Star Ocean è una serie con i suoi anni sulla groppa. Il primo episodio fece la sua comparsa su SNES nell'ormai lontano 1996. Da allora non sono usciti moltissimi giochi legati alla serie, ma i produttori hanno mantenuto la media di un titolo per generazione di console. Questo dovrebbe rendere il titolo una punta delle line-up di Enix (divenuta Square-Enix per chi si fosse sintonizzato solo ora sulle frequenze nipponiche), invece tende a passare in sordina, oscurato da giganti come Final Fantasy che è diventato, ormai, un brand da vagonate di soldi.
Ed eccoci giunti quindi allo Star Ocean dell'attuale generazione, che ha come sottotitolo “The Last Hope”.
L'ultima speranza.
Premettiamo fin da subito: la serie Star Ocean è un JRPG dall'ambientazione atipica per questo genere. Infatti, questo tipo di titoli ci hanno abituato più che altro a mondi fiabeschi con tratti medioevali. Forse il caso di “avanzamento tecnologico” più famoso che si conosca è detenuto da Final Fantasy VIII, con uno stile che definire presente non è corretto e definire futuristico è forse troppo. Star Ocean, invece, è pura fantascienza con tanto di stazioni spaziali ed esplorazioni planetarie. In ogni caso, nonostante l'ambientazione, se mai avete preso in mano un titolo del team Tri-Ace, il loro stile balzerà agli occhi sin dal menù principale.
La premessa del gioco comincia dopo diversi anni dalla fine di un’ipotetica terza guerra mondiale che, come di consueto in questi casi, ha spazzato via gran parte della vita sulla Terra a causa delle terrificanti armi di distruzione di massa possedute dall'uomo. Finito il conflitto (certo, ci si arriva sempre a posteriori...), le nazioni mondiali uniscono i loro sforzi per investire nella ricerca dell'esplorazione spaziale in modo da poter trovare un nuovo pianeta dove ricominciare e lasciare per sempre il Pianeta Azzurro, ormai divenuto un deserto. Arriva così l'anno 722 post disastro (il calendario è stato azzerato dopo il terzo conflitto mondiale), pochi anni dopo i primi prototipi di lance spaziali in grado di sfruttare i warp (tunnel spaziali che comprimono lo spazio ed il tempo) per percorrere lunghissime distanze in poco tempo. E' in questo ambiente che facciamo la conoscenza dei primi due protagonisti: Edge e Reimi. Due “semi della speranza”, in quanto facenti parte dell'equipaggio di una delle navi incaricate di esplorare lo spazio per cercare un nuovo pianeta colonizzabile. Ci viene presentato, inoltre, un terzo personaggio. Una comparsa di cui, tuttavia, sentiremo parlare piuttosto spesso nel corso delle nostre avventure: il capitano Crowe. Questi tre personaggi sono legati insieme da un filo invisibile sin dalla tenera età. Non sono fratelli, ma il legame che li unisce è simile.
Lasciata la premessa, i primi istanti di gioco sono dedicati - se lo vogliamo - alla spiegazione approfondita del Battle System tramite un simulatore. Questo è suddiviso in diverse lezioni che possono essere selezionate separatamente. Il tutto facilita l'apprendimento delle meccaniche, in quanto il giocatore non è immediatamente bombardato d'informazioni. Di questo aspetto parleremo comunque successivamente. Il gioco prosegue, i semi della speranza prendono il volo e spariscono poco dopo in un warp. Tuttavia non va tutto secondo i piani (strano, eh?). Un meteorite passato troppo vicino alla traiettoria della nave, nell'incredulità generale, gioca il brutto scherzo di deviarla leggermente. Per questo motivo, i nostri eroi sono costretti ad effettuare un’uscita d'emergenza dal tunnel warp. Non è finita qui: si ritrovano in prossimità di un pianeta che li cattura nella sua gravità. I nostri eroi non possono liberarsi a causa di un'avaria ai motori (sempre una sfortuna dietro l'altra... NdR. Eh vabbè, ma un esorcismo no, eh? NdMeghar). Tuttavia, per la serie “non tutto il male viene per nuocere”, i nostri eroi naufragano comunque a destinazione sul pianeta Aeos, simile alla terra durante il periodo giurassico. La trama si sviluppa da qui in poi sulla scia di uno strano materiale nero di origine extraterrestre che sembra avere poteri ancora incompresi. Questi però, a quanto si vede, non portano niente di buono.
Le armi umane non funzionano?
Approdati su Aeos, i personaggi paiono accorgersi che le armi da fuoco convenzionali nulla possono contro i nemici, che non vengono neppure sfiorati dai proiettili. Possono infliggere danni, invece, armi più “antiche” come una lama o un arco con frecce (ma tu pensa il caso!). Pertanto combatteremo con le classiche armi da JRPG che saranno utilizzate dalle classiche classi da JRPG (te lo dico io, questi devono giocare alla lotteria, NdMeghar).
Passiamo ora ad illustrare il Battle System che si presenta piuttosto classico. E' infatti un sistema di combattimento in tempo reale, senza turni quindi. Per questo potremo settare i grilletti dorsali del controller con delle abilità predefinite al fine di poter essere più veloci in azione. Con l'avanzare dei livelli abbiamo anche la possibilità d'impostarne più di una, in modo da creare delle vere e proprie combo con cui stendere gli avversari. Il tutto a costo di alcuni MP, ovviamente, presenti anche qui. Tuttavia è sempre possibile mettere in pausa l'intera battaglia premendo il pulsante del menù, dal quale potremmo anche scegliere quali magie lanciare. Queste potranno essere messe sì sui grilletti, ma è meglio tenerli liberi per le abilità speciali, non selezionabili dal menù.
Questo è quello che riguarda prettamente la battaglia, ma osserviamo meglio tutti gli altri aspetti. La crescita del personaggio avviene tramite il level-up. Questo accresce le statistiche quali attacco, difesa e tutte le altre che già conosciamo bene. Ogni crescita di livello, comunque, ci darà anche degli AP che possiamo spendere nelle abilità che preferiamo: attacchi speciali e magie o in abilità. La gran parte di queste ultime non si apprendono avanzando di livello ma acquistando (o trovando) dei libri speciali che ci consentiranno di far apprendere l'abilità ad un personaggio solo, a patto che questo ne abbia le possibilità (non possiamo far apprendere l'abilità Furto ad un mago). Questo pone ovviamente il limite economico che, per fortuna, in questo titolo non sono un grande problema, anche se vanno con la stessa facilità con cui vengono.
Da buon RPG non si poteva non inserire il crafting, ossia la possibilità di creare oggetti potenti partendo da oggetti più piccoli. Varie le abilità possibili, fra le quali troviamo le più classiche come fabbro, alchimia e cucina per passare ad abilità più a tema come la robotica. Queste operazioni non saranno fattibili in ogni luogo, ma solo sulla nostra astronave. Qui ci collegheremo con il supporto terrestre che mediante una semplice interfaccia ci consentirà di creare oggetti oppure ricercare nuove ricette. Queste ultime potranno essere trovate anche durante le esplorazioni nei forzieri, ma sono la parte più piccola. Il grosso di queste si trovano qui. Nulla di difficile: abbiamo la possibilità di creare quattro gruppi da tre elementi ciascuno. A seconda delle varie combinazioni i personaggi riusciranno a trovare nuove ricette che verranno subito inserite nell'archivio pronte all'uso.
Nonostante il gameplay risulti nell'insieme completo, è obbligatorio segnalare l'assenza di mini-game ed il numero ristretto di quest secondarie. Questo aspetto è tipico dei lavori Tri-Ace, ve l'avevamo già segnalato anche in Eternal Sonata come una delle lacune più grandi del titolo. Forse l'unico aspetto che può essere visto come un minigame è la collezione d'informazioni sulle creature del gioco. Quando incontreremo un nuovo nemico, questo viene inserito in un database e farà aumentare una percentuale. Più nemici di quel tipo incontriamo, più la percentuale salirà, ed arrivati al 100% potremmo inserire la conoscenza del nemico in un particolare oggetto: questo muterà la sua natura diversamente dal nemico selezionato, diventando un oggetto equipaggiabile.
In definitiva.
Star Ocean: The Last Hope si presenta a primo impatto come un titolo che potrebbe innovare il genere, ma in realtà l'impressione è dovuta solo all'ambientazione fantascientifica. Sotto la pelle batte un cuore da classico JRPG. Questo non è certo un difetto. Anzi, è un titolo che non può mancare nella collezione di chi ama il genere. Bisogna mettere in conto, prima di cominciare a giocare, delle sessioni di parlato. Si sa, ai giapponesi piace far vivere i contrasti interni dei personaggi e non far scappare troppi dettagli, ma in questo titolo c'è davvero un dialogo di troppo che potrebbe mettere alla prova la resistenza persino dei fan di Metal Gear. Per fortuna, se si ha fretta, le scene possono comunque essere saltate con un piccolo riassunto che ci farà tenere la linea della storia. Non lo consigliamo, però, perché perdere le sfaccettature di uno Star Ocean è come giocare a GTA IV fermandosi ai semafori: totalmente inconcepibile.
Volete un JGDR che sappia conquistarvi, sedurvi e abbia le atmosfere prettamente fantascientifiche? Final Fantasy VII è una perla da collezione imperdibile.
Il commento dell'autore su Star Ocean: The Last Hope
Star Ocean mi era sempre interessato, in un modo o nell'altro. Non sono un patito dei JRPG, ma non mi faccio scappare l'occasione per giocarmene uno bello. Insomma, consiglio The Last Hope a tutte le persone cui piace il genere, tenendo conto che, tuttavia, non parliamo di un capolavoro ma di un titolo “soltanto” buono.
Certamente non è l'apice della next-gen, ma per un JRPG basta abbondantemente.
7
Musiche varie e di fattura certamente buona, ma poco sono poco coinvolgenti e non tendono mai a risaltare. Nulla da segnalare sul doppiaggio.
7.5
Gameplay classico. Non è frenetico fino all'esasperazione, ma non è nemmeno lento.
7.5
Trama ed ambientazione fantascientifica di buona fattura. Buoni anche i contrasti interni dei personaggi. Abbondante longevità , senza contare che si fa rigiocare senza troppi problemi.