Psycho-Pass: Mandatory Happiness

Il futuro non è tanto roseo
Scritto da @ ricpelleil 09 settembre 2016
Psycho-Pass: Mandatory Happiness Recensione

E’ lapalissiano, le visual novel vengono viste con profondo disprezzo dal videogiocatore medio. Si guarda spesso agli esponenti di questo particolare genere come a creazioni di basso livello, aberrazioni di un universo ludico all’interno del quale non meriterebbero neppure di presenziare. 

Per quanto si possa pregiudizievolmente squadrarlo ostentando ribrezzo, un occhio critico il giusto non impiegherà più del tempo di un battito di ciglia ad intuire che, ebbene sì, anche un prodotto come Psycho-Pass: Mandatory Happiness può custodire pregiata mercanzia binaria. Sviluppato da 5pb. e destinato a tutti coloro i quali possano trovare fonte di ludibrio trastullandosi con un’avventura testuale ricca e corposa, Psycho-Pass: Mandatory Happiness si inserisce narrativamente all’interno degli eventi narrati nella prima stagione dell’anime dal quale il titolo sugge linfa vitale, ponendo il fruitore curiosone nei profumosi panni di uno dei due protagonisti del game, l’ispettore Nadeshiko Kugatachi e l’investigatore Takuma Tsurugi.


Il bene a tutti i costi

Lo scopo del gioco? Fronteggiare Alpha, uno dei criminali sicuramente più originali che abbiano mai calcato le scene digitali. La sua peculiarità è strettamente correlata alla sua voglia di trasmettere felicità in un mondo distopico fortemente connotato negativamente. Come da consuetudine, le opportunità di interazione con la storia sono sparute e decisamente diluite all’interno di una struttura tuttavia capace di intrigare tanto per ritmo, quanto per tematiche affrontate. Senza voler spoilerare nulla, sappiate che alcuni eventi occorrenti durante il playthrough assumeranno connotati decisamente depravati, considerando soprattutto quanto il medium videogioco sia piuttosto omertoso nel veicolare contenuti particolarmente violenti, collegati peraltro a paffuti infanti.


​Un trip mentale

L’aspetto sicuramente rilevante di Psycho-Pass: Mandatory Happiness, inoltre, non va assolutamente ricercato nella possibilità di modificare radicalmente le storyline di ciascuno dei protagonisti, tant’è che il corso degli eventi dischiusi da ciascuno dei quattro capitoli presenti non è mutabile. Le scelte operate in-game, piuttosto, consentiranno al videogiocatore di modificare lo stato mentale dei personaggi permettendogli di interagire in maniera drammaticamente diversa con l’environment e, conseguentemente, con Alpha, garantendo incidentalmente una discreta rigiocabilità. Quel che intriga ed appassiona davvero, quindi, è la continua necessità di mantenere il proprio psycho-pass ad un “livello di criminalità” accettabile, in maniera tale da poter suggere il meglio e quante più risposte possibili da una condotta giocosa accorta e con la mente interamente votata alla ricerca della verità.

Tecnicamente l’opera risulta abbastanza curata, in linea con le atmosfere cyberpunk del cartone. Da notare, infine, come Psycho-Pass: Mandatory Happiness sia interamente doppiato in Giapponese e sottotitolato in Inglese. In poche parole, Psycho-Pass: Mandatory Happiness merita un’opportunità, davvero. Chiunque sia interessato a vivere un’esperienza differente dalla tipica avventura action e volesse provare qualcosa di esotico e per certi versi straniante, si faccia avanti: ha appena trovato pane per i suoi denti.

PRO:-Ottima narrativa
-Tecnicamente curato
-Sistema di gioco intrigante
CONTRO:-Storia lineare
-Non è localizzato in Italiano
-Potrebbe non piacere a molti
Hatoful Boyfriend ( PS Vita )Uno dei titoli più bizzarri che vi possa capitare fra le mani.
Three Fourths Home ( PS4 )Una visual novel dal delicato sapore di haiku.
VOTO FINALE7
SCHEDAGIOCO
Cover Psycho-Pass: Mandatory Happiness

Psycho-Pass: Mandatory Happiness

Scheda completa...
Psycho-Pass: Mandatory Happiness2016-09-09 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/psycho-pass-mandatory-happiness-54201/Il futuro non è tanto roseo1020525VGNetwork.it