Rayman Legends

Dalle origini alla leggenda, il passo è breve
Scritto da Mail@ mattscannail 09 settembre 2013
Rayman Legends Recensione
Tempi duri per le mascotte, in questi anni. Eccezion fatta per Nintendo e il suo immarcescibile idraulico, le grandi aziende di videogames hanno sempre meno bisogno di un volto sorridente e simpatico per crearsi un'immagine e distinguersi dalla concorrenza. Al giorno d'oggi infatti, nella miriade di shooter e titoli dai toni adulti, l'epoca dei Crash, dei Sonic e degli Spyro sembra ed è sempre più lontana e sorpassata. E ciò è un peccato, visto che tra le loro avventure – solitamente sotto forma di platform – troviamo alcune delle pietre miliari della storia videoludica, le quali non devono assolutamente essere messe nel dimenticatoio.
Tra le mascotte perdute, o quantomeno dimenticate, fino a qualche anno fa, c'era anche una piccola melanzana dagli arti wireless, il forse mai troppo compreso Rayman. Certo, la Ubisoft del 1995 aveva bisogno di un suo “uomo” per pubblicizzare i propri “videogiocattoli” e allora dal cilindro del vulcanico Michel Ancel fece estrarre il bizzarro ometto dal ciuffo biondo, mentre oggi con Assassin's Creed e Far Cry ne può fare certamente a meno. 
Infatti, dopo aver vissuto fulgidi momenti – anche se mai di successo globale come il riccio blu e l'italiano dalla salopette per citarne due a caso – tra gli anni '90 e 2000, si pensava che ormai Rayman fosse buono solo per riciclare pigri porting o per accompagnare gli oramai onnipresenti Rabbids nelle loro sgangherate avventure, ma invece in casa Ubisoft Montpellier bolliva qualcosa in pentola.
Rayman Origins nel 2011 è stato come un fulmine a ciel sereno, il ritorno della melanzana con uno stile grafico di abbacinante bellezza grazie al motore UbiArt Framework ed un level design da primo della classe. Uscito praticamente su tutte le console possibili e immaginabili, Origins ha riportato Rayman nel giro dei protagonisti del mondo videoludico e la software house francese non poteva che non annunciare un seguito a cotanto platform. Dapprima esclusiva Wii U (non stiamo a rivangare storie passate, ma se volete sapere come la pensavo in febbraio, trovate tutto sul mio blog), Rayman Legends è il nuovo lavoro dello studio di Ancel e abbiamo avuto il piacere di recensirlo per voi.

Stato dell'arte 

Impossibile non iniziare a parlare di Legends senza riferirsi alle meraviglie dell'UbiArt Framework, il vero protagonista del gioco. Chiaramente siamo della scuola di pensiero che sostiene la non-centralità della grafica in un videogame, ma quando ci si trova davanti a “opere” (parola non usata a caso) di questo genere, non si può che non dare a Cesare quello che è di Cesare. Ubisoft Montpellier ha infatti creato un vero e proprio quadro, da maestri delle due dimensioni (e in qualche caso, incluse le boss fight, 2.5D), riuscendo a migliorare incredibilmente il già magistrale Origins.
Rayman, Globox e i Teensies sono animati splendidamente e possiedono ognuno di essi uno stile peculiare, ma dove Rayman Legends brilla è nei fondali e nelle ambientazioni, spesso animati e ricchi di particolari, come insetti, topi e diversi livelli di profondità.
Ognuno dei mondi di gioco è deliziosamente ricostruito in 2D, utilizzando il magistrale motore grafico, in grado di realizzare su qualsiasi console giochiate uno dei migliori comparti visivi cartoon mai visti, forse IL migliore di sempre. Il tutto poi con una fluidità invidiabile, persino in co-op 4 giocatori.
Oltre alla splendida grafica, dallo stile leggermente diverso rispetto al capitolo precedente, che puntava più sulla definizione rispetto agli effetti particellari di questo Legends, va citata anche la colonna sonora. L'ultimo lavoro di Michel Ancel infatti non solo ha un look da schianto, ma persino le musichette sono tra le migliori mai sentite in un platform, da far impallidire tutte quelle sentite nella serie di New Super Mario Bros. per dirne una, o dei vari Sonic degli ultimi anni. 
Menzione ovvia e dovuta va fatta per i livelli musicali, geniali stage a ritmo (peccato ne troveremo solo una manciata) nei quali si gioca seguendo esilaranti cover di musiche famose, incluse Black Betty o The Eye of the Tiger.

Salviamo i teens!

No, non dobbiamo salvare gli adolescenti dalle tentazioni dell'alcol e del sesso, ma i Teens in Rayman sono i simpatici esserini blu che vengono puntualmente rapiti in ogni episodio della serie. Non tutti loro però sono bonari o indifesi, perché da Origins ritornano i Dark Teens, maghi oscuri che dopo un secolo risvegliano i pigri Rayman, Globox e compagnia per avvolgere i cinque (più uno di bonus) mondi di gioco nell'oscurità. E non basta tutto ciò: i malvagi esserini hanno anche rapito dieci principesse, chiudendole in prigione qui e là nel Regno dei Sogni.
Per i nostri eroi però non c'è sfida invincibile e decidono così di partire per affrontare i più di cento livelli del gioco, per salvare tutto e tutti. La storia di Legends è solamente accennata, come da tradizione, ma il carisma dei personaggi e l'ottimo level design bastano e avanzano.
Tanti livelli quindi, ma non solo. Intanto troviamo gli stage Invasione, che ci propongono sfide basate sulla velocità e la precisione, nelle quali troveremo ulteriori Teens da salvare (oltre ai gialli Lum, la moneta del gioco, ndr). Notevole poi la modalità Challenges, dapprima anticipata gratuitamente su Wii U, la quale offre sfide giornaliere e settimanali, con tanto di classifiche online (l'unico sbocco del titolo verso la rete). Se a ciò aggiungiamo una pletora di personaggi sbloccabili – con tanto di esclusivi per le versioni Vita e Wii U – e 40 livelli presi e riadattati da Rayman Origins, il pacchetto vale assolutamente i soldi che chiede.

Melanzana che vince non si cambia, si migliora

Tutto questo non basterebbe, se poi Rayman Legends avesse una giocabilità e una fisica anche soltanto sufficiente e un level design sotto il par, ma non è proprio questo il caso. Ubi Montpellier ha ripreso quanto di buono fatto due anni fa, mantenendo generalmente l'idea di un gameplay basato sulla velocità in certi stage, sull'esplorazione – tanti segreti! - in altri e si è liberata di alcuni dei punti deboli di Origins. Sono sparite per esempio le dimenticabili sessioni sparatutto a cavallo di insetti e hanno invece aggiunto più sequenze di fuga, adrenaliniche e divertenti. Vi correrà dietro di tutto: da draghi giganti a luchador messicani.
La novità forse più grossa è la presenza di Murfy, personaggio assente da Rayman da parecchi anni. La verde bestiola potrà interagire con gli elementi in alcuni livelli, spianandoci la strada spostando oggetti o tagliando corde per creare nuovi passaggi. Questa aggiunta è al suo massimo su Wii U, dove è stata concepita: Murfy viene controllato tramite giroscopio e touch screen del pad, aggiungendo anche la chance di poter giocare in 5 giocatori in co-op, dove uno lo gestisce da solo mentre gli altri usano i soliti personaggi. Simile cosa accade su Vita, anche se il numero di utenti simultanei sopportati è un mero 2 in wi-fi locale; su Playstation 3, PC e Xbox 360 Murfy viene gestito dall'IA a seguito della pressione di un tasto da parte dell'utente.
Abbiamo menzionato il multiplayer: beh lasciatevelo dire, giocare Rayman Legends su un divano con tre amici (quattro su Wii U!) è una delle esperienze più belle e divertenti mai passate con un videogame. Vi consigliamo Kung Foot, il mini-gioco calcistico, per sbellicarvi dalle risate in compagnia. E dire che qualcuno sostiene che i videogiochi uccidono le relazioni interpersonali...
Ad analisi completata, possiamo senza dubbio dire che in 18 anni di onorata carriera mai Rayman è stato così fulgido come in questo capolavoro che risponde al nome di Rayman Legends. Ancel e soci hanno creato forse il miglior gioco di piattaforme 2D di questa generazione, superando agilmente in divertimento regalato i seppur ottimi New Super Mario Bros. di Nintendo.
Oggi pomeriggio su VGNetwork.it vedrete anche un altro splendido esponente del genere, in arrivo da Sony, e Nintendo stessa è pronta a rispondere con Donkey Kong Tropical Freeze, ma – almeno al momento – Rayman über alles con un filo di gas.
COMMENTO
Mail@ mattscanna

Mi ero ripromesso di boicottare la scelta di posticipare il gioco, in febbraio. Ma alla fine Michel Ancel e Ubisoft Montpellier hanno realizzato qualcosa di talmente fenomenale che mi sono dovuto – felicemente – arrendere a godermi questo splendido platform. Forse il miglior platform 2D di questa generazione.

GRAFICA:10Lo stato dell'arte delle due dimensioni.
SONORO:9Vi ritroverete a fischiettare tutte le tracce dopo due secondi. Geniali i livelli musicali.
GIOCABILITà:9.5Precisione, velocità e divertimento. Una formula quasi perfetta.
LONGEVITà:9I livelli originali sono parecchi. Oltre ad essi ci sono Back to Origins e le sfide.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Un quadro videoludico
- Vario e divertente, specialmente in multi
- Parecchi contenuti
CONTRO:- No coop online
PuppeteerBizzarro, ma è il secondo platform di questo tipo originale a uscire in questi giorni.
Rayman Origins ( PS Vita )Nonostante i 40 livelli rimasterizzati, ve lo consigliamo a prezzo budget.
SCHEDAGIOCO
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