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Shaun White Skateboarding (PS3)

Shaun White Skateboarding (PS3)
Informazioni Shaun White Skateboarding
8.5

Recensione Shaun White Skateboarding  Scritto da: Dario "Daghelor" Vanacore | Data: 2010-11-11

Passa da una tavola all’altra ma… non ingrassa? E’ Shaun White!

Sembrava dovesse rimanere un episodio isolato quello che, nell’inverno di due anni fa, vide il campione di Snowboard approdare sui lidi videoludici con il buon Shaun White Snowboarding, che proprio su queste pagine riuscì a strappare un convincente 8. Isolato a causa degli esigui risultati in termini di vendite, in relazione ai ben più alti ricavi di altre serie ben più blasonate. Ma resta di fatto che, allo stato attuale delle cose, rappresentava, e rappresenta tutt’ora, l’unico titolo dedicato ad uno sport invernale disponibile per PS3 ed Xbox 360. Ben altra storia invece per quanto riguarda il nuovo arrivato, che fregiandosi sempre del buon nome di Shaun White esplora questa volta il mondo degli Ollie e dei grind, come già fatto ampiamente in passato dai vari capitoli di Tony Hawk e dai più recenti Skate.

Gioco che vai, tavola che trovi.
Riuscire a sfondare nel nuovo mondo delle tavole su rotelle è ben più arduo che lottare in solitaria e sciare liberamente fino a valle, come accadeva invece con Shaun White Snowboarding. La concorrenza è agguerrita, agghindata di tutto punto e con gameplay che mira al realismo estremo: come si potrebbe mai sperare di spuntarla? Semplicemente con un titolo dall’altissima componente Arcade, quale è Shaun White Skateboarding. Il titolo Ubisoft non si sofferma troppo sulla complessità nella realizzazione dei trick, quanto più sulla spettacolarità degli stessi e sul controllo user friendly fin dalle primissime battute.
In un mondo di gioco dove a farla da padrone sono le tonalità grigiastre imposte dal “Ministero”, toccherà al giocatore riportare il colore e la gioia per le strade della città. Ovviamente, come già nel “predecessore spirituale” del titolo, anche in Shaun White Skateboarding non si avrà l’opportunità di impersonare (non continuamente almeno, ma questa è un’altra storia, ndr) il campione che da il nome al titolo, ma soltanto un ormai ex membro che, ricevuta una tavola da un imprigionato Shaun, avrà il compito di portare alla redenzione la città e ridestarla dal torpore in cui è caduta grazie alla propaganda dei Ministero. Una volta decise le caratteristiche estetiche del proprio alter ego digitale, grazie ad un editor non propriamente fornitissimo ma in grado di caratterizzare adeguatamente il personaggio, si potrà cominciare a prendere confidenza con i per nulla ostici comandi di gioco che, anche grazie ad un tutorial diluito nelle prime ore di gioco, aiuterà a prenderci gradualmente la mano con le opzioni più “atipiche” che ci troveremo dinanzi, come grind deformabili che aiuteranno a raggiungere luoghi impervi o simili.
L’influenza sull’ambiente circostante, nel corso dell’avventura, sarà relazionata ad una barra posta in sovraimpressione, denominata Flow, che a sua volta avrà vari livelli, raggiungibili tramite l’esecuzione di trick sempre più complessi e grazie anche alla concatenazione degli stessi, fattore che darà il via ad un utilissimo moltiplicatore del punteggio: ma non sarà sempre disponibile il flow accumulato, dal momento che sarà sempre più difficile conservarne grandi quantitativi, a causa del fatto che l’inattività (o anche l’inerzia, quindi anche muovendosi semplicemente per gli scenari) comporterà perdite più o meno importante di flow, anche a seconda del livello raggiunto.

Super deformed? No, ma ci siamo quasi.
Lo spirito marcatamente arcade del titolo di Ubisoft trasuda anche dallo stile grafico adottato, di certo non adatto ai livelli raggiunti attualmente dalle console in alta definizione: i modelli poligonali del protagonista e dei personaggi non giocanti, come anche quello delle location in cui ci si ritroverà a girare, sono molto al di sotto dei livelli raggiunti da altri titoli simili, ma al tutto gli sviluppatori hanno posto come rimedio una grafica leggermente tendente al super deformed, pur senza sfociare in paradossali esagerazioni, tenendo conto del fatto che si tratta pur sempre di un titolo su licenza. Una vera nota di merito va invece al comparto sonoro che, grazie ad una tracklist all’altezza della situazione, con pezzi, a dire il vero commerciali, ma da buon sound, riesce a caricare nel giusto modo il giocatore durante le esecuzioni degli antigravitazionali trick che saranno eseguibili fin dall’inizio e per tutta la durata dell’avventura, che anche grazie alle sfide di Shaun raggiungerà una durata considerevole e potrà contare anche su un non proprio eccitantissimo multiplayer: la scarsità d’entusiasmo riguardo il comparto online è da imputare unicamente alla difficoltà nel reperire avversari da affrontare, molto probabilmente per lo scarso mordente del titolo.

Lord of the Grind.
Tirando le somme, l’ultima fatica di Ubisoft riesce, nel suo piccolo, ad essere una piacevole variante sia alle seriose simulazioni in stile SKATE sia a tutti gli altri generi videoludici più o meno inflazionati, e garantisce varie ore di divertimento grazie alla sua accessibilità ed allo stile che trasuda da tutti i pori digitali: un acquisto consigliato ma non imprescindibile, per intenditori.

In alternativa a Shaun White Skateboarding
Shaun White Snowboarding ( PS3 )Shaun White Snowboarding ( PS3 )

L'altro titolo dedicato al campione della tavola, ambientato però sulle innevate piste montuose.
Skate 3 (PS3)Skate 3 (PS3)

Un titolo molto più simulativo rispetto al qui presente SWS
Il commento dell'autore su Shaun White Skateboarding
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Dario "Daghelor" Vanacore



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