Soccer 2013 ( PS3 )Giocare il precedente capitolo della serie è un buon modo per notare le differenze con il nuovo Fox Engine.
FIFA 13 ( PS3 )Il calcio secondo EA, nell'attesa del capitolo di quest'anno.
SCHEDAGIOCO
Cover Pro Evolution Soccer 2014

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