Square Enix è un grande colosso nipponico specializzato in JRPG. Non a caso è la madre della saga Final Fantasy (quando ancora era Square Soft) e Dragon Quest, solo per citarne alcuni.
Questa volta torna sul mercato con un JRPG dal gameplay un tantino atipico, ma con delle potenzialità. Saranno riusciti ad implementare il tutto come desiderato?
Spade, scudi ed asce
La storia di The Last Remnant comincia con un ragazzo che corre disperatamente in un bosco, chiamando una certa Irina. Da qui arriverà all'orlo di uno strapiombo, in fondo al quale due imponenti eserciti stanno per scontrarsi... Ma il ragazzo vede in lontananza Irina fra le fila dell'esercito. Da buon titolo con ambientazione fantasy-medioevale, il nostro eroe non esita e gettarsi in mezzo alla battaglia.
Un caso fortuito condurrà l'eroe, di nome Rush, al servizio del marchese di Athlum, in una piccola ma florida città. Grazie a questi cominceremo a vederci più chiaro nelle prime nebbie della trama e finalmente capiremo cosa sono i remnant.
Miracoli e distruzione
I remnant sono degli oggetti animati, con una volontà. Questi sono capaci di terribili distruzioni, ma anche di grandi prodigi.
Affinché possano liberare il loro potere, necessitano di qualcuno che si “leghi” a loro in un collegamento che termina solamente con la morte di chi si è legato, facendo tornare il remnant in letargo. Per questo motivo, ogni città che visiteremo avrà un proprio remnant al quale il signore del posto sarà connesso.
Tuttavia, a quanto sembra, i remnant non concedono il loro legame gratuitamente: ogni volta che un lord utilizza il suo remnant, questi prende un piccolo pezzo della sua anima, fino ad ucciderlo. La stessa sorte è toccata al padre di Lord David, il marchese di Athlum che ci prende con se all'inizio del gioco.
Ovviamente anche noi abbiamo a disposizione i nostri remnant, che sono utilizzabili in modo analogo ai turbo di Final Fantasy X: al fianco dei Punti Vita vi è una barra verticale. Questa si riempie con gli attacchi e si svuota subendo danni, il tutto ovviamente in proporzione. Quando questa sarà piena, avremo la possibilità di ordinare un attacco speciale con i remnant, causando ingenti danni.
“Coprire i fianchi!”
Gli appassionati del genere certamente sapranno che nei titoli classici ogni personaggio è sotto il nostro stretto controllo. Equipaggiamento, azioni, invocazioni e quant'altro sono sempre decise dal giocatore. Abbandonate questo concetto in The Last Remant. Questo potere decisionale ci spetta solamente sul nostro alter ego virtuale, Rush. Infatti non abbiamo a presso un vero e proprio party come siamo abituati, ma un esercito composto da più plotoni a cui è possibile dare svariati ordini.
Procediamo con calma, per non mettere confusione: nel gioco si ha un limite massimo di truppe schierabili con diverse formazioni. Un insieme di truppe viene chiamato unione. Ognuna di queste necessita di un leader, un capitano, che ha il compito di abbaiare ordini, come al solito. Come vi abbiamo anticipato, abbandonate l'idea dei menù schematici durante le battaglie che ci fanno decidere minuziosamente cosa fare, qui darete gli ordini proprio come in battaglia. Le opzioni che potrebbero apparirci sono “carica!”, “all'attacco con le arti guerriere!” o “curateli subito!” e i personaggi agiscono di conseguenza. Ci è dato sapere quale abilità useranno, ma non deciderla.
Lo stesso per quanto riguarda l'equipaggiamento: non possiamo dare oggetti ai nostri personaggi, devono essere loro a cercarli. Tenendo un'asta o una spada, per esempio, nell'inventario ci potrebbero chiedere se siamo disposti a prestargliela (a fondo perduto). Questa scelta non è campata per aria ma inserita nel contesto del gioco. Infatti il nostro esercito è composto perlopiù da mercenari, persone pagate per combattere al nostro fianco. Per quanto nel tempo ci chiederanno consigli sull'allenamento o altro, abbiamo il potere di congedarli senza remore in qualsiasi momento per poi riassumerli, pagando una quota. Per fortuna i soldi non sono un problema in questo gioco!
Una nota di demerito va al tutorial assolutamente insufficiente. La scelta di spiegare le cose quando si incontrano va bene, ma si lasciano in disparte troppi elementi che causano nel giocatore della confusione su certe meccaniche. Per esempio, viene dato per scontato che i personaggi chiederanno l'equipaggiamento nel corso del tempo, quindi è consigliabile non venderne troppi, o che le pozioni in battaglia vengono create sul momento solo se si hanno a disposizione i giusti ingredienti, quindi di fare spesso provviste.
Nella nostra esperienza ci siamo trovati a consultare più volte il libretto di gioco ed internet per riuscire a cogliere a pieno quello che il titolo ha da offrire.
“Accetterai questa missione, viandante?”
Se il tutorial risulta poco curato, altrettanto non è per ciò che riguarda le sub quest, l'esplorazione ed il lelvel design. Infatti, se vogliamo giocare il titolo al 100%, la trama principale sarà assolutamente insufficiente sotto questo aspetto. Per scoprire nuove città o aree esplorabili bisogna infatti raccogliere informazioni in città e viaggiare. In questo modo possiamo ammirare il lavoro svolto per quanto riguarda le ambientazioni che forse non saranno l'apoteosi, ma sono molto caratteristiche, al punto che un'occhiata è possibile capire in quale posto ci troviamo, complice anche un ottima scelta nelle musiche. Lo stesso per le sub quest che non appaiono tutte uguali, ma sono ben distinte fra loro ed inoltre alcune saranno necessarie per poter reclutare nuovi membri nel nostro gruppo.
Potenziale rovinato
Come è accaduto per molti altri titoli, anche questo mostra delle potenzialità e un po' d'innovazione, tentando di svecchiare un sistema di combattimento con diverse interfacce grafiche, ma che alla base è sempre uguale. Peccato che la stessa cura non sia stata seguita durante la fase di realizzazione del prodotto: sia nella versione 360 che quella per PC, il gioco è soggetto a frequenti scatti, nella fattispecie all'inizio delle battaglie. La grafica, inoltre (sviluppata in partnership con Nvidia), risulta inutilmente pesante: il titolo possiede infatti un comparto grafico ampiamente nella media. In particolar modo se nella versione PC abbassiamo il dettaglio delle ombre si nota un miglioramento delle prestazioni, anche se gli scatti continuano a persistere.