La Guerra Infinita
Il primo Supreme Commander ci aveva lasciato con la pace raggiunta tra le tre fazioni che fino a quel momento si erano date battaglia nella cosiddetta Guerra Infinita. Dopo qualche decennio di pace le ostilità riprendono tra le solite tre fazioni: UEF, Cibrani e Illuminati, questi ultimi vanno a sostituire la fazione degli Aeon del primo SC, alla fine dei conti però si rivela essere solamente un cambio di nome in quanto le unità e il design rimane sempre lo stesso.
Come dichiarato più volte nel corso dello sviluppo di questo secondo capitolo, l’obiettivo principale era quello di creare una campagna single player fortemente legata ad una trama solida, cioè che non fosse solo un pretesto per creare altre venti missioni. Questo è stato il primo focus di attenzione di Gas Powered Games nel momento in cui hanno cambiato publisher, passando da THQ a Square Enix, rinomato produttore giapponese, noto soprattutto per la profondità delle trame dei giochi da loro finanziati.
Entrando nel merito di questo Supreme Commander 2 giocheremo nei panni di tre diversi comandanti, uno per ogni fazione, accomunati da un’antica amicizia che si ritroveranno a combattere lo stesso nemico.
A volte ritornano
Il primo impatto con Supreme Commander 2 si rivela non essere il primo, in quanto questa seconda incarnazione dell’RTS di casa GPG risulta nella sostanza molto simile al predecessore se non per qualche modifica nel gameplay e nella conformazione delle mappe che andremo a vedere successivamente.
Così come nel primo all’inizio di ogni missione dovremo mettere in piedi la nostra base, posizionando gradualmente le varie strutture fondamentali come le fabbriche di forze terrestri, aeree e navali, le postazioni difensive, i generatori di energia, ed anche gli estrattori di massa, che andranno applicati solo sugli appositi giacimenti. La costituzione di questi giacimenti di massa ci porterà a difendere maggiormente i nostri estrattori con torrette difensive a causa della limitatezza del numero di giacimenti, il che è rilevante anche a livello di gameplay dove la distruzione dei nostri o degli altrui estrattori può causare gravi perdite economiche e quindi una limitata possibilità di produzione e costruzione.
Un nuovo elemento introdotto in questo secondo capitolo è l’albero di ricerca. In alto a sinistra del nostro HUD troveremo il numero di punti spendibili per la ricerca di nuove tecnologie e di nuove capacità per il nostro esercito, strutture comprese. I punti maturano lentamente con il tempo e si ottengono al completamento degli obiettivi della missione, ma il loro accumulo può essere accelerato grazie alla costruzione di centri di ricerca; più ce ne saranno più veloce sarà la maturazione dei punti. I rami di ricerca vanno a toccare le unità terrestri, navali e aeree e comprendono una maggiore potenza di fuoco, una migliorata resistenza ai danni, la possibilità di spostarsi velocemente o di allargare il proprio campo di visione, fino ad arrivare a sbloccare vere e proprie armi sperimentali che potranno essere costruite nelle apposite fabbriche sperimentali. Queste unità rappresentano uno dei punti di forza di SC2, oltre ad essere molto costose sono anche dannatamente efficaci in battaglia in quanto in grado di assorbire molti danni e di seminare distruzione con una facilità disarmante. La ricerca andrà anche a toccare le strutture che possono essere potenziate in vario modo e la nostra UCC (che sarebbe l’unità del comandante, molto più efficace nella costruzione che in combattimento).
Una volta consolidata la nostra base passeremo a costruire il nostro esercito che, parlando di numeri, raggiunge livelli veramente notevoli nonostante sia stato introdotto il limite di 300 unità, sarà ben difficile infatti riuscire in una singola missione a raggiungere un esercito di queste dimensioni, in quanto per completare le missioni né basterà un numero molto più ristretto. La produzione delle nostre unità potrà essere gestita in modo differente, infatti potremo costruire diverse fabbriche con le quali dividere le code di produzione, inoltre, come nel primo episodio, potremo accelerare la produzione coadiuvando le fabbriche con gli ingegneri.
Dall'agorafobia alla claustrofobia
Supreme Commander si è fatto amare dagli appassionati di strategici soprattutto per la vastità delle sue mappe che raddoppiavano le loro dimensioni almeno due volte ad ogni obiettivo raggiunto; il giocatore poteva utilizzare qualsiasi tattica la sua mente partorisse: attacco frontale, laterale, dall’alto, su più fronti, davanti e dietro, eccetera, tutto stava alla fantasia del giocatore.
Già dalle anteprime che si leggevano qualche mese fa si poteva capire come questo particolare aspetto del gioco fosse stato quello che maggiormente avrebbe subito dei cambiamenti, non necessariamente in peggio, ma non necessariamente in meglio. Infatti in SC2 le mappe sono state decisamente ridotte, attenzione però, confrontate con le mappe di tantissimi altri RTS presenti sulla piazza rimangono comunque le più ampie mai viste, ma se paragonate a quelle del primo capitolo denotano una certa ristrettezza. Le mappe oltre ad essersi ridotte ora non vengono più raddoppiate una o due volte come avveniva in precedenza. La riduzione delle dimensioni in sé non comporterebbe nulla di grave, la cosa più rilevante a nostro parere riguarda il design delle stesse. Quasi tutte le 15 missioni della campagna in singolo si svolgono sulle delle specie di piattaforme artificiali, dalle conformazioni più svariate che, seppure molto ben realizzate e alle volte suggestive, riducono terribilmente la superficie di azione per le nostre armate. Certe mappe sono state studiate appositamente per utilizzare esclusivamente alcuni tipi di unità, a discapito di altre. Nonostante le mappe siano completamente percorribili per via aerea delle volte risultano essere terribilmente scomode per un grosso esercito di forze terrestri, che si trovano a dover seguire dei percorsi quasi obbligati per raggiungere le basi nemiche. Alle volte si vengono a creare dei veri e propri conglomerati indistinguibili di unità terrestri dai quali è difficile tratte qualche possibile tattica d’attacco.
I tre fronti
La campagna single player come già detto ci propone 15 missioni, più o meno lunghe (ma generalmente molto impegnative), 5 per ogni comandante di ogni fazione. Si comincia con l’UEF, per passare agli illuminati e alla fine ai Cibrani. Ogni missione è ben introdotta da spiegazioni e dialoghi tra i vari personaggi anche durante l’azione, mentre ognuna delle tre sezioni della campagna è presentata e conclusa da dei bei video di intermezzo. Si sente infatti come la trama sia stata posta sotto un occhio di riguardo, anche se considerata complessivamente non risulta essere nulla di così spettacolare o coinvolgente, si attesta del resto su livelli più alti rispetto alle classiche trame messe in piedi giusto per legittimare la presenza delle missioni.
Grosse differenze di gameplay non ne esistono tra le tre fazioni che possono contare su delle unità di base molto simili, mentre le differenze si possono appurare a livello di strutture e di unità sperimentali. Più generalmente non esistono particolari cambiamenti di giocabilità nemmeno se confrontiamo i due capitoli della serie. Questo secondo capitolo probabilmente risulta essere molto più accessibile e meno ricco di fronzoli e particolarità che nel primo capitolo facevano il bello e il cattivo tempo. Se da un lato alcuni fan del primo possono rimanere delusi dalla mancanza di alcuni aspetti secondari delle unità e delle strutture, dall’altro il gioco risulta essere un po’ più snello e diretto e quindi più facilmente gestibile dai novizi.
Nonostante non ci sia nulla di nuovo da segnalare non possiamo fare a meno di sottolineare la qualità del gameplay di Supreme Commander 2, che restando pressoché identico a quello del predecessore, è rimasto su alti livelli. Nonostante il ridimensionamento delle mappe rimane ancora molto in mano alle decisioni del giocatore, quasi tutte le missioni sono affrontabili con differenti approcci, si può puntare sul numero delle forze terrestri e combinare i loro attacchi con quelli aerei; si può adottare una tattica di logoramento andando a distruggere gli estrattori di massa del nemico tagliandogli dunque il rifornimento di risorse. Diversamente si può anche decidere di adottare una tattica attendista, trincerandosi in una base largamente difesa con torrette di terra ed aeree e puntando ad accumulare punti ricerca per ottenere strutture importanti come il silos per il lancio di missili nucleari oppure per reclutare un discreto numero di unità sperimentali che con una sola offensiva potranno sbaragliare il nemico.
Tutte le missioni sono ben studiate e offrono sempre una sfida diversa, alcune missioni si risolvono con poco mentre altre risultano essere decisamente ostiche, ma mai impossibili. L’intelligenza artificiale a livello normale si rivela competitiva ma mai surclassante. La tattica degli eserciti nemici controllati dal computer sarà per lo più di logoramento, non capiterà spesso di essere attaccati da grossi eserciti ma le nostre strutture verranno costantemente danneggiate dai brevi attacchi di un numero esiguo di unità; presi singolarmente queste offensive non sono particolarmente preoccupanti, ma se consideriamo che avvengono con un’alta frequenza possiamo capire come alla fine possano risultare efficaci. Quindi la tattica giusta sembra quella di creare molte difese per la nostra base per poi spostare la nostra attenzione alla costruzione di un esercito solido per dirigere un assalto unico ma definitivo alla base nemica.
Comandanti supremi umani
Una volta completata la campagna in singolo ci si potrà immergere nella sfida online con altri giocatori pronti a giocare con noi o contro di noi. SC2 permette di giocare sul molte mappe, anche diverse rispetto a quelle single player, da un minimo di 2 giocatori fino ad un massimo di 8. Tre sono le modalità disponibili: Assassinio, dove l’obiettivo sarà quello di distruggere le UCC dei comandanti avversari; Supremazia, dove lo scopo è quello di distruggere qualsiasi cosa si incontri sulla propria strada, strutture, armate, UCC, eccetera; Guerra Infinita, nella quale non ci sono limiti e condizioni di vittoria, tutto è concesso.