Shadow Warrior

Non il solito reboot
Scritto da il 24 ottobre 2014
Shadow Warrior Recensione

Negli ultimi tempi il mercato videoludico sta rispolverando diversi nomi di pregio dal suo passato, vuoi per far scoprire ai più giovani la storia del medium oppure (per i più maligni) una certa latitanza di nuove idee da parte dei creatori più grandi.Qualunque sia la vostra opinione, gli “anzianotti” fanno salti di gioia nel vedere vecchie glorie di nuovo sulla scena e, tra questi, Shadow Warrior è forse quello che darà le soddisfazioni maggiori a chi desidera ardentemente quel tuffo nel passato che pochi giochi in questo periodo possono permetterci di fare.Come dite? Non vi ricordate Shadow Warrior?


L’urlo di Wang terrorizza l’inferno

L’originale Shadow Warrior uscì nel 1997 come ultima creazione con motore BUILD, engine grafico di proprietà di 3D Realms e noto soprattutto per essere il motore di Duke Nukem 3D. Lo sparatutto orientale, pur essendo tra i più avanzati all’epoca, stava per scontrarsi con l’imminente rivoluzione della computer grafica e l’arrivo di titoli come Quake e Unreal, quindi pochi ricordano le mitiche gesta di Lo Wang e la sua sete di sangue demoniaco.Nulla è cambiato per quanto riguarda la trama: Lo Wang è un sicario al soldo del magnate giapponese Orochi Zilla, incaricato di recuperare una spada che si scoprirà essere un’arma leggendaria in grado di sterminare demoni che, guarda caso, invadono il mondo costringendo Wang ad allearsi con un demone di nome Hoji per recuperare la spada e porre fine all’invasione.


A che ti serve l’acciaio giapponese?

Basta questo accenno di trama a immergerci nel mondo di Shadow Warrior e cominciare a rendere la vita dei demoni un nuovo inferno: l’arsenale a nostra disposizione presenta le armi classiche del genere, come mitragliatori, lanciagranate e quant'altro, ma ciò che ci renderà dei veri assassini di demoni sarà la nostra preziosissima katana.Gli sviluppatori di Flying Wild Hog hanno dedicato molte attenzioni all’uso della spada, permettendo di eseguire diversi attacchi in base ai nostri movimenti e a quelli della telecamera, permettendo smembramenti precisi e letali utili soprattutto in mischia, cosa essenziale poiché raramente ci saranno meno di una decina di nemici pronti a ucciderci senza pietà.Oltre a questo, il gameplay si avvale anche di potenziamenti speciali, partendo dalle modifiche alle armi in cambio di denaro per renderle più potenti ed efficaci fino ad upgrade delle nostre abilità attraverso l’accumulo di cristalli di Ki e punti Karma: i primi sono nascosti in giro per i livelli di gioco mentre i secondi si potranno accumulare uccidendo i nemici nei modi più spettacolari e subendo meno danni possibile, ottenendo anche una valutazione da una a cinque stelle (ninja, ovviamente).Va da sè che il gioco è quanto di più nostalgico possa essere: combattimenti al cardiopalma, esplorazione massiccia dei livelli in cerca di bonus, power up e le immancabili chiavi necessarie per proseguire, unito ad uno humor dissacrante e sparso praticamente ovunque tramite easter eggs, biscotti della fortuna contenenti messaggi esilaranti, citazionismo sparso e chi più ne ha più ne metta.


Anche i samurai possono inciampare

Graficamente parlando il gioco è stato rivisto per l’uscita su console next gen (Shadow Warrior è disponibile da oltre un anno su PC) mostrando sicuramente delle migliorie ma, ad essere sinceri, ci si aspettava qualcosa di più, specie per quanto riguarda effetti particellari e ambienti che, seppur ben caratterizzati, presentano dettagli di qualità altalenante nonché delle limitazioni tipiche degli FPS anni ’90 quali muri volti a favorire un finto effetto di profondità ma che svelano il trucco man mano che ci avviciniamo. A questo tocca aggiungere che, nonostante il gioco non mostri quasi mai segni di rallentamenti o altro, ciò è possibile grazie alle “limitazioni” stesse del gioco, obbligato ogni volta che si cambia area a far partire un caricamento che, seppur breve, spezza l’azione di gioco e mostra forse un’ottimizzazione non proprio eccellente.Il sonoro è invece tutta un’altra musica: una colonna sonora a metà tra le musiche tradizionali giapponesi e i temi degli anni ’80, effetti molto buoni e un doppiaggio ben realizzato costituiscono dei bonus eccezionali per immergerci a pieno in questa invasione demoniaca sanguinolenta ed esilarante al tempo stesso.


Quasi un harakiri…

Il gioco dura una dozzina d’ore o poco più ad una difficoltà media, lasciando il fattore longevità un po’ a bocca asciutta nel caso non vogliate riaffrontare le avventure di Lo Wang a difficoltà più elevate e impegnandovi a trovare tutti i segreti del gioco, oppure mettendo mano a due modalità aggiuntive: Ex permette di rigiocare il titolo con tutti i potenziamenti accumulati (katana esclusa), mentre la modalità Eroica esclude le possibilità di salvataggio tramite checkpoint riportando la difficoltà ancor più vicina ai classici. Mancando poi di una modalità multigiocatore c’è il rischio che il gioco possa essere accantonato in breve tempo, un vero peccato visto anche il momentaneo silenzio degli sviluppatori su eventuali DLC che già all’epoca dell’originale erano presenti.


…ma l’onore resta intatto

A differenza di altri reboot/remake visti sui nostri schermi, Shadow Warrior è forse quello che offre meno rivoluzioni di gameplay, garantendo però la granitica solidità che ha sempre contraddistinto gli sparatutto anni ’90: un titolo che vuole colpire (e ci riesce perfettamente) i nostalgici del genere, strizzando l’occhio a chi, per motivi di età o altro, non ha vissuto il periodo d’oro degli FPS in 2.5D che hanno regalato innumerevoli ore di divertimento e portato il genere alla gloria eterna.

COMMENTO

Shadow Warrior è quello che mi aspettavo: un gioco frenetico e dissacrante realizzato come i vecchi FPS che ho amato e che amo, un acquisto obbligato per chi è cresciuto con Duke Nukem e Doom e consigliato a chi vuole un gioco più leggero ma non per questo meno divertente!

GRAFICA:7Buona realizzazione ma si intravedono molti difetti. Caricamenti invasivi.
SONORO:8Colonna sonora fantastica e immersiva, buono anche il doppiaggio, seppur solo in inglese.
GIOCABILITà:9Il gameplay degli FPS anni ’90 trasposto alla perfezione nella next gen.
LONGEVITà:7La sola modalità singola purtroppo non basta più, nemmeno se modificata a puntino.
VOTO FINALE8
PRO:-Gameplay frenetico
-Sonoro pazzesco
-Le vecchie glorie del passato
CONTRO:-Grafica altalenante
-Bassa longevità
-Niente multigiocatore
Wolfenstein: The New Order ( PS4 )Altro reboot del genere ma un po’ più profondo su molti aspetti, un’avventura in un futuro post-nazista divertente e padre degli FPS moderni.
Serious Sam 3: BFE ( X360 )Altro gioco di nicchia dal sapore fortemente retrò: nessuna tattica, soltanto potenza di fuoco, distruzione e divertimento a fiumi con l’FPS di Croteam.
SCHEDAGIOCO
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