The Binding of Isaac: Rebirth

Mamma? Cosa fai con quel coltello?
Scritto da @ GuidoSora7il 13 novembre 2014
The Binding of Isaac: Rebirth Recensione

Dopo aver portato Super Meat Boy su PC e Xbox 360, nel lontano 2011 Edmund Mcmillen e Florian Himsl presero spunto da un episodio biblico e crearono un roguelike unico nel suo genere. Un gameplay semplice quanto geniale e una trama tutt’altro che banale consentirono al giovane Isaac di scalare le classifiche di vendita di Steam. Dopo aver diviso in due il mondo videoludico a causa dei suoi contenuti, The Binding of Isaac arriva finalmente su PS4, PS Vita e PC in una nuova veste grafica e con tantissimi contenuti aggiuntivi. La versione “Rebirth” di questa perla del mondo indipendente si sarà fatta valere anche su piattaforme PlayStation? Andiamo a scoprirlo insieme.


Una botola piena di segreti

In The Binding of Isaac viene rappresentato un evento biblico ben noto a tutti, credenti e non: Il Sacrificio di Isacco. Isaac vive la sua infanzia tranquillo e spensierato in compagnia di sua madre, una persona molto religiosa. Un bel giorno la devota signora, mentre assiste come al solito ai programmi religiosi in TV, riceve un ordine dall’alto, da una voce che sembra quella di un dio. L’entità chiede alla donna di salvare Isaac dalla perdizione, e per questo prima le ordina di nascondere tutti i giocattoli del bambino, e poi le ordina di segregarlo nella sua stanza. Ma la divinità, non ancora soddisfatta, decide di far compiere alla sua fedele un atto di fede estremo, ordinandole l’omicidio del giovane Isaac. Il bambino però assiste alla scena attraverso una crepa nella porta della sua stanza, e riesce a mettersi in salvo scendendo in una botola nella sua stanza. Purtroppo si tratta solo dell’inizio dei problemi del giovane Isaac.


Lacrime, sangue e tanta pupù!

Il viaggio che siamo chiamati a compiere è un’immonda rappresentazione di quanto più macabro e meschino possa concepire la mente umana. Un bambino, sfuggito per un pelo alla morte per mano di sua madre, si ritrova all’interno di una grotta buia e senza alcuna idea precisa sul percorso da seguire per trovare l’uscita. Ogni partita e ogni livello di The Binding Of Isaac si apre allo stesso modo: Isaac piange steso sul pavimento in posizione fetale mentre ricorda gli episodi più tristi del suo passato. Da un incubo legato ad un brutto ricordo però si passa ad un incubo vero e ben più pericoloso. All’inizio del gioco Isaac ha solamente uno strumento di difesa: le sue lacrime.

Le grotte che il giocatore viene chiamato ad esplorare in compagnia del triste bambino sono suddivise in stanze, piene ahimè di tantissimi tipi di nemici. Una volta entrati in una nuova area non è possibile uscirne se non dopo aver eliminato tutti i mostriciattoli che si trovano al suo interno. Se in un primo momento le creature che sbarrano la strada ad Isaac risultano facili da sconfiggere, avanzando nell’avventura i combattimenti diventano sempre più complicati e non possono essere risolti con una raffica casuale di lacrime. Uno dei punti di forza di TBOI infatti sta proprio nella variabilità degli scontri. Ciascun nemico ha un determinato pattern di attacco, che va interpretato correttamente per evitare di subire danni e portare a casa la pellaccia. Come la versione originale del gioco, anche la “Rebirth” vede il ritorno dei tantissimi consumabili e degli utilissimi Power Up, raccoglibili all’interno delle stanze oppure sbloccabili uccidendo i Boss. Quest’ultimi sono suddivisi ancora una volta in Boss comuni e Boss di fine livello. I primi (in piena frenesia biblica) prendono il nome dei sette peccati capitali, mentre i secondi assumono forme diverse, ma sempre più orride. Non mancano inoltre citazioni eccellenti, che spaziano dal mondo Indie (con riferimenti a Markus Notch Persson e ai vecchi lavori dello stesso McMillen) alle pietre miliari della storia dei videogiochi (Zelda in primis, ma anche Bomberman giusto per citarne due).

A differenza della versione datata 2011, la nuova edizione di TBOI vede anche l’introduzione del livello di difficoltà Normale. Questa novità porta modifiche sostanziali non solo alla distribuzione dei nemici, ma anche a quella dei potenziamenti: infatti, solo giocando alla difficoltà più alta è possibile ottenere i potenziamenti più efficaci per Isaac. Un’altra differenza fra i due livelli di difficoltà offerti è costituita dal numero inferiore di livelli da esplorare quando si gioca a difficoltà Normale, ma in entrambi i casi l’avventura del nostro giovane amico si conclude solo con la sconfitta della “mammina”. Se si considera solo questo aspetto di TBOI, il gioco può essere completato anche in 2 ore. Ma l’esperienza offerta da Nicalis non si conclude affatto con la prima esplorazione dei dungeon. Oltre ad Isaac è possibile sbloccare altri personaggi giocabili e soprattutto altri Boss, ciascuno con le sue caratteristiche uniche, che rendono ogni playthrough diversa dall’altra. Inoltre, in Rebirth ritroviamo anche la modalità sfida, una delle features aggiunte con l’espansione “The Wrath of Lamb”. Se si considera poi che TBOI vanta ben dieci finali alternativi, la longevità diventa praticamente infinita. Le nuove aggiunte poi rendono il gioco ancora più interessante.


Regala un cuore… in un mondo a 16 Bit!

Una delle modifiche più radicali all’ottima struttura di The Binding of Isaac è sicuramente l’implementazione di una modalità multigiocatore. Mentre si è in gioco su PS4, basta collegare un secondo joypad alla console e premere il tasto Options per fare entrare in partita un amico nei panni di un esserino volante che può anche essere affrontato come nemico all’interno dei livelli (un Baby). Ma tutto ha un costo, e l’apporto del secondo giocatore va pagato con un cuore di Isaac. L’aggiunta del multiplayer però non modifica né intacca le meccaniche originali del gioco, dato che l’esserino volante non può fare altro che supportare Isaac attaccando i nemici. Spetta al personaggio principale quindi occuparsi degli oggetti, delle monete e di tutti i potenziamenti.

Vorremmo chiudere la nostra analisi soffermandoci sul comparto tecnico di questa edizione. Il sottotitolo Rebirth (letteralmente “rinascita”) ben si adatta alla nuova versione del lavoro di McMillen e soci. In effetti lo stesso McMillen aveva più volte dichiarato di voler ricreare TBOI, visto che il linguaggio Flash della prima versione del gioco non poteva garantire un frame rate soddisfacente e soprattutto non consentiva al developer americano di aggiungere nuovi mostri e nuove ambientazioni. E così, dal motore flash del 2011 oggi TBOI giunge su console in una veste grafica del tutto nuova, realizzata interamente in uno stile a 16-bit. Il nuovo design però non solo è molto bello da vedere, ma ha anche permesso a Nicalis di rendere i dungeon più vari. Se nella versione originale di TBOI ci si ritrovava ad esplorare stanze dalla forma identica, con questo nuovo motore grafico la software house americana ha anche avuto la possibilità di espandere le stanze dei livelli. Si tratta di un dettaglio non di poco conto, che rende l’esplorazione dei livelli sempre avvincente e mai monotona. La ricostruzione del mondo di Isaac ha toccato anche il comparto audio, ma se dal punto di vista grafico il salto di qualità è abbastanza evidente, purtroppo la colonna sonora del gioco non ha subito lo stesso restyling. Certo, le melodie create per Rebirth sono molto gradevoli, ma si distaccano di gran lunga dalla OST originale, con il rischio che qualche fan di lunga data del gioco resti deluso. Gli inconfondibili effetti sonori del gioco invece non sono stati modificati, ed è sempre un piacere ascoltare i suoi che si producono spappolando la pupù e distruggendo i nemici nei dungeon.

Non c’è che dire, Isaac ha fatto colpo anche sulle console Sony. Il cupo mondo di McMillen regala ore e ore di gioco senza stancare mai, e se si considera il prezzo di vendita (14,99 €) e la funzione Cross-Buy del titolo, non esistono davvero dei buoni motivi per lasciarsi sfuggire questa rivisitazione di un classico del mondo Indie.

COMMENTO
@ GuidoSora7

Aspettavo con ansia l’arrivo di Isaac su PS4. Sin dalle prime partite il lavoro di McMillen mi ha davvero stregato, e le modifiche apportate alla versione originale non hanno fatto altro che trasformare un piccolo capolavoro della scena Indie in una pietra miliare del suo genere. Fatevi un regalo e provate The Binding Of Isaac: Rebirth se avete una PS4 o una PS Vita… non ve ne pentirete!

GRAFICA:8Nuovo look grafico e design dei personaggi e delle ambientazioni molto curati.
SONORO:7.5Colonna sonora inedita di ottima fattura.
GIOCABILITà:8.5Meccaniche semplici e intuitive, ma il gameplay è davvero profondo.
LONGEVITà:8.5Molteplici finali alternativi, modalità sfida e multiplayer locale per due giocatori. Davvero tanta roba!
VOTO FINALE8.5
PRO:-Meccaniche semplici, ma geniali
-Veste grafica curatissima
-Tutti i pacchetti aggiuntivi sono compresi nel prezzo
CONTRO:-Colonna sonora troppo lontana dalle melodie originali
-Cali di frame rate e tempi di caricamento più lunghi su PS Vita
Spelunky ( PS4 )Altro roguelike disponibile su PS4. Anche in Spelunky bisogna esplorare grotte e luoghi abbandonati, ma il focus del gioco è incentrato sull’esplorazione.
The Binding of IsaacPer i nostalgici, o semplicemente per chi è curioso di scoprire com’era Isaac nel 2011, è possibile scaricare la vecchia versione di TBOI su Steam.
SCHEDAGIOCO
Cover The Binding of Isaac: Rebirth

The Binding of Isaac: Rebirth

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The Binding of Isaac: Rebirth2014-11-13 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/the-binding-of-isaac-rebirth-47683/Mamma? Cosa fai con quel coltello?1020525VGNetwork.it