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The Elder Scrolls V: Skyrim ( PS3 )

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Informazioni The Elder Scrolls V: Skyrim
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Recensione The Elder Scrolls V: Skyrim  Scritto da: Vincenzo "Enea" Cascone | Data: 2011-11-30

L'epica videoludica questa volta sale a Nord


The Elder Scrolls V Skyrim | Videorecensione...di VGNetwork


Non è mai cosa semplice recensire un nuovo capitolo di “The Elder Scrolls”, punta di diamante del parco titoli di Bethesda. Non tanto perché è sempre atteso da migliaia di appassionati come il messia del genere dei Gdr occidentali (questo non spaventa, al massimo entusiasma), ma, a rendere difficile sintetizzare in un numero definito di caratteri cosa voglia dire vivere un’esperienza videoludica del genere, interviene la vocazione peculiare della serie, alla quale gli sviluppatori non sono mai venuti meno: concedere ampia liberta ai giocatori, in un open world fantasy finemente ricreato.
Il discorso non è diverso per Skyrim, quinto capitolo della saga e ultima creazione dei ragazzi di Bethesda, dopo i recenti fasti di Fallout e Rage.
Proviamo subito a rintracciare l’essenza di Skyrim. La ritroviamo già nel main theme della soundtrack (“Sons of Skyrim”, ndr) , apparso fin nei primissimi trailer del gioco: monumentale, maestoso, epico. Proprio come risulta essere il gioco, lo anticipiamo, alla fine della nostra prova. Vediamo come.




Per evocare un drago non c’è sempre bisogno di sette sfere

Spesso accade, nei Gdr, che il personaggio di cui i videogiocatori sono chiamati a scrivere la storia sia un individuo apparentemente insignificante, uno come tanti, se non fosse che, per qualche strana vicenda, diventi un eroe quasi per caso. Ma nel progredire della main quest un’ agnizione spettacolare è sempre dietro l’angolo: dà una spiegazione al disegno provvidenziale dietro il destino del protagonista, ne rivela la natura speciale, lo chiama a compiere grandi imprese, legittimamente.
L’ultima creatura di casa Bethesda non fa eccezione, in questo senso: il quinto capitolo della serie è ambientato a Skyrim, la regione più settentrionale dell’universo di Tamriel. I giocatori faranno bene a dimenticare presto la lussureggiante Cyrodill e la Città Imperiale: Skyrim è un territorio aspro e severo, caratterizzato dalla presenza di innumerevoli rilievi dai quali si possono dominare valli e laghi più o meno ghiacciati, con tanta neve a fare da scenografico sfondo alle vite dei Nord, una sorta di Normanni in chiave fantasy, uomini semplici, ma dal corpo e dall’animo segnati dalle dure condizioni climatiche.
Non meno difficili sono le condizioni politiche all’inizio della nostra avventura: i Nord si sono organizzati in nove grosse città-feudo e in comunità rurali più o meno grandi (solitamente lungo il corso di un fiume, nei pressi di una miniera, di una segheria, di un santuario), affidando il comando ad uno dei tanti re, detti “Jarl”. Potere predominante, però, è quello nelle mani del Re dei Re, lo Jarl della città di Solitude. Questo lo stato delle cose, almeno fin al momento in cui tale Ulfric della Casata dei “Manto della Tempesta” non porta a compimento il suo progetto: uccidere il Re dei Re, reo di aver avuto poco mordente nei confronti dell’Impero e delle sue legioni dislocate in tutta Skyrim, e avocare a sé il titolo regale.
L’ardito progetto di Ulfric porta tutta Skyrim sull’orlo della guerra civile. Mentre tenta la fuga, Ulfric viene catturato dalle truppe imperiali insieme ad un manipolo di altri presunti ribelli, condannati a morte senza possibilità di appello. Tra questi, inutile dirlo, ci siamo noi, personaggi dall’oscuro passato e chiamati a dar conto ad uno dei soldati presenti nella cittadina di Helden, in attesa di essere giustiziati. Le sue domande ci permettono di dare un’identità ben precisa al nostro personaggio, non solo grazie ai “doveri” anagrafici, ma soprattutto alla scelta di una delle 10 razze presenti, che in Skyrim assumono un rilievo ancora maggiore ai fini del gameplay. Ognuna di esse, infatti, ha un ben precisa vocazione (nulla di particolarmente innovativo: guerriero, mago, ladro, più qualche ibrido), dei poteri speciali e un differente inventario di base, utilissimo soprattutto all’inizio del gioco.
Dopo i semplici passaggi nel pratico editor, il boia ci chiama a sé, tutto è pronto per la nostra decapitazione, quando ecco che viene a salvarci… un drago!
Lo sgomento si legge nelle facce di tutti i presenti: i draghi, creature leggendarie di un passato ormai mitico, non si vedevano nei cieli di Skyrim da diverse generazioni. Cosa può averli risvegliati?
Una fuga precipitosa da Helden attraverso un dungeon sotterraneo funge da tutorial di gioco, impegnativo quanto basta per iniziare a prendere dimestichezza con il gameplay e uscire sani e salvi all’aria aperta.
Da lì il progredire della main quest ci porta ben presto a conoscere la verità: altro che semplice ignoto, il nostro personaggio risulta essere l’ultimo Dragonborn, un Dovahkiin, un guerriero che, secondo antiche leggende, sarebbe in grado di parlare la lingua dei draghi.
Non scendiamo troppo nei dettagli riguardo la trama del gioco (una trama che, finalmente, risulta più profonda e particolareggiata), ma date queste premesse è facile intuirlo: i nostri speciali poteri ci renderanno artefici non solo del nostro destino, ma anche di quello di tutta Skyrim.

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In alternativa a The Elder Scrolls V: Skyrim
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Il primo Elder Scrolls di questa generazione di console. Benvenuti a Cyrodill.
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Non lo stesso esatto tipo di gioco, ma le somiglianze ci sono. E anche la qualità.
Il commento dell'autore su The Elder Scrolls V: Skyrim
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Vincenzo "Enea" Cascone

Alla fine ci sono ricascato. Come era successo all’uscita di Oblivion, anche questa volta mi sono lasciato ammaliare dall’epica di Bethesda, in grado di catturarmi come pochi altri videogiochi sono riusciti a fare. Ma ne è valsa veramente la pena. Come ogni Elder Scrolls, Skyrim è un prodotto che per essere apprezzato appieno necessita di impegno e tempo. Non proprio adatto ai casual gamers, quindi.
Ma chi si sente pronto per partire all’avventura non ha da temere. Detto ciò, che sto qui a parlare ancora? Corro a giocare!


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Pregi del gioco

Mondo vastissimo

Comparto audio di altissimo livello

Potenzialmente infinito…
Difetti del gioco

…il che è un male per la vita sociale

Qualche limite tecnico

Qualche bug di troppo

Pagella del gioco
Voto grafica
8
Il comparto grafico eccelle sulla ricreazione di paesaggi ad ampio raggio e architetture varie, ma denota limiti sul caricamento di texture ravvicinate.
Voto sonoro
9.5
Il doppiaggio italiano riesce senza demeriti nel suo lavoro, ma è tutta la musica di atmosfera ad essere semplicemente epica.
Voto giocabilit
9
La struttura base degli altri Elder Scrolls viene qui riproposta, con qualche novità (ad esempio la magia a due mani e gli Urli) di buon impatto.
Voto longevit
10
Poche storie: otterrebbe il massimo voto possibile in una qualsiasi scala di valutazione.

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