Strike Suit Zero: Director's Cut

Quando Wing Commander e X-Wing incontrano Zone Of the Enders!
Scritto da Mailil 14 aprile 2014
Strike Suit Zero: Director's Cut Recensione

Dopo oltre un anno dall'uscita su PC (datata Gennaio 2013) fa il suo debutto su console next-gen Strike Suit Zero, simulatore di combattimento spaziale che ci mette alla guida di agili caccia stellari e speciali navi "trasformabili", questa volta in versione Director's Cut. Questa edizione differisce dall'originale per la presenza di cinque missioni extra denominate "eroi della flotta" e per un bilanciamento differente della campagna principale, nella quale in sostanza le prime tre missioni fungono da tutorial per l'apprendimento dei comandi e delle meccaniche di gioco.


Nel blu dipinto di blu!

Finanziato (ma solo in parte) tramite Kickstarter, Strike Suit Zero ci mette nei panni di un pilota della flotta stellare terrestre, che si contrappone ai ribelli delle colonie della Terra nell'anno 2299. I ribelli tentano di attaccare la Terra e distruggerla grazie all'utilizzo di nuove tecnologie di cui solo loro sono riusciti ad entrare in possesso, ed il nostro compito è impedire che distruggano il pianeta e rovescino la flotta. La trama di per sé non originalissima rappresenta comunque il giusto pretesto per gettarci in mezzo a battaglie sempre più cruente ed estese nello spazio aperto.

Come detto in precedenza le prime tre missioni (sulle tredici totali della campagna principale) rappresentano un lungo tutorial in cui prendere progressivamente familiarità con i controlli e le meccaniche di gameplay. Il sistema di controllo si adatta piuttosto bene all'utilizzo del pad e ben presto controllare imbardata e rollio delle navette sarà semplice. A questo punto ci verrà presentato il punto forte della produzione, ovvero la nave ibrida che dà il nome al gioco, la Strike Suit. Questa particolare navicella ha la particolarità di potersi trasformare in una sorta di mech, dal design che strizza l'occhio alle produzioni giapponesi come il mitico Zone Of the Enders. La nostra Strike Suit diventa una potentissima arma di distruzione mettendoci in una posizione di assoluto vantaggio rispetto agli avversari, ma questo vantaggio viene bilanciato dal fatto che la durata della trasformazione è piuttosto limitata e serve del tempo per ricaricare il flusso e poterla trasformare nuovamente. Questo da un lato aumenta il grado di sfida, già molto alto di suo, ma dall'altro spezza l'azione rendendo il tutto un po' macchinoso e poco esaltante; le navi regolari non sono così emozionanti da pilotare e il meglio dell'esperienza lo regala la Strike Suit trasformata. Le sezioni di dogfight comunque sono sempre godibili e frenetiche, e di certo faranno la gioia di tutti i vecchi appassionati di un genere che era ormai (quasi) sparito da anni.


Andiamo a velocità smodata!

La giocabilità offerta da Strike Suit Zero è più che buona, chiaramente presa a piene mani da titoli come le mitiche serie di X-Wing e Wing Commander, seppur non riesca a raggiungere le stesse vette di eccellenza. Il più grande difetto in tal senso è una certa leggerezza del modello fisico della nave, che stenta a restituire la giusta sensazione di solidità e robustezza, quasi come se fosse un giocattolo piuttosto che un vero caccia da combattimento. Questo rende la guida meno coinvolgente di quanto dovrebbe, altro motivo per cui preferirete di gran lunga utilizzare le navi ibride trasformate (che sono tre in questa Director's Cut al posto di una sola dell'edizione originale) piuttosto che i semplici caccia.

La difficoltà aumenta in maniera forse un po' troppo repentina nel prosieguo delle missioni, segno di un bilanciamento non proprio ottimale del grado di sfida. Ben presto vi accorgerete di un livello di difficoltà al limite del frustrante in certe situazioni e solo con molta determinazione vi convincerete a proseguire, considerando il fatto che comunque le missioni che si susseguono non offrono troppi spunti in fatto di originalità e vi ritroverete a vivere più o meno le stesse situazioni e a fare le stesse cose.

La longevità non è elevatissima ma grazie alle missioni aggiuntive si risolleva rispetto all'edizione originale, con 13 missioni da circa 15-20 minuti l'una per la campagna principale più le restanti 5 della serie "eroi della flotta", ambientate in enormi scontri su larga scala che narrano i momenti salienti della guerra coloniale che fa da sfondo all'intera vicenda. Resta inspiegabile la scelta di non inserire nessuna modalità multiplayer, che avrebbe fatto guadagnare molti punti alla produzione; peccato per questa occasione sprecata.

Dal punto di vista tecnico il gioco si difende bene, offrendo dei fondali molto ben dettagliati e dal colpo d'occhio notevole, dando proprio l'idea di trovarsi vicino a qualche galassia lontana lontana.... Il motore grafico proprietario che muove le navi e le stazioni orbitali fa molto bene il suo dovere, i modelli e le texture sono abbastanza curati e si nota un ottimo utilizzo dei filtri anti-aliasing che donano un'ottima pulizia generale alla grafica. Effetti di luce, particellari, raggi laser ed esplosioni completano il tutto restituendo un quadro visivo da vera guerra spaziale, con l'unico neo di qualche piccolo calo di frame rate nelle situazioni più caotiche e concitate, segno che forse qualcosa in più si poteva fare dal punto di vista dell'ottimizzazione (la versione da noi provata è quella PlayStation 4), ma nulla di grave assolutamente. Il sonoro si presenta anch'esso piuttosto bene, con effetti decisamente adatti a simulare battaglie nello spazio aperto, musiche adeguate ma non particolarmente ispirate e un doppiaggio inglese piuttosto buono (occhio ai sottotitoli italiani, davvero minuscoli!). Infine la qualità delle cut-scene è mediamente bassa, ma va considerato il budget limitato a disposizione del team di sviluppo, che si è concentrato su aspetti più importanti.


Distruggi quel Tie-Fighter... ehm, volevo dire quel caccia coloniale!

Strike Suit Zero: Director's Cut rappresenta sicuramente un bel tentativo di riportare ai fasti degli Anni Novanta un genere che ormai non esisteva più, quello dei simulatori di combattimento spaziale. L'idea di base è buona e non a caso alcuni membri di Born Ready Games facevano parte dei team responsabili di alcuni classici del genere, però qualcosa si è perso per strada in tutti questi anni: il modello fisico delle navi non trasmette tutte le sensazioni che un giocatore si dovrebbe aspettare da un titolo simile e il gameplay presenta una certa propensione alla ripetitività ed alla conseguente noia dopo qualche missione. Certo, ci pensa la trasformazione della Strike Suit in mech a risollevare un po' la situazione, ma la gestione di tale feature spezza troppo l'azione togliendo anche quei momenti di giusta esaltazione nel trovarci alla guida di un robottone spaziale agguerritissimo.

Il gioco resta comunque validissimo e agli appassionati potrà dare parecchio, ma, complice una longevità non elevatissima (seppur migliorata rispetto alla prima release su PC) e un livello di sfida a tratti frustrante difficilmente chi non ama questo genere gli darà una possibilità. Le basi, anche a livello tecnico, sono più che buone e confidiamo che un nuovo lavoro del team potrà dare il giusto valore ad un genere che merita un rilancio, magari con una buona modalità multiplayer che inspiegabilmente non è stata nemmeno considerata qui e che avrebbe invece cambiato parecchio le sorti di questo pur interessante titolo, che per la ventina di €uro a cui viene venduto può valere l'acquisto.

COMMENTO
Mail

Ci speravo. Ci speravo davvero. In passato, da grande amante della saga di Star Wars, ho letteralmente fuso i miei vecchi PC giocando ore con i vari X-Wing, Tie-Fighter e compagnia bella (che bello che era X-Wing Alliance!) e ho sperato che questo Strike Suit Zero potesse essere un degno erede di quegli storici giochi, seppur senza la licenza di Star Wars. Devo dire che il primo impatto è stato ottimo, le basi ci sono eccome. Purtroppo i vari difetti che mano a mano si sono palesati, in primis un senso di ripetitività e noia alla lunga, unito ad un livello di sfida quasi snervante a tratti, hanno smorzato un po' l'entusiasmo, ma ritengo comunque che il gioco sia un valido esponente di questo ormai bistrattato genere e spero vivamente che il team lavori su qualcosa di simile limando i difetti e offrendo una modalità multiplayer.

GRAFICA:8Ottimi i fondali, buoni i modelli 3D e le texture; la grafica nel complesso è molto pulita. Qualche lieve calo di frame rate.
SONORO:7.5Effetti sonori adeguati così come le musiche, ma niente di memorabile. Buono il doppiaggio inglese.
GIOCABILITà:8Buoni i controlli via pad e sistema di combattimento ben curato anche se un po' ripetitivo alla lunga.
LONGEVITà:7.5Campagna principale non molto lunga, migliora con le missioni aggiuntive ma non troppo.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Grafica bella e pulita
- Controlli buoni col pad
- Bella la trasformazione in mech
CONTRO:- Qualche calo nel frame rate
- Può diventare ripetitivo
- Livello di sfida da rivedere
Zone Of The Enders HD Collection ( PS3 )Mitico action/shooter spaziale ad opera di Konami, in uno sfavillante remix HD.
War Thunder ( PS4 )L'ambientazione è quella del secondo conflitto mondiale, ma sempre di dogfighting si tratta, fatto davvero bene, per giunta.
SCHEDAGIOCO
Cover Strike Suit Zero: Director's Cut

Strike Suit Zero: Director's Cut

Scheda completa...
Strike Suit Zero: Director's Cut2014-04-14 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/strike-suit-zero-director-s-cut/Quando Wing Commander e X-Wing incontrano Zone Of the Enders!1020525VGNetwork.it