Questo 2011 ormai in conclusione ha avuto la particolarità di essere un anno pieno di anniversari per il mondo videoludico. Come non ricordare i 25 anni della saga di Zelda, emblema di Nintendo assieme al panciuto idraulico sin dai suoi esordi con il NES? O i 10 anni di Halo, FPS che ha innovato parecchio il genere, soprattutto con il suo primo episodio? C’è un altro anniversario in realtà, oltre a questi due già citati, ed è per una mascotte che, ammettiamolo, è un po’ nel cuore di tutti. Stiamo parlando del porcospino blu più veloce del mondo, quel Sonic che nel ’91 offriva un nuovo modo di intendere il platform 2D, tutto a base di velocità, tempismo, ritmo. Sonic da allora è diventato il simbolo di SEGA, sia nella buona che nella cattiva sorte, passando dei fasti del Mega Drive per poi arrivare fino al tanto apprezzato (anche se evidentemente non abbastanza) Dreamcast. Da allora, Sonic è in crisi. Gli episodi usciti su console HD, l’ultimo dei quali Sonic Unleashed, non hanno mai ritrovato quel ritmo tipico della serie, andandosi ad infossare con inutili e superflue fasi action da lupo (o porcospino?) mannaro o chissà cos’altro.
Fedeli fan del porcospino blu, potete gioire. La rinascita di Sonic è già avvenuta, anche se timidamente, ed è cominciata niente di meno che su di una console dell’eterna rivale Nintendo. Sì, la stessa SEGA del “does what Nintendon’t” ha ritrovato la sua mascotte sul bianco Wii, con una serie di buoni titoli che culminano nell’apprezzato Sonic Colours. Sonic e i suoi amici saranno però pronti per riprovare a tornare su console HD dopo i mediocri tentativi del passato? E cosa ci avrà mai preparato SEGA per il ventesimo anniversario del porcospino blu?
Tra salti temporali e ricordi rivissuti.
Sonic Generations si pone come obiettivo quello di riportare a livelli attuali tutto il meglio di Sonic in questi vent’anni. È senza ombra di dubbio un puro fan service, atto dovuto a tutti i fedeli sostenitori che in questi anni hanno tenuto la simpatica mascotte nel loro cuore. Il gioco è sostanzialmente diviso in due metà: una che va a ripescare negli esordi di Sonic, nel platform bidimensionale tutto velocità e ritmo, mentre l’altra segue il Sonic più moderno, quello tridimensionale, con una componente action maggiore. Per fare ciò, il celebre Sonic Team ha ben deciso di fregarsene della logica e della trama, ipotizzando viaggi spazio-temporali e affini causati dal solito cattivone misterioso di turno, con il risultato di trovarsi davanti non uno, ma ben due Sonic: uno realizzato basandosi sullo sprite 2D dell’era Mega Drive, mentre l’altro arrivato direttamente da Sonic Adventure in avanti. La trama prosegue a singhiozzi, senza mai catturare l’attenzione, anzi spesso auto-ironizzando sulle passate avventure ed incontri dell’azzurro riccio. Due Sonic, quindi, per un gioco dalla doppia personalità, con la speranza di poter accontentare chiunque.
Sonic Generations è diviso in tre aree, ognuna composta da tre Zone provenienti dai vari episodi della saga. Ovviamente si inizia con la celeberrima (e bellissima) Green Hill, per poi passare alla Chemical Plant e così via, fino ad arrivare a livelli presi da Sonic Colours. Ogni area è separata da quella successiva da un boss fight (che risultano quindi essere decisamente inferiori, come numero, alle aspettative ed alle abitudini di Sonic), mentre ogni singolo livello è diviso nettamente in due Atti: uno da affrontare utilizzando il Sonic “vecchio”, l’altro con quello “moderno”. A corollario di tutto ciò vi sono numerose sfide, anch’esse divise in due atti, da affrontare nei livelli stessi o in loro leggere varianti. Si va dalla corsa contro il tempo alla sfida ad un Sonic “fantasma”, passando a livelli da affrontare col supporto di uno dei tanti amici di Sonic per finire a veri e propri mini-boss fight. Superare una sfida per livello permetterà di sbloccare la boss area e proseguire nell’avventura, non obbligando quindi al completamento di tutte le sfide, e grazie all’alta varietà di proposte chiunque riuscirà a trovare ciò che fa per lui.
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