Ricorderete Polarbit per il loro titolo di maggior successo all'interno di Apple Store: Reckless Getaway. Invero, anche questa volta sarete messi alla guida di un mezzo, seppur distante dall'ottimo lavoro svolto con il succitato titolo automobilistico. In Tank Riders non sarete un rapinatore di banche in fuga dalla polizia, bensì il pilota di un mini carro armato con cui dovrete farvi strada e sopravvivere in tutte le arene proposte. Sin dall'incipit non sembra l'apoteosi dell'originalità . Per Polarbit collocare questa nuova produzione in un genere ormai giunto a saturazione sarà impresa assai ardua.
Mini carri, poco armati
Appena avviata l'applicazione ci troviamo, senza tanti fronzoli, immediatamente nel menu principale. Tanta semplicità contraddistingue anche la suddivisione dei trenta livelli del titolo. Nessun filo conduttore infatti lega le arene presenti in Tank Riders; l'unico vostro compito è quello di arrivare alla fine del livello (alla zona sicura o raccogliendo determinati oggetti), per poter sbloccare il successivo e, se vi capita, battere il canonico record determinato da un punteggio e dalle tre stellette.
Come avrete intuito, il single player non possiede alcun acuto particolare; cinque livelli introduttivi fungono da tutorial e i restanti venticinque sono suddivisi in due semplici campagne. Allo stato attuale possiamo dirvi comunque che Polarbit supporterà il titolo con ulteriori livelli scaricabili (non è dato sapere se saranno gratuiti o a pagamento).
La semplicità di contorno affligge anche quello che dovrebbe essere il cuore pulsante del titolo vero e proprio. Con visuale dall'alto, guideremo il nostro mini carro armato attraverso ambienti sempre più labirintici (con oggetti nascosti, perlopiù monete per aumentare il vostro punteggio), totalmente realizzati in 3D, ma piuttosto spartani e piatti; in sede di recensione gli sviluppatori hanno rilasciato un aggiornamento che tenta di rimediare alla staticità dell'ambiente di gioco introducendo alcune animazioni, come lo spostamento delle fronde degli alberi o qualche effetto di luce. Per quanto siano buone le intenzioni, ogni ambiente rimane impersonale, monotono e ripetitivo.
Dal momento che non esiste alcuna progressione principale, all'interno di ogni livello sono presenti power ups con cui potenziarsi (come missili, mortai e quant'altro) oppure con cui proteggersi (come gli scudi di energia); ovviamente tali vantaggi, una volta concluso il livello, vengono persi. L'unico cenno positivo viene dall'intelligenza artificiale dei nemici; determinati a non lasciarvi passare e imperterriti nell'inseguirvi, possono rappresentare una buona sfida.
Tutta una questione di controllo
Il sistema di controllo è quanto di più frustrante si possa trovare e mina l'esperienza di gioco già gravemente affetta da altri problemi. Sono solo due le opzioni permesse ed entrambe si rivelano insoddisfacenti. Il difetto principale riscontrato è la difficoltà con cui si coniugano i movimenti del carro armato con il sistema di puntamento per fare fuoco. In un gioco in cui è praticamente vitale continuare a muoversi per schivare i colpi nemici, i controlli maldestri obbligano il giocatore a fermare il carro armato per poter prendere la mira e sparare. Molti livelli richiedono che le due azioni vengano eseguite simultaneamente e ciò costituisce seriamente la difficoltà più grande di tutto il gioco.
Multiplayer, questo sconosciuto
Dato il genere, Tank Riders dovrebbe fare faville in multiplayer, con divertenti e frenetiche battaglie in arene stracolme di potenziamenti da raccogliere. Purtroppo nemmeno in questo campo il titolo sembra brillare. A rendere sin da subito le cose difficili è la mancanza della connettività a Game Center e la necessità di creare un account apposito per poter usufruire del comparto online (cosa questa impensabile, dato che la quasi totalità dei titoli ormai non pone più restrizioni di sorta se non l'esistenza di un profilo Game Center).
La difficoltà di trovare partite attive vanifica comunque ogni sforzo, dato che rischierete di passare il tempo ad aspettare che qualcuno si unisca alla sessione. Qualora riusciste a connettervi, non avrete nemmeno il tempo di rendervi conto che state giocando, talmente brevi saranno le sessioni; senza considerare poi i pesanti problemi di lag, che la maggior parte delle volte vi impedirà di concludere degnamente una partita.
Notiamo con dispiacere la totale assenza (che si va ad aggiungere alle altre) dell'opzione wi-fi locale. Permettere partite veloci tra gli amici avrebbe attenuato i gravi difetti di cui soffre il comparto multiplayer.
Ritirata Strategica
Tank Riders è un titolo che presta il fianco a numerosi difetti; le potenzialità (soprattutto multiplayer) sono state mal sfruttate o male implementate.
Una campagna in single player breve e monotona, un multiplayer praticamente inesistente e un sistema di controllo difficile da gestire rendono l'esperienza di gioco mediocre e frustrante. Allo stato attuale, i contenuti presenti in questo titolo non valgono certo il prezzo del biglietto.