Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan

Meglio spendere soldi in pizza?
Scritto da il 02 giugno 2016
Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan Recensione

Devo ammetterlo, quando resto deluso da qualcosa difficilmente riesco a nascondere i miei reali sentimenti. A una certa età tempo e denaro cominciano a essere cose preziose e, quanto capitano cose del genere, uno non può che rimanerci male. Pensateci: prendi uno dei franchise più belli di sempre, abbastanza da farti imparare la storia dell’arte italiana prima ancora che sui banchi di scuola come le Tartarughe Ninja, metti in mano i diritti a una delle software house più osannate degli ultimi anni quando si parla di giochi action, ovvero PlatinumGames. Il risultato, sula carta, è uno dei titoli più divertenti di sempre, specie se con una cooperativa e tutti i nemici storici della saga. Nella realtà, però, è Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan, un gioco che mostra il fianco a numerose critiche e che non vale assolutamente quel che costa.


È l'ora dello Sturoduro!

Mutants in Manhattan si ispira, narrativamente parlando, al nuovo ciclo di fumetti dedicato alle quattro tartarughe della IDW Publishing, serie che fortunatamente mantiene intatti tutti i capisaldi della serie, dalla sexy April O’Neal fino agli storici nemici del Clan del Piede, Shredder, Krang e quant’altro. Una scelta che si rivela azzeccata ma che comunque lascia spazio ad una trama molto leggera, un semplice canovaccio volto a farci saltare subito sul carrozzone e cominciare a menare a suon di ninjutsu ma che non pregiudica però la caratterizzazione dei personaggi, comunque notevole. Il gioco propone dunque una modalità storia, caratterizzata da nove livelli ognuno con un boss finale: per arrivare allo scontro ultimo, però, sarà necessario svolgere le diverse missioni secondarie assegnateci da April dal centro di comando ed è qui che si comincia a capire cosa non va nel titolo. I livelli si svolgono nella città, una macroarea la cui caratterizzazione è ridotta all’osso, un semplice labirinto preso a pieno dalle più classiche metropoli statunitensi che fa da mero sfondo alle nostre azioni. Ogni compito di April ci porterà a muoversi da una parte all’altra della mappa, riducendo però le azioni da fare a picchiare duro chiunque ci blocchi la strada e nulla più: ne consegue un’elevata ripetitività di fondo e una longevità che sfiora il ridicolo, senza nemmeno arrivare a dieci ore di gioco. Il combat system, invece, convince nelle sue meccaniche di base ma stona per via delle pieghe che prende il gioco: stiamo infatti parlando di un hack’n’ slash che punta gran parte del suo potenziale sulla cooperativa, il che porta a dovute modifiche quando si gioca in solitaria. Ogni pulsante viene sfruttato talmente a fondo che spesso si finisce per confondersi, tra un set di pulsanti adibiti alle mosse speciali e uno dedicato al cambio delle tartarughe, che saranno tutte presenti nell’area di gioco insieme a quella che avremo scelto. Questo comporta anche una certa confusione su schermo, anche a fronte di un’ulteriore set di comandi che ci permetterà di cambiare tartaruga in base alla situazione che affronteremo. Ad aggiungere altri problemi sono poi gli scontri con i boss che, rispetto a ciò a cui ci ha abituato Platinum, risultano banali e particolarmente ostici, visto che nonostante la pioggia di attacchi ninja, questi continueranno ad attaccare imperterriti portando il così detto fattore C a prevalere sulla tattica. Insomma, un guazzabuglio senza precedenti che impedisce di godersi l’azione e un’aggressività mal celata dell’IA che, su entrambi i fronti, porta il giocatore a vivere momenti frustranti o, peggio ancora, noiosi. Una mossa molto ingenua che , come se non fosse abbastanza, ammazza completamente ogni desiderio di esplorazione, cosa che unità ai numerosi collezionabili sparsi nell’area di gioco risulta inspiegabile. Nonostante le numerose critiche, però, non siamo di fronte a un gioco completamente da buttare, ammesso che seguiate l’unica formula valida per giocare il gioco: la cooperativa. Pur trascurando immotivatamente un’eventuale couch coop, avere tre amici disposti a giocare con voi riesce sicuramente a tirare su il morale, ritrovandosi di fronte a un gioco tutto sommato godibile e divertente, al netto dei difetti che lo affliggono.


Cowabunga?

Fortunatamente l’impianto tecnico del gioco non è altrettanto problematico, anzi: vista l’affinità con il fumetto, la scelta di sfruttare il toon shading è tanto ovvia quanto funzionale e l’estetica di gioco ne giova a pieno. Colori saturi, ombreggiature, modelli dei personaggi ben realizzati, permettendo di sentirsi dentro alle pagine di un fumetto, standoci pure abbastanza comodi, anche se un po’ di attenzione anche agli ambienti di gioco non avrebbe fatto male. Buona anche la fluidità di gioco che, almeno sulla nostra prova con Xbox One, non ha dato nessun segno di cedimento in particolare, nonostante il framerate del gioco sia bloccato a 30fps per motivi a noi ignoti. Sonoro e effetti audio invece promossi con il 6: ho apprezzato molto le musiche che accompagnavano le mie piroette con guscio, nulla di indimenticabile ma azzeccate per il contesto. Il gioco è inoltre doppiato completamente in italiano con performance sufficienti. Il risultato finale è semplicemente imprevedibile: Mutanti a Manhattan è un gioco che sembra quasi incompleto e frutto delle peggiori disattenzioni, cose che sarebbero quasi perdonabili se il titolo non portasse il nome di una software house che ha alle spalle roba come Bayonetta 2, Vanquish e un tie-in del calibro di Transformers Devastation dalla qualità indiscutibile. Fermo restando che siate fan delle tartarughe ninja, è davvero difficile consigliarvi il gioco, anche ai fan super hardcore. Se proprio dovete fare lo sforzo, accertatevi che qualche amico compia una scelta altrettanto scellerata e, magari, approfittate di qualche sconto oppure, cosa molto più ninja, una bella pizza in compagnia.

PRO:- Cooperativa buona
- Graficamente bello da vedere
CONTRO:- Gameplay ripetitivo
- Confusionario e aggressivo
- Tecnicamente mediocre
Bayonetta 2Probabilmente il miglior prodotto PlatinumGames, imperdibile
Diablo III: Ultimate Evil Edition ( XBOX ONE )Il re degli hack 'n' slash, con cooperativa online o sul divano
VOTO FINALE5
SCHEDAGIOCO
Cover Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan

  • data d'uscita: 24 maggio 2016
  • produttore: Activision
  • sviluppatore: PlatinumGames Inc.
  • Genere: Azione
  • Multiplayer: Online e Coop.
Scheda completa...
Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan2016-06-02 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/teenage-mutant-ninja-turtles-mutanti-a-manhattan-53701/Meglio spendere soldi in pizza?1020525VGNetwork.it