E’ opportuno iniziare con un avvertimento rivolto ai fan più accaniti della serie (tra cui figura l’autore di questo articolo): Tutto quello che sapete sulla cittadina, sui personaggi e sull’iconografia classica della saga, deve essere completamente rimosso. Si, perché
Shattered Memories è un esperimento che si discosta moltissimo dai precedenti episodi, e che per lo stesso motivo potrebbe deludere i puristi.
I
Climax, già autori dello splendido
Silent Hill Origins (nato come esclusiva
PSP e successivamente convertito su
PS2), devono essersi stancati della formula tradizionale, che per troppi anni ha indirizzato la serie. Così, cercando di mantenere intatte le tipiche atmosfere del gioco, hanno voluto cimentarsi in un’opera completamente nuova, ripensando non soltanto il gameplay, ma anche la trama principale. Questo
Shattered Memories è, insomma, un nuovo inizio, come è già stato definito dagli stessi autori. Resta da vedere se i risultati sono all’altezza delle aspettative e se proseguire per questa strada porterà i suoi frutti in futuro. Continuate a leggere e lo scoprirete.
In terapia…In seguito ad un incidente d’auto, lo scrittore
Harry Mason si rende conto che la figlia
Cheryl, di 7 anni, è sparita. Decide allora di attraversare tutta Silent Hill alla ricerca della bambina, ma una tormenta di neve rende le cose molto più difficili. Durante il suo viaggio incontrerà molti personaggi disposti ad aiutarlo, tra cui la poliziotta
Cybil, l’infermiera
Lisa,
Michelle (una ragazza che sogna di sposare il suo fidanzato, noto avvocato) e una giovane molto disinibita chiamata
Dahlia.
A complicare ulteriormente la ricerca intervengono strani fenomeni paranormali: ogni volta che Harry si avvicina alla verità, il mondo intorno a lui si congela (letteralmente) e strane creature antropomorfe iniziano a inseguirlo. Come se non bastasse il nostro eroe sembra aver perso la memoria, non riuscendo così a ricordare particolari importanti del suo passato. Perfino il tempo sembra perdere di importanza a Silent Hill… Tuttavia, lo scrittore riuscirà a svelare il mistero che si cela dietro la scomparsa di sua figlia. Agghiacciante (è il caso di dirlo) il colpo di scena finale…
Chiedo scusa se abbandono per un attimo la veste di redattore professionale (ma quando mai, direte voi…) e comincio a parlarvi direttamente. Prima di proseguire, tuttavia, vorrei rivolgermi a coloro che seguono da tempo immemore la serie, e la conoscono alla perfezione (come me). E’ difficile dare una descrizione precisa dei cambiamenti apportati al gioco, non solo a livello di trama, ma anche per quanto riguarda la regia, l’atmosfera e la caratterizzazione dei personaggi.
In molti si saranno chiesti se questo “remake” sia fedele all’originale. Ebbene, la risposta è no. S
i tratta di una rivisitazione completa, che stravolge il primo Silent Hill fin dalle fondamenta. L’atmosfera non è più malata e disturbante, le inquadrature sono più sobrie che in passato e la componente che definirei “onirica” è pressoché svanita.
Shattered Memories resta un’opera molto cerebrale, da horror psicologico (e in questo si, è identico agli episodi precedenti), ma si mantiene su toni più bassi, rinunciando per esempio a quella violenza fisica ed emotiva che da sempre contraddistingue la saga. Anche la narrazione è molto più scorrevole e lascia poco spazio all’interpretazione. Alla fine al giocatore non restano molte domande da porsi, perché non c’è niente di più di quello che si vede su schermo. Certamente, alcuni dettagli possono lasciarci qualche dubbio, soprattutto per quanto concerne le strane presenze che dovremo fotografare ad ogni angolo (vedere il paragrafo successivo), ma a parte questo non c’è altro. Sia ben chiaro, come diremo a breve, la storia è magistralmente diretta, ma il titolo è certamente più accessibile e facile da comprendere rispetto ai precedenti. Detto questo, sta a voi scegliere se un approccio del genere possa piacervi o meno. Io vi dico soltanto che, da fan storico, ho gradito.
Torniamo però all’analisi “obbiettiva”. Le sequenze di intermezzo sono ben diluite e mai invasive. I personaggi sono invece caratterizzati e carismatici, soprattutto il protagonista, Harry. Il ritmo è incalzante, e si resta inchiodati allo schermo, pieni di curiosità, fino all’ambita scena finale. La trama è, infatti, l’aspetto più riuscito, anche se talvolta la credibilità viene messa da parte, come quando compare Lisa (la ragazza ha appena avuto un incidente, ma dopo poco si rialza, fa qualche moina, e come se nulla fosse inizia a parlare del più e del meno). La cosa avrebbe funzionato nei precedenti episodi, dove la realtà si mischiava col sogno e viceversa. Stavolta, tuttavia, il risultato è un po’ meno efficace.
Neve e oscuritàTecnicamente siamo di fronte a uno dei migliori titoli presenti nella ludoteca
Wii. Abbiamo texture pulite e dettagliate, modelli poligonali ricchissimi e infine un ottimo sistema di illuminazione (tipico dell’intera serie). Le ombre che proiettiamo sulle superfici, mentre la torcia è puntata verso qualche oggetto, sono uno spettacolo che fa sempre piacere ammirare. La fluidità inoltre si mantiene sui 60 fps, con qualche calo occasionale.
Alcuni potrebbero non gradire gli effetti nebbia e rumore, ma è probabile che chi si lamenta non abbia molta familiarità con la serie. Cerchiamo allora di essere più precisi: il primo effetto “blocca la visuale” e tutto quello che si trova a una certa distanza è avvolto da una alone grigiastro (o dall’oscurità, se è notte). Lo scenario si svela dunque man mano che proseguiamo.
Il secondo effetto, detto per l’appunto “rumore”, sporca l’immagine creando così delle interferenze; è come se giocassimo con un vecchio televisore in procinto di guastarsi. Alcuni potrebbero disapprovare, l’abbiamo già detto, ma quelli appena descritti sono i marchi di fabbrica della saga e non è possibile rinunciarvi.
Le stesse cose non si possono dire della versione
PS2, che si mostra più povera di dettagli e meno fluida della controparte Nintendara. Dopotutto, stiamo parlando di una conversione; se volete godervi
Silent Hill Shattered Memories in tutto il suo splendore, dovete possedere un
Wii…
Alla ricerca di Cheryl Com’è strutturato
Silent Hill Shattered Memories? Quali novità introduce rispetto agli episodi precedenti? La risposta a quest’ultima domanda è difficile da dare. Gli sviluppatori, infatti, hanno apportato cambiamenti così radicali da trasformare il gioco in qualcosa che mai prima d’ora s’era visto nella serie. Innanzitutto, prima di addentrarci nello specifico, diamo una sommaria descrizione delle varie fasi che compongono l’avventura.
L’esplorazione è in assoluto la colonna portante del titolo; torcia alla mano, dovremo percorrere tutte le strade che attraversano Silent Hill, qui ridisegnata come una normale cittadina gettata nel caos da una tormenta di neve (della nebbia non c’è alcuna traccia!). Durante queste sessioni, dovremo interagire con lo scenario alla ricerca di oggetti chiave o per risolvere alcuni enigmi.
In secondo luogo, vi sono le fasi di “inseguimento”: il paesaggio cambia intorno a noi diventando di ghiaccio, e orribili creature antropomorfe iniziano a inseguirci. Purtroppo Harry non è adatto al combattimento, e l’unico modo per salvarsi è quello di correre a più non posso cercando una via d’uscita. Niente combattimenti a mano armata, niente boss di fine livello o altre cose simili.
Adesso, analizziamo nel dettaglio queste due fasi distinte. La prima, quella esplorativa, è senza ombra di dubbio la più divertente. La cittadina è come sempre ben realizzata e suggestiva, e lo stesso si può dire dei luoghi che visiteremo. Scuola superiore, ospedale, night club, parco di divertimenti ecc… la varietà è notevole. La maggior parte del gioco, tuttavia, si svolge di notte, rendendo la torcia uno strumento indispensabile. È grazie ad essa, inoltre, che potremo osservare più da vicino tutti quei particolari che attirano la nostra attenzione. Utile anche il telefono cellulare, che tra le varie funzioni comprende fotocamera e navigatore satellitare (quest’ultimo sostituisce la classica mappa).
Durante i nostri viaggi noteremo alcune presenze poste su un piano dimensionale alternativo. Fotografandole, riusciremo a capire cosa rappresentano e saremo altresì ricompensati con un messaggio audio o testuale. Altre volte, il telefonino inizierà a emettere un segnale di disturbo, che aumenterà di intensità man mano che ci avvicineremo a un oggetto “posseduto”. Giunti a pochi passi dal medesimo, lo schermo si illuminerà e ci verrà recapitato un altro messaggio. Tutte queste operazioni non sono indispensabili ai fini del gioco, ma servono a dare un quadro completo della trama. Talvolta però, udiremo le voci di alcuni personaggi completamente estranei alla vicenda principale.
Va messo ora in evidenza un grande difetto, che affligge il gioco per tutta la sua durata: la linearità. L’esplorazione si riduce a una marcia continua ed è impossibile tornare sui propri passi. Gli enigmi sono pochi, anche se ingegnosi e spesso impegnativi. Gli oggetti da reperire, infine, si trovano spesso a pochi passi da noi e non sarà un problema farli nostri e proseguire. Insomma, si è dato un po’ troppa importanza alla componente psicologica (vedere qui sotto) e poco al gameplay. Se poi aggiungiamo che la durata complessiva del titolo si attesta intorno alle 5 ore, non c’è molto da esultare.
Intendiamoci, Silent Hill Shattered Memories resta un’esperienza da provare, divertente fino alla fine e con un OTTIMA rigiocabilità, soprattutto in virtù dei finali multipli. Tuttavia, avremmo avuto tra le mani un autentico capolavoro, degno dei primi due episodi, se i programmatori non avessero reso le varie location dei semplici punti di transizione, e se avessero pensato a qualche enigma in più.
Veniamo adesso alle fasi di inseguimento. Ebbene, sono senza ombra di dubbio l’aspetto meno riuscito del titolo. Il design dei livelli cambia completamente; ci veniamo a trovare dentro un labirinto congelato, colmo di mostri e con una sola via d’uscita. La prima volta che giocherete sarà facile disorientarsi e perdere la via, ma in seguito imparerete la strada a memoria e niente vi fermerà più. Il problema è che queste sessioni sono poco divertenti, frustranti, e in definitiva si potevano evitare. Per fortuna rappresentano soltanto un 40% del gioco, anche se a paragone con il “mondo dell’incubo” visto in passato, perdono completamente di fascino.
Tutto qui? Si, o quasi. Un breve accenno meritano il
DR Kauffman e la componente psicologica citata qualche riga più in alto. Occasionalmente la narrazione viene interrotta, e saremo proiettati nello studio del nostro psicanalista (il dottore, per l’appunto). Egli ci porrà delle domande, e ci chiederà di fare alcuni test per la valutazione della personalità. Le risposte andranno a influire direttamente sul gioco, sul carattere dei comprimari, sui luoghi che visiteremo e ovviamente sul finale. Questo giova incredibilmente alla rigiocabilità perché ad ogni partita scopriremo un mondo sempre diverso.
Perfino il nostro atteggiamento durante la partita avrà delle conseguenze, pertanto non prendete le cose sottogamba; anche uno sguardo di troppo su un rotondo fondoschiena potrebbe compromettere la vostra… reputazione…
C’è però un’ultima questione da affrontare, relativa al sistema di controllo. Anche stavolta la versione
Wii risulta la migliore. Prima di tutto il Wiimote permette movimenti più fluidi, e in secondo luogo la disposizione dei comandi è più intuitiva e comoda. Il pad della
PS2 non rende altrettanto bene, soprattutto per quanto riguarda il puntamento dello sguardo e la corsa. D’altronde è per
Wii che
Shattered Memories è stato pensato originariamente, e venendo a mancare il sensore di movimento gran parte del gioco perde appeal.
La neve si scioglieIl “nuovo inizio” pensato da
Climax rappresenta forse una svolta definitiva per la serie. Ma se così fosse, è necessario un arricchimento che renda gli episodi successivi più giocabili e appetibili. Concentrarsi sulla storia va bene, ma è opportuno dare qualcosa di più. Aspettiamo con ansia il prossimo capitolo, sperando che vengano messi in pratica i nostri consigli.
Non possiamo tuttavia concludere senza fare un plauso alla stupenda colonna sonora. Il compositore,
Akira Yamaoka, riesce a sottolineare l’importanza di ogni sequenza, filmata o meno. Peccato che abbia recentemente deciso di abbandonare la serie… speriamo in un ripensamento futuro…