The Cave

Attenti a quello che desiderate...
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 02 febbraio 2013
The Cave Recensione

Quando viene fatto il nome di un grande autore si crea sempre una grande aspettativa intorno a quello che sarà il suo prossimo lavoro. Se poi parliamo di un personaggio come Ron Gilbert, la mente dietro a classici intramontabili come Maniac Mansion e la serie Monkey Island, l'attesa si fa ancora più spasmodica. O per lo meno è così per i giocatori più grandicelli, che ancora conservano nel cuore le immagini di alcune tra le migliori avventure grafiche mai realizzate. I più giovani, invece, con tutta probabilità non sapranno neppure a chi ci stiamo riferendo; un peccato certo, ma è anche vero che ognuno è figlio della sua epoca e che i videogiochi si possono apprezzare molto meglio nel loro specifico contesto temporale. Con questo non vogliamo affatto sminuire la pratica del retrogaming, che resta tutt'oggi la via principale per conoscere la storia del nostro media preferito. Chi vi scrive è pero fortemente convinto che per godere appieno di un'opera videoludica la si debba sperimentare in circostanze specifiche, e che sia necessario abbracciare uno stato mentale particolare. Condizioni che si realizzano proprio nel periodo di uscita di un videogioco, quando cioè l'utente non è ancora consapevole dei limiti tecnici e ludici di un prodotto.

Ma non tergiversiamo: The Cave, questo il nome dell'ultima fatica del buon Gilbert, si discosta notevolmente dalle classiche avventure grafiche già citate in precedenza. Se dovessimo rilegarlo a un qualche genere, sarebbe forse più consono parlare di "avventura dinamica". Non crediate comunque di trovarvi di fronte all'ennesimo puzzle/platform in stile DeadLight. No, in questo gioco, più che saltellare in ogni direzione, dovrete far lavorare assiduamente il vostro cervello e risolvere intricati enigmi al fine di riportare a casa la pellaccia.


La caverna delle meraviglie

The Cave narra la storia di un eterogeneo (e improbabile) gruppo di avventurieri pronti ad affrontare mille sfide pur di veder realizzati i propri sogni. E quando diciamo che "The Cave Narra..." intendiamo in senso letterale; l'intera vicenda è infatti raccontata dalla caverna stessa che da nome al titolo. Autentica e indiscussa protagonista, questa antica entità getterà il suo occhio onnisciente sui tre sventurati che oseranno entrare nei suoi cunicoli, senza risparmiarsi in commenti sarcastici e poco lusinghieri. Uno spirito burlone, dunque, capace di trasformare un'avventura dai toni cartooneschi i un fantasy dark pieno di ironia. E sarà sempre la caverna a fornirci ulteriori dettagli sul passato dei protagonisti, che per tutto il tempo non proferiranno parola (e come biasimarli? Chi avrebbe voglia di parlare ad un cumulo di rocce che scherza continuamente sulla nostra morte truculenta?). Qualche breve frammento di storia verrà fornito anche dai dipinti magici che troveremo impressi sulle mura delle grotte, ma non aspettatevi lunghi filmati in CG o interminabili dialoghi perché non ce ne saranno. Oltre alla caverna, infatti, gli unici personaggi che avranno voglia di scambiare con noi qualche frase di circostanza saranno le comparse che incontreremo durante il nostro lungo viaggio.

Sebbene da questo punto di vista il titolo si discosti notevolmente dalle precedenti opere di Ron Gilbert, il divertimento non verrà mai a mancare. Si ride, si ascolta ammaliati, si riflette pure, ma non ci si annoia un solo istante. Lo stile narrativo, del tutto conforme allo spirito del gioco, riuscirà a trasportare anche voi in quella caverna magica e piena di sorprese, garantito.


Poligoni sbilenchi

The Cave non ostenta particolari qualità grafiche, ma fa comunque il suo bel lavoro. Come accade per ogni buon prodotto realizzato in 2,5 D anche in questo potremo ammirare suggestivi paesaggi in tre dimensioni che riusciranno a trasmettere un'ottima sensazione di profondità. La varietà delle ambientazioni è inoltre molto ampia, tanto che alla fine dubiterete di trovarvi realmente tra le gallerie di una caverna. Ad aspettarvi non ci saranno solamente rocce, umidità e fiaccole, ma anche piramidi sotterranee, antichi castelli e perfino immense distese verdeggianti. Il level design è sopraffino: ogni singolo passaggio del gioco permetterà di sfruttare le abilità dei personaggi che avremo selezionato, senza alcuna eccezione (ma di questo parleremo più avanti). I vari stage risultano in questo senso estremamente complessi e funzionali, tanto che a un certo punto vi sembrerà che la caverna stessa si stia adattando al vostro stile di gioco.

Da un punto di vista puramente grafico, il titolo resta nella media delle produzioni similari. Texture e modelli poligonali sono buoni e lo stesso vale per gli effetti grafici sparsi qua e là. Le animazioni invece colpiscono in positivo in quanto volutamente grottesche e goffe. Basti pensare alla marcia sconclusionata del cavaliere o all'estrema rigidità dell'esploratrice Totalmente promosso, infine, il comparto audio, che offre un doppiaggio di primo livello in ogni circostanza.


In fila per tre col resto di... quattro

All'inizio del gioco verranno presentati i sette personaggi che ci accompagneranno durante tutta l'avventura. Di questi ne potremo selezionare soltanto tre, e in base alla nostra scelta il gameplay subirà alcune sostanziali modifiche (Maniac Mansion, remember? NdR). Infatti, ognuno dei protagonisti avrà a disposizione specifiche abilità che gli permetteranno di affrontare un determinato passaggio in maniera differente rispetto ai comprimari. Alcuni di essi, per esempio, potranno interagire con appositi congegni, altri avranno a disposizione incredibili poteri telecinetici, e altri ancora saranno in grado di resistere ad attacchi fisici o di attraversare lunghi corridoi subacquei. Per passare da un personaggio all'altro, poi, non dovrete fare altro che premere l'apposito pulsante posto sulla croce direzionale, stratagemma che si rivelerà essenziale in quelle fasi che richiederanno un minimo di cooperazione tra i membri del gruppo. Per farvi un esempio, in un'occasione vi sarà assegnato il compito di recuperare un amuleto custodito da un drago sputa fuoco. Per riuscirci dovrete posizionare uno degli esploratori vicino alla bestia allo scopo di distrarla e utilizzare gli altri per arraffare il tesoro.

Il titolo, in un primo momento, potrebbe sembrare uno dei tipici platform di ultima generazione. In effetti vi ritroverete spesso a dover saltare da una piattaforma all'altra, a spostare casse di legno, ad attivare macchinari e così via. Azioni simili però serviranno unicamente a rendere più movimentata la nostra marcia verso la vittoria e non necessiteranno di riflessi particolarmente sviluppati. L'essenza di The Cave risiede piuttosto nell'enorme quantità di enigmi ambientali che saremo chiamati a risolvere. Ed è qui che il titolo mette in tavola tutte le sue carte migliori. Molti dei puzzle presenti nel gioco, oltre a prevedere una soluzione standard, potranno essere affrontati facendo ricorso alle peculiari capacità dei singoli protagonisti (l’invulnerabilità, la telecinesi, i viaggi intra-dimensionali ecc…). Ciò significa che una medesima situazione permetterà differenti approcci a seconda del personaggio che staremo controllando in quel momento. Un’idea vincente che spingerà molti giocatori a testare nuove combinazioni e a ricominciare l’avventura più volte. Da notare, comunque, che nel gioco saranno presenti anche enigmi di stampo tradizionale, in cui voi e il vostro gruppo dovrete andare a caccia di specifici oggetti chiave disseminati lungo i cunicoli della caverna. Una volta recuperato quello che stavate cercando potrete conservarlo e infine riutilizzarlo al momento opportuno (oppure scambiarlo per un altro oggetto, dato che non esiste alcun inventario). In tali circostanze sarete comunque obbligati a seguire un percorso predefinito e non potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia come in altre occasioni.In aggiunta a tutto questo sono stati inseriti livelli bonus studiati appositamente per esaltare le caratteristiche dei sette avventurieri. Potrete accedere a tali location solo se nel vostro team sarà presente il soggetto che possiede il potere richiesto per entrare. Una volta all'interno del dungeon vi sarà concesso di utilizzare la squadra al completo, ma sarà comunque l'eroe di turno l'unico protagonista. Va da se che per esplorare la caverna nella sua interezza, dovrete necessariamente completare il titolo con tutta la combriccola al vostro seguito (e quindi ricominciare il gioco con nuovi personaggi). Vi ritroverete così ad attraversare antichi paesaggi medievali, rovine sepolte piene di monumenti, laboratori fantascientifici ecc… il tutto senza alcuna soluzione di continuità (no, non è una critica).

Questa formula presenta sia pregi sia difetti. Da un lato, la possibilità che viene data di ripercorrere il gioco con personaggi di volta in volta differenti giova senza dubbio alla longevità. D’altro canto però, dopo aver trovato una soluzione per gli enigmi più semplici, probabilmente vi passerà la voglia di ripetere le stesse azioni continuamente. Insomma, il coinvolgimento calerà progressivamente ad ogni nuova sessione. Ma al di là di simili osservazioni, resta da chiarire una questione importante. The Cave merita di essere giocato? È un degno successore delle opere più famose di Ron Gilbert? Si e no. Ovviamente il titolo non può vantare il carisma e l'importanza di un Monkey Island, ma è anche vero che una simile pretesa non avrebbe mai potuto essere soddisfatta. Non possiamo chiedere a un autore che già ha contribuito a fare la storia del videogaming di ripetersi continuamente e di sfornare capolavori uno dietro l'altro. Sarebbe inverosimile a anche un po' ingiusto. Quello che dovremmo fare invece è stabilire se The Cave sia almeno un buon gioco. La risposta in questo caso è senza dubbio positiva: non soltanto il titolo, a livello strutturale, omaggia i grandi classici del passato, ma è anche incredibilmente divertente di suo. Gli enigmi sono ben congegnati (da leggersi "folli oltre ogni limite") e alcuni di essi vi terranno impegnati per un lungo periodo di tempo. Questo senza contare l'alta dose di umorismo che è presente dall'inizio alla fine e che sarà in grado di strapparvi più di una risata. Insomma, The Cave non sarà un capolavoro, ma è senz'altro un'opera riuscita.


Siamo fuori dal tunnel, del divertimento?

The Cave dovrebbe essere visto come una sorta di compromesso tra avventure grafiche vecchio stile e i puzzle/platform di ultima generazione. Sebbene sia più orientato verso la prima categoria, il titolo riuscirà a piacere sia ai nostalgici (ovviamente) che ai giovani videogiocatori amanti della frenesia e del dinamismo. Probabilmente, proprio per via del suo trovarsi in bilico tra passato e presente, l'opera di Ron Gilbert non riuscirà a convincere i puristi del genere o chi predilige l'azione indiscriminata. Ma quando si tenta di mediare tra due epoche, due filosofie e due diverse tipologie di pubblico questi sono rischi da mettere in conto. Magari, alla fine, lo scopo non era quello di accontentare tutti; a noi, però è parso così e a giudicare dai risultati l'obbiettivo è stato raggiunto.

COMMENTO
Leandro "White Lhio" Rossi

Sebbene abbia iniziato a giocare da giovanissimo, ho avuto modo di provare (e apprezzare) le vecchie avventure grafiche di Ron Gilbert solo in epoca più tarda. Quindi, nonostante possa definirmi un grande amante degli enigmi e delle storie fuori dagli schemi, devo ammettere di preferire una formula ludica più movimentata, se non altro per via della mia formazione personale. Da qui il mio amore per le avventure dinamiche che ultimamente hanno iniziato a scomparire in favore di prodotti votati quasi unicamente all'azione. Fatte queste premesse, devo ammettere di aver trovato incredibilmente affascinanti l'enorme caverna parlante e i suoi bizzarri ospiti. Le decine di puzzle e quel pizzico di frenesia in più che sollevano il titolo dai rigidi schemi delle avventure grafiche di un tempo hanno saputo riaccendere in me una passione che con gli anni credevo spenta. Un ottimo risultato, non c'è che dire.

PS: sono l'unico che sogna un survival horror vecchio stampo (alla Alone in the Dark o alla Resident Evil 2) con enigmi elaborati personalmente da Ron Gilbert? Si? Forse passo troppo tempo a fantasticare...

GRAFICA:7.5Volutamente goffo e spigoloso. Uno stile interessante a cui manca forse qualche dettaglio in più.
SONORO:8In The Cave domina perlopiù il silenzio. Ma i pochi brani presenti e, soprattutto, il doppiaggio di prim'ordine lasciano il segno.
GIOCABILITà:8Divertente, folle, in un certo senso perfino “fresco”. Incentiva la rigiocabilità, seppur con alcuni limiti.
LONGEVITà:7.5Dipende dalla vostra bravura nel risolvere gli enigmi, ma tutto sommato siamo su buoni livelli.
VOTO FINALE8
PRO:-Enigmi veramente ispirati
-Buon doppiaggio
-Altamente rigiocabile
CONTRO:-Graficamente così così
-Fasi platform un po' troppo abbozzate
Trine 2: Director's CutPiù incentrato sull'azione, offre comunque una buona quantità di enigmi ambientali basati sulla fisica.
Braid ( PC )Per chi ama scervellarsi fino all'esaurimento nervoso, un capolavoro del genere che saprà rapirvi.
SCHEDAGIOCO
Cover The Cave

The Cave

  • data d'uscita: 23 gennaio 2013
  • produttore: SEGA
  • sviluppatore: Double Fine Productions
  • Distributore: Microsoft
  • Genere: Avventura
  • Multiplayer: 1-3 giocatori Locale e Coop.
  • Supporto: Xbox Live
  • Pegi: 12+
  • Sito di The Cave
Scheda completa...
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