Shantae and the Pirate's Curse

Il phon sarà il vostro unico alleato
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 29 aprile 2016
Shantae and the Pirate's Curse Recensione

Nella vita di un videogiocatore capita di affrontare innumerevoli ostacoli e, spesso, ci si ritrova a dover fronteggiare il pericolo con armi non convenzionali. Abbiamo distrutto le creature della notte con fruste benedette, abbiamo smembrato locuste con fucili a forma di motosega e a volte ci siamo addirittura rassegnati a pestare gli avversari con la sola forza dei nostri pugni. I protagonisti di queste e altre mille avventure riescono comunque a portare a termine la loro missione grazie alla divina provvidenza virtuale che dona loro una qualche speciale abilità, la quale gli permette di gestire al meglio gli strumenti che vengono messi loro a disposizione. 

Ora, tutto questo preambolo solo per dire che mi è capitato raramente di abbattere robot e strane bestiacce con la sola forza dei capelli. Si, perché Shantae, la geniale (in tutti i sensi) protagonista di questa avventura dalla fortissima componente platform utilizza proprio la sua chioma violacea come principale strumento di offesa contro le orde di creature malintenzionate che minacciano lei e i suoi amici. Un punto di partenza davvero bizzarro, ma che lascia presagire un gioco che in quanto a creatività potrebbe riservare molte sorprese....


Magici, magici pixel!

Si rende immediatamente manifesto che Pirate's Curse, l'ultima avventura di Shantae (e su questo punto torneremo in seguito), non si presenta come uno dei migliori 2D visti in circolazione. Eppure i meriti artistici del titolo sono indiscutibili; vediamo perché.

In primo luogo, va messa in evidenza l'onnipresenza di pixel che ricoprono ogni angolo dell'immagine. Sia i personaggi che le ambientazioni sono formati da grossi quadrettoni che si muovono, luccicano e balzano in continuazione. Questo non avvicina il gioco alla categoria della così detta “pixel art”, dato che l'intento dei programmatori non pare essere quello di richiamarsi ad uno stile minimalista o comunque conforme a quello di certi titoli che fanno di questa caratteristica un vero e proprio portabandiera. Nel caso di Pirate's Curse siamo più dalle parti di un Metal Slug un po' meno rifinito che di un Broforce, tanto per fare un esempio concreto. Le animazioni invece si che rimandano senza ombra di dubbio a molti giochi usciti qualche generazione fa (il titolo non avrebbe sfigurato affatto su un game boy advance, per dirne una): vi invito ad osservare la reazione dei nemici ai colpi subiti, le esplosioni a forma di palla infuocata, i salti della protagonista o anche solo ascoltare gli effetti sonori che accompagnano tutte le sequenze d'azione. Più che di un omaggio, parliamo di un prodotto che pare pensato per un'epoca diversa dalla nostra, ma non per questo meno godibile (si veda sotto, a tal proposito). Insomma, quest'ultima avventura di Shantae non brilla di una luce particolarmente intensa, ma fermarsi all'aspetto grafico di un gioco non è mai cosa saggia, come insegnano i veterani del genere. 


La magia dell'ignoranza 

Adesso arriva il momento preferito da tutti coloro che mi seguono con affetto (ciao mamma, ciao gatta!): sto parlando ovviamente di quando confesso con candida trasparenza di non aver mai messo mano prima d'ora ad una determinata serie. E' questo il caso di Shantae, saga videoludica iniziata su Game Boy Color e avente per protagonista il mezzo genio (da lampada di Aladino, per intenderci) in possesso di una lunga chioma viola. Fortunatamente, a differenza di quanto è avvenuto in altre circostanze, stavolta non mi sono ritrovato per niente spaesato nel seguire le vicende dell'avvenente signorina che ci accompagnerà per tutta l'avventura. Infatti, nonostante i continui riferimenti ad eventi passati, probabilmente avvenuti nel corso delle “puntate precedenti”, lo svolgersi della trama non porta alla necessità di documentarsi in merito (semmai, anzi, sorge una genuina curiosità che potrebbe convincervi a recuperare i primi capitoli). Insomma, per tutti coloro che si troveranno a navigare sulla mia stessa barca dico soltanto di non disperare; riuscirete senza problemi a gustarvi le imprese di Shantae facendo unicamente ricorso ad una minima capacità intuitiva, quella che vi permetterà di riempire i “buchi” della sceneggiatura. 

Riguardo la trama in se, essa ruota intorno ad un'antica maledizione che rischia di riportare in vita un'entità inizialmente non ben definita. La natura malvagia di questa creatura diventerà la preoccupazione di Shantae, un mezzo genio reso tale a causa della perdita dei propri poteri magici. Dopo aver risolto a suon di mazzate una questione di tipo “burocratico” (capirete cosa intendo quando avvierete il gioco), la nostra eroina si ritroverà a doversi alleare con una vecchia nemica per evitare la catastrofe imminente; a farle da spalla una serie di buffi personaggi capaci addirittura di vendersi un intero paese per un pezzo di cioccolata... 

I dialoghi da cartone animato riescono ad intrattenere senza annoiare mai e le situazioni in cui Shantae viene spesso a trovarsi divertono senza troppo sforzi. Peccato solo che non tutte le battute siano state doppiate, e che per la maggior parte del tempo ci toccherà leggere lunghi fumetti che avrebbero senza dubbio guadagnato maggior enfasi se vi fosse stata la voce di qualche attore o di qualche attrice a fare da supporto. 


Come un nonno affettuoso

Questo Pirate's Curse è un gioco vecchio, ma non nel senso dispregiativo che potrebbe intendere chiunque: è vecchio perché pare uscito da un'altra epoca e ne sono una prova tutte le meccaniche di gioco che lo caratterizzano. Si tratta essenzialmente di un platform di stampo classico, in cui bisogna saltare un po' dappertutto per superare improbabili ostacoli piazzati praticamente ovunque (vien da chiedersi quanto sia difficile andare a comperare il pane in un mondo di gioco come questo!): mani zombificate che spuntano dal terreno, robot kamikaze, sirene armate di tritoni che sparano globi luminescenti e tanti altri tra nemici bizzarri e pericoli ambientali assortititi vi porteranno a soffermarvi più di una volta sulla creatività di cui il gioco fa sfoggio costantemente. 

Alla base, non c'è niente di diverso rispetto a quanto avreste potuto aspettarvi da un prodotto di inizio anni 2000: balzi, arrampicate, combattimenti contro immancabili boss di fine livello, situazioni che mettono a dura prova i vostri riflessi e così via. Vi sono anche i classici potenziamenti che vi permettono di raggiungere zone precedentemente inaccessibili, segreti nascosti con intelligenza, la possibilità di tornare sui propri passi o di acquistare oggetti curativi e prodotti per capelli (si, davvero). Vi prego di scusarmi se non entro eccessivamente nel dettaglio, ma vi posso assicurare che se avete iniziato a videogiocare da almeno 15 anni riconoscerete in questo nuovo Shantae tutti gli elementi tipici dei giochi pensati per console portatile usciti nel medesimo periodo di un Castlevania Harmony of Dissonance a caso. E affinché sia chiaro, la cosa NON è assolutamente un difetto. Questo “vecchiume”, se così volessimo definirlo è godibilissimo ancora oggi, e forse anche di più rispetto a tantissimi prodotti che cercano di rievocare un passato glorioso senza riuscirci. The Pirate's Curse invece E' il passato glorioso, in tutto il suo splendore. Certo, c'è anche il rovescio della medaglia in tutto questo: i giocatori più giovani potrebbero non apprezzare (come spesso accade...) e molti altri invece non saranno disposti a prendere in mano qualcosa che, in fin dei conti, di nuovo non offre assolutamente nulla per il giocatore più smaliziato. Tuttavia, a detta di chi vi sta scrivendo, non c'è nulla di meglio di un titolo sviluppato con passione, divertente, frenetico, creativo, forte di un comparto artistico di ottimo livello e che fa dell'immediatezza la sua colonna portante. 


Sfreghiamo la lampada?

Shantae non è forse l'eroina che piacerà a tutti, ma si tratta di una questione di gusti perché la “genialità” di questo Pirate's Curse sta proprio sotto i vostri occhi. Un videogioco come non ne vedevo da anni (e che pensavo non avrei più rivisto), capace di sorprendermi nonostante il suo essere completamente legato al passato, ad una formula di gioco che in molti non mancherebbero di definire superata. Per quanto mi riguarda, invece, mi sono goduto ore di sano divertimento, e sono abbastanza convinto che sarà così anche per tutti coloro che sapranno dare una possibilità ad un titolo che degli effetti particellari, delle cutscene spettacolari, delle riflessioni sull'esistenza umana riesce a farne anche a meno. Da mettere in evidenza, infine, i bei paesaggi che il gioco ha da offrire e che riescono a compensare più che egregiamente le mancanze grafiche elencate in precedenza. 

PRO:- Colorato e allegro
- Ottimo level design
- Vario e divertente
CONTRO:- Potrebbe non piacere a chi cerca l'originalità ad ogni costo
- Qualche prodezza grafica in più non avrebbe guastato
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VOTO FINALE8.5
SCHEDAGIOCO
Cover Shantae and the Pirate's Curse

Shantae and the Pirate's Curse

Scheda completa...
Shantae and the Pirate's Curse2016-04-29 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/shantae-and-the-pirate-s-curse-53349/Il phon sarà il vostro unico alleato1020525VGNetwork.it