Rocksmith 2014 Edition

Tutti chitarristi grazie ad Ubisoft
Scritto da Mail@ M4rCuSil 08 novembre 2013
Rocksmith 2014 Edition Recensione

Da quando il mondo videoludico ha visto l’arrivo di titoli come Guitar Hero o Rock Band, il genere dei rythm game è cambiato drasticamente. L’idea di imbracciare una chitarra, seppur finta, e mimare le movenze dei rocker più famosi ha da subito conquistato il pubblico, che si è immediatamente appassionato a questo nuovo modo di “fare” musica. Negli anni abbiamo poi assistito all’arrivo di altre periferiche, altri strumenti, che hanno portato anche il concetto di party all’idea iniziale. Tutto molto bello, fino a quando le due serie sono morte, i capitoli di Rock Band hanno smesso di uscire e la serie Guitar Hero è stata accantonata. Una morte inspiegabile? Assolutamente no, anzi, necessaria. Dopo un successo così grande l’idea iniziale doveva evolversi, doveva offrire ai videogiocatori qualcosa di più del semplice schiacciare cinque tasti colorati. È in questo contesto che nasce la serie Rocksmith, un titolo con le stesse premesse dei precedenti (suonare davanti allo schermo), ma con un’enorme differenza: lo facciamo con una chitarra vera.

Animazione Flash

Soundcheck

Questa era la vera sorpresa del primo episodio: potevamo collegare - tramite lo speciale cavo fornito nella confezione - una qualsiasi chitarra elettrica o basso alla nostra console, per poi utilizzarla direttamente nel gioco. Una formula vincente, che aveva dato vita ad un titolo davvero interessante e realmente educativo, purtroppo uscito un po’ in sordina soprattutto in Europa. Con l’edizione 2014 Ubisoft vuole però proporre ai videogiocatori un prodotto ancora più completo, migliorando le già ottime premesse del predecessore ed offrendo una tracklist validissima. 
Fin dal menu principale si ha l’impressione che la carne al fuoco sia davvero tanta, ma soprattutto che il focus del gioco sia quello di far imparare a suonare e non semplicemente di divertire l’utente. La modalità principale, Impara una canzone, ci permette di metterci alla prova con tutti i brani presenti sul disco, nella maniera ormai famosa di Rocksmith. Il titolo, infatti, modifica dinamicamente il numero di note presenti sullo schermo, in modo da facilitare il compito ai “novellini” e proporre una sfida adeguata ai chitarristi già impostati. Questo significa che, non avendo mai toccato una chitarra, il gioco farà scorrere poche note e, man mano che prenderemo confidenza con i vari riff, ne aggiungerà altre. La cosa interessante è che in ogni caso, sia al livello più facile che a quello più difficile, quelle note saranno esattamente quelle suonate nella canzone vera, sia che si tratti di una corda pizzicata o di un intero accordo. Ed è proprio questo il punto di forza del titolo, la possibilità di imparare realmente a suonare queste canzoni, un passo alla volta.
 Oltre a questo, ovviamente, è presente una sorta di scuola di musica che ci insegnerà le basi della chitarra (o del basso) tramite più di 80 lezioni, un ottimo modo per imparare scale, accordi e via dicendo. 

Svago musicale

Oltre a queste due modalità “principali”, il gioco ci offre due ulteriori modalità assai interessanti. La prima è costituita dai Guitarcade, minigiochi presenti anche nel primo episodio che però qui vengono potenziati per essere ancora più efficienti dal punto di vista didattico. In sostanza si tratta di minigiochi da affrontare mediante l’utilizzo della chitarra, che spesso richiedono di spostarsi velocemente da un tasto all’altro dello strumento. Quello che ad un primo sguardo potrebbe essere un semplice minigioco, in realtà è qualcosa di decisamente più grande. I giochi sono infatti studiati per allenare la memoria muscolare delle nostre dita, un elemento fondamentale per suonare la chitarra. I movimenti che ci verranno richiesti saranno quelli che ci troveremo ad affrontare durante l’esecuzione di un brano e l’aver allenato le dita in una maniera così ludica non farà altro che rendere il tutto meno pesante, ma non per questo meno efficace. Un grande passo in avanti rispetto al primo episodio è quello di segnalare gli accordi o le scale che stiamo effettuando nei minigiochi. Prima, infatti, stavamo effettivamente allenando le dita, ma non sapevamo su che accordo il gioco ci stava facendo lavorare. Ora invece viene sempre mostrato il tipo di accordo o di scala utilizzata, quindi potremo facilmente “esportare” la nozione appresa per allenarsi anche al di fuori del gioco.

Let's jam!

L’altra grande novità è costituita dalla modalità sessione. Quest’ultima è una modalità talmente fenomenale e funzionale che vogliamo sottolinearlo nel migliore dei modi: la modalità sessione è una figata pazzesca. 
Fondamentalmente si tratta di una jam session nella quale suonare liberamente con la nostra chitarra, senza bisogno di amici musicisti. Come? Semplice, grazie ad una band virtuale composta da strumenti scelti da noi che ci seguirà dinamicamente. Potremo selezionare strumenti classici come batterie e bassi, o lanciarci nella composizione di un gruppo strambo composto da synth, kazoo e mandolini. Una volta selezionati gi strumenti e le varie impostazioni - sono tante e permettono di personalizzare completamente la jam - potremo lanciarci in assoli infiniti senza che il bassista si lamenti perché suoniamo troppo forte o il batterista ci oscuri con i suoi fill. Il gruppo seguirà dinamicamente il nostro modo di suonare, adattando volume, intensità ed intenzione al nostro. Il gioco inoltre mette a disposizione dei novellini una serie di scale consigliate per la tonalità selezionata, indicando quali tasti utilizzare per non sgarrare. In questo modo anche chi non conosce le scale a memoria può esercitarsi ed affrontare una jam senza problemi, con in aggiunta il fattore divertimento portato dalla band virtuale.
Quella che potrebbe sembrare una modalità banale è in realtà incredibilmente profonda ed efficace, vi basti pensare che software di questo tipo - con meno opzioni - sono montati su tastiere professionali da migliaia di euro, voi invece potete averlo a meno di 100€.
 Insomma, la modalità sessione è la vera ciliegina sulla torta di questo software, che indica l’estrema attenzione e voglia di miglioramento del team di sviluppo.

I nuovi Jimi

Quando avremo preso confidenza con lo strumento e vorremo pensare a migliorare il nostro suono, il gioco ci mette a disposizione la modalità Sound Designer. In quest’ultima potremo personalizzare il suono della nostra chitarra utilizzando un’enorme varietà di pedali, distorsori e amplificatori, tutte fedeli riproduzioni dei migliori accessori sul mercato. Questa modalità risulta davvero interessante per tutti gli appassionati di chitarra che hanno già una buona infarinatura dello strumento, perché gli permette di suonare in tranquillità utilizzando combinazioni di suoni per le quali dovrebbero spendere migliaia di euro. Certo non è lo stesso che suonare su un Fender valvolare, ma per un’improvvisata casalinga in cuffia va più che bene.
Insomma, Rocksmith 2014 è davvero un titolo che migliora in tutto e per tutto il precedente, con un comparto didattico solido ed efficace ma non per questo meno divertente. Le funzionalità “secondarie” come la modalità sessione, Sound Designer e i comandi vocali su Kinect aggiungono ulteriore valore ad un titolo che, attualmente, risulta uno dei migliori giochi musicali sul mercato.
Volete imparare la chitarra? Siete appassionati dello strumento? Rocksmith non deve assolutamente mancare nella vostra collezione. Rock on!
COMMENTO
Mail@ M4rCuS

Il primo Rocksmith mi conquistò fin da subito, sia per la possibilità di poter utilizzare uno strumento vero, sia perché era effettivamente un prodotto didattico. Non pensavo che gli sviluppatori potessero migliorare così tanto questo titolo, ma Rocksmith 2014 è davvero un passo avanti enorme per la serie, le cui funzionalità migliorano sotto ogni punto di vista quelle del suo predecessore. Non vedo l'ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro!

GRAFICA:8Non che sia particolarmente importante in un titolo del genere, la grafica è comunque curata e piacevole
SONORO:10Una scelta vastissima di suoni tra amplificatori e pedali, una tracklist varia ed interessante
GIOCABILITà:9.5Imparare è facile, il resto è tutto in discesa
LONGEVITà:9Potenzialmente infinito grazie alle tante modalità, la corposa tracklist e, soprattutto, la modalità Sessione
VOTO FINALE9
PRO:- Tante modalità
- Potete davvero imparare a suonare
- La modalità Sessione
CONTRO:- Potreste avere qualche problema (risolvibile) di lag
The Beatles: Rock Band ( X360 )Uno degli episodi più riusciti della serie
Rocksmith ( X360 )Stesso concetto, meno funzionalità
SCHEDAGIOCO
Cover Rocksmith 2014 Edition

Rocksmith 2014 Edition

Scheda completa...
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