Siamo alle solite; viene girato un film ad alto budget e, parallelamente, la software house di turno annuncia un videogioco ad esso relativo (sono i così detti Tie-in). La problematica comune a tutti, o a gran parte, dei titoli su licenza è la bassa qualità che spesso li porta a inabissarsi nelle remote profondità delle classifiche internazionali. Esprimersi a sfavore dei giochi in questione è ormai una moda, un luogo comune, un cliché che, per quanto diffuso e logorroico, è tuttavia giustificato.
Non fa, purtroppo, eccezione terminato Salvation, titolo sviluppato sulla base della pellicola cinematografica di recente uscita. Bisogna ammettere che i difetti, in tal caso, non balzano immediatamente all’occhio: le primissime impressioni, infatti, fanno ben sperare. Un normale sparatutto sulla falsariga di Gears of war, dotato di un sistema di controllo apparentemente fluido e, per finire, una veste grafica dignitosa. Ma basta superare il primo livello, e tutte le illusioni crollano inesorabilmente.
Terminator 3,5
La storia è praticamente di universale conoscenza. John Connor, il futuro membro della resistenza in lotta contro le macchine costruite dall’intelligenza artificiale Skynet (dunque, la razza umana sarà annientata dalle tv satellitari…), si ritrova a vivere l’inizio di una nuova era del terrore: il futuro da cui ha sempre tentato di fuggire lo ha inghiottito e, volente o nolente, adesso toccherà a lui prendere le redini della situazione e fermare l’apocalisse cibernetica.
Per prima cosa, notiamo con “piacere” che il protagonista dell’avventura non assomiglia affatto a Christian Bale… probabilmente i produttori non sono riusciti a ottenere il permesso di sfruttare il volto del famoso attore. Bell’inizio.
Secondariamente, le sequenze filmate sono l’emblema della qualità complessiva di Terminator Salvation. Scenette d’intermezzo che si succedono freneticamente l’una dietro all’altra, contornate da una regia a dir poco spartana. Non c’è una sola inquadratura suggestiva; tutta l’azione è ripresa con estrema superficialità e, tanto per cambiare, non si riesce quasi mai a coinvolgere il giocatore (o a tenerlo sveglio). I personaggi sono invece delle macchiette buttate sullo schermo, piatti come le texture che li rivestono e il più delle volte costretti a recitare battute scialbe. Ancora dobbiamo capire perché mai gli sviluppatori decidano di rinunciare a trasporre su gioco la trama del film originale. Se non avessero apportato alcun cambiamento, probabilmente Terminator salvation, da questo punto di vista, avrebbe guadagnato punti.
Una grafica futuristica…
… se per futuristico intendiamo “vecchia di un paio d’anni”. Ma in realtà, la confezione grafica del titolo è abbastanza buona. Abbiamo modelli poligonali relativamente accettabili ed effetti grafici in quantità che si lasciano tutto sommato apprezzare (tranne le esplosioni. Queste sembrano modulate da una PSX). Le Texture invece hanno alti e bassi. Riguardo alle ambientazioni, nulla da dire, il bump mapping svolge egregiamente il suo dovere, ma basta lanciare un occhiata ai personaggi e una espressione contorta si dipingerà sui nostri volti. Tralasciando le animazioni facciali e dei movimenti corporei, degne del primo half life, è la sensazione di trovarsi di fronte a un lavoro incompiuto a prendere il sopravvento. Considerando poi che la fluidità non supera i 30 fps (anzi, a volte si perdono per strada un paio di frame) il giudizio non proprio esaltante sorge spontaneo.
Il comparto sonoro non è da meno (in senso negativo). Per tutto il tempo siamo bombardati musichette pregne di tensione, di quelle che preannunciano un pericolo imminente. Quando poi il pericolo (che assume la forma di un paio di scodelle volanti, spinte da una canna del gas, molto tecnologico…) compare dinnanzi a noi, ogni tanto capita di sentire anche il motivetto principale del Film. TuTum Tum TuTum… ci siamo capiti no?
Ultimo, ma non ultimo come si usa dire, il level design. È la concretizzazione dell’eterno ritorno teorizzato da Nietzsche, un cumulo di roba replicata all’infinito. Una ripetitività disarmante…. TUTTO quello che vedrete saranno infatti vetture capovolte e macerie, alternate saltuariamente da un alberello e un prato, chiaro simbolo della resistenza messa in atto dalla natura di fronte alla tecnologia incalzante… oppure della scarsa fantasia degli autori…
Ma non abbiamo ancora citato i difetti grafici peggiori del gioco. Tralasciando alcuni problemi di clipping (durante un inseguimento a bordo di una jeep, il velivolo che ci stava alle calcagna si è improvvisamente inabissato nell’asfalto), si osserva con una certa amarezza un aliasing che definiremmo, con tutta la cortesia di cui disponiamo, scandaloso. Più di una volta siamo tornati nelle impostazioni dell’Xbox 360 per controllare la risoluzione dello schermo, ma alla fine abbiamo dovuto prendere atto di una sconcertante verità: Skynet non ha solo conquistato il mondo, ha anche seghettato ogni superficie. Da vedere assolutamente i fili elettrici che si stagliano sul cielo azzurro, praticamente in tutti i livelli; appaiono come delle LINEE TRATTEGGIATE separate l’una dall’altra da un paio di Cm.
Gears of wath?
Il gameplay, ricalcando a piene mani la formula di GOW, non è completamente da buttare. infatti, i controlli che regolano il movimento del personaggio sono fluidi e comodi. Peccato non si possa dire altrettanto del sistema di mira. Non importa se in strada o a bordo dei veicoli (le due principali modalità di combattimento), in ogni caso il mirino tende a compiere scatti improvvisi che impediscono di cogliere il bersaglio. In effetti, data l’intelligenza artificiale dei nemici, il problema si riduce sensibilmente.
A proposito, qui di seguito proponiamo una lista dei temibili avversari che Skynet ci staglia contro:
- Le suddette scodelle volanti
- Le scodelle con alette
- Goomba meccanici (i loro proiettili sono praticamente inefficaci contro di noi, ma basta sfiorare queste creature per andare all’altro mondo. Se i programmatori avessero però avuto il coraggio di implementare la famosissima musichetta che segna la dipartita di super mario, avremmo dato a Terminator Salvation un 10).
- T600, i modelli primitivi dei terminator
- Velivoli assortiti
Ora, per fare un esempio dell’avanzatissima IA delle macchine elencate, basta riportare una delle situazioni in cui siamo incappati alla prima partita: ricordate i fili elettrici frammentati? Bene, una scodella volante si è improvvisamente immobilizzata non appena è avvenuto un contatto tra i due. Queste, ricordiamolo, sono le macchine che hanno conquistato il mondo.
Da buon clone di GOW, anche TS ha il suo sistema di coperture, ovviamente inutile perché basta crivellare i nemici anche da fermo, standosene in piedi in mezzo alla strada, quindi passiamo oltre. Le armi, tanto per entrare nel vivo dell’azione, sono calibrate piuttosto arbitrariamente. Il fucile a pompa folgora ogni scodella volante nel raggio di 1 km, con un colpo solo. E’ il sogno di ogni cecchino che diventa realtà. Le mitragliatici pesanti invece, per qualche oscuro motivo, accarezzano dolcemente le corazze metalliche degli avversari senza neanche ammaccarle. Senza contare che il numero dei proiettili necessari ad abbattere le macchine viene ogni volta ripensato a Random.
Infine, potremmo non citare la fisica? Si, potremmo, infatti non c’è. nel 2009, sparare a un manichino e non vederlo spostarsi neanche di un cm, o un’animazione predefinita, è disarmante.
È questo il futuro che ci attende?
Speriamo di no. Terminator Salvation è un compitino svolto con poca cura per i dettagli. Probabilmente si tratta dell’ennesima operazione commerciale volta a riprendere il successo della pellicola cinematografica. Considerata anche la longevità piuttosto bassa, non si intravede alcun motivo plausibile per acquistare un gioco del genere. Comprate soltanto se volete a vere nella vostra collezione qualsiasi prodotto abbia su scritto il nome “Terminator”.