Stories: The Path of Destinies

Un favoloso loop in un mondo incantato
Scritto da @jabberwocky_VGNil 15 aprile 2016
Stories: The Path of Destinies Recensione

Pubblicare un gioco in questa prima metà di aprile 2016 è certamente un mezzo suicidio perché, tra un Dark Souls III, un Quantum Break ed un Ratchet & Clank, il rischio di passare del tutto inosservati è davvero elevato. Le probabilità di far la fine di una meteora aumentano ancora di più se si è un piccolo team di sviluppo indipendente, privo di un qualsivoglia publisher e di una campagna marketing degna di questo nome. Ma il vero giocatore tiene sempre acceso il radar e sonda costantemente tutti gli store digitali, alla caccia di quel gioco che a fine anno potrebbe rivelarsi una delle sorprese del mercato videoludico. In questa categoria può tranquillamente essere inserito Stories: The Path of Destinies, action GDR con visuale isometrica sviluppato e prodotto dalla canadese Spearhead Games, la quale ha dato vita ad una incantevole favola, il cui filo narrativo si avvolge e si contorce su se stesso più e più volte, per rivelarsi con chiarezza solo nel finale.


Dieci, cento, mille storie

Stories: The Path of Destinies è innanzitutto un esperimento narrativo. Le modalità per raccontare una storia sono varie: si può partire da un punto A, passare per B e giungere infine a C. Al contrario, il finale può coincidere con la scena di apertura e le vicende sono raccontate quasi al contrario. Vi sono tecniche come il flashback che consento salti da un punto all’altro dello storytelling e che se usate sapientemente mettono in piedi un puzzle coerente in ogni sua parte. Infine c’è Stories: The Path of Destinies, dove la storia viene immersa in loop continuo, con il giocatore stesso che decide quale sarà il capitolo successivo, come proseguire nell’avventura e, inevitabilmente, di quale morte morire. La struttura narrativa del gioco creato da Spearhead Games è composta da oltre venti mini-storie, ma il rischio che le vicende possano non essere coerenti fra loro o lasciate in sospeso a metà viene del tutto evitato perché esse sono tenute sapientemente assieme da un libro game (chi è cresciuto negli anni ‘90 sicuramente sa cosa sono), narrato in modo magistrale da Julian Casey, già conosciuto per aver prestato la sua voce ad alcuni personaggi di We Happy Few. Nonostante sia inevitabile una sorta di backtraking che porta a rifare svariate volte i medesimi livelli, le singole parti dell’avventura sono raccontante talmente bene che riescono a rapire il giocatore, spinto dal carisma e dalla caratterizzazione dei personaggi a portare a termine di volta in volta i singoli capitoli. Ma chi sono protagonisti di Stories: The Path of Destinies? Abbiamo Reynardo, la nostra volpe anti-eroe chiaramente ispirata al Gatto con gli stivali di Charles Perrault, trovatosi suo malgrado invischiato nella ribellione contro l’Imperatore - un rospo troppo cresciuto - che, divenuto matto, sta cercando tramite oscuri riti di riportare in vita delle divinità oscure. Sul cammino sono tante le conoscenze che vengono fatte: il coniglio pazzo Lapino, la figlia adottiva dell’Imperatore Zenobia e una serie di altri improbabili personaggi degni di una favola, ognuno dei quali ci racconterà qualcosa di diverso e di nuovo a seconda delle decisioni prese.   


In punta di spada

Ritrovarsi sempre nei medesimi luogo non è certo la parte più piacevole di Stories: The Path of Destinies, ma il senso di dejà-vù viene messo in secondo piano, oltre che dall'ottima narrativa, anche da altri due elementi: la struttura dei livelli e il combat system. Partiamo con il primo: se nella prima run - se così vogliamo chiamarla - gli stage risultano solo dei brevi corridoi alternati da spazi più larghi dove avvengono i combattimenti, mano a mano che si avanza nel gioco e vengono create le spade che funzionano anche da chiave, i livelli iniziano a dipanarsi in più percorsi, dove anche solo esplorare e perdersi alla ricerca di un nuovo scrigno o di una lettere per avere altre informazioni diventa un piacere. Il combat system è stato invece preso in prestito dalla serie Arkham, anche se, pad alla mano, il freeflow combat system di Stories: The Path of Destinies risulta più "all'acqua di rose": Reynardo è in grado di muoversi velocemente e di colpire con coreografici colpi di spada tutti i corvi che si pongono sul suo cammino e tra scatti, rampino, parate e affondi non mancano di certo le combo, ma a causa di un livello di difficoltà molto basso, spesso ci si riduce a premere esclusivamente il tasto dell'attacco, azione sufficiente per risolvere il 90% dei combattimenti. Avanzando nel gioco, le tipologie di nemici che si incontrano iniziano a diventare sì più ostiche, soprattutto gli incantatori e i corvi scudati, solo che la progressione di Reynardo, fa risultare il nostro protagonista sempre un passo avanti ed avendo poi a disposizione anche una spada "curativa", morire è davvero impossibile. Per la cronaca, a noi non è successo nemmeno una volta.


Ben poco ruolo

In apertura abbiamo detto come Stories: The Path of Destinies sia un GDR, ma se siete reduci da sessioni di gioco con The Witcher 3 o con Pillars of Eternity, troverete l'albero delle abilità di Reynardo e la sua personalizzazione decisamente spoglie. Anzi, ad onor del vero, parlare di skill tree è anche sbagliato, dato che le abilità vengono sbloccate in modo lineare accumulando punti esperienza in seguito alle uccisioni. Anche il crafting è molto limitato ed il tutto si riduce solo alla creazione di quattro spade, migliorabili in seguito raccogliendo dagli scrigni sparsi lungo i livelli i minerali, e a cui sono collegate vari poteri, come l'autoaid, il congelamento o l'incenerimento degli avversari. Nel bracciale di Reynaldo vi sono inoltre tre slot nel quale incastonare altrettante gemme, ognuna delle quali garantisce alla volpe svariati bonus, legati ai punti vita, alla velocità o alla resistenza fisica. Infine, non vi aspettate nuove armature, scudi, altre tipologie di arma o magie, perché dall'inizio alla fine dell'avventura Reynardo sarà sempre uguale a sé stesso. 


Perdersi e poi sempre ritrovarsi 

Stories: The Path of Destinies non si limita ad essere una favola per via della sua storia fatta di eroi ed avventure ma, grazie all'Unreal Engine 4, il mondo creato da Spearhead Games diventa un favoloso luogo incantato fuori dal tempo e, nonostante i soli cinque livelli, le atmosfere sognanti dei verdi prati, il silenzio delle montagne così come il frastuono della flotta imperiale ci hanno catturato fino in fondo, e lo hanno fatto ogni volta che essi si sono parati davanti ai nostri occhi. Stories: The Path of Destinies è quindi ineccepibile dal punto di vista artistico, mentre il comparto tecnico appare meno brillante, anche se l'utilizzo del cel shading garantisce comunque un impatto visivo più che dignitoso, anche perché, con una telecamera a volo d'uccello posizionata a debita distanza, è più difficile scorgere i minimi dettagli e particolari. Di primissimo livello comunque l'effettistica, con le esplosioni e le scintille vivacemente colorate e dai toni molto accesi. Con un PC sul quale sono montati una Nvidia GTX 970 4GB, 8GB di RAM ed un i7 4770k, il gioco girava in tutta fluidità, con sporadici cali di framerate piuttosto strani perché non riscontrati durante le fasi più concitate, bensì mentre semplicemente si stava esplorando il livello. Infine, segnaliamo anche qualche caricamento di texture in ritardo, ma davvero nulla di eclatante.

Concludiamo con uno dei tanti elementi che fa di Stories: The Path of Destinies una delle migliori sorprese di questa prima metà 2016, vale a dire la colonna sonora, che prendere e catapultare il giocatore all'interno della lotta tra la Ribellione e l'Impero ed in grado di passare in men che non si dica da dolci e rilassanti note ai ritmi più incalzanti quando Reynardo si trova circondato dall'esercito dei corvi.

PRO:- Una vera e propria favola moderna
- Personaggi carismatici e mai banali
- La voce narrante è sempre sul pezzo
- Artisticamente al top
CONTRO:- Non c'è una vera sfida
- La ripetitività degli scenari alla volte si sente
- Aspetto ruolistico ridotto all'osso
Bastion ( PC )Impossibile non trovare le somiglianze tra Stories: The Path of Destinies e Bastion
Armello ( PC )Cambiamo genere, ma rimaniamo sempre dentro il campo delle favole
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover Stories: The Path of Destinies

Stories: The Path of Destinies

  • data d'uscita: 12 aprile 2016
  • produttore: Spearhead Games
  • sviluppatore: Spearhead Games
  • Genere: Azione RPG
  • Supporto: PlayStation Network
Scheda completa...
Stories: The Path of Destinies2016-04-15 15:00:23http://www.vgnetwork.it/recensioni/stories-the-path-of-destinies-53255/Un favoloso loop in un mondo incantato1020525VGNetwork.it