PrefazioneInutile girarci attorno: Resident Evil 4, seppur accolto in maniera altisonante dalla critica, ha letteralmente spaccato in due i fan della serie.
“Questo non è Residelt Evil! Ci hanno ammazzato il gioco!”
Urlava un gruppo di ragazzi con forconi e torce alla mano.
“Ma cosa state dicendo! E' l'evoluzione perfetta della serie!”
Controbatteva l'altra fazione, armata di bastoni e spranghe di ferro.
Una metafora certo, ma il clima, quasi da stadio, nelle più famose boards online italiane e non solo, era proprio questo, con tanto di frecciatine taglienti ed insulti scagliati ogni qualvolta ve ne fosse l'occasione. Per mesi sono continuate le discussioni, anzi per anni visto che di tanto in tanto, quando si tira in ballo RE4, ancora ci sono scontri parecchio accesi tra fan cosiddetti “integralisti” e quelli che si potrebbero invece chiamare “innovatori”.
Ma in fin dei conti, da tutte queste discussioni è emersa una fazione vincitrice? Beh, come il più delle volte accade in scontri di questo genere, la verità sta proprio nel mezzo! E' innegabile che la serie avesse avuto bisogno di un pesante restyling del gameplay: Capcom aveva infatti munto la sua vacca fino allo sfinimento, proponendo episodio dopo episodio la stessa struttura, le stesse meccaniche, le stesse situazioni per ben sei episodi consecutivi (Re, RE2, RE3, RECV, RE Remake, RE0), con varianti decisamente poco marcate. E' stata quindi una manna dal cielo la nuova struttura, più dinamica, veloce ed immediata.
C'è però da dire che in questo passaggio Capcom ha forse tralasciato qualche elemento. Le atmosfere post apocalittiche della vecchia serie, quelle che facevano sembrare Resident Evil uno di quei filmozzi americani sugli zombie, erano totalmente scomparse o quasi. Badate bene, non stiamo parlando di trama, se cercate quella avete proprio sbagliato serie, ma stiamo parlando più che altro del feeling trasmesso al giocatore. Niente più balzi sulla sedia o spauracchi insomma (che sinceramente, dopo aver giocato qualche episodio divenivano pure un po' prevedibili NDR); tutta adrenalina, velocità e prontezza di riflessi.
Una domanda sorge però spontanea: gli sviluppatori, e Mikami in particolare, hanno realmente deciso di abbandonato la paura in questo modo? Molti potrebbero dire di si, altri, e chi vi scrive è di questo parere, pensano che Capcom abbia voluto focalizzare la nuova esperienza del prodotto non più sullo scontato e ormai banale spauracchio, bensì elevare il tutto a qualcosa di ben più interattivo: la paura di essere braccato, di avere contro una quantità considerevole di nemici veloci, letali ed in grado di metterti in difficoltà in più di un modo. Era probabilmente questo l'obiettivo che Resident Evil 4 ha tentato di perseguire.
Esperimento riuscito? Difficile da dire in maniera assoluta, la paura d'altra parte è un qualcosa di estremamente soggettivo, e la spaccatura creatasi tra i fan non aiuta di certo nella risposta.
Cronologia di una sagaFare un sunto esauriente della trama di Resident Evil significherebbe scrivere pagine e pagine di materiale. Infatti, anche se i temi trattati non erano tra i più originali e “profondi”, Capcom ha sempre voluto infarcire ogni episodio di dettagli, informazioni e tanto altro ancora, relativi non solo alle vicende in corso, ma anche ai vari personaggi. Con Resident Evil 4 questa cosa si era in parte persa, nonostante fossero comunque presenti alcuni colpi di scena tutto sommato godibili.
Resident Evil 5 è una sorta di ritorno alle origini da questo punto di vista: i file da leggere non sono numerosi come in passato, ma comunque sono parecchi e tutti aggiungono dettagli interessanti a quanto avviene su schermo. Anche per quanto riguarda le scene d'intermezzo, realizzate con una cura e regia eccezionali, siamo di fronte ad un lavoro più curato e coinvolgente rispetto al quarto episodio. La carica che alcune di queste danno al giocatore è infatti incredibile e hanno la capacità di traghettarlo da un capitolo all'altro in maniera più che piacevole. Oltretutto, l'atmosfera che gli sviluppatori hanno voluto ricreare è molto tetra, desolante e riesce a trasmettere una buona dosa di tensione, cosa assai gradita.
Per non rovinare la sorpresa, non vi racconteremo nulla o quasi della trama, se non che dopo gli eventi narrati nell'ultimo capitolo di RE Umbrella Chronicles, RE4 e RE Degeneration, Chris Redfield, ora facente parte dell'organizzazione BSAA per la sicurezza contro il bioterrorismo ,viene inviato in Africa per far luce su una serie di avvenimenti legati alla vendita di armi batteriologiche e all'impiego di queste in guerre locali, oltre che ad investigare su di una misteriosa società, la TriCell. Insomma, le “solite” vicende in cui i protagonisti di Resident Evil si imbattono: missioni al limite dell'impossibile, orde ed orde di infetti da abbattere, scontri micidiali con boss altrettanto famelici e via dicendo. In tutto questo, Chris sarà accompagnato dalla bella Sheva, appartenente alla divisione africana della BSAA; i due, tra mille peripezie, incontreranno oltre a volti totalmente nuovi, anche vecchie conoscenze come l'acerrimo nemico Wesker, che in tanti video è stato mostrato durante le presentazioni del gioco.
Non aspettatevi una trama da oscar, mi raccomando, ma il lavoro svolto da Capcom è comunque lodevole e ben si integra con gli avvenimenti passati, tanto da dare alcune spiegazioni a punti prima invece oscuri.
Bellezze orientaliNon è un segreto che le software house giapponesi siano, mediamente, ad un livello tecnico ben inferiore rispetto alle controparti occidentali. La generazione di console ad alta definizione non ha infatti visto moltissimi capolavori tecnici made in Japan, e titoli quali Ninja Gaiden II e The Last Remnant ne sono la dimostrazione. Sia chiaro, si parla unicamente di texture, modelli poligonali, effetti luce, fisica e così via, non di certo di gameplay o direzione artistica, dove il livello è invece ancora alto.
Le aziende che quindi riescono a tenere il passo sono veramente poche. Tra queste vi è senza ombra di dubbio Capcom, che sin dai primi titoli ha sempre offerto un livello qualitativo medio – alto. Resident Evil 5 non fa eccezione, anzi ci sentiamo di definirlo come il suo progetto meglio realizzato da un punto di vista meramente tecnico, tanto che alcune location all'aria aperta, per cura nei dettagli e panorama offerto, fanno veramente rimanere a bocca aperta.
In generale comunque, il motore grafico MT Framework, lo stesso di titoli quali Devil May Cry 4, Dead Rising e Lost Planet, è stato lustrato a dovere per offrire una resa globale ottima, sia in presenza di luoghi aperti che chiusi. E' logico quindi aspettarsi effetti di illuminazione altamente suggestivi, texture curate, esplosioni coreografiche e chi più ne ha più ne metta. Ottima anche la realizzazione dei modelli poligonali di nemici e protagonisti, dettagliati veramente molto bene, sopratutto per quanto riguarda i volti; in più di un'occasione infatti, vi stupirete di quanto siano sorprendenti le animazioni facciali ed il lip sink.
Infine, ottimo anche il frame rate, sempre stabile anche nelle situazioni più affollate e con i nemici più imponenti. Di certo comunque, i difetti non mancano: nonostante l'impiego del motore fisico Havok, siamo ancora lontani dall'avere una fisica realistica e completa, alcune texture risultano abbastanza sottotono, i riflessi dell'acqua in alcune parti del gioco non sono poi così soddisfacenti e le animazioni degli infettati, seppur varie, a volte “sembrano” un po' troppo simili a quelle viste nel quarto. Ci teniamo a chiarire subito che tutto questo non mina il risultato globale, come forse avrete anche voi intuito, ma sono piccoli dettagli che se curati meglio, danno una presentazione migliore al titolo. Ottimo invece il comparto audio, con musiche d'atmosfera ed un doppiaggio veramente ben realizzato.
La casa degli orroriSenza fare inutili giri di parole, vi diciamo subito, chiaro e tondo, che Resident Evil 5, strutturalmente parlando, non è altro che un quarto capitolo potenziato. Proprio come accadde infatti nella “vecchia” saga, anche qui siamo dinanzi ad un gioco che prende di peso quanto realizzato in precedenza e lo espande, anche se di poco, per offrire giusto quel pizzico di novità per far contenti tutti. Ritornano quindi la visuale dietro alle spalle, il mirino laser, i quick time event, le munizioni lasciate dai nemici, i soldi, i tesori ed il mercante...No quello no in effetti, ma vi spiegheremo meglio poi.
Insomma, Capcom ha fatto la furba direte voi, ha “solo” preso RE4, ne ha cambiato l'ambientazione , aggiunto qualche nemico, potenziato la grafica et voilà, eccovi RE5...NO! Non è così: apparentemente, se analizzassimo il titolo superficialmente potrebbe anche sembrare, ma la realtà dei fatti è ben diversa. Il fatto che il gioco sia stato concepito per ospitare due personaggi a schermo, sia offline che online, è una variante abbastanza di peso sul prodotto finale e la struttura di questo: numero di nemici a schermo, bilanciamento della difficoltà, esplorazione dei livelli, boss (tra l'altro molto ma molto belli da affrontare NDR), distribuzione delle munizioni ed altro ancora sono solo alcuni elementi che gli sviluppatori hanno dovuto ricalibrare rispetto al passato, ed effettivamente sono tutte sottigliezze che ad occhio nudo qualcuno potrebbe non notare.
Tra le novità ne vanno poi segnalate altre: innanzitutto l'inventario notevolmente ridotto ed in grado di ospitare unicamente nove oggetti per personaggio. Tale modifica ha sia dei lati positivi che negativi: positivi poiché si costringe il giocatore ad un approccio più tattico alle battaglie, in quanto deve sceglire con cura cosa portare con sé; negativi invece poiché ,quando accediamo all'inventario, il gioco non entra in pausa, questo non sarebbe un problema se dovessimo utilizzare unicamente i nostri oggetti, quando però andiamo a richiedere qualcosa al partner, il tempo scivola via come l'acqua e potremmo ritrovarci con la testa mozzata in pochi istanti.
Altra novità è la selezione rapida di armi ed oggetti, potendo assegnare ad ognuna delle quattro direzioni del d-pad una mitragliatrice piuttosto che un fucile da cecchino o uno spry medico. Oltre a ciò, sono state anche eliminate definitivamente le macchine da scrivere, sostituite con degli automatici check point, e con loro anche il mercante per l'appunto; adesso avremo la possibilità di acquistare oggetti, potenziare armi e vendere tesori unicamente ad inizio e fine missione, o qualora morissimo e dovessimo ricominciare dall'ultimo check point.
Insomma, di differenze rispetto al quarto ve ne sono (e la co-op è anche abbastanza grossa NDR), non così marcate o evidenti logicamente, ma esistono, e tutti coloro che gridano allo scandalo per le somiglianze con il quarto capitolo, dovrebbero fare mente locale e ricordare che Capcom ha usato questa tecnica non solo ora, ma anche in passato e per ben SEI episodi consecutivi.
Se avete quindi gradito RE4, probabilmente farete lo stesso con RE5, anche se ci sentiamo di muovere una critica agli sviluppatori. In vista del maggior numero di nemici sarebbe stata cosa buona e giusta inserire la possibilità di camminare mentre si spara. Questo avrebbe sicuramente giovato notevolmente al al gameplay ed avrebbe snellito alcuni passaggi ancora un po' “rigidi”.
Oltre il single playerResident Evil è sempre stata una serie prettamente “solitaria” ed improntata sul portare a termine la storia che ci veniva messa a disposizione. Già però dagli episodi più vecchi, Capcom ha voluto inserire alcuni divertenti minigames per permettere una maggiore longevità. Con Resident Evil 4 c'è infine stata la consacrazione definitiva di questi, grazie al famosissimo “Mercenaries”, che ha riscontrato un notevole successo tra i giocatori.
Resident Evil 5 non è da meno, ed ecco quindi ritornare nuovamente la modalita “Mercenaries”, accompagnata però anche dalla già citata cooperativa. Come vi avevamo accennato poco sopra, il gioco è infatti concepito proprio per ospitare due player contemporaneamente, sia in locale che online, e fidatevi se vi diciamo che la soddisfazione di abbattere infetti con un vostro amico è infinitamente più grande di farlo con l'IA gestita dalla console, che seppur buona, ogni tanto risulta sin troppo “stupida”.
Infine, saranno anche presenti nuove modalità online via download content: quelle sino ad ora annunciate sono Slayer's Rule dove potremo ingaggiare sfide 1 VS 1 o 2 VS 2, cercando di guadagnare il maggior numero di punti possibile abbattendo infetti; Versus Rule invece è un classico Death Match fino a 4 giocatori.
Resident Evil 5 è un ottimo titolo e Capcom ci ha messo l'anima per renderlo tale. Buona trama, buon gameplay, buone location, buona grafica, buona co-op e sopratutto atmosfere molto più riuscite che nel quarto episodio. Un prodotto che quindi nel globale riesce ad essere promosso a pieni voti ed in alcuni punti anche a superare il suo predecessore. Tuttavia, alcuni piccoli difetti come l'impossibilità di sparare in corsa, un'intelligenza artificiale dei nemici talvolta non stratosferica, alcuni difetti grafici, una fisica ancora non all'altezza ed una longevità in single player un po' sottotono (circa 9 ore per terminare il tutto), compromettono un poco il risultato finale. Come riportato nei paragrafi soprastanti, questi non minano assolutamente all'esperienza offerta, ma, lo ribadiamo, sono piccoli dettagli che se curati avrebbero dato una presentazione migliore al titolo.
Niente paura quindi, il pargolo è comunque “bellissimo”, e se avete un amico con cui affrontare la co-op, acquista un fascino ancora più grande!