Sacred 3

Il cuore ormai infranto di Ancaria
Scritto da Mail@ KableGameril 12 agosto 2014
Sacred 3 Recensione

Ci sono, soprattutto in ambito RPG, delle serie videoludiche che, pur non brillando di luce pura, riescono comunque a ritagliarsi una schiera di fan più o meno affezionati che, in quanto tali, si dimostrano quasi sempre capaci di perdonare qualche piccolo salto nel buio o colpo basso inaspettato. Tra queste va sicuramente annoverata quella che porta il marchio Sacred, RPG hack & slash che di certo non aveva nulla in comune con quel capolavoro noto come Diablo, ma che di sicuro era riuscita nell'ormai lontano 2004 a trasportare un buon numero di giocatori nelle lande bisognose di eroi del mondo magico di Ancaria. Sacred 2, complici alcuni errori tecnici e dei porting su console davvero di basso livello, di certo ha finito per lasciare con l'amaro in bocca tutti gli amanti del genere che si erano avvicinati al primo capitolo e che fino ad oggi hanno atteso con ansia l'arrivo di un terzo titolo capace di donare nuova linfa vitale alla serie. Con il passaggio del brand dalle mani della defunta casa di sviluppo Ascaron a quelle del modesto gruppo di Keen Games sembrava che parte di quelle preghiere potessero essere finalmente esaudite. Sono passati alcuni anni ed ecco dunque giungere finalmente tra noi Sacred 3: Heart of Ancaria che presenta modifiche talmente profonde rispetto all'originario stile del gameplay che non possiamo non parlare di una svolta radicale, probabilmente resa necessaria anche dagli esigui mezzi a disposizione del nuovo team di sviluppo. Un cambiamento principalmente volto alla semplificazione, forse l'ultima cosa di cui una serie come Sacred aveva bisogno. Heart of Ancaria dal canto suo si propone la difficile missione di far tornare a battere il cuore di una serie a lungo defunta, ma, stando a quello che abbiamo avuto modo di provare, sembra più destinato ad infrangere quello dei suoi fans.


Privo di ogni motivazione

Quando si affronta un titolo RPG la prima cosa che sovente ci si chiede è fin dove sarà in grado di trasportarci la trama e, soprattutto, se sarà capace di creare la giusta dose di coinvolgimento emotivo. Ecco in Sacred 3 tale problema non sussiste visto che, perfettamente in linea con i suoi predecessori, siamo in presenza di una trama banale e priva di ogni spunto di riflessione al punto che risulta persino inutile prenderla in considerazione nel corso della partita. Il più banale dei pretesti, la difesa del mondo dal malvagio di turno, fa da sfondo ad una storyline piatta ed insipida nella quale vestiremo i panni di eroi che, con coerenza di intenti, si presentano anch'essi anonimi ed impegnati in una lunga sfilza di quest monotone e ripetitive dove l'unico vostro obiettivo sarà quello di proseguire oltre abbattendo orde su orde di nemici che si schianteranno contro le vostre lame come se non ci fosse un domani. Il team di Keen Games sembra essersi anche cimentato nel tentativo di riportare in vita il tono scanzonato tipico della serie e caratterizzante in particolar modo i dialoghi, ma anche in questo caso l'unico risultato che è riuscito ad ottenere è stato quello di un umorismo basso e dozzinale che verte su doppi sensi di dubbio gusto. 


Alla ricerca dello skill tree perduto

Ora, intendiamoci, il fatto che ci siano nemici su nemici decerebrati pronti a farsi abbattere da voi in ogni antro non dovrebbe far storcere il naso più del dovuto trattandosi di un hack & slash, ma il problema è che, in realtà, la svolta radicale di Keen Games ha dell'assurdo anche in relazione alla nuova tipologia di gameplay adottata. Sacred 3, infatti, non è un più un hack & slash come i precedenti capitoli, o perlomeno non nel senso proprio del termine. Il motivo? Non esiste nessuno skill tree e, preparatevi al colpo di grazia, non avrete nessun drop.Si tratta di due vuoti intrecciati tra loro a causa di una scelta alquanto discutibile sia in termini di giocabilità sia in ambito prettamente ruolistico. Prima di tutto i combattimenti saranno resi poco dinamici, per non dire noiosi, dalla scarsa possibilità di personalizzazione delle skills degli eroi che, consistendo in una sola manovra difensiva, due abilità di attacco speciale ed una capace di dar luogo ad abusabilissime manovre di sfondamento tramite l'abbassamento delle difese avversarie, sarà capace di creare in voi la giusta dose di frustrazione dettata dalla misera scelta di combinazioni disponibili in battaglia. Non ci saranno, dunque, punti abilità da distribuire nei classici skill tree nè punti caratteristica da assegnare ai nostri eroi livellando. Sia le skills sia gli eroi si potenzieranno in maniera automatica salendo di livello, privandovi del gusto di caratterizzare i personaggi come più vi aggrada e portando la rigiocabilità del titolo ai minimi storici.


Dove diavolo è finito il mio drop?

Coerente complemento di uno sviluppo così superficiale dell'aspetto ruolistico di un titolo RPG è la totale assenza di un sistema di drop che rappresenta il vero colpo al cuore di un gioco che sarebbe dovuto essere un miglioramento dello stile da action RPG dei precedenti capitoli e non una sua terribile involuzione. Non esiste, infatti, per l'intera durata della partita, stimabile dalle 5 alle 6 ore, nemmeno un minimo accenno ad una meccanica di looting. Le uniche cose che riuscirete ad ottenere nel corso della vostra avventura saranno delle sfere verdi e gialle, utilizzabili rispettivamente per potenziare salute e mana, e le monete d'oro, ottenibili sia dai nemici sconfitti che rompendo casse e bauli, che vi serviranno per acquistare upgrade e potenziamenti delle vostre armi infuse da un antico e fastidiosamente loquace spirito. Tutto la carica hack & slash di Sacred 3 si risolverà, quindi, in una totale assenza della possibilità di trovare armi, armature, anelli e così via che è, invece, troppo cara agli appassionati del genere per poter essere ignorata. 


Udite, udite: Sacred è morto!

Ad alleviare le due gravi mancanze di Sacred 3 intervengono, senza però riuscire a migliorare questa drammatica situazione, le due lievi note positive relative alla co-op online ed al comparto tecnico. La modalità online fino a 4 giocatori è, in effetti, il pregio migliore del titolo essendo in grado di spezzare la monotonia asfissiante del sistema di gioco. L'esperienza accumulata sarà inoltre utilizzabile anche nella modalità single player consentendovi di sfruttare al massimo i vostri progressi. Tuttavia anche l'online non è esenteda problemi come lag sporadiche, la grande confusione che verrà a crearsi sullo schermo soprattutto giocando in 4, e la totale assenza di interazione con gli altri membri del gruppo che ridurrà al minimo le già scarse occasioni di pianificazione tattica e farà sì che la maggior parte degli scontri si risolva nella pressione a casaccio dei pulsanti. Il comparto tecnico dal canto suo rivela una certa cura per i dettagli da parte di Keen Games. Le texture sono, infatti, di buona qualità così come gli effetti di luce e la resa grafica di molti incantesimi ed abilità nemiche. Purtroppo anche in questo caso Sacred 3 rivela delle gravi pecche a causa di un level design piatto capace solo di dar vita ad ambienti di una linearità snervante e caratterizzati da architetture prive di qualsiasi spunto originale.Insomma avrete ormai capito che Sacred 3 rappresenta un'occasione mancata a causa di un lavoro di sviluppo superficile e di una realizzazione finale ancora peggiore. Sacred ha, allo stato attuale delle cose, perso ogni briciola di appeal nei confronti dei fan del genere e soprattutto della serie, i quali, considerata anche l'esorbitante cifra economica richiesta per un titolo di questo livello, farebbero meglio a volgersi altrove perchè altrimenti corrono il rischio di ritrovarsi tra le mani non un hack & slash dal rinnovato vigore, ma una sorta di brawl fantasy di dubbio gusto e del quale possono tranquillamente fare a meno nel corso della loro carriera videoludica. 

COMMENTO
Mail@ KableGamer

Ho davvero poco da aggiungere. Credo che l'articolo sia abbastanza esplicativo e che, in fondo, riveli chiaramente anche tutto il mio rammarico per un'occasione mancata. Credetemi, di Sacred qui non è rimasto davvero nulla. Sacred è morto gente.

GRAFICA:6.5Buona qualità delle texture, ma il level design è monotono e banale.
SONORO:6.5Sonoro non esaltante, ma i doppiaggi sono curati.
GIOCABILITà:4.5La scarsa possibilità di personalizzazione e la totale assenza di drop portano la giocabilità ai minimi termini.
LONGEVITà:5Il gioco dura poche ore e non c'è nulla che possa convincere a rigiocarlo.
VOTO FINALE5
PRO:- Coop online solido
- Buon comparto tecnico.
CONTRO:- Elementi ruolistici ridotti al minimo
- Sistema di loot assente
- Trama e level design banali.
Diablo III ( PC )Il capolavoro hack & slash targato Blizzard. Sicuramente di un livello nettamente superiore.
Sacred 2: Fallen Angel ( PC )Se proprio non potete farne a meno, meglio l'episodio precedente.
SCHEDAGIOCO
Cover Sacred 3

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Sacred 32014-08-12 12:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/sacred-3-46757/Il cuore ormai infranto di Ancaria1020525VGNetwork.it