Dopo alcuni anni dall’uscita di Secret Files: Il Mistero di Tunguska, rivediamo sui nostri schermi il seguito di quella che è stata una delle più interessanti avventure grafiche degli ultimi tempi. Stiamo parlando di Secret Files 2: Puritas Cordis, l’ultimo titolo partorito dalla Deep Silver, software house molto esperta di questo genere di giochi che ci ha già deliziato in passato con diversi capolavori. Riuscirà questo nuovo titolo a farci riprovare le sensazioni che suscitò il suo predecessore? Continuate a leggere per scoprirlo.
Nina Kalenkov tra sette religiose e antichi manoscritti
Durante le prime battute di gioco, tra filmati e qualche momento di interazione, comprendiamo come un parroco abbia ritrovato un antico manufatto, più precisamente una pergamena. Successivamente, il prete, la cui unica colpa era appunto quella di aver ritrovato la pergamena, viene ucciso da dei misteriosi soldati armati fino ai denti appartenenti a qualche strana fazione. La stessa sorte tocca ad un altro parroco, amico del primo, al quale era già stata affidata la pergamena e che prima di morire per mano dei soliti noti riesce però a nascondere il manufatto tra un libro in mezzo a una biblioteca e a fare in modo che un suo collega lo ritrovi successivamente. Subito dopo, cambia completamente il terreno di gioco, che ci vede impersonare la bella Nina Kalenkov. Ricordiamo come sia lei che Max Gruber erano presenti nel primo capitolo di Secret Files, e che tra i due verso la fine del gioco sbocciava quello che sembrava essere l’amore. Purtroppo però, comprendiamo subito che tra i due è finita male e che hanno rotto, così Nina decide di andare in vacanza su una lussuosa nave da crociera per svagarsi, mentre Max si reca presso un antico tempio in mezzo alla giungla, dove si trova una sua collega archeologa, Sam. Appena prima di imbarcasi, uno sconosciuto salta addosso a Nina e subito dopo viene investito da un macchinario del porto, venendo ucciso. Subito dopo l’imbarco, Nina si accorge che la sua valigia è stata scambiata con quella di qualcun altro, guarda caso proprio con quella del tizio appena morto e nota anche che qualcuno sta controllando tutto quello che fa sulla nave. I problemi arrivano anche per Max, che si trova alla ricerca della sua amica Sam, rapita dagli stessi uomini armati che hanno ucciso i parroci. A monte di tutto ciò, i due capiscono che dietro tutto questo c’è una setta di fanatici religiosi, la Puritas Cordis, che sta cercando di arruolare più gente possibile tra le proprie fila, avvantaggiata del fatto che in tutto il mondo stanno succedendo molte inspiegabili catastrofi naturali e che quindi promette la salvezza a coloro che entreranno a farne parte.
Come si può evincere, avremo la possibilità di visitare varie location sparse in tutto il mondo, in quanto la Puritas Cordis ha varie basi e attività nelle più disparate città e luoghi isolati del mondo, pertanto ci ritroveremo a vagare per una profonda giungla, per le strade della romantica Parigi, su una nave da crociera e chi più ne ha più ne metta. Nonostante alcune scelte riguardanti la trama molto discutibili e la poca originalità della stessa, possiamo affermare tranquillamente che la storia che sta alla base di questa nuova avventura è piacevole e si lascia seguire senza troppi intoppi, il che ci permetterà di andare avanti con la storia spinti dalla curiosità.
Piacevolmente classico
Il titolo presenta il classico sistema di controllo adottato dalla stragrande maggioranza delle avventure grafiche punta e clicca. Fondamentalmente, infatti, utilizzeremo il Wiimote o il mouse per spostare i personaggi, per interagire con i vari oggetti presenti sullo scenario e per utilizzare quelli raccolti e riposti nell’inventario. Quest’ultimo si presenta nella fascia bassa dello schermo, come nel primo titolo della serie, e oltre agli oggetti immagazzinati nella parte sinistra, nella parte destra sono presenti tre icone che ci permettono di aprire il menù di gioco, di rivedere il diario per leggere tutto quello che è successo durante l’avventura fino a quel momento e per gli aiuti, ed infine un pulsante che ci permette di evidenziare per un breve tempo tutti i punti presenti sullo scenario con cui è possibile interagire. Il tasto sinistro del mouse serve a interagire con gli oggetti e i personaggi presenti nel gioco, mentre il tasto destro servirà per skippare le sequenze video o i dialoghi, i quali saranno frequentissimi.
Il fulcro principale del gioco sono gli enigmi. Molti di essi possono essere risolti tramite l’utilizzo degli oggetti trovati sparsi per gli scenari o tramite il risultato ottenuto dalla combinazione degli oggetti stessi. Il più delle volte, sarà necessario fare riferimento a testi, manoscritti e altre fonti d’informazione del genere per riuscire a comprendere come superare e risolvere un determinato enigma e quindi passare alla fase successiva del gioco.
Tecnicamente parlando
Per essere un’avventura grafica, Secret Files 2: Puritas Cordis è sicuramente molto godibile dal punto di vista puramente tecnico. I fondali sono ricreati alla perfezione, a partire dai colori sgargianti della giungla fino ad arrivare ai cupi e più spenti della piovosa Parigi. I personaggi sono ricreati sotto forma di modelli tridimensionali, e le texture e il numero di poligoni che li compongono sono più che buoni. I filmati in computer-grafica (che avremo modo di vedere spesso) sono molto belli a vedersi e molto cinematografici. Sono da riportare, però, alcune note negative che stonano abbastanza con il resto del comparto grafico. Ci riferiamo soprattutto alle animazioni: i personaggi sono molto rigidi nei movimenti, molto innaturali del resto; le espressioni facciali invece sono praticamente inesistenti, qualunque sia lo stato d’animo dei personaggi il loro volto avrà la stessa identica espressione indifferente; i fondali, anche se bellissimi, danno un forte senso di staticità in quanto non c’è nulla che smuove un po' l’atmosfera. Ad esempio, a Parigi, nonostante si visitino alcune zone nella realtà molto frequentate, non si vede nemmeno un passante!
Per quel che riguarda il sonoro, possiamo dire con certezza che rasenta la mediocrità. Gli effetti sonori sono di scarsa qualità e poco vari tra di loro, così come le musiche di sottofondo che ci accompagnano in tutto il gioco, anonime e numericamente insufficienti durante tutta l’avventura, e che sicuramente non coinvolgono affatto. Unica nota positiva va al doppiaggio (che ricordiamo essere completamente in inglese). Le voci di Nina e Max sono ben caratterizzate e presenti, trasmettono bene lo stato d’animo dei protagonisti e sono sempre cariche senza mai calare di tono lungo tutto il gioco. Sono presenti i sottotitoli in italiano per godere maggiormente il titolo nella nostra lingua madre.