Dopo il buono capitolo Star Wars: Il Potere Della Forza, LucasArts ha dedicato le proprie forze al seguito dell’avventura di Starkiller, convincendo critica e pubblico che la nuova strada intrapresa dal brand di Guerre Stellari fosse quella giusta. Si creò così un hype piuttosto alto sul secondo capitolo de 'Il Potere Della Forza', che prometteva tanto divertimento per i fan della serie e migliorie a non finire con l’augurio di trovarsi di fronte al migliore videogioco Star Wars di sempre. Quando, però, attorno ad un gioco ci sono troppe aspettative, le conseguenze possono rivelarsi fatali… ed ,è purtroppo, il caso di questo Star Wars: Il Potere Della Forza II, che non ha rispettato le aspettative maturate nel corso dei mesi di sviluppo e che si presenta a noi, oggi, in una veste che ci lascia letteralmente perplessi. Volete scoprire il perché?
Dove sono finite le trame di George Lucas?
L’introduzione del gioco lascia ben sperare sul suo proseguimento. Infatti, la trama di per sé ha grandi potenzialità, con Darth Vader che, perso Starkiller alla fine del primo episodio, tenta di riprodurne un clone su misura che però obbedisca senza fronzoli ai suoi voleri. L’alone di mistero comunque permane: quello che stiamo governando è il clone di Starkiller? Oppure si tratta del personaggio originale? Beh, dopo una mezz’oretta di gioco il mistero è stato svelato per buona pace di chi già pregustava un finale con colpi di scena. Juno, l’amata di Starkiller nel primo episodio, torna a fare capolino anche in questo seguito ed è proprio lei il cardine della trama che la vede legata al clone del protagonista come in un classico romanzo rosa (forse è un po’ esagerato ma ci stà, ndr). Se aggiungiamo che le novità sostanziali si riducono a questo, capirete come la trama d Star Wars: Il Potere Della Forza II non produca spunti degni di nota e la sua evoluzione risulta perfino prevedibile, con la conseguenza di “non dire nulla” ai fini del gioco stesso. Risultato finale: trama sottotono, personaggi identici al primo episodio e idee che latitano.
Ma il gioco ci salverà…
Il punto di forza del primo episodio era quello dell’uso libero della Forza, una vera novità nell’universo dei videogiochi di Star Wars che fino ad allora non potevano contare su un motore fisico capace di gestire i calcoli necessari. Il Potere Della Forza II sostanzialmente non si discosta da questo, eliminando, come è ovvio, che sia l’effetto novità. Purtroppo per noi, a parte qualche scena spettacolare ed un lieve incremento delle capacità del protagonista, le novità finiscono già qui. Gli sviluppatori hanno clamorosamente deciso per un upgrade senza se e senza ma, seguendo la scia lasciata dal primo episodio e abbellendola, semplicemente, qua e là. Questo è stato l’errore di fondo che ha portato ad avere un prodotto che non offre nulla di nuovo al giocatore e che più che un secondo episodio assomiglia ad un contenuto scaricabile per il primo (anzi no, molti DLC introducono novità interessanti nel gameplay dei giochi). Se inizialmente ci ritroveremo con un personaggio ancora inesperto nell’arte della Forza, dopo una manciata di livelli avremo già il nuovo Starkiller al pieno delle sue capacità, come se avesse svolto un corso intensivo di apprendimento Jedi. Aggiungiamo anche che i nemici non sono differenziati, ed a parte qualche boss interessante, le metodologie con cui vanno eliminati sono sempre le stesse.
Ad aiutare un po’ le fasi dei boss ci pensano i Quick Time Event, che soprattutto nello scontro finale svolgono un lavoro egregio nella spettacolarità della battaglia. Parlando invece delle capacità collegate ai midichlorian nel sangue di Starkiller, è facile constatare come ci si ritrovi tra le mani i medesimi colpi già attuabili nel primo episodio. Ecco allora il sollevamento di oggetti pesanti e nemici per scagliarli dove ci pare, oppure 'friggerli' con potenti fulmini o provocare onde d’urto che spediscano a terra i malcapitati nelle nostre vicinanze, senza dimenticare le capacità di persuasione mentale che permettono di far combattere i nemici tra loro o addirittura provocare suicidi. Queste capacità sono state maggiormente enfatizzate rispetto al primo capitolo grazie a degli aneddoti frequenti che ne richiedono l’uso specifico (ed un punto a favore l’abbiamo trovato!). Interessanti sono anche delle sezioni nelle quali ci ritroveremo in caduta libera e dovremo schivare tutti gli ostacoli che ci si pareranno davanti per poter portare a casa la pelle. A parte queste piccole novità, il gioco prosegue piatto piatto, senza particolari colpi di scena, e l’avere a disposizione subito tutto il carnet di poteri Jedi provoca un innalzamento della ripetitività delle fasi di gioco.
Tu sarai un vero Jedi
A concorrere all’appiattimento dell’esperienza videoludica ci pensano i punti esperienza e le spade laser acquistabili. Potenziare le varie capacità con i punti esperienza è un gioco da ragazzi vista la quantità spropositata di punti che si otterranno uccidendo i nemici (poteva essere preso come un campanello d’allarme sulla durata complessiva del gioco in effetti), e ci troveremo ben presto con tutti i poteri Jedi al massimo. Tramite gli holocron dislocati nei livelli è poi possibile acquistare spade laser, ognuna con caratteristiche differenti, che garantiscono una marcia in più a Starkiller. Alla fine, facendo un mix di tutte le facilitazioni del caso e delle poche novità sostanziali, l’avventura narrata in questo secondo capitolo de Il Potere Della Forza non dura più di sei ore all'incirca, escludendo eventuali tornate su capitoli già conclusi (utili a sbloccare i bonus del gioco).
Qualcosa di buono è comunque stato fatto dai ragazzi di LucasArts: il comparto tecnico. La grafica, così come il sonoro ed il doppiaggio, sono ben realizzati e non si può proprio dire nulla a riguardo. La spettacolarità degli eventi e le animazioni ottimamente gestite dall’Euphoria Engine danno quel tocco stilistico in più al gioco ed il motore fisico Havok fa il suo sporco lavoro nelle fasi di combattimento. Peccato che con la sola Forza computazionale non si va da nessuna parte e lo stupore scaturito dalla visione degli ambienti e dei personaggi presto viene surclassato dalla noia generale perpetuata dall’evolversi della trama e delle situazioni di gioco. Ci troviamo di fronte alla classica occasione mancata, clamorosamente mancata, dove a fronte di basi ingegneristiche solide non si è riusciti a creare qualcosa di solido e divertente, ripiegando su una riproposizione lievemente migliorata del gameplay del capitolo precedente.