Sonic Unleashed

Dopo una serie di peripezie, Sonic giunge al traguardo!
Scritto da Nicolò "Cocò" Pellegattail 20 gennaio 2009
Sonic Unleashed Recensione
Se Sega avesse chiesto ad ogni fan del porcospino di devolvere dieci dei propri euro al fondo attraverso il quale si sarebbe attinto per realizzare il degno erede tridimensionale di Sonic Adventure e Sonic Adventure 2, probabilmente nessuno si sarebbe opposto. Io stesso, con ogni probabilità, non avrei detto di no. Questo fatto può trovare fertile terreno nella consapevolezza che nessun titolo del porcospino dal 2001 ad oggi può essere ricordato e riconosciuto come il vero “Sonic Adventure 3”: Sonic Heroes poneva al centro un dinamismo pluralista inconsueto per il porcospino salterino, mentre Sonic The Hedgeogh (2006) falliva totalmente nel dipanare una struttura di gioco afflitta da imperdonabili errori di programmazione. Il resto (gli spin off) è preferibile ometterlo. 

Another Sonic Game...

Era all'incirca il periodo pasquale, quando Sega presentò al mondo Sonic Unleashed con una galleria di immagini ed un video: uno di questi screenshot, ripreso dal filmato introduttivo, mostrava Sonic in caduta libera con la bocca spalancata quasi a proferire “Nooo, another Sonic game!”. Dichiarazione in un certo senso legittima, ma che alla prova dei fatti si rivela totalmente infondata dal momento che, e lo diciamo con una punta di orgoglio, Sonic Unleashed eguaglia e sovente supera i due Sonic Adventure. Dell'episodio datato 1999 il titolo riprende con migliorata sapienza la struttura “free roaming”, a sua volta ripresa da Super Mario 64: nel titolo ivi recensito ciò è espanso e migliorato a dismisura, tant'è che ogni singola ambientazione presenta una tale formula. Oltretutto una simile scelta ripresa da Sonic Adventure si rivela utile nel delineare l'atmosfera geografico-culturale di ogni mondo di gioco, ciascuno ripreso da un caratteristico angolo del nostro pianeta. Dopotutto l'obiettivo primario della nostra avventura è ricomporre la geosfera terrestre, sfaldata, indovinate un po', dal perfido Dr. Eggman; Sonic dovrà così raggiungere varie locazioni e scovare i “Templi di Gaia”, nei quali ognuno dei sette Chaos Emerald può riprendere il proprio potere e ricompattare la sfera terrestre. L'architettura dell'universo di gioco è ricavata entro stereotipi, utili nel delineare entro un unico luogo i tratti salienti della cultura e della società di quel determinato popolo. Trattandosi di un titolo di Sonic, tale studio geografico viene letto e interpretato entro il linguaggio caricaturale.
A Sonic Adventure 2, invece, Sonic Unleashed si ispira nella realizzazione dei livelli diurni, in cui il protagonista è il porcospino blu: il tema da cui trae spunto viene tuttavia mutato secondo un rinnovato indirizzo tecnologico e secondo le critiche mosse a suo tempo al gameplay, considerato da alcuni fin troppo “lineare”. L'azione in Sonic Unleashed rimane sempre ancorata ai 60 fps, senza incappare in fastidiosi rallentamenti (lo stage della tropicale Adabat esula forse in alcuni momenti da tale considerazione), restituendo al giocatore la proverbiale “velocità” di Sonic, che ora può esprimersi in tutta la sua dirompenza senza alcuna difficoltà. Questo traguardo non sarebbe stato raggiunto senza l'ausilio del rinnovato Hedgehog Engine, che pone rimedio all'instabilità del motore Havok alla base dell'episodio della serie del 2006. Il motore grafico realizzato appositamente per Sonic Unleashed è portentoso: è il risultato di oltre due anni di ricerche e di studi portati avanti dal Sonic Team e da altre divisioni interne a Sega (purtroppo non si è a conoscenza dell'identità di tali partner team, per quanto in una nota la società nipponica dichiarò che erano dislocati non solo nell'arcipelago giapponese), allo scopo di ottenere una solida base sulla quale edificare il nuovo titolo tridimensionale della serie, che fosse in grado di restituire veridicità ed importanza alla grintosa mascotte. L'intero sviluppo è costato parecchio in termini di finanziamenti e risorse umane, per quanto il risultato non deluda tale dispiegamento di mezzi: la qualità delle sequenze in Computer Grafica, ad esempio, surclassa di netto qualsiasi altro episodio della serie, mettendo in scena divertenti accozzaglie e momenti esilaranti, esplicate attraverso una imponente lavoro attorno all'animazione, al doppiaggio, ai dialoghi e alla cura cromatica.

Scorribande notturne

Prima ancora che per il suo travolgente susseguirsi di corse e piroette, Sonic Unleashed stupisce e rapisce il giocatore tramite una girandola di segreti da scovare: scorciatoie, medaglie del Sole e della Luna, artwork, filmati, brani musicali, scatti fotografici e chi più ne ha più ne metta. A questo si aggiungono naturalmente gli Obiettivi ed i Trofei: tutt'altro che imprese di poco conto. Riprendendo il discorso intrecciato attorno all'Hedgehog Engine è d'obbligo premiare la grande versatilità nel gestire tanto le folli velocità delle avventure alla luce del sole, quanto le pensose scorribande notturne, nei panni del Werehog, il porcospino mannaro. I pregi di tale motore grafico sono innumerevoli ed eclissano i difetti, che sono comunque presenti: eccezion fatta per gli sporadici rallentamenti (per certi versi giustificabili, dato l'immane numero di elementi presenti costantemente in scena), ritroviamo in più occasioni, particolarmente negli stages nel cuore della notte, un notevole numero di errate compenetrazioni tra poligoni (il cosiddetto badclipping). Non si tratta di certo di una deficienza del motore grafico, ma di una scarsa dimestichezza da parte degli sviluppatori con tale novità: a ciò si aggiunge la relativa fretta con cui sono state confezionate le missioni del Werehog e la proverbiale inferiorità dei talenti nipponici rispetto a quelli occidentali circa la programmazione tridimensionale. A ciò si aggiunge una telecamera palesemente inefficiente in più di una occasione, bloccata su certe angolazioni o troppo repentina nel cambiare inquadratura: in un platform si tratta di difetti di una certa importanza. Le svariate recensioni pubblicate negli ultimi mesi, tuttavia, si sono scagliate con troppo vigore verso tali aporie, che, per quanto presenti, sono tutt'altro che pressanti a livello di gameplay. Nella stragrande maggioranza dei casi infastidiscono appena il giocatore, senza risultare causa di spiacevoli morti: rispetto all'esperienza del porcospino datata 2006, tali bugs tecnici sono nient'altro che minuzie e frivole dimenticanze. Sono tutt'altro che la plateale giustificazione di votacci, buttati a caso, quali “due, due e mezzo e tre”.


Col Sole in fronte...

Senza ombra di dubbio le sessioni diurne saranno quelle più a lungo ricordate di Sonic Unleashed, quelle in cui Sonic è chiamato ad affrontare il classico gameplay della serie. La loro proposta rappresenta la più completa trasposizione tridimensionale dal 1999 ad oggi: senza mezzi termini, ci troviamo di fronte ad una riuscita evoluzione e maturazione del design portato avanti da Sonic Adventure 2. La maggiore innovazione è l'alternarsi di fasi con visuale alle spalle del protagonista a fasi in cui la visuale fiancheggia il porcospino, richiamando alla mente le avventure bidimensionali della mascotte Sega dei primi anni novanta. I repentini cambi di inquadratura, gli improvvisi QTE, i furiosi salti, le calcolate traiettorie, le veraci scaramucce coi robot di Eggman, le coreografiche cadute nel vuoto, i tortuosi avvitamenti, gli spettacolari giri della morte, le festose scorciatoie, le “corsistiche” curve a gomito, la capovolte entro strutture ad anello (tra l'altro l'animazione è la medesima del personaggio Night: un delizioso omaggio all'altra icona del Sonic Team) gli emozionanti acceleratori: l'incredibile varietà di situazioni giunge a delineare un quadro ben più compiuto delle corse “filoguidate” dei capitoli precedenti. Lo scopo è sempre il medesimo, raggiungere il termine del livello nel minor tempo possibile, conservando nello stesso momento la pellaccia; tuttavia, il riuscito level design, che spinge il giocatore a individuare percorsi alternativi al fine di accorciare i tempi di percorrenza dello stage. Spesso e volentieri tali strade secondarie richiedono una attenta calibrazione di salti, propulsioni e secondarie movenze. Coreograficamente il risultato appaga gli occhi e la mente, grazie alle arzigogolate soluzioni, rese ancora più complesse (e, di conseguenza, maggiormente divertenti) dalla incessante velocità del porcospino.

"At the sun sets a new adventure begins"

Giudicate stanche, monotone e fiacche dalla stampa internazionale, le missioni notturne, in cui si comanda la versione “mostruosa” di Sonic sono sicuramente meno esaltanti del platformalla luce del Sole”. Proprio come in Sonic Adventure 2, i livelli non direttamente legati al gameplay classico della serie risultano sottotono: in Sonic Unleashed tuttavia non sarete chiamati a gestire goffi mecha o ricercare Chaos Emerald in confusi meandri dell'Universo. Riproponendo segmenti ripresi dalle sezioni diurne, il Werehog li attraverserà in un imperversare di salti e combattimenti. La scelta di costruire le sequenze ludiche attorno a questi schemi classici ed abusati si è rivelata vincente: l'esistenza di innumerevoli fonti da cui trarre ispirazione ha permesso al Sonic Team di addentrarsi in questo indirizzo di design, mai scandagliato dal team di sviluppo negli anni passati, senza scadere in complicanze e difficoltà. Inizialmente le impressioni sono tutt'altro che positive, complice un sistema di combattimento semplificato e macchinoso, oltre che una scarsa varietà di situazioni e nemici. Quando, però, l'accento viene posto sulle fasi platform (ottimi in tal senso gli stages di Spagonia ed Empire City), il gameplay si rivela entusiasmante e la sfida consona alle aspettative. Al termine di ciascuno stage, in base al Rank ottenuto, il nostro porcospino mannaro si potenzierà, accedendo di conseguenza a nuovi poteri ed abilità: questo avanzamento si fa sentire particolarmente negli scontri fisici con nemici ordinari, mini-boss e boss di fine livello. Questi ultimi in particolare faranno sudare non poco il giocatore, grazie a pattern d'attacco, semplici sì da comprendere, ma difficili da aggirare.L'accusa di “ingiocabilità” propugnata da alcune recensioni risulta, alla prova dei fatti, totalmente sbagliata: può forse valere per i primi livelli, ma con il progredire dell'avventura e della difficoltà di gioco, anche una belva, come lo è il nostro porcospino, può tirare fuori il lato candido e genuino della propria personalità.


Ho bisogno di una ragione per aiutare un amico?

La citazione sopra proposta è tratta da un dialogo sul finire del gioco tra Sonic e il piccolo Chip: quest'ultimo è un personaggio introdotto in Sonic Unleashed e, dal momento che la sua psicologia è legata indissolubilmente alla vicenda che fa da sfondo al gioco, è probabile che, cammeo a parte, rimarrà confinato in questo titolo. Questo buffo orsetto-alato è il classico personaggio avido di cibo, ricorrente nelle produzioni indirizzate agli infanti; inoltre egli seguirà Sonic sin dal principio del gioco nel tentativo di riacquistare la memoria, persa in seguito a cause da lui ignorate.

Lasciando perdere la tutt'altro che brillante vicenda costruita attorno a Chip, è la caratterizzazione del personaggio a risaltare: altruista e gioviale, darà più di una mano a Sonic nel tentativo di rivitalizzare i Chaos Emerald. Il lavoro svolto dal Sonic Team nell'animare tale personaggio è sublime, curato in ogni movenza, dalla più stramba alla più naturale ed apatica: il lavoro svolto su di esso, rappresenta la punta di diamante dell'eccezionale comparto animato di Sonic Unleashed.L'altra new entry di questa avventura del porcospino è il Professor Pickle: intellettuale, elegante, professore universitario, gioviale vecchietto con la testa perennemente “tra le nuvole”. Preoccupato più dalla qualità dei cetriolini all'interno dei sandwich offertigli da Eggman nel corso della sua "prigionia", che del futuro del pianeta, nasconde in realtà un animo nobile e fornirà preziosissimi consigli al giocatore attraverso una parlantina diretta, ma bonaria e diplomatica.Oltre a Eggman, saranno presenti anche Amy e Tails, in ruoli, però, secondari. Simpatiche inoltre le fugaci comparsate dei Chao.
 

Molte frecce nel suo arco

La colonna sonora è opera di Tomoya Ohtani, che collabora proficuamente con il Sonic Team da diverso tempo. Sua la direzione e composizione musicale di Sonic Adventure, Sonic Adventure 2 e Sonic The Hedgehog. Attorno a Sonic Unleashed ha svolto un lavoro soddisfacente, curando un gran numero di tracce differenti e relative cover/remix. L'estetica uditiva è molto variegata, dal momento che trae spunto da sonorità di tutto il mondo (il tema della globalità, come già si è detto, è preponderante in questa fatica di Sega): la scelta di appoggiarsi ad archi, pianoforte ed ottoni, strizzando l'occhiolino in particolare alla musica jazz, serve ad uniformare la linea musicale del gioco e alle tematiche del gioco.


Risoluzioni cetacee

C'è una balena nel livello polare di Sonic Unleashed; c'era un orca nello stage di apertura di Sonic Adventure. Difficile pensare ad una semplice coincidenza, ben più plausibile ricondurre il fatto ad una spontanea voglia di stupire del titolo ivi recensito. Quell'orca che apriva di fatto il debutto di Sonic nella terza dimensione era il fulgido esempio di quanto fosse potente l'hardware del Dreamcast rispetto alla concorrenza. Sonic Unleashed prova ugualmente a dimostrare come la tecnologia odierna sia in grado di spingere il gameplay ipercinetico dei Sonic verso nuove vette: l'obiettivo è centrato alla perfezione. L'ultima fatica del Sonic Team è un prodotto che supera gli Adventure tanto nei livelli diurni, quanto nelle missioni secondarie (le fasi action notturne sono ben più divertenti delle cacce al tesoro di Knuckles e Rouge). Con le sue riprese e citazioni, Sonic Unleashed si porta dietro buona parte dell'esperienza precedente (sia pregi, che difetti), ma la rielaborazione porta ad inedite conclusioni, più fastose, ma anche più consapevoli.Il 2008 sarà ricordato come l'anno della rinascita del mito del porcospino corridore: dopo i passi falsi di Sonic Rider: Zero Gravity e Sonic The Dark Brotherhood, Sonic Unleashed sistema le cose, rimedia ai difetti, zittisce le critiche, restituisce fiducia ai fans ed è pronto per ricominciare e settare nuovi standard per il genere platform. E magari può ambire ad un emozionante testa a testa con l'idraulico Mario. In memoria dei vecchi tempi...
COMMENTO
Nicolò "Cocò" Pellegatta
Sonic Unleashed non è un capolavoro, ma in quanto ad erogare divertimento non è secondo a nessuno. Il miglior platform del 2008 senza dubbio, un notevole passo avanti rispetto agli episodi passati (Sonic Adventure compresi), ma sopratutto il grande, attesissimo, ritorno del porcospino blu. Le qualunquiste recensioni hanno bistrattato tale titolo per difetti semplicemente inventati, con poco senso della professionalità e anche con scarsa fantasia. Per giudicare Sonic Unleashed non è sufficiente giocare un paio di livelli, ma è indispensabile darsi da fare ad ultimare il gioco (facendo i conti con difficoltà di tali situazioni. Un gancio destro nei confronti dei titoli troppo semplici e troppo guidati) e raccogliere tutte le medaglie disseminate per i vari stages (saggiando la grande longevità del titolo. Un gancio sinistro nei confronti dei videogiochi corti e dispersivi). Solo a questo punto capirete quanto un gioco come Sonic Unleashed fa bene al mondo videoludico.
GRAFICA:8.5Grazie all'Hedgehog Engine, tale aspetto è ottimamente curato anche se con qualche piccolo bug
SONORO:8.5Realizzato come sempre con cura, come anche il doppiaggio.
GIOCABILITà:8Giocabilità brillante nelle sessioni diurne, un po' meno in quelle notturne.
LONGEVITà:8.5Il titolo dura il giusto, ed i segreti da sbloccare sono molti.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Ottimo comparto grafico
- Ottime musiche
- Sessioni diurne ben riuscite
CONTRO:- Sessioni notturne non fantastiche
- Alcuni bug grafici
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SCHEDAGIOCO
Cover Sonic Unleashed

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