L'evoluzione che la serie ha avuto durante gli anni (tanti) che ci separano dalla prima release è di quelle importanti. Da platform completamente bidimensionale del primo capitolo, si trasforma in platform tridimensionale, aggiungendo nel suo percorso di crescita tanta più varietà al gameplay. E c'è stato il tempo per portarlo anche su Nintendo DS e 3DS, oltre che osservarlo in spin-off (Rayman Raving Rabbids il più importante), nonostante i risultati finali non siano stati così esaltanti come quelli dei primi rilasci.
Tutto questo anche perché dal primo Rayman, datato 1995, son passati ben 16 anni, eppure l'interesse per l'uomo melanzana non è mai calato, specie per questo Rayman Origins visto quanto ha mostrato durante le fasi di produzione. Merito soprattutto, ed ancora una volta, di Michel Ancel, ampiamente supportato da tecnologie all'avanguardia sviluppate da Ubisoft per un epico e coraggioso ritorno alle origini: il 2D!
Rayman is back!
Il ritorno di Rayman è legato all'invasione della Radura dei Sogni da parte degli Antitoon, motivo per cui il concilio delle Fate decide di chiedere aiuto a melanzana & Co. Una introduzione alla trama scialba, ma tanto basta per far tornare un classico sui nostri schermi, in compagnia di Globox e dei “maghetti” Teens. Personaggi tutti giocabili, in singolo o in cooperativa, ma che non hanno caratteristiche distintive a parte l'aspetto e le sberle che solo Globox riesce a dare!

Le sberle di Globox sono devastanti. Non sfidatelo!
L'avventura parte pian pianino, con livelli di gioco iniziali dalla scarsa difficoltà, consentendo quindi di prendere le giuste misure coi controlli e con tutto ciò che ci circonda. Tutto ha inizio dall'Albero Sbadigliante, la casa dei nostri eroi, nel quale è possibile effettuare la scelta del personaggio e, man mano, sbloccarne di nuovi tramite un semplice sistema che eleva la longevità del prodotto, almeno per tutti coloro che vorranno completarlo al 100%. In ogni livello bisognerà raccogliere un quantitativo minimo di Lum (lucciole) per avere come ricompensa degli Electoon, una sorta di “moneta” con la quale è possibile sbloccare nuovi mondi di gioco e nuovi personaggi. Basterebbe solo questo per far salire in maniera smisurata le ore di gioco, eppure gli sviluppatori hanno deciso di inserire anche zone segrete sempre ispirate e sessioni a tempo in quasi tutti i livelli, scatenando un fattore rigiocabilità molto forte vista l'impossibilità di fare tutto in una sola tornata.
A sostenere il tutto un sistema di gioco classico, funzionale, semplice e molto veloce. I tasti legati alle singole azioni da compiere sono una manciata, difatti imparati quelli del salto, dello scatto e dell'attacco il gioco è fatto o quasi. Avanzando di livello arrivano anche abilità come quella di poter volare, planare, eseguire attacchi a mezz'aria e via dicendo. Un nuovo potere per ogni Ninfa liberata, presente in ogni primo livello di nuovo mondo sbloccato. Il gioco procede, così, in modo molto semplice, con un gameplay che non fa urlare al miracolo, né porta novità al genere. Ciò non toglie che Ancel sia riuscito a garantire un'ottima varietà di situazioni, che si mostra in tutta la sua bellezza estetica ed un level design davvero riuscito, mantenendo un grado di sfida importante (attenti ai boss finali! NdR) che ai giocatori più accaniti non dispiacerà. I dieci livelli in cui cimentarsi con la raccolta di altrettanti denti rossi, che consentiranno l'unlock di un mondo bonus accessibile direttamente dal ritrovo iniziale, sono un ulteriore dimostrazione di quanto detto poco sopra.
Quello che piace più di tutto, comunque, è come gli sviluppatori siano riusciti a rendere Rayman Origins un fantastico immaginario pieno di strane e spassose creature di tutti i tipi e di paesaggi quanto mai strepitosi.
La sagra del Trial and Error
Se la veste grafica e l'audio suscitano un senso di tenerezza smisurato, portandoci indietro con la mente ad una fanciulezza ormai perduta (eh sì, sono “vecchio”!), sappiate che l'anima di Rayman Origins è tutt'altra! Come i fan di lunga data avranno inteso, l'esperienza di gioco globale è più hardcore di quanto possa sembrare; non come in passato, ma comunque già dopo un terzo dei 60 livelli presenti verremo puniti più e più volte, anche se un uso ragionato dei checkpoint viene incontro al giocatore occasionale. Rimane comunque facile essere costretti a ripartire da un punto di salvataggio, visto che un salto errato o un'acrobazia fuori tempo possono fare “imbollare” il nostro personaggio, quindi farlo scoppiare. In aiuto, è possibile raccogliere e portare con sé un cuoricino (solitamente disposti in punti che richiedono un pizzico d'ingegno per essere raggiunti) che ci fornisce una ulteriore possibilità in caso di contatto casuale con uno dei tanti nemici disseminati lungo il percorso o a causa di eventi naturali pre-calcolati come porzioni di territorio in fase di crollo o in continuo movimento (sia orizzontale che verticale), quindi causa di eventuali schiacciamenti.
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