The Darkness II

Tutta colpa dell'amore!
Scritto da il 22 febbraio 2012
The Darkness II Recensione

Tratto dall'omonimo fumetto prodotto da Top Cow Productions, The Darkess II è il secondo capitolo della serie uscita nell'ormai lontano 2007 su Xbox 360 e PlayStation 3. Da Starbreeze a Digital Extremes, questo è stato il cambio alla regia voluto da 2K Games; cambiamenti che ritroviamo in molti degli aspetti che andremo a snocciolare nei prossimi paragrafi.


I ricordi che fanno male

Son passati due anni da quella tragica morte. Come è possibile farsene una ragione? E come si può andare avanti?

L'amore è una brutta bestia, tanto quanto diventare una specie di umano-mostro-anti-eroe vendicativo e senza scrupoli!

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In poche parole, a malapena due righe, abbiamo riassunto gran parte della trama di The Darkness II! E cotanta dedizione ed impegno hanno un nome ed un cognome: Paul Jenkins, famoso fumettista inglese ricordato perlopiù per la lunga collaborazione con la Marvel Comics. Insomma, da uno che ha messo le mani anche su episodi di Hulk e Wolverine, ma soprattutto è bene inserito in ambito videoludico viste le sue partecipazioni a serie come God of War e titoli come Twisted Metal: Black, ci si aspetterebbe qualcosa di più “intelligente” ed immersivo, interessante ed elettrizzante. Al contrario, dopo una scena iniziale che trae in inganno (la stessa che potrete provare grazie alla demo di gioco rilasciata), trama e situazioni di gioco non riescono a provocare nel videogiocatore di turno quello stato emotivo che spesso i grandi giochi fanno, appoggiandosi, al contrario, ad apparizioni e ricordi passati che non riescono a nascondere la piattezza dell'azione ed una linearità disarmante. Questo escludendo i momenti in cui Jackie mostra tutte le sue debolezze, che colpiscono inizialmente, ma allo stesso tempo evidenziano la ridondanza dello stesso tema, proposto più e più volte.Quello in cui il prodotto targato 2K Games è riuscito a migliorare è senz'altro il ritmo di gioco, ora più veloce e meno dispersivo, in molti casi frenetico; merito anche della completa eliminazione delle missioni secondarie.

Poco altro da aggiungere, se non che oltre ai ricordi dolorosi Jackie si troverà a contrastare la Fratellanza, una strana organizzazione che vuole impossessarsi della sua Tenebra per dominare il mondo intero! E qui, i primi grandi interrogativi: da un lato il rimorso, l'odio profondo per “quella cosa” che ha causato la morte della cara Jenny; dall'altro una incredibile abnegazione nel difendere quel male, che prima dell'attacco al ristorante era rimasto a riposo per un paio d'anni! Non molto coerente come situazione, visto che si passa dal disprezzo alla difesa di quella specie di “maledizione”, poi di nuovo al disprezzo. Quindi, ancora una volta, alla difesa a costo della propria vita, che causerà ingenti perdite tra la “famiglia allargata” del protagonista.


Un vero, unico, raggio di luce: Jenny Romano

Ad affiancare il nuovo antagonista c'è la “presenza” della tanto amata Jenny che fa la sua comparsa tramite continui flashback e “realtà” alternative che spiazzano il giocatore, ricostruendo quindi al meglio la preoccupante situazione mentale e psicologica di Jackie, ormai stanco e non più così forte da opporsi alla Tenebra che vuole dominarlo. Questo trasforma l'intera storyline in un rincorrere l'amore perduto, evidente e chiaro segnale della non accettazione del protagonista a questa dolorosa perdita, andando così a collimare con quanto, in parte, era già avvenuto nel predecessore. Bisogna però riconoscere agli sviluppatori di essere riusciti nel ricreare momenti di particolare tenerezza, facendo uso di quel tocco di classe che non guasta mai, e quindi nella riuscita ricostruzione della forte connessione presente fra Jackie e Jenny.

Purtroppo non è tutto oro quello che luccica, soprattutto in virtù della discutibile trama che non perde occasione di mostrarsi banale e in lunghi tratti al limite del ridicolo, tanto che il finale da “brivido” siamo sicuri lascerà senza parole di alcuna gratitudine i più obiettivi e capaci nel giudicare un videogioco; in particolare, certi aspetti che compongono l'ossatura della trama portante.


"Nessuno può tenere sotto chiave la notte" (cit. The Darkness II)

A favore di un ritmo di gioco più elevato, come dicevamo poc'anzi, The Darkness II riesce a divertire grazie alla possibilità di poter usare i 2+2 arti superiori. I primi due impugnando pistole, mitragliette, fucili a pompa; i secondi come estensioni della Tenebra: una utile per afferrare, lanciare, scardinare; l'altra per spazzare via, agitare, spezzare e rompere. Queste possibilità di gameplay vengono incentivate dall'interazione con alcuni oggetti ambientali, quindi potrete impalare un nemico piuttosto che segarlo a metà con delle ventole; potrete farlo esplodere lanciandogli addosso delle bombole di gas, spezzarlo tramite movimenti repentini. Oppure decidere di difendervi afferrando portiere di auto o scudi col tentacolo sinistro, per poi lanciarlo contro il nemico nel momento opportuno per ucciderlo, spezzandolo in due o più pezzi!

Aumenta quindi la componente splatter, visto che l'uso dei tasti dorsali, quindi dei due tentacoli, diventa presto abitudine. Dopo qualche ora di gioco, però, nonostante un sistema di upgrade che ci consente di sfruttare l'essenza oscura raccolta grazie alle uccisioni fatte, The Darkness II mostra i suoi limiti ed una certa ripetitività di fondo: sostanzialmente, l'azione non si evolve in maniera così evidente dalla sua forma iniziale, nemmeno dopo l'aver sbloccato tutti i talenti che il team di sviluppo ha reso disponibili. La sensazione di “gioco compiuto a metà” la si ottiene anche per la scarsa varietà di nemici, di quattro o cinque varianti: decisamente poche anche per un gioco del genere.Ulteriori particolari di cui discutere sono quelli riguardanti i Darkling, il disturbo delle luci ed il loro impatto a livello di gameplay e le scene di esecuzione possibili con i tentacoli della Tenebra. Per la questione Darkling, nel primo The Darkness ne erano ben quattro, ognuno con proprie finalità e scopi, e potevano essere evocati in determinati zone. Questo aspetto conferiva al titolo anche una certa componente strategica, andata completamente a farsi benedire con questo sequel. Ora il Darkling, unico e non evocabile a piacimento, fa la sua comparsa in determinate situazioni e momenti di gioco, aiutandoci spesso nei combattimenti come se fosse un altro player gestito dall'IA. Ciò va a togliere un po' di profondità, andando però incontro alla componente d'azione; tuttavia, nel corso della campagna in singolo sono presenti anche due sessioni da affrontare nei panni dello stesso, che danno un pizzico di varietà in più ma, a conti fatti, si dimostrano fine a se stesse.

Un altro aspetto peculiare è quello della luce: Jackie “in versione tenebrosa”, se vicino a fonti di luce, tramuterà in Jackie “versione liscia”, quindi non potrà utilizzare i tentacoli, e di fatto sarà “ostacolato” da un particolare effetto di accecamento che compare sullo schermo in questi determinati istanti. Diventa buona premura, pertanto, distruggere queste fonti, per fare in modo che il buio e le tenebre dominino su tutto il resto. Infine, le esecuzioni. Tramite esse sarà possibile recuperare energia, munizioni o essenza oscura utile per la ricarica dei poteri sbloccati. Il tutto tramite la semplice pressione di un tasto, col quale potremo afferrare il nemico di turno ( che dovremo prima stordire ); purtroppo, durante queste uccisioni The Darkness II entra in uno "stato di pausa" di qualche secondo, non permettendo al giocatore di compiere altre azioni al tempo stesso o movimenti di alcuna sorta. Una scelta azzardata, perchè se da una parte queste esecuzioni elevano all'ennessima potenza il gore della produzione, dall'altro vanno a spezzare il ritmo di gioco che in alcuni casi si fa esaltante; quel ritmo che, proprio nella precedente release, mancava.

Una delle scene principali tratte dal gioco, disponibile anche nella versione demo. Bionde: "Jackie, ti ricordi di noi? Siamo qui per te!" Jackie: "Mmm...". Io: "Mmm, tra poco smetteranno di fare le..." 

L'ultimo concetto su cui spendere qualche riga riguarda l'ampiezza del campo visivo, che ha dato fastidio a molti utenti che perlopiù hanno acquistato la versione PC del gioco. Aprendo con un “complimenti a 2K e agli sviluppatori che hanno portato il gioco anche su computer, a differenza del predecessore che non arrivò”, va assolutamente fatto qualcosa per migliorare l'esperienza in tal senso. Un problema che, in verità, mostra i suoi limiti (seppur in maniera meno evidente) anche su console a causa dello spazio che occupano i quattro arti, che impediscono spesso la visione dei nemici dai fianchi. Questa seccatura potrebbe rivelarsi ancor più marcata qualora decidiate di affrontare il gioco a difficoltà massima.


Vendetta!

A corredo della modalità in singolo c'è quellacooperativa fino a 4 giocatori (sia online che offline) che dona un paio d'ore in più alle cinque/sei richieste per arrivare ai titoli di coda della trama principale. Rispetto al primo, in cui era proposta una modalità competitiva di discutibile valore, per The Darkness II si è pensato di inserire dei contenuti che vanno ad impreziosire le vicende primarie attraverso 18 missioni, alcune delle quali rivelano dei particolari su cui gli sviluppatori avevano volutamente sorvolato. Una buona pensata, divertente al punto giusto e che aggiunge relativamente poco ai non amanti del gioco multiplayer; molto più, invece, per chi deciderà di portare a termine le missioni in tutte le difficoltà presenti, potendo così acquistare tutti i poteri selezionabili nel menu ad albero (che non rappresentano un continuo con quelli sbloccabili in singolo) o per gustarsi fasi di gioco intervallate da divertenti conversazioni che avverranno automaticamente tra i quattro personaggi selezionabili.

In ordine, ci riferiamo a Inugami, Shoshanna, Jimmy Wilson e JP DuMond. Il primo è un assassino abile e mentalmente instabile, armato della leggendaria spada Kusanagi; Shoshanna è un agente addestrata dal Mossad, efficiente e sempre attenta. Possiede una speciale pistola che spara essenza oscura e che provoca morte e distruzione nella zona circostante in cui viene usata. Seguono Jimmy Wilson, scozzese che ama il calcio, l'alcol e odia gli inglesi. La sua abilità speciale è quella di fare apparire Darkling multipli, che arriveranno in soccorso ed in aiuto durante i conflitti. Infine, il dottor JP DuMond costretto a ricorrere alle cure Voodoo per curare i suoi pazienti, a causa delle risorse limitate a sua disposizione e dei posti in cui i suoi pazienti hanno rifugio. Lui ha il potere di creare dei veri e propri buchi oscuri che risucchiano tutto ciò che che di nemico si trova nelle vicinanze.

Traendo le nostre conclusioni, dopo un buon numero di ore passate a giocare online, possiamo certamente dire che questa modalità riesce a fondere ed affiancare svariate abilità e tipologie di gameplay, anche se riprese da quelle che sono alcune delle mosse disponibili in single player, e che si fa apprezzare il giusto ma senza strafare. Proprio come avviene per quanto vissuto nei panni di Jackie, dopo tutto.


Tecnicamente fa la sua bella figura

In contrasto con quanto mostrato nel primo The Darkness, il prodotto di Digital Extremes sfoggia un comparto grafico che ben si adatta al fumetto da cui il gioco trae ispirazione. L'effetto particolare che è stato utilizzato unisce la bellezza di tratti che paiono veramente disegnati a mano, nello specifico a matita, alle renderizzazioni in cel shading a cui anche altri prodotti 2K ci hanno abituato (Borderlands su tutti). Il risultato è davvero buono, almeno nelle location più piccole; meno quando le vicende di gioco ci proiettano in ambientazioni più grandi. Da elogiare anche la palette di colori utilizzata, che spazia tra diverse tonalità e riesce a conferire credibilità durante le fasi in cui il sangue e la lacerazione dei corpi faranno da padrone!

Alcune imperfezioni è comunque possibile notarle: le skin dei personaggi non sono sempre all'altezza, anzi quasi mai, e i più attenti noteranno la presenza di ombre poco veritiere e in molti casi fuori posto. Dal punto di vista sonoro The Darkness II offre poco a livello musicale, ma le licenze utilizzate vengono sfruttate in momenti clou della storia, travolgendo il giocatore e quindi creando un feeling importante con le strazianti emozioni che il protagonista prova ancora per l'amore perduto. A questo bisogna aggiungere un più che buon doppiaggio in lingua inglese, che riesce a fare la sua parte anche in italiano (con qualche riserva su qualche traduzione lasciata al caso...).


Non c'è due senza tre!

The Darkness II è, in definitiva, più una sorta di esperimento col quale ci si è avvicinati fin troppo agli attuali sparatutto in prima persona che un titolo realizzato ed indirizzato ai fan del fumetto originale e della precedente release. L'involuzione del personaggio principale, Jackie, prima un violento e vendicativo ragazzo a cui avevano strappato l'unica speranza di una vita migliore, ora una specie di “eroe” tormentato e posseduto da un male oscuro che non gli consente più di scindere la realtà dalla finzione, mette in risalto come gli sviluppatori abbiano imboccato una strada diversa. E a questo fa compagnia una linearità imbarazzante, che evidenzia quanto detto sopra. Queste scelte, oltretutto, avranno ripercussioni anche sul prossimo capitolo visto il finale aperto che lascia abbastanza perplessi e sbigottiti. Nonostante ciò, è stato abbastanza interessante "vivere" alcune vicende, tanto da imparare una massima che potrebbe recitare più o meno così: “anche gli indemoniati 'eroi' dei fumetti sanno amare, soffrendone così tanto da fottersi del tutto il cervello!”

COMMENTO

The Darkness II a mio avviso è un gioco riuscito a metà: da un lato le fasi di gioco lineari e che alla lunga portano alla noia, dall'altro interessanti situazioni intervallate da una trama che non perde occasione per mostrarsi banale. Insomma, mi aspettavo decisamente di più. Vedremo cosa accadrà con il sequel; già, ci sarà un The Darkness III...

GRAFICA:7.5Tutta in cel-shading, che meglio evidenzia lo stile fumettoso da cui il gioco trae ispirazione. Incertezze negli ambienti più ampi, nelle skin e nelle ombre.
SONORO:7.5Buon doppiaggio in italiano, ottimo quello in lingua inglese. Troppo pochi i brani audio, anche se bene inseriti in determinati momenti topici.
GIOCABILITà:6.5Due mani per le armi più due tentacoli, eppure bisogna fare i conti con la linearità e la poca varietà d'azione. Il campo visivo darà problemi di adattamento a molti.
LONGEVITà:7.5Cinque o sei ore per il singolo, con buona rigiocabilità, qualche altra ora per la modalità cooperativa.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Il doppiaggio in lingua originale
- Stile grafico accattivante
- Modalità coop interessante
CONTRO:- Lineare fino alla nausea
- Trama banale
- Longevità non proprio esaltante
The Darkness ( X360 )Il primo episodio della serie.
BioShock ( PC )Uno dei migliori FPS di sempre. Da avere assolutamente.
SCHEDAGIOCO
Cover The Darkness II

The Darkness II

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