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Race Driver GRID ( PS3 )

Race Driver GRID ( PS3 )
Informazioni Race Driver GRID
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Recensione Race Driver GRID  Scritto da: Edoardo "Black Duke" Rasciti | Data: 2008-08-23

Derapate e sportellate nel nuovo capitolo targato Codemasters!

L’eterna sfida di Codemaster al trono di miglior sviluppatore di giochi di guida riprende fiato anche nella nuova generazione di console. Il primo tentativo, DiRT, è stato tutto sommato positivo: senza ombra di dubbio, uno dei migliori giochi di guida disponibile dal lancio di Xbox 360 e PS3, grazie al suo mix di rally e corse su strada, accompagnato da una IA abbastanza efficiente.
Ma se DiRT rappresentava l’ultimo esponente della vetusta serie Colin McRae Rally, Grid, invece, rappresenta di fatto l’erede, quantomeno spirituale, della serie TOCA. Quindi, diciamo addio alle tappe rallistiche piene di fango e cunette, e prepariamoci a vivere un’esperienza più vicina a quella delle classiche corse automobilistiche su strada, con tanto di sorpassi, sportellate e frenate al limite.
Riuscirà Grid a imporsi come definitivo titolo di guida simulata di nuova generazione, o quantomeno, come valida alternativa a importanti e famosi brand come quelli di Forza Motorsport e Gran Turismo?

Il Mondo di Grid

Una delle più interessanti novità introdotte nel panorama videoludico dall’opera Codemaster è, senz’ombra di dubbio, la modalità carriera presente in Grid, chiamata, con poca dose di immaginazione, “Il Mondo di Grid”. In questa modalità, che racchiude in sé il cuore del gioco, avrete la possibilità di intraprendere da zero la carriera del pilota automobilistico. Per prima cosa, dovrete guadagnare qualche spicciolo accettando offerte di lavoro da parte di altre scuderie. Il denaro guadagnato alla fine di ogni evento dipende dal conseguimento, in pista, di determinati obiettivi, come arrivare al traguardo in una certa posizione, oppure davanti ad un avversario preciso. Una volta raccolti sufficienti crediti, e aumentata di pari passo la vostra fama, si ha la possibilità di creare una propria scuderia, con tanto di tema e colori personalizzabili, nonché svariati sponsor applicabili alle carrozzerie delle vetture. Gli sponsor, che tendono a crescere d’importanza di pari passo alla vostra fama, seguono lo stesso principio degli obiettivi precedentemente descritti: forniscono denaro extra solo al completamento di determinate condizioni nelle gare stesse.
Una volta messa in piedi la vostra scuderia, potrete partecipare direttamente a determinati eventi (raccolti in un menu chiaramente ispirato al design di DiRT) senza bisogno di lavorare per altri team. Le ricompense saranno così maggiori, ma, allo stesso tempo, lo saranno le spese: inizialmente, infatti, disporrete solo di una macchina, peraltro non molto competitiva, e per vincere o solo per poter partecipare ad altre gare, è necessario spendere i crediti per acquistare altre vetture più performanti.
In generale, la struttura del “Mondo di Grid” è più dinamica di quello che possa apparire ad una prima occhiata: spesso infatti vi verrà chiesto di partecipare ad eventi speciali, come la 24h di Le Mans, e in generale il livello e il tipo di sfida tende a cambiare spesso durante la scalata al successo.
Acceanto alla modalità principale, c’è quella che permette di lanciarsi rapidamente in pista senza tanti patemi, e una modalità online un po’ troppo minimale. Assente, invece, una qualsivoglia modalità multiplayer offline, mancanza già riscontrata in DiRT.

La prova su pista

Ai veri piloti poco importa del numero delle vetture e dei tracciati (un buon numero in entrambi i casi, anche se non ai livelli di FM2 o di qualunque GT), delle varie modalità o possibilità di personalizzazione: ciò che davvero conta è il comportamento delle vetture sulla pista, e più in generale sul realismo o meno delle gare. Prima di buttarci in una semplice descrizione di ciò, però, risulta fondamentale, in questo caso, fare una piccola analisi su Grid e sulla sua “collocazione”, discorso simile a quello fatto tempo fa con DiRT. Più o meno tutti sanno che i giochi di corse si dividono in due rami generalmente ben separati: i “simulativi” e gli “arcade”. La differenza risulta evidente: i primi tendono a riprodurre, il più fedelmente possibile, il vero comportamento di una vettura, con ogni singolo parametro tecnico modificabile e personalizzabile, in modo da adattare il proprio veicolo sia al percorso che si deve affrontare, sia al pilota alla guida; il secondo “ramo”, invece, non punta sul realismo, sia grafico che “tecnico”, ma si focalizza sulla spettacolarità delle corse, sul divertimento che ne deriva, sacrificando al contempo ogni legge fisica applicabile alle autovetture in movimento.
La collocazione di Grid, così come di suo “padre” DiRT, risulta però complessa, non ben definita: ad una prima occhiata, sembrerebbe tutto incentrato su una fedele replica delle vere corse automobilistiche: tanti piloti in pista, visuale dal casco del pilota, aiuti disattivabili, addirittura premi (in fama) per chi gioca ad un livello più difficile. Ma, una volta accesi i motori e spinto a tavoletta l’acceleratore, non si può che rimanere quantomeno confusi.
Il controllo della vettura, infatti, appare più vicino agli “arcade” che non ai “simulativi”: la sensibilità dotata alla leva analogica, infatti, è davvero eccessiva ed irreale tanto da stonare palesemente con il contorno realistico. Diventa quasi impossibile, quindi, disegnare una traiettoria pulita da continue correzioni, anche in rettilineo e in curve veloci. In fase di frenata, basta premere a fondo il grilletto sinistro per rallentare notevolmente, e buttarsi senza paura con lo sterzo verso l’interno della curva. Infine, tagliare le curve non costa nulla, se non qualche leggero sobbalzo, e appoggiarsi alle vetture avversarie diventa una routine. Certo, il sistema di danni è sempre attivo, e risulta abile nel ricreare gli effetti degli scontri sulle carrozzerie delle vetture, ma risulta a tratti troppo permissivo, lasciando libero il giocatore di speronare gli avversari scomodi senza farsi troppi problemi.
Inoltre, è stata introdotta una opzione denominata “Flashback”, attivabile in qualsiasi momento della gara, che permette “magicamente” al giocatore di ovviare ai propri errori di guida: essa permette infatti di tornare indietro nel tempo a qualche secondo prima dell’errore, per poi ripartire da quel punto e ovviare al problema, in perfetto stile Prince of Persia. Come si può introdurre una feature simile in un titolo che dovrebbe, in linea di massima, puntare al realismo?
E allora viene da chiedersi: sono forse stati gli stessi sviluppatori Codemaster, ben consci dell’impossibilità di battere Forza Motorsport e Gran Turismo sul piano simulativo, ad optare per una “terza via”? Sembrerebbe proprio di sì. Già con DiRT erano comparsi i primi dubbi, e con Grid ne abbiamo la conferma: Codemaster ha rinunciato a puntare al realismo più puro, miscelando invece elementi arcade con elementi simulativi, al fine di creare una ricetta che accontenti un po’ tutti. E, tutto sommato, ci riesce.
Le corse, nonostante non richiedano la precisione millimetrica di alcuni simulativi, sono divertenti, spettacolari e tiratissime, grazie ad una IA che le tenta tutte pur di superarvi. Il sistema di Flashback permette al giocatore di evitare incidenti che ne possano compromettere la vittoria dell’evento, e il continuo supporto radio dai box, con ininterrotti aggiornamenti sull’andamento della corsa e sulle condizioni della pista, vi aiuta ad immedesimarvi nel ruolo del pilota.
Grid rappresenta così un buon compromesso tra simulazione e divertimento, garantendo gare spettacolari e alla portata di tutti. Certo, è evidente di come la serie abbia rinunciato a sfidare sullo stesso terreno titoli come Forza Motorsport e Gran Turismo, e di questo non possiamo che esserne dispiaciuti.

Comparto tecnico senza smalto

Il comparto tecnico risulta praticamente preso di peso dal precedente DiRT: il livello di dettaglio è buono, con vetture rese ottimamente e con effetti di luce credibili. I danni, inoltre, sono ben rappresentati sulle carrozzerie. La visuale interna rende pienamente l’idea di trovarsi in una vettura da corsa, con anche l’animazione del piede (solo quello destro adibito al freno/acceleratore, il piede sinistro rimane immobile sulla frizione) che accompagna i movimenti delle braccia del pilota non sempre perfetti (l’animazione del cambio è a volte in ritardo). E’ purtroppo presente, specialmente negli oggetti distanti, una leggera quantità di aliasing, che rende l’immagine in lontananza spesso confusa. Piacevole anche la rappresentazione del passaggio dal giorno alla notte nelle gare più lunghe, come la 24h di Le Mans, anche se diventa davvero ostico guidare in condizioni di scarsa visibilità.
Ma la critica più forte che va mossa al comparto tecnico/grafico di Grid è la palette di colori, troppo spenta e fissa su colori come il grigio, il marrone, il verde scuro. Ricorda un po’ i toni di Resistance: Fall of Man per PS3, con conseguente dispiacere del vostro TVHD. Peccato, una maggiore varietà di colori avrebbe dato un tocco in più alle spettacolari gare stradali.
Il comparto sonoro è anch’esso sottotono, con una colonna sonora piatta e effetti sonori buoni ma non eccellenti. Si poteva fare di più.

La Bandiera a Scacchi

In conclusione, Grid è il perfetto rappresentante della filosofia di guida Codemaster, già mostrata in parte in DiRT. E’ un sapiente miscuglio di elementi arcade e simulativi, dai quali nasce un titolo divertente, fresco e spettacolare. Questo “scendere a patti” con elementi arcade potrebbe però non soddisfare i fan dei giochi di corse simulati e gli stessi supporter della serie TOCA. La modalità carriera è però ben strutturata, garantendo svariate ore di divertimento. Vedere le propria scuderia crescere in base ai vostri risultati regala incredibili soddisfazioni. Peccato per il comparto tecnico non sempre all’altezza.

 

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Il commento dell'autore su Race Driver GRID
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Edoardo "Black Duke" Rasciti
Grid è decisamente un bel titolo! Sicuramente non è per i "passionali" della simulazione nè per chi venera TOCA oltre ogni limite, però Codemasters riesce a sfornare un titolo che piomba nella next-gen mettendo delle buone basi per un suo - più che certo - sequel. Auguri allora, speriamo che la prossima volta si faccia più attenzione ai difetti che già ho evidenziato in precedenza. Almeno.


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Pregi del gioco

Modalità carriera lunga.

Personalizzazione della scuderia.

Buon compromesso tra simulazione e arcade.
Difetti del gioco

Potrebbe non piacere a chi ama la vera simulazione.

Comparto tecnico altalenante.

Flashback fin troppo efficace.

Pagella del gioco
Voto grafica
8
Qaulche traccia di alasing sulle lunghe distanze e una palette cromatica spenta, ma il dettaglio è evidente.
Voto sonoro
7.5
Buoni gli effetti sonori, ma nel complesso si poteva fare di più.
Voto giocabilità
8
Derapate e sportellate, unite ad un approccio più simulativo. A patto di disabilitare gli aiuti automatici.
Voto longevità
9
Possibilità di acquistare auto e modificarne l'aspetto estetico, oltre che meccanico. Per un gioco di corse ci basta così. Poi c'è il multiplayer online.

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