Project CARS

The Real Motorsport Simulator
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 12 maggio 2015
Project CARS Recensione

Di solito, quando si pensa a tempi di sviluppo titanici in ambito di racing game, il primo nome che salta alla mente è Gran Turismo 5. Ma Project CARS non è certamente da meno, con una sua storia fatta di ritardi (e gli utenti Wii U aspettano ancora) cancellazioni (addio versioni PS3 e 360) e tanta attesa, specialmente da parte di quelle decine di migliaia di utenti che hanno permesso, grazie al loro lavoro e backing monetario, di finanziare il progetto, totalizzando più di 3 milioni di dollari nell’ormai lontano 2012 tramite il programma World of Mass Development, quando Kickstarter non era ancora sulla bocca di tutti. Quello che ci troviamo davanti è, in definitiva, veramente un prodotto realizzato da e per appassionati di racing game, nel vero senso della parola e dell'acronimo CARS (Community Assisted Racing Simulator). Detto questo, andiamo ad analizzare per bene uno dei racing game più attesi dell'anno.


La mia prima volta (la scelgo io)

Sotto una coltre fatta di menù semplici, chiari e accattivanti, Slightly Mad Studios ha nascosto un racing game complessissimo. L’esperienza di gioco di Project CARS è infatti totalmente scalabile in ogni sua parte: per chi non sa nemmeno cosa sia il punto di corda troviamo aiuti alla guida e una IA docile, mentre per chi vive di sangue, ossigeno e benzina troviamo assetti regolabili al millimetro, consumi di gomme e benzina e un livello di sfida maniacale. Ed il bello è che tra questi due estremi c’è un mare di possibilità di personalizzazione, con il titolo che sostanzialmente invita il giocatore a decidere cosa sia meglio per lui, di volta in volta, senza giudicare più di tanto.

La modalità Carriera è il vero cuore dell’esperienza di Project CARS, e anche questa offre svariati gradi di libertà al giocatore: quattro sono gli obiettivi “finali” perseguibili, il più intrigante dei quali è rappresentato da “Dalle Stalle alle Stelle”, che vede il giocatore neo-pilota farsi strada nel mondo del motorsport partendo dai kart fino ad arrivare alle categorie massime come la LMP1, tra campionati in giro per il mondo, contratti da firmare, eventi speciali aggiuntivi e quant’altro. Il trofeo di Campione in Carica invece viene sbloccato quando si riesce a difendere per tre anni consecutivi uno dei vari campionati a cui si parteciperà in una determinata categoria, mentre Tre Corone è il premio che attende chi riuscirà a dominare tre campionati di diverse categorie. Solo una volta sbloccati questi tre (ambiziosi) obiettivi di carriera si potrà entrare a far parte delle leggende del motorsport. E anche in questo caso, nessuno vieta di dedicarsi dal principio alle vetture GT, o alle categorie open-wheels, o da subito alle corse in stile Le Mans: totale libertà nella gestione della propria carriera automobilistica (un lusso non da poco). C’è da dire però che non ci sono poi grandi incentivi nella progressione della Carriera (se non gli obiettivi già appena descritti), visto anche che sin dal principio si ha libero accesso a tutto il parco macchine offerto dal titolo, mancando di fatto il concetto di “proprio” garage. A parte decidere per quali scuderie correre (decisione ininfluente), inoltre, l’interazione con la propria carriera è piuttosto limitata, risultando in fin dei conti soltanto un susseguirsi costante di gare e campionati.


Non solo Carriera

Oltre alla Carriera vera e propria troviamo la modalità Solo, che permette di creare e gestire un weekend di gara come più si preferisce, andando ad agire su tanti diversi parametri; la modalità Online, che mette contro fino ad un massimo di 16 giocatori su console (32 su PC) in gare anche in questo caso totalmente personalizzabili, potendo passare da weekend di gara completi di tot ore sul temibile Nurburgring a rapide gare sprint senza tante pretese, con regole completamente modificabili, andando di conseguenza a creare un insieme di lobby poco pratico e piuttosto complesso da navigare. Ciononostante, il netcode è piuttosto buono e stabile sin dal lancio, cosa buona e giusta (ma non scontata, al giorno d'oggi). Infine, l’ormai immancabile parte Community, presente anche in Project CARS con il nome di Rete Piloti, dove troveremo ciclicamente delle sfide proposte agli utenti, spesso in concomitanza con eventi del motorsport reale (come successo di recente per il GP di Spagna di Formula 1).

Se c’è una cosa che riesce bene a Project CARS, ad ogni modo, è proprio la simulazione del weekend di gara: ogni categoria ha le sue regole, tra prove libere, qualifiche, gare sprint, partenze lanciate, pit-stop obbligatori e via dicendo, il tutto accompagnato da un sistema di bandiere e di penalità piuttosto efficace. La gestione del tutto passa comunque per menù un tantino complessi, ed è facile perdersi nel marasma di opzioni messe a disposizione (con caratteri forse un po’ troppo piccoli per le TV); sorprende inoltre l’impossibilità di modificare gli aiuti alla guida durante un weekend di gara - a differenza degli assetti, essi sono relegati ad un menù nelle opzioni di gioco globali -; in una carriera che in determinati punti mette a disposizione vetture molto diverse tra loro potrebbe rappresentare un problema, o comunque un inutile fastidio. Ad accompagnarci durante il weekend troviamo il nostro ingegnere di pista personale, che comunica (su PS4, attraverso lo stereo del controller) alcune informazioni più o meno utili sulle condizioni della gara e continui incitamenti: piacevole, ma non indispensabile. L’intelligenza artificiale, livellabile a piacimento, offre un buon grado di sfida, ma in alcune situazioni non si comporta in modo adeguato, ad esempio con partenze fin troppo confusionarie o tagli di curve rocamboleschi, piantandosi a volte in giro per la pista e facendo fatica ad evitare il giocatore che procede lentamente. Da segnalare, inoltre, qualche piccolo bug qua e la, come inspiegabili exploit della cpu e qualche difficoltà nelle partenze lanciate e nelle altre fasi dove il gioco prende il controllo della vettura.


Sensazioni al volante

Slightly Mad Studios ha speso parecchie risorse ed energie nel creare un motore fisico che fosse veramente in grado di riprodurre le sensazioni alla guida dei più disparati bolidi. Stiamo guardando, come detto in apertura, ad un prodotto realistico/simulativo, che offre il meglio di sé quando accompagnato ad un buon volante: le prime esperienze pad alla mano infatti regalano un po’ troppa frustrazione, anche a causa di imperfetti settaggi di base di sensibilità e zone morte, che rendono il già abbastanza impegnativo sistema di guida quasi impossibile da gestire (noi ci siamo fatti guidare da alcuni forum online per trovare un settaggio ottimale). Ad ogni modo il titolo richiede pazienza e dedizione, nel capire gli spostamenti di peso della macchina in curva, nella gestione della temperatura delle gomme – occorreranno un paio di giri per essere pronte – e della benzina, nel misurare bene il punto di staccata e la gestione della traiettoria, nel preparare l’assetto migliore per gara e qualifica. I danni meccanici contribuiscono a creare il senso di realismo e vanno a pesare sulla guidabilità della vettura, ma capita a volte di vedere qualche esagerazione negli sviluppi fisici di un contatto tra vetture, con risultati alquanto bizzarri. Un sistema di guida complessivamente riuscito, in grado di regalare tante soddisfazioni (anche sotto la pioggia), ma che non si comporta con la stessa efficacia in tutte le classi di veicoli presenti, con risultati non proprio convincenti ad esempio nei Kart e nelle vetture stradali.

A proposito di macchine, Project CARS mette a disposizione una sessantina di vetture - siamo lontani dagli standard di Gran Turismo o Forza, graziati dalle loro potenti licenze ufficiali - di varie categorie, dai Kart alle vetture da endurance, dalle GT alle supercar, più qualche perla del passato. Complessivamente il parco macchine risulta un po’ disunito, procedendo a salti e a macro-aree tematiche più che offrendo un panorama completo dell’automobilismo. Sorprende la quasi totale assenza di vetture italiane (solo Pagani presente) e le poche giapponesi, alle quali si aggiungono serie inventate (come le open-wheels) che si ispirano a Formula 1, GP2 e GP3 con vetture però non ufficiali. Ci aspettiamo aggiunte – gratuite e non – per mezzo DLC nei prossimi mesi. Per quanto riguarda i tracciati, invece, le cose vanno decisamente meglio: tanta varietà, tante licenze ufficiali (Monza, Silverstone, SPA, Nurburgring e la leggendaria pista di Le Mans, solo per citarne alcune), con particolare attenzione al panorama britannico, e altre meno ufficiali (Sakkito = Suzuka), più alcuni tracciati creati per l’occasione e una vasta varietà di layout per ogni percorso. Ogni circuito, inoltre, gode sia di condizioni climatiche variabili (dal sole alla tempesta, anche a Dubai) e di un completo ciclo giorno-notte, che rende ogni pista ancora più affascinante ed imprevedibile.


Ambizione tecnica, che fa i conti con la realtà

L’intento che si erano posti i ragazzi di Slightly Mad Studios era davvero ambizioso: gare da 30 partecipanti, meteo variabile, ciclo giorno-notte continuo, il tutto a 1080p e 60fps (su console) e con un comparto tecnico che punta al realismo; era una bella asticella da raggiungere. Tecnicamente qualche sacrificio è stato comunque fatto, rinunciando ad una pulizia grafica eccezionale, puntando più a mantenere stabile il frame-rate, che però risente evidentemente delle situazioni più complesse (pioggia, tante macchine in pista), mentre nella gran parte della Carriera rimane su cifre accettabili. Qualche episodio di tearing è comunque apprezzabile, così come un effetto ghosting a volte fin troppo percepibile. Gli effetti di luce sono buoni, in tutta la variabilità offerta dal ciclo giorno-notte, mentre meno convincenti sono le ombre e alcuni effetti secondari come fumo e scintille. Buona la realizzazione della pioggia, ma l'impatto sulla performance è a volte evidente. Così come il motore fisico pare meno rifinito in alcune vetture, anche il comparto tecnico soffre di alti e bassi, con modelli poligonali di vetture e tracciati non sempre sullo stesso livello, con anche qualche effetto pop-in di troppo. L’esperienza su PC è invece molto più scalabile, potendo arrivare anche a risoluzioni di 12K, a patto di avere sotto al cofano una (o due) GPU non da poco. Inoltre, dovremo attendere l’arrivo sul mercato dei visori VR come Oculus Rift e Project Morpheus per poter godere al massimo della helmet cam, con la telecamera fissata direttamente nel casco del pilota. Più immersivo di così?

Il comparto sonoro mette in risalto primario i ruggiti dei vari bolidi che il giocatore si troverà per le mani, così come gli effetti di freni e gomme che mordono l’asfalto lottando per l'aderenza, aiutando a creare una atmosfera convincente e realistica, mentre le musiche di sottofondo, relegate esclusivamente ai menù di gioco (non c’è opzione per introdurle durante il gameplay), non lasciano affatto il segno.


​Dalla Community, con affetto

Project CARS è quello che vuole essere: un racing game sviluppato da e per chi ama il motorsport, ma non nasconde la sua natura di “Progetto”. C’è ancora dell’immaturità in quanto proposto da Slightly Mad Studios, con qualche scelta che non convince e una eccessiva sensazione di “frammentazione” dell’esperienza di gioco. Quando tutto va come previsto, Project CARS è assolutamente affascinante: guidare al calare della sera a Le Mans, facendo attenzione alla gestione di tutte le componenti della propria vettura, controllando con delicatezza frenate e accelerazioni regala emozioni imperdibili per i fan del genere, così come agguantare la prima pole position per pochi decimi, o combattere fino all’ultimo giro ruota a ruota. Per raggiungere questi livelli però è richiesta un po’ di sana compartecipazione del giocatore, quanto mai attivo nella scelta adeguata del livello di sfida e di simulazione: in Project CARS regala più soddisfazione un quinto posto sudato con le proprie mani che una vittoria a mani basse.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Se Gran Turismo ha in sé il sottotitolo di “The Real Driving Simulator”, mi sento di dare a Project CARS quello di “The Real Motorsport Simulator”. Quello che riesce meglio a P.CARS è proprio il trasmettere la sensazione di trovarsi nel weekend di gara, ad un dato round del campionato, tra giri di qualifica, assetti da cambiare e punti da giocarsi alla bandiera a scacchi. Non gode dell’enciclopedico fascino della produzione Polyphony, e probabilmente non aspira a tanto, ma si concentra sulla passione per le corse, per il duello in pista, per la lotta al tempo. Ci sono un po’ di errori di gioventù, che magari potrebbero risolversi nel tempo, o con il già annunciato sequel.

GRAFICA:8Ambizioso, ma non sempre riesce a raggiungere gli obiettivi. Qualche calo di frame rate nelle situazioni più complesse e ghosting spesso percepibile.
SONORO:8Buone le sensazioni uditive al volante, con la meccanica della vettura come protagonista assoluta. Il resto non è incisivo.
GIOCABILITà:8.5Esperienza un tantino frammentaria, ma sa regalare soddisfazioni, a patto di applicarsi per bene. Calibrazione del pad da rivedere.
LONGEVITà:9Una intera Carriera da vivere dall’inizio alla fine, ma il gioco lascia ampi spazi di manovra. La Community pensa al resto.
VOTO FINALE8
PRO:-Carriera lunga da vivere come si vuole
-Grandissima scalabilità e tante opzioni, in ogni ambito
-Modello di guida appassionante e che richiede impegno…
CONTRO:-…ma non sempre efficace, specialmente con un pad
-I.A. a volte confusa
-Parco macchine un tantino limitato
Forza Motorsport 5In attesa del sesto episodio e in attesa di GT, su console non c’è altro di questo genere. Forse non il miglior Forza di sempre.
DRIVECLUBRacing game dallo stampo decisamente più arcade, ma assolutamente splendido: non sottovalutatelo.
SCHEDAGIOCO
Cover Project CARS

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