C'è un genere, quello dei free roaming, che per molto tempo è stato quasi monopolizzato da un solo brand: Grand Theft Auto, meglio conosciuto come GTA. Per parecchi anni Rockstar ha dominato incontrastata, creandosi una fanbase notevole e dei molti titoli che hanno provato ad emularlo, quasi tutti hanno fallito e sono finiti nel dimenticatoio.
Il motivo principale dell'insuccesso era sempre uno, cioè che questi giochi/cloni non offrivano nulla di nuovo rispetto all'avversario ed in generale apparivano come brutte copie. Tra tutti quelli "scartati", però, esiste un nome che ha saputo imporsi e differenziarsi a sufficienza, tanto da diventare una serie amata ed apprezzata da milioni di giocatori, stiamo parlando di Saints Row.
Dalle stelle alle stalle
Giunti al terzo capitolo, i Saints, una volta gang di strada temutissima e rispettata da tutti, sembrano essersi un po' rammolliti. Certo continuano a fare rapine, controllano buona parte della città e sanno il fatto loro in quanto a crimini, ma le luci della ribalta hanno dato alla testa a molti membri di spicco della crew, i quali al posto di restare fedeli alle proprie radici, si sono invece perfettamente integrati nella società , rimanendone inghiottiti dalla vena mediatica e consumistica. Proprio per questo tutta la città è tappezzata di pubblicità dei prodotti griffati Saints, dai profumi ai vestiti, ed i pericolosi criminali di un tempo sembrano solo un ricordo sbiadito.
Il gioco si apre con noi alla guida di una piccola cellula criminale, intenti a compiere una rapina in una grossa banca, il tutto al solo scopo di addestrare un giovane attore alla parte in vista dell'imminente film che racconterà la storia della gang. Come prevedibile non tutto va per il verso giusto e veniamo catturati dai poliziotti, non un grosso problema in realtà . Una volta fuori di prigione arrivano però le vere cattive notizie, i Syndacate (gang avversaria) hanno deciso che prenderanno il controllo del territorio e ci viene offerta la possibilità di patteggiare per spartirsi gli spazi. La richiesta è ovviamente inaccettabile e la discussione culmina in una sparatoria epica a bordo di un aereo durante la quale un nostro compagno ci rimette la vita. Proprio questo fatto risveglierà il vecchio spirito combattivo dei Saints e darà il via ad una guerra senza esclusione di colpi al fine di ottenere una giusta vendetta.
Tanto tempo fa, in una galassia molto lontana...
Se leggendo la trama vi foste immaginati un gioco profondo e ricco di phatos e sentimenti, beh, abbandonate pure tutte le vostre idee, perché Saints Row: The Third è tra i titoli più scanzonati, pazzi, violenti e "scorretti" che siano mai stati concepiti. Detto così potrebbe apparire come un'esagerazione, ma vi assicuriamo che dopo pochi minuti di gioco non potrete che concordare. Già dall'apertura si capisce che nulla cerca di essere serio in Saints Row, infatti è facile cogliere le innumerevoli citazioni e prese in giro al mondo della celluloide e dei videogiochiche continuamente ci vengono dipanate di fronte agli occhi, quasi ci si trovasse immersi in un'enorme parodia.
Anche il gameplay è studiato per essere fluido e veloce, lasciando da parte la strategia e favorendo invece uno stile di gioco distruttivo e sragionato. Le sparatorie, ad esempio, sono veramente frenetiche e sempre numericamente sbilanciatissime, infatti la situazione tipo in cui vi troverete sarà voi contro un esercito, ma non preoccupatevi in quanto la vostra forza distruttrice supera ogni immaginazione. Oltre ad avere una notevole resistenza ai danni, il protagonista potrà sempre contare su un arsenale che farebbe invidia anche a Rambo e senza stare ad elencare le decine e decine di armi assurde e divertentissime disponibili, vi diciamo che neppure la più fervida fantasia vi darà l'idea di cosa arriverete ad utilizzare.
Se l'arsenale è veramente sconfinato, di certo non sono da meno i veicoli. In questo caso si passa dalle classiche automobili e motociclette, ai meno convenzionali elicotteri, aerei, alianti o caccia fino ad arrivare alla pazzia totale con moto volanti o carrozze trainate da esseri umani. La fiera dell'assurdo non si conclude di certo così però ed all'elenco si aggiungono una serie di mosse davvero coreografiche ed eseguibili in qualsiasi frangente, in grado di farci mettere fuori combattimento un passante o un nemico con un solo attacco o rubare un veicolo balzando attraverso finestrini o parabrezza. Come avrete intuito gli sviluppatori hanno davvero fatto uso di tutta la loro creatività per rendere vario e divertente il titolo e si può dire che l'obiettivo l'hanno centrato in pieno, in quanto Saints Row: The Third è sicuramente eccessivo e distruttivo, ma ogni elemento si amalgama perfettamente con l'altro, dando vita ad un calderone omogeneo e mai forzato in nessun aspetto.
Ovviamente avere a disposizione tutto quanto descritto in precedenza, risulterebbe inutile se alla base mancassero le occasioni d'utilizzo. Fortunatamente il gioco poggia su una struttura solida e collaudata, affidandosi ad una città completamente esplorabile in lungo ed in largo (ed in alto), nella quale ci vengono assegnate missioni su missioni che portano avanti la trama. I vari compiti possono essere svolti nell'ordine che più ci aggrada ed ogni volta verremo coinvolti in qualcosa di folle e pazzesco, ma sempre galvanizzante. La diversificazione delle varie missioni, problema che spesso affligge i free roaming, non è invece un grattacapo in Saints Row: The Third in quanto le cose da fare sono veramente tantissime.
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